domenica 31 gennaio 2016

LA REGINA DELLA NOTTE



 Sarà che il tempo meteorologico è "sballato", oggi c'erano 17°, io sento già odore di primavera, ho già fatto le pulizie pasquali, a dir la verità un po' meno minuziose del solito, ma quest'anno non mi andava di fare la solita Cenerentola. Avevo voglia di fare la Regina della Notte, di mascherarmi e tanta voglia di Carnevale. Sono andata a Predappio, un picolo Carnevale, ma mi sono divertita assai, sfrappole e vin brulè in omaggio a tutti, tanti bambini mascherati e tanta musica, così non solo ho mangiato i dolci e bevuto un po' di vino, ho anche ballato. Poi una visita alla Chiesa di Sant'Antonio da Padova, un tempo dedicata a Santa Rosa da Lima che ha una bellissima cupola, la chiesa fu iniziata nel 1931, l'anno di nascita di mio padre Livio, avevo intenzione di fare una visita al cimitero dove riposa, essendo oggi il 31,invece sono andata a Predappio, così ho voluto ricordare mio padre perché qui è conservata una  Sacra Spina di Gesù. Nella chiesa da anni si conserva in silenzio quella che pare essere una originale spina della corona di Gesù Cristo. Vi è quindi custodito uno dei più importanti reperti, esistenti al mondo, della Passione di Cristo. Nel terzo mistero del dolore, infatti, si contempla l’incoronazione di spine di Gesù. Da pochi anni è appesa al muro della navata sinistra, la pergamena che testimonia il dono del reliquiario da parte del principe Antici Mattei al capo dello Stato dell’epoca, Benito Mussolini, a conseguenza del Concordato del 1929. Tutte quelle dannate memorie, cioé la storia scritta solo dai vincitori, creò e crea tutt'ora solo un gran casino.Come vi sembro? Sono una Regina della Notte passabile o è meglio che faccia la Cenerentola a vita?

sabato 30 gennaio 2016

QUESTO MIO POVERO CUORE

QUESTO MIO POVERO CUORE

A volte ho paura di morire  
ho letto la mia mano  
non avrò la vita lunga. 
A volte mi sveglio  
ho il cuore fermo 
senza battiti 
mi spavento   
mi sento soffocare
mi manca l'aria 
poi il cuore riprende a battere   
la paura passa. 
Il ritmo del mio cuore è ballerino 
un ritmo aritmio
forse non gli piace
il ritmo della vita  
oppure é stanco 
di avere amato troppo
di avere amato male
di avere dato
a chi non meritava niente
ma proprio niente.
Questo mio povero cuore

aritmico e aritmetico
col suo sgangherato ritmo
non sorregge più
le mie aritmiche e aritmetiche
multiformi emozioni

Paola Tassinari alias Teoderica

CAPTAIN AMERICA



 E' da  molto tempo che non guardo la televisione, forse qualche anno. Ma già dal 1997 guardavo solo la televisione satellitare, la TV nazionale con le altre reti di Berlusconi, le guardavamo, io e mio figlio per addormentarci. Sono i ricordi più belli, io e mio figlio sprofondati e incrociati in un divano di piumino d'oca, che ci incassava i corpi come in una "cuccia", ogni tanto ci giravamo per cambiare posizione e ci arrabbiavamo perché l'uno svegliava l'altro. Che dormite! Non dormivo invece, ma studiavo con le reti di RAI Nettuno che trasmetteva vari corsi universitari, dall'arte, alla storia, alla sociologia, all'economia, mi ricordo ancora i corsi del fratello del Prodi nazionale su storia contemporanea o moderna se non sbaglio. Col satellitare si potevano vedere, anche su richiesta, i lavori iniziali della TV, oddio che differenza, quanta qualità all'inizio, ricordo le puntate dello sceneggiato "Il Circolo Pickwick" di Dickens, dio che risate! Poi avevo l'abbonamento con Tele Più per vedere il canale RAI Sat Art. Quanto ho amato questo canale, quando Berlusconi ha venduto, quell'antipatico di Murdok ha tolto il canale, con la scusa che a nessuno interessava l'arte. Quante proteste ho fatto niente da fare RAI Sat Art fu cancellato. Sono diventata conservatrice dopo aver visto le lezioni sull'arte di Kennet Klark e mi piaceva un sacco una suora che era critico d'arte. Ma non volevo parlarvi di questo, ma di un tarlo che ho nella mente, che mi martella il cuore perché lo ritengo impossibile seppur possibilmente vero. Il giono prima dell'attacco alle Torri Gemelle, su RAI Sat Art, andò in onda un film, solitamente c'erano solo documentari e lezioni, io rimasi sorpresa per questo film di "Capitan America", dove tutti erano contro tutti, anche americani contro americani. Il giorno dopo ci fu la tragedia, l'attacco alle Torri Gemelle di NY e mi è rimasto da allora un gusto amaro in bocca perché la coincidenza mi pareva strana.Il crollo delle Torri Gemelle ha chiuso un'epoca e ne ha aperto un'altra. Da qualche parte ho un dipinto su cartone, in acrilico, in cui vi è raffigurato un uomo terrorizzato, e tutto il cartone è cosparso di pezzi di vetro tagliente.

venerdì 29 gennaio 2016

OMAGGIO A FRIDA KAHLO

 A volte mi spavento per quanto sono sciocca e infantile, il sentirmelo poi dire da mio figlio, mi fa vergognare ancora di più.A volte sono esageratamente gioiosa a volte sono tremendamente "saudade", non ho quasi mai la via di mezzo, la via aurea, quella mediana e del mediano.A volte sono profetica, come in questo acrilico su cartone, realizzato 15 anni fa, allora non avrei mai pensato che la mia quieta vita avesse mai potuta assomigliare a quella di Frida. L'opera è intitolata,"Omaggio a Frida Kahlo", la grande artista messicana che ha avuto una vita tormentata sia fisicamente con il corpo storpiato e incapace di dargli il tanto desiderato figlio che con il marito che l'ha usata. Ha avuto altri amori eppure non è mai riuscita a staccarsi da quel mostro che era pure un grande artista cioè Diego Rivera. Frida era letteralmente spaccata in due, dipingeva quadri spaventosi dove il suo corpo veniva martoriato e incredibili fiori e frutti pieni di forza, vitalità e colore. Anche in fin di vita ebbe la forza di scrivere... viva la vita. Io come lei, ho il corpo e l'animo pieno di ferite, al collo non ho il teschio di mio figlio, ma ho la sua lontananza che ho provocato io, lui non sarebbe mai andato via da me. Io come lei sono sdoppiata, fra il dolore e la gioia, fra la saggezza e l'infantilità. Io come lei ho avuto amori finiti male, un matrimonio finito e come lei, nonostante tutto sono innamorata pazza della vita.  Il volto che ha al collo il piccolo teschio è stato da me ripreso per la copertina del mio romanzo, "Sono bruna e sono bella", mi auguro che questo volto sia scomparso tre le pagine del romanzo e che di me rimanga solo il volto della verde speranza. 

LA COLLANA

Cari amici, come la rondine torna al tetto... sono tornata al mio blog, anzi ai miei blog, all'improvviso Facebook mi ha come dire stancato, stancato. Ho deciso che i miei pensieri li dirò qui, a casa mia. D'altronde non ho mai abbandonato i miei siti. Così ritorno con una poesia.






LA COLLANA
Amore splendente
poi non so come
questo amore luminoso
non so proprio come
è diventato una collana
che tenevo nel cassetto
vicino al letto
perle preziose
perle lacrimose
era quello che mi era rimasto di te
ho pensato
proviamo a cambiare
poi non so come
ma non so proprio come
la collana è rimasta nel cassetto
non ho più  giocato
con le perle preziose
le perle lacrimose
la collana è rimasta nel cassetto
dei ricordi cancellati
e il cambio
è stato uno scambio
uno scambio di fuoco
che non poteva
proprio non poteva
diventare una collana

Paola Tassinari alias Teoderica






mercoledì 27 gennaio 2016

LA FOGLIA IN CIMA ALL'ACACIA

 

La foglia in cima all'acacia
si vanta:


Ma passa di li' una giraffa
col collo che in alto si slancia,
e vede la foglia e l'arraffa,
la mastica e manda giù in pancia.
E scende la foglia superba,
giù giù lungo il collo si tuffa,
si mescola all'umile erba,
in pancia alla mite giraffa


Roberto Piumini

venerdì 15 gennaio 2016

LA PEONIA E' UN FIORE CHE PARLA

Un giorno, tanti anni fa, un'anziana signora mi regalò un cespuglio di  fiori da piantare nel giardino, erano rosa, a me parevano splendidi, un dono meraviglioso,  mia madre mi disse:
"Sono peonie, sono brutte non sono come le rose, buttale via."
Io mi lasciai influenzare dalle sue parole, gettai le peonie anche se già le amavo, anche se mi piacevano più delle rose.
Ancora oggi le rimpiango.
Anni dopo, alla presentazione del mio primo romanzo mi hanno regalato una grande peonia rosa che io ho essicato a testa in giù ed ora sta là in bella vista fra cartoline e foto, come se per me non potessero più esistere  piante di peonie fresche ma solo recise o secche, quello che io avevo fatto tanto tempo fa con loro.
Le ho pure messe come foto d'apertura per il blog, peonie bianche,ora le ho tolte, mi sono perdonata per il cespuglio che avevo fatto morire.
Il fiore della peonia è tra i più venerati in Oriente da migliaia di anni come portatore di fortuna e di un matrimonio felice. Appariscente, lussureggiante, elegante incarna amore e affetto, prosperità, onore, valore, nobiltà d’animo e, in piena fioritura, pace.
Dolcemente profumata e di lunga durata, è definita "rosa senza spine". 
Le peonie bianche sono il simbolo tradizionale delle giovani ragazze che si sono distinte per bellezza, ma soprattutto per arguzia; quelle rosse sono il simbolo erotico dei genitali femminili, per cui quando scende la rugiada, che rappresenta lo sperma, il fiore si apre.
La peonia simboleggia anche  la timidezza e la vergogna: la tradizione narra che le ninfe utilizzavano petali di peonia come rifugio sicuro, per proteggere loro stesse dai pericoli.
La peonia fu al centro di numerosissimi miti e leggende: tanto per riportare un esempio, la peonia personifica le lacrime versate da Diana, dea della caccia, quando ella capì di aver ucciso il suo amato con la freccia.
Nell’antichità inoltre, era  ritenuta una pianta degli dèi, capace di cacciare gli spiriti maligni e proteggere dagli incubi notturni, utilizzata dai marinai come amuleto portafortuna per proteggersi dalle tempeste e capace di proteggere dai furti, se utilizzata coni fiori secchi collocati dove si mettono le chiavi di casa.
Nel Medioevo, la peonia veniva consigliata alle partorienti al fine di allontanare gli spiriti maligni: chiaramente, tutto ciò ricade nella superstizione antica popolare...ma siamo sicuri che nella superstizione non ci sia anche un pizzico di vero?
Ora stanno tornando di moda le rose antiche che veramente assomigliano tanto alle peonie, con la moltitudine di petali tondeggianti, in occidente la rosa è la regina dei fiori, come se noi non fossimo felici senza un po' di spine, mentre gli orientali si sono scelti come loro regina dei fiori, la peonia  che è bella quanto la rosa ma ha lo stelo senza spine.


Peonie, rose esagerate, rose
dionisiache, rose in guardinfanti,
rose superbe simili ad infanti
che si specchiano in differenti pose.
Odalische che ignude e voluttuose
prendono il bagno, tra gli specchi astanti
uguali a grandi eunuchi non curanti,
nei vasi di maioliche preziose.
Rose incinte di rosso (oh ombelicato
ventre d’estasi). Il loro lieve odore
dà come il sentimento di frescure
d’un languido crepuscolo rosato
dopo la pioggia, quando canta un gallo,
o d’un placido specchio di cristalli

Corrado Govoni
  

domenica 10 gennaio 2016

TROVATO COTTO E MANGIATO la piantaggine




La piantaggine cresce ovunque in quantità, pochi la raccolgono molti non la credono mangiabile, eppure questa erba povera, chiamata anche lingua di cane, è commestibile. Questa pianta compare ai primi soli di febbraio, per cui è una delle prime erbe a spuntare, ma è anche una delle ultime erbe a cedere alla morsa del gelo. Un’antica leggenda parla di una dama bellissima la quale offriva ospitalità e cibo a tutti i viandanti e  costoro si innamoravano di lei ma alla fanciulla nessuno di loro faceva battere il cuore. Un giorno, finalmente, bussò alla porta del castello un giovane bellissimo che circondò di attenzioni sia la giovane che la nutrice. Diceva alla damigella: “Mi incantano la tua figura snella e la tua delicata bellezza” e all’anziana  “Ammiro nella donna la rotondità e le forme tornite”. Dopo una sontuosa cena il giovane e la giovinetta  danzarono fino all’alba ed egli le dichiarò il suo amore che la fanciulla accettò. Il giovane partì per andare a chiedere a suo padre di benedire il suo matrimonio. “Tornerò prestissimo, sarò vestito come un principe e la nostra vita sarà meravigliosa...” Partì, ma non tornò mai più. La bella e la balia lo attesero a lungo sui bordi della strada tutti i giorni, finché non misero radici e divennero piantaggine lanceolata e piantaggine maggiore dalle foglie più larghe.  La piantaggine si può usare sia cruda che cotta, le foglie esterne vanno eliminate perché sono un po’ coriacee, sono buone anche cotte, hanno lo stesso uso degli spinaci. Pare sia molto buona la vellutata di piantaggine con ortiche (altra erba selvatica), dopo aver lavato bene le piante si spezzettano e si rosolano  dolcemente nell’olio, si aggiunge acqua, sale e si lascia bollire sino a cottura, si frulla il composto e lo si serve con olio crudo e crostini di pane raffermo.  Io uso la piantaggine con altre piante povere come gli strigoli e i rosolacci , le faccio bollire per un quarto d’ora, le scolo e le spadello con olio, sale e pepe e cubetti di pancetta o bacon. Questo ripieno lo metto sulle piadine (si comprano al supermercato in sacchetti da cinque pezzi, comprate quelle larghe e sottili che si piegano e arrotolano non le classiche che si spezzerebbero)  che poi piego a metà, ecco pronto un buon crescione che metterete sul grill per cinque minuti per riscaldarlo bene (la piadina va sempre mangiata calda)… mangiatelo con un bicchiere di vino Sangiovese.     

martedì 5 gennaio 2016

LA VERA BEFANA

Girando per il web ho trovato la vera immagine della Befana. Un tempo antico la Befana era una Dea legata ai cicli della Luna e all'acqua. Detentrice della vita e della morte, talmente potente da scatenare guerra o amore, talmente bella, una bellezza pura e sensuale, libera e intelligente da spaventare l'uomo che per sprezzo la rese una megera. Non mi credete? Informatevi un poco, ne scoprirete delle belle.