domenica 15 settembre 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXVII parte


Le Palilia, le feste in onore della dea Pale, probabilmente erano simili alle Antesterie o alle celebrazioni dei Cabiri o ai Misteri di Samotracia, a dimostrazione dell’importanza della dea, le Palilia si tenevano il 21 aprile, giorno considerato di fondazione per Roma.    
Non si sa bene chi fosse Pale, aveva come attributi il pastorale, il bastone che poi divenne dei vescovi, a volte anche lo scettro e le corna dell’ariete, coi romani la dea prese anche sembianze maschili e fu assimilata a Priapo, il dio col pene spropositato e sempre eretto, ciò rende Pale una divinità risalente alle dee del matriarcato, quando l’umanità non conosceva ancora il ruolo dell’uomo nella riproduzione della specie e la donna era il Divino perché da sola o con l’aiuto di un Dio metteva al mondo un essere nuovo.
Sempre sul Palatino, il colle della dea Pale, un’altra festa importante era quella dei Lupercalia, collegata al mito della città, la lupa, un rito veramente arcaico, dove i luperci, ossia i sacerdoti-lupi vestiti di pelli caprine, facevano il giro della collina, frustando quanti venivano loro a tiro, specialmente le donne: era questo un rito di purificazione e di fecondità, forse questo era un rito che ricordava l’inizio del patriarcato e la sottomissione all’uomo delle donne.

immagine: Priapo affresco ritrovato a Pompei

domenica 8 settembre 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXVI parte


Il livore di Enea per la morte di Pallante è simile all’ira di Achille per la morte di Patroclo, lo scontro fra Turno ed Enea si può appaiare a quello fra Achille ed Ettore, con la differenza che la vittoria va ai troiani, pare quasi che i troiani/etruschi tornino nella loro patria, sconfitti dai greci e debbano combattere con i greci colonizzatori o il loro stessi progenitori, che non vogliono spartire i terreni,  alla fine però  i troiani risulteranno vincenti alla grande in quanto i discendenti di Enea conquisteranno tutta la Grecia e tante altre terre.
Un discorso a parte merita Pallante, la cui importanza si può legare alla antica dea Pale e a Pallade l’amica del cuore di Atena, i nomi e la mitologia sono troppo simili per non celare qualcosa.
Pallade, nella mitologia greca, era la compagna di giochi di Atena, che fu uccisa accidentalmente da Atena durante un combattimento di allenamento, in segno di lutto, Atena aggiunse il nome di Pallade al proprio e fece costruire un’immagine della compianta amica Pallade che pose   sull’Olimpo… il famoso Palladio che era conservato a Troia.
Secondo la leggenda, durante la guerra di Troia, gli achei seppero da Eleno, figlio di Priamo, che la città non sarebbe stata conquistata fin tanto che il Palladio si trovasse in città. Ulisse e Diomede si travestirono allora da mendicanti ed entrarono a Troia e presero il Palladio: questa avventura viene menzionata come una delle cause della sconfitta troiana.
La tradizione latina vuole che Diomede restituisse il Palladio, che poi tramite Enea giunse a Roma dove fu custodito con grandi onori, in seguito si narra che venne trasferito da Roma a Costantinopoli da Costantino.
Altri Palladio esistevano, quello di Atene, ma famoso fu anche quello di Napoli, chi aveva l’originale?Il termine Palladio poteva avere origine dal palta, con significato di cosa caduta dal cielo. I palta dovevano essere sempre esposti alla volta celeste: così a Roma il dio Termine, divinità arcaica che sovrintendeva alle pietre e ai confini stava sotto un’apertura del tetto nel tempio di Giove, e un’identica apertura era stata praticata nel tempio di Zeus a Troia… ora si capisce meglio il senso di quell’ovulo magico che è l’apertura del Pantheon.
Interessante un parallelo fra i palta e le pietre venute dal cielo …  meteoriti divinizzate?
Betty invece trovava che nei miti si riproponeva un qualcosa di ormai lontano nel tempo, un evento eccezionale, che pareva narrare di una divinità scesa dal cielo, forse un’aliena o forse una dea, uccisa per sbaglio in modo accidentale da un amico terrestre, oppure che se ne va con la sua astronave, comunque torna in Cielo, l’amico terrestre sconsolato crea simulacri che vengono onorati… ricorda un poco anche la venuta di Cristo.
Comunque, per estensione con il termine Palladio si iniziò a indicare statue o altri oggetti o edifici, la cui presenza faceva da amuleto nella protezione della città.   



immagine: Pallade Atena e il centauro di sandro Botticelli

domenica 1 settembre 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXV parte


Nell’Eneide e in altre fonti si narra di come sul Palatino vivessero greci immigrati dall’Arcadia, comandati da Evandro e suo figlio Pallante: vennero in contatto con questi arcadi Ercole e poi Enea. Gli arcadi provenienti da Argo e guidati da Pallante arrivarono sulle coste tirreniche del Lazio, seconda popolazione proveniente dalla grecia dopo i pelasgi e fondarono la città di Pallante sul Palatino.
Questi arcadi forse non erano altro che i tirreni chiamati anche pelasgi o etruschi che partiti dall’Italia, colonizzarono la Grecia e poi ritornarono quando Troia fu sconfitta ed iniziarono poi le guerre fra i greci.
Interessante quindi ricordare il mito riferito a Pallante che può aver a che fare con la dea Pale e il Palatino.
Pallante ebbe un ruolo rilevante nell’ultima parte dell’Eneide come alleato di Enea e perché fu un alleato di un popolo venuto da fuori e straniero?
Questi arcadi  di Pallante e i troiani di Enea erano della stessa stirpe: tirreni o pelasgi o etruschi che sono sempre lo stesso popolo.
L’importanza di Pallante risiede nel fatto che il giovane eroe è il primo in terra italiana a morire a favore di Enea e dei suoi, destinati a essere i progenitori di Roma.
La guerra fra gli italici e i troiani è molto sanguinosa e Pallante fa strage tra i giovani guerrieri italici ma poi viene affrontato e ucciso da Turno che si appropria del suo balteo, una specie di cintura con tutta la simbologia e l’importanza che detiene, si pensi allo slacciare odierno dei cinturoni da parte dei soldati odierni. Enea fa strage fra gli italici per vendicare Pallante.Per evitare ulteriori vittime si decide che la sfida fra Enea e Turno si risolva in un combattimento tra di loro, Enea   uccide Turno.
Dante scrive: “Vedi quanta virtù l’ha fatto degno / Di riverenzia; e cominciò dall’ora, / Che Pallante morì per dargli il regno” (Paradiso, VI).
Nell’ Ode al corbezzolo, Giovanni Pascoli non solo vide Pallante come il primo morto per la causa nazionale italiana, ma anche vide nel corbezzolo sui cui rami fu adagiato il corpo del’eroe arcade una prefigurazione del tricolore, con il verde delle foglie, il bianco dei fiori, il rosso delle bacche. (it.wikipedia.org/wiki/Evandro_Pallante)


immagine: Enea uccide Turno di Luca Giordano

venerdì 23 agosto 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXIV parte


Betty aggirò l’arco di Tito e iniziò la salita, sbuffando per il caldo; trovò il colle del Palatino un paesaggio idilliaco, credeva di aver esaurito la vista del Foro come massimo splendore, invece il colle del Palatino era altrettanto meraviglioso, immerso nella natura e con gli incredibili resti delle domus imperiali.
L’evento principale per la storia del colle fu il fatto che Augusto, che qui era nato, lo scelse come residenza, da allora divenne logico per gli altri imperatori risiedere sul Palatino, tanto che il termine Palatium divenne sinonimo di palazzo.
Tra l’anno 375 e il 379 d.C. le spoglie mortali di San Cesareo, da notare il nome, diacono e martire di Terracina furono traslate, sul Palatino nella Domus di Augusto, notate il luogo, fu il segno palese della consacrazione cristiana del palazzo e di tutto il colle, ora Roma era della Chiesa.
Il Palatino, è uno dei mitici sette colli di Roma insieme al Quirinale, Viminale, Campidoglio, Aventino, Celio ed Esquilino; secondo la leggenda, Romolo e Remo furono allevati da una lupa in una caverna alle pendici del Palatino al confine col foro, e sempre qui avvenne la fondazione della città stessa ad opera di Romolo, la cui abitazione è identificata in una capanna denominata Casa Romuli.  
Il termine Palatium forse deriva dalla dea Pale, una dea molto antica, a volte scambiata con Minerva, a volte associata ai celti, probabilmente una dea legata anche agli etruschi e forse ancora prima ai tirreni, in quanto questa dea aveva a che fare coi culti della natura, dell’acqua, del verde e del fuoco e anche con la guerra, univa lo sviluppo dell’agricoltura alla sua difesa.


immagine: Palatino- Roma

giovedì 15 agosto 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXIII parte


Jafet è tradizionalmente visto come l’antenato degli europei, e anche di alcuni paesi più orientali:   japetiti  è stato usato come sinonimo di Caucasici. La tribù di Jafet ha probabilmente sviluppato le proprie caratteristiche razziali distintive nel Caucaso, dove si trova il Monte Ararat da cui derivano  le popolazioni preistoriche accomunate dall’uso linguistico della lingua indoeuropea.
Dopo il Diluvio, la bibbia, narra della scoperta del vino.
Noè si ubriaca, non conoscendo gli effetti del vino, viene visto da Cam mentre è stordito e nudo.
Cam invece di aiutarlo e coprirlo lo irride, sono i suoi fratelli Sem e Jafet a coprirne il corpo con un mantello senza guardarne la nudità. Per questo Cam ebbe una maledizione dal padre mentre i fratelli per il loro gesto di premura ricevettero una benedizione… Faccia ampio il Signore verso Jafet, ed egli abiti nelle tende di Sem e Canaan sia il suo servo.
Il testo, non è chiarissimo, ampio, essere spazioso può essere riferito sia alla generosità del Signore, sia alla benedizione per un’ampia discendenza, oppure riferirsi agli europei che col futuro cristianesimo discendono e stanno con l’iniziale religione ebraica, la seconda parte, invece, riferita alla maledizione della schiavitù per Canaan, gli esegeti hanno voluto vedere la futura conquista delle terre dei cananei, o anche la sfortuna del popolo nero e la sua schiavitù.
Se per la discendenza dei figli le cose sono un po’ ingarbugliate per Jafet, vi è una tradizione nell’ebraismo secondo cui alla discendenza di Jafet corrispondono i greci e il resto degli europei, le cui caratteristiche corrispondono all’accostamento del significato della radice del nome Jafet con quello di bellezza; vi sono inoltre discendenti di Jafet con capelli di colore nero, rosso biondi, ecc.
-Come fare per sapere le verità di millenni fa quando non si conosce neanche quella attuale?-
Betty, era a Roma, seduta sul Lapis niger, rimuginando sulla tomba di Romolo era partita per un viaggio mentale che non finiva più, improvvisamente sbottò a voce alta -ma cosa sto a fare sotto il sole ad arzigogolare su quello che è successo dopo il Diluvio universale, ho proprio qualche rotella fuori posto-  
Betty si mise il cuore in pace e decise di proseguire la sua visita andando al Palatino.


immagine: Ebrezza di Noè di Michelangelo

giovedì 8 agosto 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXII parte


Nella loro lingua, gli etruschi, si chiamavano “rasenna o rasna”, il cui significato è l'essere rasati.
Rasenna, con significato di “diversi”, particolarità già riconosciuta dagli antichi.
Il termine rasnia o rasenna, di cui non si conosce la pronuncia può avvicinarsi al termine “rassiani” col quale si indicano oggi gli abitanti della Russia. In lingua russa esiste un termine “rasnia” con significato di “diversi”. Non risulta che ci fosse, prima di Cristo, una terra chiamata Russia. I Vichinghi, IX secolo, che con le loro lunghe navi, colonizzarono le coste e i fiumi in tutto il mondo allora conosciuto, come la Grecia, la Persia, Costantinopoli, Gerusalemme, l’Italia, Londra, l’Inghilterra e la Russia a cui hanno dato il nome.
Nel Baltico i Vichinghi erano chiamati rops, termine norreno che significa rematori, che passò alle lingue slave come rus. Il termine rhos è usato anche nelle fonti greche e bizantine, deriva dal norreno antico var, che ha significato di fratellanza.
E’ possibile che ci sia un collegamento tra Russi, cittadina che si trova vicino a Ravenna, toponimo tanto simile a Rasenna, tramite gli etruschi e successivamente coi vichinghi?


giovedì 1 agosto 2019

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,XXI parte


Altre tradizioni ritengono Tubal, che è figlio di Jafet (a volte confuso con Tubal-cain figlio di Lamech, una figura di prima del diluvio) essere il fondatore di Ravenna, - oddio la mia città!-
Betty si elettrizzò tutta quanta, infatti era una appassionata della ricerca del graal e le piaceva indagare sul mistero di Rennes le Chateau, in quanto riteneva ci fosse un legame con Ravenna.
Ora scopriva Tubal, figlio di Jafet fondatore di Ravenna e di Toledo (altro luogo legato a Rennes) e molti altri luoghi in Spagna. Tubal fu la prima persona ad insediarsi in Iberia e sui Pirenei (dove si trova Rennes) gli iberici discendevano da lui, col termine di celtiberi.
Betty pensò che il mistero di Rennes veniva da molto più lontano di quello che credeva, un’ipotesi del mistero si fonda su una tomba d’Arcadia e sulla presunta stirpe di Gesù e della Maddalena e della discendenza dal loro sangue reale, ora invece si  poteva anche pensare che il mistero provenisse dall’antica tomba profanata di Romolo e ancora più indietro alle tombe profanate dei faraoni, ai sepolcri vuoti delle piramidi, al sepolcro vuoto di Cristo, sembrava che ogni tanto qualche Divinità scendesse in terra e si facesse uomo… il segreto tanto cercato, la linea di sangue misteriosa e salvifica per l’umanità dove si celava?
Jafet ebbe sette figli, Gomer la cui discendenza è legata agli sciti e alla regione del Caucaso e ai popoli turchi.
Rifat  fu progenitore dei celti.
Magog, viene citato come l’antenato dei goti, dei finlandesi, degli unni e degli slavi.
Madai, è collegato ai medi dell’Iran nordoccidentale.
Javan, si dice sia collegato agli ioni, una delle tribù greche originali, il cui figlio Rodanim  è legato  all’isola egea di Rodi, Kittim discendente sempre di Javan è connesso con Kition nell’antica Cipro.
Elisa la cui somiglianza con il termine elleno, fa pensare ai  vari popoli egei e del Peloponneso, il cui figlio Tarsis, viene connesso con Tarso in Anatolia, o Tartesso nella Spagna meridionale.
Tubal, è collegato a Tabal, un regno neo-ittita situato in Anatolia centro-meridionale e agli Iberici del Caucaso sia a quelli della penisola iberica (Spagna e Portogallo moderni). A volte viene anche considerato il progenitore degli illiri e degli italici. Nel Libro dei Giubilei gli furono assegnate le tre lingue d’Europa.
Tiras, questo nome viene usualmente collegato con quello dei traci, e associato con alcuni dei popoli del mare, come i Tyrsenoi, nome che rimanda ai tirreni.
Meshech, è associato ai frigi, ed è considerato l’eponimo della tribù dei moschi dell’Anatolia. I moschi sono a volte considerati gli  antenati dei georgiani, ma furono anche connessi con i popoli del mare che navigavano sul mare mediterraneo.
-Gulp!- Betty è stupita, i moschi hanno qualcosa a che fare con Mosca e con il popolo russo se poi vengono collegati coi popoli del mare, che pare proprio fossero i tirreni, cioè gli etruschi…
È possibile che gli etruschi fossero originari della Russia?

immagine: Et in Arcadia ego di Nicolas Poussin