
Il vino e' poi responsabile del bacio.
Nella Roma repubblicana la cantina era prerogativa degli uomini, i quali tenevano le botti piene di vino chiuse a chiave. La sera al rientro a casa per stabilire se le donne avessero assaporato quel nettare usavano avvicinare il loro naso alla bocca delle donne di casa, ma qualcuno, per essere piu' sicuro, o forse soltanto piu' audace appoggiava le proprie labbra su quelle muliebri, soprattutto delle ancelle, e, poi, indugiava in un bacio. Questo aneddoto e' riportato da Gaio Plinio Secondo, detto il Vecchio, nella sua Naturalis Historia.
Il vino e' antico quasi quanto l' uomo, e la sua storia cammina di pari passo con quella della civilta'. Un percorso affascinante, che dagli altipiani dell' Asia Minore e dalla Mesopotamia ci porta a Londra e Parigi, passando, naturalmente, per Atene e Roma.
La fantastica storia del vino, negli ultimi decenni, grazie soprattutto all' opera di storici quali Braduel, Bloch, Pirenne e piu' recentemente Le Goff, la cosiddetta "histoire a part entière" e' entrata a tutti gli effetti nel novero delle scienze storiche in senso stretto.
Jean François Revel nel suo bellissimo saggio "3000 anni a tavola (Rizzoli, 1979) afferma " Nel corso della preistoria l' uva era una bacca come le altre. Ma a partire dal momento in cui la vigna venne coltivata, essa rivelò una grande superiorità su tutti gli altri frutti produttori di bevande fermentate, e questa superiorità consiste essenzialmente in tre proprietà: l' estrema varietà del sapore del vino a seconda del tipo di vite, della zona e del clima in cui cresce la vigna; il suo dono di poter invecchiare, di evolversi e di prestarsi a ogni genere di esperienze a seconda delle condizioni in cui si conserva; la conseguente possibilita', almeno per certi vini, di essere trasportati in luoghi anche lontani. Per questo il vino è divenuto l' unica bevanda alcolica che presenti al tempo stesso una diffusione universale e un' estrema diversificazione".
Al vino sono collegati i culti dionisiaci, i riti misterici e orfici. E' presente nelle due più famose composizioni letterarie legate al Simposio, quella di Senofonte e il noto dialogo platonico. E' uno degli elementi di principale ispirazione del pensiero di Friederich Nietzsche, dove troviamo contrrapposti lo spirito dionisiaco all' apollineo, intendendo con il primo l' aspetto centrale della tragedia antica, forse la piu' diretta derivazione in chiave esoterica dei misteri orfici.
A Roma, e' vero che esiste Bacco, ma il vero erede della tradizione dionisiaca antica non e' tanto Bacchus, pacciocone e ubriacone, quanto Liber. Liber e' associato molto spesso a quella visione di dio vendicativo e diabolico che era tipica del Dioniso greco. Orazio nelle Metamorfosi e in diversi Carmina lo descrive, infatti, a tinte fosche. Liber pero' resta sostanzialmente confinato nelle composizioni poetiche e letterarie, senza raggiungere l' immaginario collettivo del popolo. Bacco, invece, e' quasi sempre descritto come dio allegro e godurioso, piu' attratto dal vino come foriero di allegre sbronze e di seduzioni insperate che dai foschi temi della vendetta e della perdizione.
E' questo e' quanto ancora oggi si ritiene nella penisola italica una volta Enotria, cioe' terra del vino.
Ma questo e' storia di oggi
DAL COMMENTO DI ANNARITA RUBERTO
L'elogio del vino
di MORANDO DA PADOVA.
Ave color vini clari,
ave sapor sine pari,
tua nos inebriari
digneris potentia...
Ergo vinum conlaudemus,
potatores exultemus.
non potantes confundemus
in eterna tristitia. Amen.
COMMENTO DI GAETANO
Passando dal profano al sacro, non avete pensato ai nostri sacerdoti del cristianesimo che tutti i santi giorni “degustano” il vino? Guardando la foto di un sommelier in grembiule, intento nell’esame visivo del vino, per esempio quello esposto da wikipedia alla voce sommelier , non c’è tanta differenza con un sacerdote che innalza il calice eucaristico benedicendolo.
E poi il termine “sommelier” deriva dal francese provenzale “saumalier”. In origine il significato era conducente di bestie da soma; col tempo mutato in addetto ai viveri, poi in cantiniere. L’origine latina va individuata nella parola “sagma”, che significa “soma” e, per estensione, il carico che gli animali da soma trasportano. Dunque il passo è breve per legare il termine sommelier a Gesù che
chiese di fare la parte di “soma” durante l’ingresso trionfale a Gerusalemme, montando un puledro, appunto.
In quell’occasione Gesù era il “soma”, ma in un’altra circostanza egli fa capire il senso dell’emblema del puledro e si rivolge ai bisognosi con queste parole:
«Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, che sono dolce e umile di cuore, e troverete pace per le anime vostre; perché il mio giogo è soave e il mio peso leggero.» (Matteo 11, 25-30)E non fu Gesù a sacralizzare il vino e il pane durante l’ultima cena? In quell’occasione fece questa promessa sacrale con queste testuali parole (che erano in concordanza fra i tre Evangeli, eccetto quello di Giovanni): cito il Vangelo di Matteo 26,29: «Ma io vi dico, d’ora innanzi non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.».
Ma non manca persino il bacio che fu quello traditore di Giuda subito dopo la cena.
gaetano
COMMENTO DI PIETRO
Beh, se è per questo, il miracolo più.. miracoloso, e che tutti noi, amanti del vino buono, non possiamo non condividere è...
...è quello delle nozze di Cana, quello della trasformazione dell'acqua in vino, ma in vino di quello buono...
da:http://www.vatican.va/archive/bible/new-testament/documents/bible_john-chap-2-cana_it.html
IL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Capitolo 2
1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.
2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
7 E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo.
8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
9 E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo
10 e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».
11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. ..