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sabato 24 maggio 2014

RAVENNA 2019 La città Ideale


Per prima cosa in una città ideale, tutti devono avere la possibilità di avere un lavoro dignitoso e possibilmente adatto alla loro personalità, così avranno autostima perché non si sentiranno dei mantenuti ed allo stesso tempo arriverà con le tasse il denaro per le opere pubbliche ad un governo responsabile e saggio, non cafone e caciarone come quello odierno, non sto parlando di Ravenna ma ahimè del governo nazionale. A questo primo punto, l'offerta di lavoro, Ravenna è assai lontana dall'essere sufficiente. Vi racconto la mia esperienza, sono rimasta senza lavoro,  possedendo punti di invalidità mi sono rivolta all'ufficio di collocamento, mostrando per la prima volta la mia  menomazione, mi dispiaceva molto farlo, ma la necessità lo imponeva. Non lo avessi mai fatto, è più facile, per modo di dire perché oggi lavoro non ce n'è, per un sano che per un disabile ottenere un lavoro...e la legge 104 a cosa serve allora? Quindi sul  lato lavoro Ravenna ha un voto bassissimo, come basso lo ha sul rispetto degli ammalati, in quanto il parcheggio all'ospedale è a pagamento, può sembrare una sciocchezza ma è proprio dalle piccolezze che poi derivano le grandi, è mancanza di rispetto per chi arriva agitato perché ha un familiare al Pronto Soccorso e deve parcheggiare, come per chi va a trovare un ammalato o chi deve effettuare una visita specialistica il quale è potenzialmente ammalato, deve pagarsi la visita ed anche gli spiccioli per l'auto. Io mi interesso d'arte, non sono "ferrata" per le cose di politica e di economia, ma ne sono convintissima prima arriva la Città col lavoro e poi l'armonia dell'ambiente in cui l'arte svolge un ottimo lavoro. Purtroppo il livello della società si è abbassato di molto, fioriscono lotte e raccolte di firme contro l'apertura di nuove fabbriche, dove non si capisce nulla, i dati sono sempre controversi, da una parte chi vuole lavorare, dall'altra la prevenzione del cittadino che è divenuto ambientalista ad oltranza, ma anche l'azienda se un tempo faceva di tutto per integrarsi al tessuto sociale, ora fa di tutto per creare invidia e risentimento.

 immagine di Teoderica "Teodora la Signora di Ravenna"

domenica 22 dicembre 2013

LA BELLEZZA DI MICHELE

3 PARTE

Ed ecco San Giorgio qui raffigurato da Vittore Carpaccio ( Venezia 1465/1525).
Carpaccio fu uno dei grandi maestri teleri della ricca scuola veneziana e se all' inizio presenta una mano un po' incerta nel disegno diviene poi il "raccontatore"veneziano. Con sicurezza in ampie panoramiche, con scorci profondi e squadri in prospettiva egli racconta i suoi protagonisti, privi di forti significati sentimentali anche nelle scene più drammatiche, sono come sospesi in un ritmo è lento e magico, come sul palcoscenico di un immaginario teatro. Luce e colore legano gli elementi più disparati, dal più lontano al più vicino in primo piano, permettendo al pittore di soffermarsi sui curatissimi dettagli, che indagano particolari delle architetture, dei costumi, del cerimoniale ufficiale, ma anche della vita quotidiana.San Giorgio che come vi ho detto è il gemello terreno dell' Arcangelo Michele,vi è un Ordine esistente anche oggi: Ordine di San Michele e San Giorgio , e possiamo dividerli ed unirli come protettori dei re, l' uno dell' Inghilterra e l' altro della Francia.Di Michele ho già parlato di Giorgio posso dirvi che salva la principessa dal drago, è un po' antesignano del principe azzurro.Carpaccio lo raffigura in una landa desertica con teschi e scheletri, a cavallo del suo destriero e lancia in resta, il drago dalle forme classiche di drago e la principessa spaventata in un angolo.Questo telero si trova nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni la sala contiene altri otto quadri di Carpaccio ( di circa 10 metri per dieci). Si tratta di una scuola creata in base ai principi dei Cavalieri templari.

mercoledì 13 giugno 2012

A TREDOZIO SI STA POCO IN OZIO











   





Questo paese tramanda da tempi lontani sagre e feste molto suggestive:Falò della Befana, si svolge il giorno dell'Epifania in corteo per le vie del paese con il fantoccio della befana, che poi verrà incendiato nel letto del torrente Tramazzo al suono della banda e/o spettacolo pirotecnico. La sagra dell' uovo è nata nel 1964 a valorizzazione dell'antica usanza della battitura delle uova sode che si svolgeva nella vicina Parrocchia di Ottignana nel giorno di Pasqua. Risalente a tempi non datati, la battitura delle uova sode era ed è ancora diffusa in altri centri d' Italia.

Il Palio dell' uovo si svolge nel lunedì di Pasqua. Conteso fino a qualche anno fa nel campo sportivo oggi vede la sfida dei 4 rioni rinnovarsi all'interno dell'alveo fluviale del paese, nella zona antistante Piazza Jacopo Vespignani nel centro del Paese. La conquista de Palio, che rinnova la sfida annuale tra i 4 rioni è preceduta da una sfilata storica in costume medioevale. Vengono così rappresentate le 4 contrade del paese, che in sfilata accompagnate dal seguito delle chiarine, degli sbandieratori, unitamente ai paggetti che recano il Palio d'Argento, giungono al campo di gara attraversando il paese per la contesa del Palio stesso. Soggetto unico ed esclusivo delle gare del palio è l'uovo, sia crudo che sodo; le gare che concorrono alla conquista del Palio sono quattro come i Rioni: la più spettacolare resta senza dubbio la "battaglia delle uova" crude, che vede contrapposte a rotazione le coppie dei Rioni in un incontro di abilità e precisione, con il lancio di 600 uova per ogni tornata...ma c' è anche il palio dei mangiatori di uova sode.

Altre ancora sono le sagre, ma una non dovete mancare : la sagra del bartolaccio e non vi dico cos'è, però vi dico che è buono da leccarsi i baffi.

Venite lor signori, venite a trovarci in Romagna. Foto 2 vedute di Tredozio e lo svolgimento del Palio dell' uovo.