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martedì 26 settembre 2017
STELLINA ventiduesima puntata
Dopo mangiato i bambini andavano a letto
per un'ora o un'ora e mezza, anche il più grande di otto anni, che non
voleva andare a letto, ma si addormentava poi sul divano guardando la
televisione. Allora Mario prendeva con delicatezza il bimbo fra le
braccia e lo portava nella sua cameretta. Poi tornava in sala da pranzo,
dove c'era ancora la tavola apparecchiata, abbracciava Stellina, la
baciava e intanto la spogliava, poi la stendeva sulla tavola, nuda la
imbandiva con la crema dei bigné e della pasta morbida dei sospiri di
Bisceglie, i dolci che erano i preferiti di Mario e Stellina. Mario si
mangiava i dolci e si mangiava Stellina e lei gemeva e si contorceva dal
piacere. Mario non si stancava mai, la sua testa vagava sui seni per
scivolare giù alla zona ombrosa, e non si stancava mai di baciarla e
mangiarla mentre Stellina gioiva e gioiva e gioiva. Poi stanchi,
rimanevano abbracciati, stretti stretti e parlavano tanto e poi ricominciavano a baciarsi ancora e poi ancora e Stellina non si
capacitava di essere tanto felice. Alla fine dopo un bel po' di tempo Mario aiutava Stellina a riordinare la cucina e la sala da pranzo, che parevano un campo di battaglia, appena, appena in tempo che i bambini arrivavano con la richiesta di andare al parco giochi. Questa è la favola di Stellina, madre
e amante, amante e madre e felice che credeva che la sua felicità avesse salvato il mondo, semplicemente ora era felice e vedeva il bicchiere pieno di belle cose, un tempo lo vedeva vuoto, ora lo vedeva colmo, non sapeva, ma questa è un'altra storia, che questo era solo un sogno, che
l'amore di Mario, così grande, era stato solo un bellissimo sogno.
giovedì 21 settembre 2017
STELLINA ventunesima puntarta
Col
tempo nella casetta felice di Stellina e di Mario erano arrivati altri
due maschietti e poi anche una femmina. Stellina e Mario erano una
normale famiglia senza fronzoli di supervacanze o altri orpelli, niente
era più bello per loro, che stare in casa tutti assieme. La domenica era un giorno
meraviglioso, si alzavano tardi. Sulle dieci arrivavano tutti e quattro i
bambini nel lettone, la più piccola aveva due anni, poi via via, sino
ad arrivare al figlio di Stellina che aveva otto anni. Nel lettone si
giocava un poco, poi ci si alzava in fretta, e ci si preparava tutti
lindi e ordinati per andare alla messa, ma prima si mangiava caffelatte e
torta di mele o crostata. Dopo la messa si passava alla pasticceria,
per comprare i dolci, Stellina andava poi a casa a preparare il pranzo,
mentre Mario portava i bambini alla passeggiata sul mare, dove i
pescatori rientravano con le reti piene di guizzanti pesci. Di solito
Mario comprava le cozze, che avrebbe poi cucinato lui per la cena, era
bravo a fare la frittata di cozze. Mario tornava a casa coi bambini, la
tavola era pronta e imbandita, si ringraziava con le mani a preghiera, il
buon Dio per il cibo che allietava la loro tavola, poi mangiavano e
Mario non mancava mai di dire che cibo così buono non lo aveva mai
mangiato, che Stellina era una cuoca sempre più brava, poi incantato dai
suoi occhi le diceva bellissima, sei bellissima e i bambini ridevano e
dicevano... mamma è bellissima, mamma è bellissima.
sabato 16 settembre 2017
STELLINA ventesima puntata
Stellina fu accolta amorevolmente dalla famiglia di
Mario, si ritrovò così in una casetta vicino al mare, dove era dolce
tenere la casa ordinata, lavare e stirare le camicie di Mario e
preparargli saporiti pranzetti. Stellina era felice, Mario l'aveva
lasciata libera di scegliere se andare a lavorare o meno, Stellina aveva
scelto di fare la casalinga, di occuparsi di lui e del suo bambino. Un giorno, precisamente per il secondo compleanno del loro bambino, Mario le portò a casa un batuffolo di lana, era un cagnolino dal pelo tutto bianco, perciò la chiamarono Luna. Certo gli animali non sono importanti come le persone, ma Luna era speciale e nonostante fosse amichevole con tutta la famiglia, Luna scelse come suo amico principale proprio Mario, forse perché lui era quella persona che aveva tolto Luna dal canile portandola in una famiglia in cui si stava proprio bene. Mario aveva un lavoro molto duro, il medico è un lavoro di molte responsabilità, la mattina si alzava molto presto e Stellina che lo baciava avidamente prima che lui andasse in bagno, si divertiva a guardare con gli occhi semichiusi dal sonno, Luna che lo seguiva in bagno e che coi piedi sul lavandino, attendeva che Mario gli facesse annusare il rasoio per odorare i suoi peli, Luna amava il profumo della pelle di Mario, quasi quanto lo amava Stellina.
lunedì 11 settembre 2017
STELLINA diciannovesima puntata
Nella sua
solitudine, soffriva per essersi staccata da quel tutto in cui stava
prima di nascere, aveva come sua compagna la fantasia. Viveva così coi
piedi per terra, facendo tutte le cose che fa la gente normale, ma
viveva anche di sogni che creava la sua fantasia. Siccome il vivere coi
piedi in terra era brutto, ma proprio brutto, Stellina riusciva,
impegnandosi, a vivere realmente i sogni, e questi si realizzavano
sempre, a tal punto da credere veramente che lei poteva salvare il mondo
come una Madonna. C'era una cosa da dire però, i sogni si realizzavano
quando lei ormai non li desiderava più. Così era capitato, che essendo
triste vedeva solo le cose tristi che le capitavano, e non vedeva, non
vedeva proprio gli avvenimenti gioiosi che l'avevano accompagnata sino a
che non aveva incontrato Mario. Quindi Stellina, nonostante fosse
consapevole di essere una fanciulla come tutte le altre, forse anche un
po' più tonta, un poco credeva che fosse vero che il mondo fosse
cambiato, non capendo che ora essendo amata come lei voleva da Mario,
ora vedeva solo le cose belle che le capitavano, quelle brutte non le
vedeva più, eppure c'erano. Certo Mario era un uomo responsabile e
protettivo, aveva parlato lui al marito e alla sua famiglia, a sua madre
e a suo padre, ma loro non l'avevano presa tanto bene, anzi sua madre
le diceva continuamente che si era comportata come una prostituta e il
marito insinuava che il figlio non fosse neppure suo. Ma Stellina era
talmente felice che pensava che certo lei era una gran puttana, ma era
una puttana felice. Al contrario Mario non sopportava le ingiurie che
colpivano Stellina e così quasi la rapì col suo bambino e con loro
ritornò al sud.
mercoledì 6 settembre 2017
STELLINA diciottesima puntata
Prima che io racconti, il finale della favola di Stellina, occorre che vi spieghi quella cosa che ho scritto all'inizio, cioè che Stellina fosse figlia di una stella, arrivata sulla terra per salvare il mondo, naturalmente non era vero. Stellina nella sua solitudine estrema, nel non sentirsi amata, nel sentirsi sbagliata, in un mondo che non capiva, un mondo che la disprezzava perché dava a piene mani il suo incondizionato amore, lei amava tutto, le persone, gli animali, i fiori, gli ortaggi, il vento il mare e persino le cose, dava amore e riceveva rifiuti, nessuno la voleva così com'era, lei era un fuoco che invece di scaldare bruciava. Così mortificata Stellina si era inventata che quando avesse trovato la parte maschile che le mancava, quella parte unica che combaciava unicamente con la sua anima, il mondo sarebbe cambiato e l'avrebbe abbracciata come meritava, questo si era inventata Stellina, che se lei avesse trovato l'amore vero, in cui rimanere sempre in quello stato idilliaco dell'innamoramento, il mondo sarebbe divenuto, da insensato a giardino bello e buono.
venerdì 1 settembre 2017
STELLINA diciasettesima puntata
Diceva che era
stato il destino,
che sebbene di famiglia agiata, senza un bisogno vero di emigrare, e
con la paura di allontanarsi dalla sua terra, aveva sentito una strana
attrazione per la Romagna, come se una forza propulsiva lo spingesse per
incontrare Stellina. Mario doveva aprire uno studio a Bisceglie, ma
aveva avuto dei contatti, tramite un suo
amico, per l'ospedale di Rimini e come ripeteva a Stellina, lui anche
se non voleva, aveva abbandonato tutto, l'idea di aprire uno studio e
una ragazza che non amava più. Ora sapeva il perché, la sua anima sapeva
che qui avrebbe incontrato lei, Mario l'amava, Stellina non si doveva
preoccupare, avrebbe parlato lui al marito, alla sua famiglia, ci
avrebbe pensato
lui, sapeva come fare. E Stellina gli credeva, sapeva che era vero, fra
le braccia di Mario stava bene, si sentiva al sicuro, si sentiva
protetta e voleva stare solo con lui, essere la sua gheisha. Tutta la vita voleva stare con lui, con lui non aveva più paura neanche della morte, ma Mario avrebbe amato il suo bambino? perchè nonostante amasse Mario alla follia, il suo bambino lo amava ancora di più. Mario le disse che amava già suo figlio, che lo sentiva suo, perché era lui che lo aveva fatto nascere, era lui che lo aveva salvato e perciò si sentiva un poco suo padre, anzi no si sentiva proprio il suo papà, e lo avrebbe amato anche se non fosse stato lui a farlo nascere, lo avrebbe amato perché era figlio di lei. Stellina diventava ogni giorno più radiosa e la sua felicità sembrava inondare di luce il mondo. Strano ma vero in quelle giornate chiare di un mese di settembre di inizio anni Ottanta, i giornali e i tg riportavano più notizie buone che quelle cattive.
sabato 26 agosto 2017
STELLINA sedicesima puntata
Ormai quando Mario veniva da lei, non parlava neanche più, le bastava tenere la sua mano tra le sue per sentirsi felice e gli guardava le sue belle labbra carnose e sognava che lui la baciasse. Voleva tanto che lui la baciasse, anche se sentiva forti sensi di colpa per questo, il desiderio di un suo bacio era talmente tanto, che fu lei che avvicinò le sue labbra a quelle di Mario,
e lì si incollarono senza riuscire più a staccarsi. Per quanto tempo si
baciarono? Certamente a lungo, Stellina aveva la testa invasa da
scariche elettriche, la colonna vertebrale che fremeva, lo stomaco invaso da piccoli deliziosi spilli, entrambi si trovano in una dimensione spazio/tempo altra, risucchiati da un buco
nero che illuminavano con le loro scariche elettriche. Fulmini, saette,
lampi, tuoni erano nulla in confronto all'energia scaturita da questo
bacio, in una camera d'ospedale, dove un bimbo di pochi giorni, guardava con occhi ancora non accesi i due amanti. Stellina, dopo il bacio,disse a Mario che era arrivato troppo tardi,
che ormai lei era sposata, con un bambino, che non poteva esserci fra
loro che quell'unico bacio, lui era arrivato troppo tardi o forse
Stellina aveva sbagliato a non aspettarlo, in tutti i casi era ormai
troppo tardi. Mario aveva nove anni più di lei, era un bel ragazzo dai
capelli neri e i basettoni da hippy, era del sud, del Gargano e come
quella terra baciata dal sole anche Mario era dolce e luminoso. Era
molto educato, vestiva in modo accattivante, era un giovane ma bravo
medico, che aveva lasciato con vero dolore la sua terra.
lunedì 21 agosto 2017
STELLINA quindicesima puntata
Ora tutti erano felici, il bimbo era sano ed era un maschio, per una famiglia, quella dei genitori di Stellina, che contava quattro femmine era un bel risultato. Il marito poi era contento pure lui, perché Stellina stava riprendendo velocemente tutta la sua avvenenza e il marito ora la guardava con occhi desiderosi. Ma cosa era successo a Stellina? La fanciulla stava diventando ogni giorno più radiosa, la felicità per la nascita del suo bambino, il riposo, sì perché Stellina aveva sempre dovuto lavorare molto ed ora il riposo e il cibo leggero, per via delle coliche renali, le davano da mangiare té, senza biscotti e un pezzo di stracchino senza né pane, nè grissini, la rendevano radiosa e i chili in più erano scomparsi tutti, così velocemente che pareva impossibile. Ma c'era un altra cosa. C'era Mario il ginecologo, il medico che l'aveva salvata, lei e il suo bambino, che stava ore al suo capezzale, finito il turno di lavoro, arrivava da Stellina e lei parlava, parlava, parlava, con Mario e la sua solitudine era ormai solo un ricordo. Stellina si sentiva felice, attorno a lei percepiva amore, l'amore di Mario. Ora capiva cosa voleva dire sentirsi veramente amata. Certo era un peccato mortale, appena madre, da sei mesi sposata e già aveva voglia di tradire il marito.
mercoledì 16 agosto 2017
STELLINA quattordicesima puntata
All'ospedale la
visitarono,
le dissero che il parto non era aperto, che erano coliche renali, che
il bimbo per ora non sarebbero nato. Il marito e la mamma tornarono a
casa e Stellina restò sola. Sola come lo era sempre stata. Dopo un paio
di ore dal ricovero, Stellina peggiorò, ora i dolori erano
inimmaginabili, atroci. La rivisitarono, il parto si era aperto, il
bimbo era pronto per uscire. La portarono frettolosamente in sala parto,
sola con l'ostetrica, ma poi arrivò il marito, che ora era molto
premuroso, incapace di sostenere il dolore evidente
di Stellina, se ne stava fuori dalla porta con le urla di lei che
rimbombavano sino al reparto. Che urla strazianti faceva Stellina.
Arrivò anche la madre, in sala parto, con le mani al viso... oh che
dolore, oh che dolore a vedere la mia bambina ridotta così. E se ne
stava da una parte incapace di prendere la mano di Stellina per
rincuorarla, al punto che Stellina fu costretta a scansarla. La madre
con la faccia spaventata, la terrorizzava, la impauriva,
le toglieva quel po' di coraggio per spingere. Spingi, spingi, le
dicevano e lei lo faceva, ma come poteva avere forze con la febbre a
41°? Le ore passavano e Stellina ora non urlava più, gemeva
sommessamente, non aveva più forze per lottare, neanche il pensiero per
la salvezza del figlio la scuoteva. Semplicemente era finita, era
finita, era finita. Fu allora che la porta si aprì, entrò un giovane,
giovanissimo medico... che succede qui dentro? Lo disse in maniera
imperiosa, mentre l'ostetrica lo guardava spaventata. In un ultimo
sforzo, Stellina si aggrappò al braccio del ginecologo e disse
supplicante... aiutami. E il giovane medico la guardò con amore, sì un
amore istantaneo, nato in un attimo, e Stellina lo guardò pure lei con
amore. Il ginecologo prese la situazione in mano, accarezzò Stellina,
con buone e dolci parole, le disse... ora spingi ora. E uscì con dolore
la testa e poi velocemente tutto il corpo. Era un maschio, coi capelli
neri, neri, sporco di sangue ma già tanto bello. Stellina lo guardava e
non si capacitava del miracolo... un miracolo bellissimo. Certo aveva
ancora le coliche e la febbre certo non era scesa, ma la potenza della
felicità la faceva sentire come se stesse bene, non sentiva più né i
dolori né la febbre. Poi cercò con lo sguardo il medico, uno sguardo
d'amore, che si rifletteva negli occhi di lui, era come se il bambino
appena nato fosse suo e di lui, che il marito non ne facesse parte.
venerdì 11 agosto 2017
STELLINA tredicesima puntata
Era una Venere tornita ora era un fagotto dall'enorme
ventre, farai due gemelli le dicevano. Poi c'era la famiglia, che
l'additava, pregna
prima di essere sposata, vergognati, e Stellina si sentiva in colpa e
lavorava il doppio col suo povero pancione spropositato, per farsi
perdonare il suo atto d'amore. A sedici anni aveva perso tutta la sua
bellezza, i ragazzi che prima la desideravano ora le dicevano sembra che
tu abbia già trent'anni. Per la famiglia era un'onta e un peso, per il
marito pure era un peso, si era sposata col pancione, lui l'aveva comunque portata
all'altare, più per coscienza che amore. Dolore, solo dolore per la sposa
sedicenne, il viaggio di nozze, fu un lunedì piovoso di fine giugno, al
mare a mangiare sarde e pomodori.
Stellina avrebbe voluto mangiare al posto dei pomodori degli zucchini
fritti, ma il marito le disse che a casa li mangiava tutti i giorni, che
era meglio prendere i pomodori e lei non ebbe il coraggio di dire che
desiderava tanto quegli zucchini. Il martedì era già al duro lavoro. Un
lavoro faticoso che ben presto la portò alla malattia. Sempre peggio
stava con febbricciatole e dolori alla schiena, fino a che verso gli
otto mesi di gravidanza, le prese una febbre alta, non le restò che
mettersi dolorante a letto, sola e con una gran voglia di aranciata. Le
pareva che se avesse bevuto un'aranciata il dolore sarebbe scomparso. Le
pareva che se avesse bevuto un'aranciata avrebbe tranquillizzato il suo
bimbo. Tranquillo bimbo mio, ce la farò, guarirò, ti salverò. Ma la
febbre cresceva, cresceva, sino ad arrivare a 41° e Stellina
aveva dolori fortissimi. Non può essere il parto, non hai perso le
acque, e sei solo di otto mesi, non può essere il parto. Ma Stellina
stava sempre peggio, la portarono all'ospedale, povero fagotto informe
di sedici anni e che pareva ne avesse quaranta.
domenica 6 agosto 2017
STELLINA dodicesima puntata
Come fare? Doveva scegliere qualcuno a cui lei riuscisse a far girare la testa, in modo tale che lui avesse fatto tutto ciò che
lei voleva. Stellina pregava e chiedeva aiuto lassù, fra le stelle sue
sorelle, che l'aiutassero in questa idea pazzerella. Stellina era stanca
di baciare, esausta e soprattuto disillusa, non avrebbe mai trovato il
bacio con le stelline, quello in grado di dare la scossa alla sua kundalini, alle sue vertebre, alla sua spina dorsale, che rifletteva l'asse terrestre, quindi doveva creare un bambino, mentre aveva quello spirito verde e bambino, per riuscire a farlo diventare un guerriero... perchè solo a sedici anni poteva diventare mamma, giocando alla Madonna, stringendo al petto un bambino da baciare. Basta baciare ragazzi, basta ora voleva un bimbo da baciare. Scelse l'uomo che più l'amava, almeno credeva questo, ma che ne sapeva Stellina dell'amore, lei dava amore e in cambio era invidiata con livore, perché si può odiare e avversare anche chi ha il sorriso nel cuore. Ed ebbe il seme nel suo ventre, che amò subitamente.
Per questo seme, smise di fumare, non voleva avvelenare il suo
germoglio e mangiò pasti regolari, lei a volte anoressica, a volte
abulimica, sconfessò le diete e mangiò per due. Mangiò tanto formaggio e
bevve tanto latte perché il suo bimbo nascesse con uno scheletro
motorio forte e robusto. Così ingrassò ben 28 chili, e diventò brutta e
sformata, e l'uomo che credeva l'amasse, la scartò, le disse brutta e grassa e sciatta sei diventata non mi piaci più.
martedì 1 agosto 2017
STELLINA undicesima puntata
Bacia questo, bacia quello, sì era piacevole a volte baciare labbra morbide, altre volte di meno, altre volte per niente, ma Stellina non trovava mai il bacio che cercava, mai e poi mai. Si sentì vecchia e sporca con tutti quei baci che aveva dato, anche se aveva solo quindici anni, ma soprattutto sentì che il tempo era scaduto, non c'era più il tempo per cercare chi cercava. Stellina sentiva che la vita non aveva più un senso, lei voleva diventare mamma, avere un figlio maschio, allevarlo, come sapeva lei, e combattere perchè lui finalmente fosse riuscito a trovare la sua anima gemella. L'anima che in migliaia di anni si era incontrata giusto un paio di volte, impresa improbabile, ma Stellina, siccome lei non c'era riuscita, avrebbe tentato col figlio. Doveva essere Stellina, che doveva incontrare, il guerriero della luce, ma lei non ce l'aveva fatta, l'ultimo suo tentativo, per migliorare questo mondo che era sempre più buio, era partorire un figlio e rendere lui guerriero della luce, capace di ritrovare la sua parte femminile mancante. Era ciò che poteva fare per ricreare armonia nel mondo, Stellina doveva scegliere uno dei tanti che aveva baciato e farsi mettere incinta.
mercoledì 26 luglio 2017
STELLINA decima puntata
Stellina profanata, Stellina, che sapeva dentro di sé che doveva trovare
il suo amore perso e sempre perso lungo i secoli, se lei l'avesse
trovato anche fra gli abitanti della terra sarebbe scoppiato finalmente
una grande nuvola d'amore che avrebbe intriso l'aria, che sarebbe poi entrata nei polmoni delle persone. Se lei non avesse trovato l'amore amato lungo i secoli, l'umanità sarebbe finita perché l'odio e l'invidia avrebbero ucciso anche l'ultima briciola d'amore. Stellina subiva un mucchio di violazioni, la sua sensualità attirava come
un fiore attira l'ape e Stellina subiva e il mondo andava con lei sempre
più a fondo. Più Stellina era infelice e senza amore e più il mondo era
spaventoso. E il mondo andava in fretta lungo il burrone della rovina,
perché Stellina che aveva solo l'amore della nonna, quando quest'ultima
morì, si sentì talmente sola che il creato andò vicino, vicino a una guerra atomica. Ma poi Stellina divenne un'adolescente
in fiore, con tanti filarini e amichetti, che le dicevano, bella,
bellissima. Stellina era felice, e il mondo sembrava migliorare.
Stellina aveva tanti corteggiatori e lei li baciava tutti, perché doveva
cercare quello dal bacio con le stelline, il suo amore cercato per
secoli e secoli. Con tanti che la cercavano, tutti quelli che incontrava la volevano baciare,
Stellina era sicura di trovare il suo amore, invece non sapeva che con
tanta abbondanza sarebbe stato più difficile pescare l'amore giusto.
venerdì 21 luglio 2017
STELLINA nona puntata
Un'altra cosa strana di Stellina è che lei aveva la
scossa. Se un'amichetta, o la nonna le facevano qualche carineria, lei
era talmente felice che un brivido le percorreva la schiena come fosse
colpita dalla scossa elettrica e tremava tutta. Stellina credeva che
tutti avessero questa scossa, rimase molto male quando scoprì che non
era così. Un pomeriggio, l'amica di sua cugina, un poco più grande di
Stellina, le volle pettinare i lunghi capelli, come se Stellina fosse
una Barbie. A differenza della mamma, che le faceva male quando la
pettinava, tirandole i capelli, questa fanciulla le pettinava i capelli
con molta delicatezza, dandole una sorta di piacere intenso, dovuto, un
po' dai complimenti che la pettinatrice faceva ai suoi capelli, un po'
dalla carezza che la mano faceva alla sua nuca. Stellina ebbe la scossa e
rimase molto male quando la bambina che la stava pettinando le
disse:"Non ti pettino più, basta mi hai fatto paura, non ho mai visto
una cosa del genere, sembrava che la tua schiena si spezzasse, ti devi
curare, non sei normale". Fu un grande dolore per Stellina.
domenica 16 luglio 2017
STELLINA ottava puntata
I sogni e i desideri di Stellina, si realizzavano
puntualmente, ma solo quando lei non li desiderava più. A volte si
interrogava del perché a lei i sogni diventavano realtà, ma poi lasciava
perdere, era come inoltrarsi in qualcosa di ignoto. Era come quando le
accadeva qualcosa di spiacevole, come quella volta che andava alla messa
in bicicletta e una macchina la sorpassò e poi si fermò a lato, un poco
più avanti; Stellina ebbe paura, sapeva che le sarebbe accaduto
qualcosa di brutto. L'uomo era sceso dall'auto e si era tirato giù i
pantaloni e aveva una cosa carnosa in mano. Stellina non sapeva nulla,
niente di niente, ma si sentì sporca e soprattutto infelice di essere
sporca. E alla messa durante l'Eucaristia le parve che l'ostia le
bruciasse in gola, che lei fosse stata profanata. Fu solo il primo gesto
di continue violazioni a una bimba pura come l'acqua di montagna,
gettata nel fango da mani, sguardi che volevano frugare nella sua
sensualità. Era una bimba ma già attirava gli sguardi vogliosi. Era una
bimba intrisa di natura, che non era amata nel modo giusto, da lei
emanava qualcosa di misterioso, qualcosa che lei aveva che si poteva
arginare solamente se avesse trovato l'amore meraviglioso. Era fatta
così un corpicino che emanava amore sensuale perché la sensualità lega
l'amato. Stellina sapeva che doveva trovare l'amore stregato, altrimenti
sarebbero stati guai.
martedì 11 luglio 2017
STELLINA settima puntata
Stellina era molto brava a scuola, davvero le piaceva tanto la scuola, talmente tanto, che quando c'erano le vacanze estive, piangeva dal dispiacere. Certo lei era un po' strana, a otto anni si interrogava sul senso dell'infinito, che comprendeva, perchè nella vita le cose, le persone e la natura aumentano sempre, quindi logico credere all'infinito, mentre non riusciva a comprendere il nulla, il nulla le faceva paura e non riusciva a capirlo, e queste domande se le faceva a otto anni. Sì Stellina era strana, le si infilavano in testa idee come aghi appuntiti che la facevano pensare e pensare. A esempio, ricordava, quando una maestra le aveva detto che il corpo, il nostro corpo è terra, strofinando intensamente le mani, si sarebbe odorato il profumo di terra, Stellina aveva sfregato intensamente le mani e l'odore della terra le aveva invaso le narici. Un'altra volta, durante la ricreazione, assieme alle compagne di scuola aveva creato con le pratoline, collane, braccialetti e anelli, con cui si era ornata tutto il corpo e poi si era avviata, così bardata di fiori, in una processione, lei davanti e le compagne dietro, come in un corteo processionale di baccanti, come fosse una novella Arianna. Stellina sapeva che non andava bene, ma volle farlo lo stesso, come fosse un ricordo antico, di lei quando era fra le stelle, polvere di stelle non ancora incarnata. Le maestre la videro e fu punita e rimproverata per la sua presunta superiorità, ma Stellina non lo aveva fatto per megalomania, era solo un ricordo di un tempo in cui era stata amata veramente.
giovedì 6 luglio 2017
STELLINA sesta parte
Da quello che ho raccontato forse non pareva che Stellina fosse tanto felice, invece Stellina lo era, perché in fin dei conti tolti i lavoretti e i pranzi e le cene, in cui non si sapeva mai se andava liscia o gassata per non dire inrazzata o incazzata, Stellina era sempre sola, in mezzo alla natura, o in mezzo alle galline e alle oche e sempre col suo cane accanto. Era bello andare a cercare le uova di quelle benedette galline che cambiavano sempre posto, lei riusciva a trovarle sempre, era molto più brava della mamma, stava attenta e quando sentiva coccodé coccodé, correva là dove sentiva questo canto felice, e trovava lo splendore di quelle uova, a volte bianche, a volte marroncine, a volte grosse, grosse perché contenevano due tuorli, per Stellina era una fortuna, ma una signora le aveva detto, invece che portavano male. Era bello per lei stare a
contatto con la natura, andare in mezzo alle file dei peschi e trovare
all'improvviso un albero di pesche bianche, tutti gli alberi erano quasi
senza foglie, ma lei aveva trovato un albero piene di succose pesche,
credette fosse un miracolo, poi scoprì, glielo disse il babbo, che era
un albero di pesche tardive, che era normale che fossero maturate in
ottobre. Era bellissimo andare per i campi con la sua bicicletta, andare sino in fondo, là dove scorreva la Lama, che per lei era comunque un fiume, e andare a mangiare la frutta, secondo la stagione, prima le fragole, poi le ciliegie, poi le pesche e le susine e le albicocche e poi all'inizio dell'autunno c'era un filare di uva pergola, nera, dura e succosa, era la sua preferita, ancora oggi se ci pensa, Stellina riesce a sentirne il gusto acidulo ma dolce di quei chicchi duri quasi come mandorle.
sabato 1 luglio 2017
STELLINA quinta parte
Erano sempre botte, cosa ci poteva
fare Stellina se lei era tanto vogliosa, la mandavano a prendere il
latte e lei non resisteva e beveva il latte dalla bottiglia, quando
arriva a casa il latte era finito, allora giù botte. Le prendeva anche
perché perdeva sempre le chiavi di casa, gliele legavano al collo con un
nastro, ma Stellina le perdeva lo stesso, perché se le toglieva dal
collo e poi usando il nastro come fionda le lanciava. Se finivano sulla
terra nuda, Stellina le ritrovava, ma se andavano a finire nel campo di
grano o fra i piselli o i fagiolini le chiavi non le trovava più.
Stellina sapeva questo ma le piaceva rischiare, le piaceva vedere sino a
quando il fato fosse generoso con lei. Si riprometteva ogni volta di non farlo più, ma era più forte di lei, si toglieva le chiavi dal collo e le lanciava, anche venti volte e sempre più lontano fino a che non le riusciva di trovarle più, allora piangeva e supplicava Gesù di aiutarla a trovarle, qualche volta il miracolo riusciva, infatti le trovava anche in mezzo ai carciofi, dove era molto difficile trovarle, perché il campo dei carciofi era molto compatto e la ruota delle foglie un buon nascondiglio per le chiavi. Altre volte il miracolo non si compiva e le chiavi risultavano introvabili, Stellina era costretta a dire alla madre che le aveva perse e già sapeva che le avrebbe prese.
lunedì 26 giugno 2017
STELLINA quarta parte
Stellina non si curava delle botte che prendeva dalla
mamma, ci aveva fatto l'abitudine, anzi se stava un giorno senza
prenderle se ne faceva caso. Di solito le prendeva se non accudiva bene
alle sorelle, trovava un'ingiustizia che le prendesse lei, se le due
pestifere sorelle non le davano ascolto. Una volta la sua sorellina di
quattro anni, vestita di un abito con frappe rosa, nonostante Stellina
si fosse raccomandata di stare lontano dalla pozza del letame, quella
sciocca era andata a sguazzare proprio dentro lo sterco, arrivata a casa
la mamma diede a Stellina, un sacco di percosse, ma come poteva fare
Stellina se le sorelle non le davano retta. Le botte le prendeva
sistematicamente, se non lavava e asciugava i piatti e se non spazzava
tutta la casa. Stellina si perdeva a fantasticare, a sognare, oppure a
mettersi le scarpe e i sandali col tacco della mamma, come le piaceva
passeggiare coi tacchi alti, il tempo passava senza che se ne
accorgesse; ma poi Stellina vedeva da lontano, che la mamma tornava, dai
lavori sul campo, correva in casa a fare le faccende, chiudendo la
porta di casa, perché mamma non entrasse, finché non aveva finito i
lavori. La mamma tempestava di pugni la porta, ma Stellina, non apriva
finché non aveva finito. Allora apriva la porta e le prendeva
sonoramente, uno perché non aveva fatto i lavori in tempo, due perché
aveva chiuso fuori di casa la mamma.
mercoledì 21 giugno 2017
STELLINA terza parte
Stellina, era una buona bambina, andava a messa con la nonna, che amava tanto, in chiesa le piaceva socchiudere gli occhi e immaginare fra il fumo delle candele di veder apparire Gesù, ma non lo aveva mai visto, solo a volte le pareva che le fiamme delle candele salissero sul soffitto, lungo le grosse travi del soffitto della chiesa. La nonna non entrava mai in chiesa senza il fazzoletto in testa, i capelli sono simbolo di femminilità, di energia, di sessualità, e andavano celati in chiesa per rispetto alla verginità del parroco, che non doveva essere distolto dal fascino di una chioma. Stellina aveva lunghi capelli neri come l'ala di un corvo, la mamma le faceva un male cane quando col pettine li districava, per poi farle un'alta coda di cavallo, legata da un nastro colorato. Il parroco, le faceva sempre tanti complimenti, per la sua compostezza e attenzione alla lturgia, tranne una volta. La mamma le aveva messo un abito arancione a giromaniche, con una maglietta sulle spalle, la maglietta scivolava spesso, ma diligente Stellina la rimetteva sulle spalle, ebbene il parroco le mandò a dire, tramite la sorella che faceva da perpetua, che Stellina questa volta non era stata brava, perché aveva mostrato con impudicizia le sue tornite e dorate spalle, Stellina aveva allora nove anni, e già sapeva che sarebbe stata rimproverata, lo sapeva, lo sapeva perché aveva visto lo sguardo del parroco che si soffermava insistentemente sulle sue spalle, aveva nove anni e già la guardavano con lascivia... persino il parroco. Stellina si sentì in colpa, si sentì sporca, e aveva solo nove anni.
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