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venerdì 18 marzo 2016

CARLETTO IL DRAGHETTO quinta puntata

  Vi parlo ancora della mia mamma, ho dimenticato di dirvi che fra i pesci più evoluti,ce ne sono che hanno sviluppato dalle pinne di un tempo delle proboscidi che hanno la funzione di gambe, per camminare sui fondali, credo che tutti sappiate che nei mari ci sono anche le montagne, le quali debitamente ristrutturate sono diventate le nostre casette. Ma questo non c'entra,io volevo dirvi che i pesci che hanno le gambe sono quasi tutte femmine,in quanto le pinne  si sono trasformate in gambe non per evoluzione ma per la forza del desiderio. I pesci femmina volevano portare le scarpe e i sandali anche loro come le donne umane... a volte il desiderio funziona. Sulla terra si dice non desiderare, quaggiù al contrario si dice desidera con tutte le tue forze ed otterrai. Mamma,ha una passione smodata per le scarpe,ne ha di tutte le fogge, si ostina ad indossare tacchi vertiginosi, nonostante la sua stazza, è un pesce Luna, e così è sempre a rischio di una storta, senza contare che sembra che cammini sulle uova, mah. Ora ha scoperto i pesci cinesi, sì anche da noi sono arrivati i cinesi, che copiano le scarpe dell'alta moda e le propongono in vendita a 5 euro. Mamma ne ha comprato un sacco, una peggio dell'altra, tutte le volte dice che non ne compra più, poi non sa resistere. Ebbene ultimamente ha acquistato un paio di scarpe imitazione di Alexander McQueen (stilista umano scomparso da poco in seguito al suicidio)sono alte circa 30 cm,non paiono scarpe ma guantoni da boxe, fatto sta che mamma se le è infilate ed ora non riesce più a toglierle, il piede camminando così in alto si è gonfiato ed ora non esce più. Io le ho detto, mamma sei più bella così, tieni sempre le scarpe e non ci pensare più, ma io mi chiedo ci si può sacrificare per la moda? Ha senso?

immagine di Teoderica              

giovedì 3 marzo 2016

CARLETTO IL DRAGHETTO terza puntata




Prima di continuare a raccontarvi le mie avventure vi devo spiegare chi sono. Sono Carletto un cavalluccio marino,sono un po’ timido,devo mangiare molto spesso perché ho uno stomaco   piccolissimo. Di solito mangio piccoli gamberetti, questo è ciò che credono tante persone, in realtà nel mondo sottomarino si vive tale e quale che sulla terra. Mio papà lavora, la mamma pure, abbiamo la nostra casetta, le auto, i mezzi pubblici, le scuole, le fabbriche, il sindaco, il presidente, tutto a mille metri sotto il mare. C'è qualche piccola differenza, ad esempio è il mio papà che tiene i piccoli nella pancia, per il resto la mia vita si svolge come i terrestri, anch'io nasco, vivo e poi muoio. Gli uomini mi fanno morire prima del tempo,nell'antichità ci pescavano per gli usi più diversi quali, ad esempio, per preparare pozioni "magiche" o chissà quali altre diavolerie. In Cina, ad esempio,credono che siamo un potente afrodisiaco o ci usano per preparare sostanze tonificanti per la pelle. Ci uccidono, poi ci seccano come il povero baccalà e poi ci vendono. E' per questo che i cavallucci se ne sono andati dalla terra, i cavalli sono rimasti, ma noi tanti anni fa siamo andati coi pesci e ci troviamo bene nei fondali marini, finché l'uomo non viene, ma quello si infila in ogni dove e si crede il più intelligente e furbo, crede di aver scoperto tutto, e non conosce neanche le nostre città. Io non vi sembro intelligente? So discorrere e spiegare ed ho solo un anno, ma vi volevo chiedere a voi piace Carletto? E i cavallucci marini? E i pesci? Non sarete mica dei pescatori?


 
immagine di Teoderica

venerdì 26 febbraio 2016

CARLETTO IL DRAGHETTO seconda puntata

 Dopo tanto gattonare, Carletto andava veloce come un razzo, proprio come il suo gatto, ora sta su due piedi. Non sa Carletto perché gli sia venuta la voglia di andare a due zampe, forse per imitare la mamma e il babbo. E' una fatica stare su due piedi, Carletto riesce a fare solo due o tre passi, poi si butta giù e va a gattoni, non sa proprio perché ha così tanta voglia di andare coi piedi, non lo sa proprio...è una fatica. La mamma gli mette un'infilata di sedie a cui lui si appoggia,e gli dice:"Bravo, bravo, fra un po' camminerai". Forse è importante si dice Carletto e si raddrizza a più non posso, si impegna al massimo, stringe i denti e parte in quarta, uno, due, tre, e via, non riesce a fermarsi, non sa come fare a fermarsi, si appoggia ad una superficie..."ahi che male era bollente, ua, ua, uaaa" era il vetro del forno. Via subito dal medico,a Carletto il medico proprio non piace, e ritorno a casa con le mani bendate, almeno il dolore è scomparso, forse il medico serve a qualcosa. A dieci mesi Carletto ha imparato che esperienza non vuol dire altro che hai preso un sacco di batoste...come si fa ad imparare  senza esperienza? Sarà possibile? 
immagine di Teoderica      

domenica 21 febbraio 2016

CARLETTO IL DRAGHETTO prima puntata

 Questa è la storia di Carletto un bambino che si credeva un draghetto, no, non un draghetto metaforico come quello del disegno, un draghetto nel senso che credeva di saper fare tutto. Era nato così, pieno di entusiasmo, tutto gli sembrava possibile, tutto gli sembrava bello. Le sue avventure che io vi racconterò, iniziarono molto presto. A otto mesi,la mamma aveva il vizio di metterlo in una scatola con le inferriate, lo chiamano box. Carletto aveva appena iniziato a gattonare e non gli andava proprio a genio di stare rinchiuso, proprio ora che poteva andare alla scoperta del mondo, aveva sempre solo guardato e desiderato toccare, adesso che poteva farlo lo avevano imprigionato. Non era giusto. La mamma lo lasciava lì e se ne andava per i cavoli suoi. Non era giusto. Carletto cercò vie di fuga, per giorni e giorni tentò di uscire dal box senza riuscirci. Ma un giorno attaccandosi alla rete e dondolando e dondolando riuscì a capovolgere la scatola maledetta e Carletto a gattoni se ne andò. Andò un po' qua e un po' là,finché si trovò sul balcone, tra i fiori. Che bello infilarsi coi piedini e lasciarli penzolare nel vuoto, quasi quasi riesco ad infilarmi del tutto e così scendo nell'erba sottostante, pensò Carletto. Mentre stava scivolando sotto le inferriate, arrivò urlando la mamma, con le mani sui capelli, pure piangeva, così Carletto tirò su gambe e piedini e gattonò verso il box, gli dava fastidio che la mamma si arrabbiasse e con il dito indice gli dicesse:"Non lo fare più. Questa volta però la mamma mi prese in braccio e mi sbaciucchiò, non la finiva più di darmi baci. E' stato ad otto mesi che ho capito che le donne sono strane.

immagine di Teoderica