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venerdì 25 agosto 2023

GEOMETRIA DÜRERIANA Nudo femminile da dietro. 1495 AMORE E PSICHE DI UN DIALOGO GEOMETRICO Di Gaetano Barbella

 

GEOMETRIA DÜRERIANA

Nudo femminile da dietro. 1495

AMORE E PSICHE DI UN DIALOGO GEOMETRICO

Di Gaetano Barbella

Alla donna in punta del piede sinistro consensiente, ma solidamente poggiata sul tallone destro e sul bastone, la stella dell'Esagramma. Ad Albrecht Dürer della sua firma, la stella del Pentalfa.




La punta del piede di lei, in C, si congiunge con la sommità del bastone inlA che rappresenta il capo di Amore-Cupido. Passa per il centro O della stella dell'esagramma, la passione dell'Eros di lei.

Uno dei piedini della firma di Albrecht Dürer, in D, si congiunge con O il centro della sua stella Pentalfa il fulgore dell'Eros di lui e nel contempo si ricongiunge col piede del bastone.

Il bastone rappresenta Amore-Cupido, cui si adagia quasi Psiche, della favola di Apuleio. Il Pentalfa si intreccia in sintonia con l'Esagramma col parallelismo delle linee IH ed EG.  Come lo sono il suo asse yy con quello del bastone AB. Si nota il dialogo d'amore della punta del piede sinistro di lei, con il "piede " della firma di Albrecht Dürer. Il mantello copre sul davanti l'ignudità di lei e di lui, e sul di dietro tutto è visibile del mistero.

Amore e Psiche sono i due protagonisti di una nota storia narrata da Apuleio all'interno della sua opera Le Metamorfosi, anche se è considerata risalire ad una tradizione orale antecedente all'autore.

Nella vicenda narrata da Apuleio, Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, diventa sposa di Amore-Cupido, senza, tuttavia, sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell'oscurità della notte. Scoperta su istigazione delle invidiose sorelle la sua identità, è costretta, prima di poter ricongiungersi al suo divino consorte, a effettuare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l'immortalità. Altre versioni, differenti da quella di Apuleio, narrano, invece, la morte della ragazza prima dell'ultima prova, altre ancora narrano che la ragazza abbia fallito l'ultima prova e che abbia, quindi, dovuto lasciare Amore-Cupido.

Il piedino della seduzione


È poetico il ricorso al piede rialzato sul tallone di Psiche di Albrecht Dürer, cui corrisponde il piede della sua firma. Ed è immediato il pensiero a immaginare lo scenario di un amore che sboccia, provocato da un'audace segno con piede di lui sul piede di lei, che non si ritrae. È Amore Cupido che ha fatto centro con la sua freccia.

Fare piedino è un gesto di approccio e seduzione non verbale  che consiste nello sfiorare intenzionalmente col proprio piede (o con la scarpa) il piede o la scarpa della persona da sedurre. La maggior parte delle volte si effettua da seduti e, poiché il contatto avviene per lo più sotto un tavolo, il seduttore gioca sul dubbio che il contatto possa non essere intenzionale. In generale, è un gesto che avviene di nascosto e che implica un'intesa tra due persone, ma in molti casi esso è utilizzato come prima manifestazione di un'intenzione seduttiva, soprattutto laddove questa è volta all'immediata conquista erotica piuttosto che a un più meditato corteggiamento.

Nella seduzione

Il "fare piedino" è soltanto una tecnica per manifestare un'intenzione seduttiva. Se la persona a cui il gesto è rivolto non allontana il proprio piede e finge di non accorgersene o addirittura asseconda i movimenti del "seduttore", quest'ultimo potrà correttamente interpretare tali comportamenti come inequivocabili ed eccitanti segnali di disponibilità. Al contrario, se la persona a cui è rivolto il gesto non gradisce il corteggiamento, questa allontanerà il proprio piede e il mancato seduttore potrà tranquillamente fingere che quel contatto sia stato del tutto accidentale e per nulla intenzionale.

Dovrebbe quindi risultare abbastanza chiaro come il "fare piedino" non vada assolutamente confuso con le svariate forme di feticismo del piede, come, per esempio, il retifismo, che sono invece delle vere e proprie pratiche sessuali[1].

Il Laccio dell'Amore



[1]  https://it.wikipedia.org/wiki/Piedino_(sessualit%C3%A0)

L'intreccio del Pentalfa con l'Esagramma nel disegno di Albrecht Durer dell'illustr. 2 è un fatto meraviglioso dell'Eros che trova risonanza attraverso La danza del Laccio D‘Amore dell'illustr. 4 che affonda le sue origini nella preistoria, parte di una più vasta liturgia di venerazione delle divinità arboree e di propiziazione della fecondità.

In questo caso si tratta di una delle tradizioni popolari più sentite che cadenza i ritmi della vita rurale abruzzese, attraverso le tappe più importanti come il primo amore, il fidanzamento, il matrimonio. Tra i tanti balli popolari, quello del Laccio D'Amore è senza dubbio il più ricco, dal punto di vista scenografico e delle implicazioni simboliche. La danza si apre con l'arrivo delle dieci coppie che indossano un tipico costume abruzzese e che passano sotto un lungo arco formato da ragazze che agitano in alto tamburelli e nastri multicolori. Il ballo si intreccia attorno a un palo conficcato al centro della piazza, alla sommità del quale vengono fissati i ‘lacci d'amore', venti lunghi e colorati nastri, tenuti per l'altro capo dai venti ballerini che, al suono del ‘ddu' botte', caratteristica armonica a due bassi, danno inizio alle danze che partono da sinistra verso destra, a coppie sciolte. [...]

A Penna Sant'Andrea (prov. di Teramo in Abruzzo), la danza del Laccio d'Amore è rimasta radicata sino ad oggi. All'inizio del ‘900 si è costituito l'omonimo Gruppo Folkloristico che ha fatto conoscere il ballo in tutto il mondo. La tipica danza, infatti, chiude tradizionalmente l’Incontro del Folklore Internazionale, che si svolge da oltre quaranta anni a Penna Sant’Andrea agli inizi di agosto, con la partecipazione di gruppi folkloristici da tutto il mondo.

Come si evince dagli approfonditi studi dell’etnocoreologo Giuseppe M. Gala, la danza dei nastri è un modulo coreutico diffuso in tutto il continente europeo, riscontrato anche in alcune zone dell’Africa settentrionale (Marocco e Algeria), nel Bengala occidentale e in buona parte dell’America Latina (Messico, Guatemala, Venezuela, Perù e Bolivia). In Europa la danza dei nastri è attestata in Provenza con il nome di danse des cordelles, mentre in Borgogna, presso Mâcon, era in uso un ballo analogo chiamato danse de rubans; la stessa danza era diffusa in Belgio, in Svezia, in Inghilterra, in Russia e in Spagna ma le testimonianze più numerose riguardano l’area tedesca, dove è ancora praticata in una vasta zona della Baviera con il nome di Bandltanz.

In Italia la danza dei nastri è presente nell’area campana nel periodo carnevalesco (‘ndrezzata, palintrezzo, laccio d’amore), a Petralia Sottana in provincia di Palermo (ballo della cordella), in Piemonte (bal do sabre); infine, unico caso in Abruzzo oltre a quello di Penna Sant’Andrea, il ballo del palo intrecciato sopravvive a Castiglione Messer Marino come rito carnevalesco itinerante (ballo della sposa).

La straordinaria estensione geografica del ballo rafforza l’ipotesi della sua antichità; alcuni studi collegano l’intreccio coreutico dei nastri alle danze arboree praticate in relazione al culto degli alberi, di derivazione neolitica e basato sull’evocazione della forza vitale e della fecondità. Che il ballo abbia delle funzioni propiziatorie è testimoniato dall’uso che ancora oggi ne viene fatto a Penna Sant’Andrea, dove l’intreccio dei lacci colorati è spesso eseguito in occasione di matrimoni come augurio per la coppia di sposi. [...]

Il ballo è caratterizzato dall’intreccio attorno a un palo di ventiquattro nastri colorati tenuti da dodici coppie di ballerini, e da una serie differenziata di intrecci e di esecuzioni di danza, codificati nel corso del Novecento dal gruppo folkloristico del “Laccio d’amore”: la zenna cupertë, danza processionale di trasferimento, usata in passato per gli spostamenti da una contrada all’altra e divisa in due fasi, la processione e la galleria; la saldarellë, eseguita in coppia e inserita in un contesto formale di simulazione del corteggiamento; lu trallallerë, accentuazione del corteggiamento al ritmo di quadriglia; la polchë, con uomini e donne che girano in direzioni opposte, dandosi in alternanza la mano destra e la mano sinistra a ogni incontro con un differente ballerino; il ballo del laccio vero e proprio, contrassegnato da cinque tipi di intrecci differenti e di diverso grado di complessità, eseguiti a ritmo di saltarella (il palo semplice, il palo a coppie, il palo a quattro, il palo doppio e le treccette), guidati da comandi in dialetto e accompagnati dall’organetto a due bassi (ddu bottë), dalla fisarmonica, dal tamburello (ciuciombrë), dalla chitarra e dal tamburo a frizione (battafochë)[1].

La catena del DNA avvolta al palo dell'Eros metafisico



[1]  https://www.gransassolagaich.it/arti-e-spettacolo/laccio-damore/


Potremmo legare il palo dove si attorcigliano i Lacci d'Amore (fig. 5) con le catene o eliche degli infiniti casi di DNA degli abitanti della nostra Terra, (fig. 6) per avere l'idea della funzione dell'Amore emanante dall'Eros metafisico.

La catena del DNA è un acido nucleico (detto desossiribonucleico) che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di RNA e proteine, molecole indispensabili per lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi.

Il DNA è la base fondamentale della vita. Possiamo immaginarlo come una lunga catena, che si trova all’interno di ogni cellula del corpo umano.

Al suo interno troviamo i cromosomi, che contengono tutte le informazioni genetiche che si trasmettono da un individuo all’altro. Ogni parte di questa catena è formata da elementi più semplici.

Dal punto di vista chimico, possiamo definire il DNA come un polimero organico costituito da monomeri chiamati nucleotidi (deossiribonucleotidi).

Questi nucleotidi sono costituiti da tre elementi:

1.    Un gruppo fosfato;

2.    Il deossiribosio (zucchero pentoso);

3.    Una base azotata che si lega al deossiribosio con legame N-glicosidico.

Ma vediamo ora qualcosa in più sulla struttura del DNA e sulla sua funzione.

Come struttura il DNA, così come l’RNA, è un acido nucleico costituito da subunità chiamate nucleotidi. Ogni nucleotide è costituito da tre componenti (gruppo fosfati, zucchero pentoso e base azotata).

Lo zucchero di riferimento è il desossiribosio, che può legarsi a quattro basi azotate differenti: adenina, timina, guanina e citosina.

La molecola del DNA è formata da due catene polinucleotidiche appaiate e avvolte intorno allo stesso asse, in modo da formare una doppia elica. Ecco le principali caratteristiche della stessa:

   Si tratta di catene complementari e antiparallele;

   I legami tra i nucleotidi all’interno di ciascuna catena sono covalenti, mentre quelli che uniscono i due filamenti appaiati sono legami a idrogeno;

   L’elica ha diametro costante e avvolgimento destrogiro.

Il DNA si trova nel nucleo di tutte le cellule, di cui porta il codice genetico.

A cosa serve l’acido desossiribonucleico?

Sicuramente, la funzione più preziosa ascrivibile al DNA è quella di contenere le informazioni necessarie per far funzionare l’organismo.

Questo patrimonio di dati è trasmissibile da una cellula all’altra e da un organismo all’altro. Nella molecola ci sono tutte le istruzioni fondamentali per la sintesi delle proteine importanti per costruire i tessuti e gli organi e per attivare i processi biologici e chimici che garantiscono la sopravvivenza dell’organismo.

Dunque, la funzione più rilevante del DNA è quindi quella di trasmettere le caratteristiche ereditarie da un individuo all’altro[1].

Brescia, 14 agosto 2023



[1]  https://www.unicusano.it/blog/didattica/corsi/struttura-del-dna/


domenica 20 marzo 2022

Il sasso di Cristo

 IL SASSO DI CRISTO Di Gaetano Barbella

Figura 1: Crittografia mappale di Castel Del Monte (Bari). Ma accadrà che un giorno la mano destra si ribella, e anche la mano del Signore in croce, decide di lanciare uno strano gran sasso...
 “Handy – La rivolta delle mani siciliane”
 “L’amore e la ragione, noi esseri umani viviamo di questo, sbagliato, l‘essere umano va giudicato dalle sue mani, dalle sue azioni…”. Una frase semplice, apparentemente banale ma che in realtà, nasconde un significato molto più Figura 1: Crittografia mappale di Castel Del Monte (Bari). Ma accadrà che un giorno la mano destra si ribella, e anche la mano del Signore in croce, decide di lanciare uno strano gran sasso... 2 intimistico ed esistenziale. Sono queste le parole che sin dalle prime immagini di “Handy- La rivolta delle mani siciliane”, primo lungometraggio del regista Vincenzo Cosentino, colpiscono e seducono il pubblico, innescando in colui che guarda un processo di riflessione e viaggio verso la propria parte più intima e forse dimenticata. Scoprire Handy è un’esperienza unica ed inaspettata. Un film che parla di mani??? Una locandina con due mani giganti trasformate in una giovane coppia?  (continua)

martedì 15 gennaio 2013

SAGGIO DI GAETANO BARBELLA

                                                                               
                                              Astro-geometria solare
                                      IL CAV. BERLUSCONI
                             NEL SEGNO DELL' AUSTERITY
                                        Di Gaetano Barbella
                                          

                 CURIOSI INFLUSSI DEL PALAZZO GRAZIOLI



Nell'intraprendere lo studio dell'astro-geometria solare del tema natale dell'on. Silvio Berlusconi,
scopo di questo saggio, mi sono incuriosito sulla sua residenza romana, il Palazzo Grazioli, sede di
continui incontri di lavoro con il suo staff politico sin dal momento del suo assurgere alla carica di
premier del governo. Qui egli fu aspramente contestato pubblicamente il 12 nov. 2011 quando si
dimise da premier. Si tratta, dunque, di una peculiare “casa”, non tanto diversa da quelle
astrologiche esaminate dall'astrologo per redigere – mettiamo – l'oroscopo, magari natale simile a
questo che eseguirò col mio metodo di astro-geometria solare.
Perché  mi è parso così  interessante questo palazzo rispetto a diversi altri del Cavaliere? Lo è,
secondo me, per la sua storia perché il nome Grazioli è legato ad uno dei proprietari che
subentrarono al suo possesso.  Si tratta del commendatore Vincenzo Grazioli, poi barone di
Castelporziano e duca di Santa Croce di Magliano, che nel 1863 ne affidò il restauro ad Antonio
Sarti. Questi durante lunghi lavori che finirono nel 1874, aggiunse il corpo che affaccia su Piazza
Grazioli. Di qui mi è sorta l'idea di un'affinità alla figura di Silvio Berlusconi che, strada facendo
nella vita diventa un personaggio di spicco dell'imprenditoria italiana al punto di essere insignito
con la nomina a Cavaliere del Lavoro nel 1977.
Al momento dell'acquisto del palazzo, la nobiltà dei Grazioli era di recente concessione. Il
capostipite commendatore Vincenzo Grazioli era un tipico rappresentante del “generone” della
Roma papalina, quel ceto di grandi affittuari dei latifondi (che a loro volta subappaltavano), che fin
dal   XVI   secolo   garantiva   la   liquidità   delle   classi   dominanti   cittadine   e   la   tutela   degli
approvvigionamenti alimentari, e riusciva in alcuni casi - come avvenne per i Torlonia - ad
integrarsi nella nobiltà storica per via di matrimoni.
Ma il prezzo dell'acquisita nobiltà, nel corso dei discendenti di questa famiglia romana, si palesa nel
1977 con il “sacrificio” di un discendente, Massimiliano Grazioli Lante della Rovere. Egli fu
vittima, come si sa dalla cronaca di quell'anno, di un sequestro finito male da parte della Banda
della Magliana. Guarda caso lo stesso anno della nomina a Cavaliere di Berlusconi! E non basta,
perché i Grazioli pagarono anche il prezzo del sangue dovuto alla Patria con la vita del sottotenente
di vascello Riccardo Grazioli Lante della Rovere, medaglia d'oro al valor militare, caduto ad Homs
(oggi Al Khums), in Libia, il 28 ottobre del 1911 durante la guerra italo-turca. Sul prospetto di
Palazzo Grazioli fu apposta una targa in sua memoria.
Diventare nobili esige un alto prezzo, e questo fa sorgere la domanda fatidica sul conto del Cavalier
Berlusconi sulla corsa del “nobilitato” politico, considerato nel 2012 il sesto uomo più ricco d'Italia
e il 169º più ricco del mondo.
Eletto alla Camera dei Deputati nel marzo 1994, viene confermato nelle successive legislature. Ha
ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due
consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006); ed infine nella XVI (2008-2011). Con 3340 giorni
nella carica di presidente del Consiglio, è il terzo politico italiano per durata complessiva al
governo, il primo dell'Italia repubblicana ed inoltre ha presieduto i due governi più duraturi dalla
proclamazione della Repubblica.
E non mancano i “bastian contrari”, perché Silvio Berlusconi è stato imputato in oltre venti
procedimenti giudiziari, nessuno dei quali al momento si è concluso con una sentenza di condanna
passata in giudicato.  Ma sul piano familiare,  non mancano  altrettanti  inciampi da parte di
Berlusconi.
Nel 1964 conobbe Carla Elvira Lucia Dall'Oglio (La Spezia, 1940), che sposò il 6 marzo 1965 e
dalla quale ebbe in seguito i figli: Maria Elvira detta Marina (Milano, 10 agosto 1966[10]) e Pier
Silvio (Milano, 28 aprile 1969). Nel 1980, al Teatro Manzoni di Milano conobbe l'attrice Veronica
Lario, nome d'arte di Miriam Bartolini (Bologna, 1956), intraprendendo subito con lei una relazione
extraconiugale, facendola trasferire a vivere insieme alla madre di lei nella sede operativa della
Fininvest, presso villa Borletti di via Rovani a Milano. Nel 1985 Berlusconi divorziò da Carla
Dall'Oglio e ufficializzò la relazione con Veronica, che sposò con rito civile nel 1990, dopo la
nascita dei figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988). Il 2 maggio 2009 Veronica Lario
annuncia di voler chiedere la separazione. Nel dicembre 2012 la sentenza di separazione non
consensuale depositata al tribunale di Milano pone fine al matrimonio con la Lario e fissa a 36
milioni di euro annui l'assegno di mantenimento che Berlusconi dovrà versarle.
Sempre nel 2012 si è fidanzato con Francesca Pascale, showgirl napoletana di 28 anni tra le
fondatrici del club “Silvio ci manchi” e candidata alle elezioni provinciali del 2009 (anche se sin dal
2010 aveva dichiarato di avere una nuova compagna, pur non rivelandone l'identità)
Saranno in questa sede due presumibli “bastian contrario”, Maria Elvira e poi Veronica Lario, mi
son detto? Tutto da vedere! Vedremo, infatti che l'indagine astro-geometrica solare in corso non
deluderà quest'attesa confermando il segno dell'austerità coniugale di Veronica Lario nella coppia
Venere-Luna tutt'altro che disponibile a trasgressioni extraconiugali
.
                                                       LA DEA GATTO BASTET
                                                            Il gatto, lo spirito di Iside

Se è fondata l'ipotesi appena fatta, non meraviglia scoprire la presenza simbolica della donna, sposa
e madre – mettiamo – al palazzo romano, Grazioli. Un simbolo sembra designarla sullo spigolo del
palazzo che affaccia su via della Gatta. Qui è possibile individuare su di un cornicione una gatta
marmorea, in grandezza naturale, proveniente dal Tempio di Iside in Campo Marzio che, aggiunto
in questo restauro, dà il nome alla via.
Il gatto era l'animale più diffuso fin dall'antichità e la sua fama crebbe nel tempo facendolo passare
da animale sacro a vera e propria divinità, il suo culto, che si riferisce alla dea Bastet, si estese ben
oltre i confini dell'antico Egitto.
L'esistenza del culto di questa dea, è ricordato in documenti che risalgono al 3000 a.C, questo felino
fu anche chiamato Bast, Pakhet, Ubastet, Ubasti e nei Testi delle Piramidi è noto come Mafdet,
divinità rappresentata mentre uccide un serpente con i suoi artigli.
I testi più antichi descrivono Bastet come la figlia del Dio del sole Ra, creata insieme alla sua
gemella malvagia la dea Sekhmet, tali documenti raccontano che fu proprio per l'intervento di Ra
che la forza distruttrice di Sekhmet si placò divenendo, insieme a Bastet, l'equilibrio delle forze
della natura.
Seguendo l'influenza greca, Bastet fu paragonava ad Artemide, avendone caratteristiche simili come
la protezione per la famiglia, fu così trasformata da divinità solare a lunare, identificandola come
figlia di Iside ed Osiride. Venne rappresentata con il corpo di donna e la testa di gatto e nella sua
mano sinistra veniva raffigurato spesso un amuleto a forma di occhio detto l'Udjat “occhio di Ra”
avente forti poteri magici, questo talismano veniva riprodotto anche nelle decorazioni all'interno dei
templi e delle case come protezione da malattie, rapine ed infortuni. Tutt'ora se viene portato al
collo si dice che protegga i viaggiatori.
Fu amata così tanto da divenire per gli egiziani la dea protettrice della famiglia, dei bambini, delle
donne, della danza, del sorgere del sole e divinità che forniva la protezione contro le forze maligne e
le malattie.
Testimonianze di templi dedicati al culto della dea gatto si trovano in tutto l'Egitto, ma la città sacra
di Bastet è Bubastis, località vicino all'attuale città di Zagazig, dove il 31 ottobre di ogni anno si
svolgeva un'importante festa in suo onore del quale si trova traccia nel testo dello storico greco
Erodoto (Storie – libro II cap. 60).
 http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi

                                        L'ASTRO-GEOMETRIA SOLARE

L'astro-geometria solare,  proposta  in questo saggio, riguarda il nostro sistema planetario e si
affianca all'astrologia tenendo per buone le stesse correlazioni polari dei pianeti e Sole rispetto alla
Terra, ossia secondo il sistema  geocentrico. In più vengono rese attive le distanze dei pianeti
proiettate sul piano equatoriale in modo da concepire possibili geometrie che potranno essere
interpretate al pari degli aspetti e direzioni valutate astrologicamente.
L'astronomia si può considerare in qualche modo figlia dell'astrologia, dato che storicamente le
prime osservazioni del cielo non erano fini a se stesse, fatte per il puro piacere della conoscenza,
com'è appunto tipico dell'osservazione astronomica, ma dedicate invece a cogliere nei moti celesti il
segno di quanto sarebbe potuto accadere in terra e indicazioni sul modo migliore per affrontare gli
eventi.
I primi osservatori del cielo erano dunque astrologi, gente concreta che guardava in alto per cercare
nel cielo uno strumento atto a migliorare, e in certi casi forse anche salvare, la propria vita quaggiù.
Gli astronomi, puri osservatori di un cielo supposto privo di influenze dirette sulla vita delle
persone, studiosi dei moti celesti per puro piacere intellettuale, sarebbero venuti molto tempo dopo,
facendo peraltro tesoro dell'immenso patrimonio di conoscenze accumulato dai loro progenitori
astrologi, che avevano così a lungo studiato e approfondito le geometrie celesti.
Occorre subito precisare un paio di questioni che uniscono e dividono l'astrologia dall'astronomia:
prima di tutto, è opportuno segnalare che quando l'astrologo parla di pianeti include tra questi anche
il Sole e la Luna, che per l'astronomo non sarebbero ovviamente pianeti ma rispettivamente una
stella e un satellite: una semplice questione di terminologia che non cambia in nulla la sostanza
delle cose. Lo stesso vale naturalmente anche per Plutone, recentemente declassato dagli astronomi,
che in Astrologia rimane comunque un pianeta.
Per quanto riguarda la posizione dei pianeti nella sfera celeste: per l'astrologo ciascuno degli astri
occupa in ogni istante una precisa posizione nel cielo in un determinato segno zodiacale, mentre un
astronomo non userebbe i segni zodiacali per indicare la posizione di un pianeta ma più asettiche
coordinate astronomiche. I dodici segni zodiacali basati sulla linea d'Ariete costituiscono comunque
un sistema di coordinate valido come qualsiasi altro, per cui anche in questo caso si tratta
semplicemente di un modo diverso, rispetto alla terminologia astronomica, di denominare la stessa
cosa, ossia la posizione occupata in cielo dai diversi corpi astrali in un istante dato.
Peculiarmente la geometria astrologica considera lo spazio astrologico bidimensionale in quanto
proiettato sull'eclittica, e Geocentrico in quanto l'origine è posta nel pianeta Terra. Le posizioni
degli astri sono individuate da coordinate polari, in cui però il modulo (ossia la distanza dalla Terra)
non ha interesse astrologico e può essere considerato unitario, così che lo spazio si riduce di fatto a
una circonferenza (il cerchio zodiacale), dove la posizione del singolo pianeta è individuata
dall'angolo formato tra la linea che lo unisce alla Terra e la linea d'Ariete.
In modo astronomico, cui si riferisce il mio metodo dell'astro-geometria solare, l'angolo è misurato in ascensione retta (A.R.) in termini di ore, minuti e secondi al posto di gradi sessagesimali di 30 in 30 conforme le 12 costellazioni dell'eclittica.  Il piano geometrico operativo comporta la proiezione delle posizioni planetarie risultanti dalle effemeridi geocentriche.
http://www.aton-ra.com/egitto/religione-antico-egitto/37-religione-dei-egitto/163-gatto-egiziano.html 3 http://www.tuttoxme.com/astrologia
                                                
                                                EFFEMERIDI DEL TEMA NATALE
                                                  DELL'ON SILVIO BERLUSCONI

                                  Tratto sul web da: “Solar System Live by John Walker ”


                                      Solar System: Tue 1936 Sep 29 5:30

 
4 http://www.fourmilab.ch/solar/solar.html  
   http://www.fourmilab.ch/cgi-bin/Solar/action?sys=-Sf
                                                                                   6

 
                                                                       

                                    ASTRO-GEOMETRIA SOLARE DEI PIANETI LENTI



                                   Illustrazione 2: Astro-geometria solare dei pianeti lenti.
Ecco che si ha la prova astro-geometrica solare di una configurazione dei pianeti lenti davvero
straordinaria  che   sembrano   dimostrare   tangibilmente   la   fonte   del   successo   del   Cav.   Silvio
Berlusconi. I pianeti lenti infatti  risultano  disposti lungo un ellisse, quello segnato in rosso
nell'illustr. 1. Ma c'è di più perché questo ellisse è speciale giusto per prefigurare,  il quadrato
UVZK, circoscritto al cerchio (in verde) di raggio uguale al semiasse inferiore OG (od OH). Questo
quadrato, con gran meraviglia, risulta la giusta quadratura del cerchio (in verde) di raggio uguale al
semiasse maggiore AO (od OB). Non si limita a tanto la magnifica quadratura della circonferenza
planetaria, presentandosi di conseguenza una successiva quadratura, questa volta relativa al pianeta
Terra. Si tratta del secondo ellisse (in rosso) il cui asse maggiore EF è uguale al lato del quadrato
UVZK. Questo ellisse è simile al quello esterno e risulta passante appunto per il pianeta Terra: di
qui si delinea conseguentemente il quadrato QRST raffigurato in giallo, che è la quadratura della
circonferenza di raggio uguale al semiasse NO (od OP).
 Il grafico riporta le due direttrici del Sole e della Luna: quella del Sole è in grado di dar forza alla
quadratura della circonferenza del pianeta Terra, attraverso il punto P passante per il punto mediano
del lato del quadrato QRST (coincidente con l'estremo dell'ellisse in tangenza); per contro la stessa
quadratura risulta contrastata dalla direttrice di opposizione della Luna nel punto P'. Questo punto è
assai prossimo al punto nodale d'incontro dell'ellisse  maggiore col relativo quadrato UVZK.
Vedremo fra poco quanto sia delicata questa sorta di braccio di ferro fra l'influenza del Sole e quello
della Luna, attraverso il prossimo grafico astro-geometrico solare dei pianeti veloci.

                                   ASTRO-GEOMETRIA DEI PIANETI VELOCI

A differenza di diversi casi di astro-geometria solare da me affrontati per l'indagine sui pianeti
veloci (allo stesso modo dei pianeti lenti appena risolta), questa volta mi cimento nello sperimentare
come griglia di esame, una peculiare geometria di una curva di mia concezione, l'«ovoide a
cipolla». Dapprima ero scettico sul reale potere di questa curva per applicarla alla configurazione
dei pianeti veloci, relativi alle effemeridi dell'on. Silvio Berlusconi, ma poi, avendo trovato il modo
per utilizzarla proficuamente, mi si è aperto l'orizzonte per scoprire la meccanica operativa del
sistema planetario. Insomma, con mia meraviglia – risultati alla mano –, mi sono reso conto che si
trattava di una sorta di macchina cibernetica astrale in cui il timone di regolazione e comando
poteva essere considerato  quello  nelle mani della coppia Venere-Luna. Altro non dico perché
occorre avere presente il grafico per capire bene ogni cosa. Intanto presento di seguito la
descrizione della geometria dell'«ovoide a cipolla» che ho chiamato «Ovoide Barbella».

                                                 L'OVOIDE BARBELLA
L'ovoide Barbella è una curva che ho ideato in seguito alla necessità di trovare l'equazione che
risolve il seguente problema scolastico di geometria proposto dalla professoressa Annarita Ruberto,
amica da tempo, sul suo blog Mate@ticamente e pubblicato sul mio sito ed un altro.
Un campo ha la forma di un cerchio di raggio lungo 100 metri, delimitato da un recinto circolare.
Una capra è legata da una corda ad un paletto, in un punto fisso del recinto. Per impedire alla
capra di diventare troppo grassa, l’agricoltore vuole fare in modo che essa possa raggiungere
soltanto la metà dell’erba del campo. Quanto deve essere lunga la corda?
http://www.webalice.it/gbarbella/geometria_di_una_curva.html
http://lanostramatematica.splinder.com/post/20563490/il-puzzle-della-capra-nel-recinto
http://www.matematicamente.it/il_magazine/numero_11%3A_dicembre_2009/127._l
%11ovoide_a_cipolla_201002106908/
http://www.facebook.com/note.php?note_id=146286749545
                                                                              9

 http://wxmaxima.sourceforge.net/, http://wxmaxima.sourceforge.net.
Non resta ora che servirsi della geometria della curva suddetta per approfondire la supposta relazione con la cipolla. Si potrebbe aggiungere, a prova di questo accostamento, che, dal lato geometrico, la curva deriva dal "progressivo" crescere del bi-segmento circolare all'interno del relativo cerchio, e dall'altro, quello della cipolla, da un corrispondente "crescere" per strati all'interno di essa, come si osserva nell'illustr. 5.
                                                                          
                              IL REGOLO DELL'OVOIDE BARBELLA ALL'OPERA 


                                              L'aspetto Venere-Luna, il segno dell'austerity
La prima cosa che si presenta nell'approccio con la geometria dell'ovoide, per inserirvi il sistema
planetario dei pianeti veloci in questione, è come orientarlo. Si va per tentativi tenendo per base la
giusta collocazione dei due vettori delle distanze planetarie di Venere e Marte. Ma prima occorre
spiegare cosa indica il cerchio, con i diversi bi-segmenti circolari relativi ad aree,  in particolare
quella segnata in verde, ossia quella limitata dall'arco ML. Mi sono convinto che l'area del cerchio
(verde), sulla scorta della parabola del  «Puzzle   della  capra  nel   recinto»  che l'ha suggerita, può
essere assimilata al Parlamento del quale l'on. Silvio Berlusconi è stato per tre volte il Premier di
governo dell'Italia. Egli,  nei due ultimi governi,  con il suo partito PDL in coalizione con quello
della Lega, aveva la maggioranza per governare, giusto la stessa cosa attraverso la posizione del
Sole   risultante  dall'illustr.  6.  Ma  si  sa  dall'astrologia   che  il   Sole  rappresenta  l'io  operativo  del
soggetto  indagato dall'astrologo. E Mercurio, che non si discosta mai molto dal Sole, è la sua
intelligenza capace di proiettarsi in avanti fino ad assumere un valore elevato in R' della curva dei
valori di qualsiasi area di bi-segmento circolare nel caso in esame.
Come si vede, la giusta disposizione di Venere, dalla quale dipende la natura, che è rappresentata
dal cerchio in verde di diametro OT, risulta delimitata dalla corda TV. Ma anche Marte ha la sua
funzione  –  diremo   cibernetica  –  che   riguarda   il   potere   espresso   appunto   con   vettore   forza   di
Illustrazione 1: Astro-geometria solare dei pianeti veloci, col metodo dell'ovoide Barbella.
intensità pari ad un bi-segmento circolare relativo al punto Q' dell'ovoide. Si è capito che ogni
vettore planetario deve essere proporzionale alle rispettive distanze planetarie. Per fare questo,
considerando la geometria dell'ovoide in questione come un vero “regolo”, si opera una rotazione
dell'insieme planetario nel modo adeguato. Nel nostro caso, la condizione ideale ha fatto risultare
gli assi orari dell'Ascensione Retta (AR), molto prossimi all'asse longitudinale dell'Ovoide Barbella.
E questo è già un'ottima situazione oroscopica di cui beneficia l'io di Berlusconi.
Questa   distribuzione   grafica   è   interessante   perché   vede   un   bell'equilibrio   della   coppia  Venere-
Marte, oltre a dare un significativo potere nelle mani dell'io di Berlusconi, giusto per dar valenza
alle meravigliose quadrature delle due circonferenze-ellissi, dei pianeti lenti e della Terra in felice
sincronia. A ragione di questa configurazioni veramente straordinarie, viene da paragonare l'uomo
Berlusconi a l'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. E non a caso la posizione S del Sole, ossia
dell'io di Berlusconi, risulta collocato oltre la linea (verde) della metà area del cerchio (verde) tale
da risultare 1,1 di essa, e così ottenere il consenso planetario in lui.
Viene da pensare se fosse tutta l'area del cerchio anzidetto, quella della Camera di Deputati e/o
Senatori, il Governo avrebbe il 55% dei seggi. Ma è proprio la stessa maggioranza ottenuta col II
Governo del 2001 e col III Governo del 2008!  Per contro,  una così ambita condizione dell'io di
Berlusconi non è senza una certa contropartita da rispettare, “conditio sine qua non”. Tant'è che col
“regolo” dell'ovoide in questione, si fa strada la considerevole influenza negativa della Luna in
opposizione che coinvolge l'ovoide nel punto L e nel contempo sembra trovare relazione con il
punto V di Venere. Ecco che si rivela il delicato meccanismo cibernetico legato al rapporto Venere-Luna di opposizione. Agire di forza, tramite Marte comporta alterare l'assetto del sistema Venere-Luna  austera (Luna in opposizione)  rischiando  di  mandarlo in tilt, ma questo vale anche per il
contrario. Insomma così è stata concepita alla nascita il meccano, molto assimilabile ad una potente
Ferrari, del Cav. Berlusconi che però deve avere la perizia di stare attento allo stato delle gomme. In
modo reale, perciò,  a nulla può valere ogni tentativo che non  alteri  la  condizione di Venere –
mettiamo – in relazione alla situazione dei suoi rapporti con la sposa personale. Per capire questo
stato funzionale vale quanto detto sulla dea dell'antico Egitto Bastet che fu amata così tanto da
divenire per gli egiziani la dea protettrice della famiglia, dei bambini, delle donne, della danza, del
sorgere del sole e divinità che forniva la protezione contro le forze maligne e le malattie. Ma è vero
anche a questa dea era associata la terribile e distruttiva gemella, la dea Sekmet, che si palesa
appunto   nella   coppia   Venere-Luna   severa   di   Berlusconi.   Essa  può   influire   beneficamente   su
Berlusconi solo se è assicurato l'onore familiare nel contesto tradizionale di un corretto ed amabile
sposo  in lui.  Si tratta appunto di un'inevitabile austerity imposta dal destino a Silvio Berlusconi,
disposto a governare l'Italia come se questa rappresentasse la stessa sua sposa, la signora Miriam
Bartolini,  nota col nome d'arte  Veronica Lario:  la Venere-Luna  austera  del suo tema natale  glielo
imponeva. Ma sappiamo che da un certo momento in poi, i due Berlusconi, sposi dell'Italia e della
Veronica Lario presero ad un tratto due strade  diverse, contravvenendo alla loro intima austera
legge lunare. E le conseguenze non si fecero attendere perché entrambe le spose andarono incontro
a infelici regimi di austerità, al contrario del Marte intimo di Berlusconi che si disponeva a infedeli
avventure amorose. Ma non poteva durare a lungo la tensione  che ne è derivata,  sia in campo
politico che familiare, e così gli avvenimenti precipitarono al punto di dover accettare, da parte di
Berlusconi,  la   mortificazione   del   rapporto   conviviale   con   la   sposa   Italia,   quale   leader   del   suo
governo, e con la sposa personale Veronica Lario nel giro dell'inizio e fine del 2012. Oggi il Cav.
Berlusconi si ripropone con una seconda sposa personale, che però non può portare all'altare e né
davanti a un sindaco, per accettare di emendarsi come rinnovato aspirante sposo dell'Italia in panie,
di nuovo come premier del suo governo. Come andrà a finire?
Ma manca poco per il 23 e 24 febbraio 2013 per le elezioni politiche, per sapere se la sposa Italia
accetterà di porgere ancora la sua mano di sposa all'invecchiato Cavaliere...
Brescia, 12 gennaio 2013
Nota:
L'immagine di copertina è stata tratta da “Una storia italiana”, stampato nel marzo 2001
dalla Mondadori Printing S.p.A., in occasione della presentazione del On. Silvio Berlusconi
come candidato premier alle elezioni politiche del 13 maggio 2001.