giovedì 21 ottobre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

ANTOINE WATTEAU prima puntata

Valenciennes 1684 Nogent sur Marne1721 rispettivamente data di nascita e di morte di Antoine Watteau , pittore francese rococò.

Quello di Watteau è un mondo artefatto, egli trattò principalmente soggetti presi dal mondo del teatro. Gli anni in cui visse sono un po’ come i nostri anni odierni, in cui tutto è falsità, tutto è teatro, dove noi siamo marionette, coi fili esterni, ma anche tenuti prigionieri da misteriosi ed inflessibili legacci interni.

Sotto l'apparente frivolezza di Watteau si cela un sentimento di malinconia che riflette la consapevolezza della fugacità dei piaceri terreni. Questa intensità poetica pervade le sue opere di un vago senso di finito ed infinito. Watteau era noto per il suo temperamento irritabile e irrequieto.

Morì prematuramente di tubercolosi; si è ipotizzato che l'umore malinconico dei suoi quadri fosse connesso all'ossessivo pensiero della morte.

Egli usava materiale scadente,di poco conto, perciò molte sue opere sono in condizioni precarie, in lui c’ era già quel raccogliere il gettato, il riutilizzare lo scarto che può far pensare ad una stessa matrice insita anche nell' Arte Povera, movimento artistico italiano degli anni sessanta in cui serpeggia la stanchezza della stanchezza morale, Watteau mi fa remember alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto.

L' immagine è una mia elaborazione di un ritratto di Antoine Watteau.

lunedì 18 ottobre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

PREFAZIONE


Chiudo questa sballata prefazione con un altro bel gesto,questa volta femminile, giusto per farvi entrare nel mio calderone.
E' il gesto di Josephine "Jo "March, una delle" Piccole Donne", capolavoro di Louisa May Alcott.
Josephine è la secondogenita delle sorelle ed ha 15 anni. Lavora come dama di compagnia per la zia March, una vecchietta irritabile, anche se le piacerebbe fare la scrittrice visto che ha una gran passione per i libri. Jo ha un caratteraccio terribile: è sì gentile, ma quando si arrabbia diventa una furia, inoltre è ironica, irrequieta, impulsiva e non si comporta come una signorina, ma come un "maschiaccio".
Jo non è bella come le sorelle ma ha dei lunghissimi capelli folti e lucenti , ebbene per raccogliere qualche soldo per la sua famiglia in ristrettezze economiche non esita a tagliarsi la cosa che la fa più bella , i suoi lunghi capelli.
I capelli sono sinonimo di femminilità ed ai tempi ottocenteschi di Jo lo erano ancora di più, allora era impensabile per una donna avere i capelli corti.
Qualcuno potrebbe pensare che Jo lo abbia fatto perchè in fondo era un maschiaccio...sbagliato, essere donna non è solo smancerie e sdolcinatezze, bellezza e provocazione, lavoro e famiglia, è qualcosa di molto, ma molto di più.
Qualcosa che a che fare col sacro.
Le donne sono le uniche a creare vere opere d' arte, per quanto gli uomini si sforzino di essere artisti, le uniche vere artiste siamo noi.

venerdì 15 ottobre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

PREFAZIONE  
Il nostro personaggio Provenzano Salvani,è un ricco e potente signore senese. Dante lo pone nel girone dei superbi, in lui il poeta vede la superbia e l’orgoglio di Siena ghibellina. Dante sa benissimo che Provenzano oltre ad aver sconfitto i Fiorentini a Montaperti, chiede in modo perentorio la distruzione di Firenze. Ma la carriera di Provenzano si fermerà con la disfatta di Manfredi ed il tracollo di Corradino. I ghibellini perderanno tutte le loro mire e l' amico fraterno: Nino Puglisi sarà imprigionato. A quei tempi i signori non si uccidevano mai, perché si potevano richiedere lauti riscatti. Il riscatto come abbiamo visto fu pagato con l' umiliazione volontaria del superbo Provenzano e Nino Pagliaresi, l'amico condannato a morte tornò a Siena . Ma i venti contrari quando iniziano a spirare durano a lungo, ed i ghibellini senesi furono sconfitti dai guelfi senesi e persero il controllo anche di Siena. Provenzano morì nella battaglia a metà strada fra Colle Val d' Elsa e Monteriggioni. Di lui non si conserva una tomba : fu decapitato, la sua testa esposta su una lancia e gettata oltre le mura di Siena, il corpo smembrato e senza sepoltura perchè di lui non rimanesse memoria. Ma la storia racconta che sul luogo dove per amore aveva chiesto l' elemosina, tremando di vergogna, lui così superbo,per raccogliere il denaro per salvare l' amico, mani pietose scolpirono una pietra, chiamata poi Pietra dell' Amore, la leggenda racconta che chiunque si fermi sopra la pietra a baciarsi , l' amore non lo lascerà mai più. Su questa pietra oggi vi è la lastra dell' albero della Libertà e si trova non lontano dalla Torre del Mangia in Piazza del Campo a Siena.

http://www.scuoladantesca.it/documenti/pietra_amore.pdf ( rif. per la Pietra dell' Amore)

immagine : Piazza del Campo a Siena

martedì 12 ottobre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

PREFAZIONE

Questa foto è stata scattata il 24 agosto del 2010, la sera del mio compleanno.
E' stata una bella serata.
Un bel ricordo.
La uso, per presentarmi anche visivamente, per mettere anche la faccia ad un nuovo progetto che pubblicherò a puntate sul blog.
Un lavoro ambizioso , un racconto fatto a salti , che rispecchia il mio mondo interiore ed esteriore.
Si intitola "I viaggi di Gilles" (racconto incasinato) ed inizierà dagli anni del Rococò( epoca che considero molto affine a quella odierna, almeno per i costumi) per terminare nel calderone di una Morgana romagnola.
Una Morgana romagnola che ama la bellezza, una bellezza visiva , ma ancora più la bellezza del gesto.
Dante salva dall' Inferno Provenzano Silvani e lo mette nel canto XI del Purgatorio per un suo bel gesto.
L'amico di Provenzano, giace prigioniero in una terribile
prigione di Napoli, occorre trovare il riscatto in oro e argento per salvargli la
vita. I documenti parlano di 10.000 fiorini, cifra notevole che neanche un potente e ricco signore
come Provenzano poteva avere. Il nobile signore abbandonò ogni indugio e in Piazza del Campo stese in terra, come un
mendicante, il suo mantello e tese la mano alle elemosine dei suoi concittadini, al fine di
salvare la vita all’amico anche se per la vergogna sentiva tremare il sangue in ogni vena.

"Quando vivea più glorïoso", disse,
"liberamente nel Campo di Siena,
ogne vergogna diposta, s’affisse;

e lì, per trar l’amico suo di pena,
ch’e’ sostenea ne la prigion di Carlo,
si condusse a tremar per ogne vena.

sabato 9 ottobre 2010

TITO POTREBBE ESSERE UN GATTO GOLOSO OPPURE UN DITTATORE


TITO NON L'HA ASSAGGIATA


Tito non l'ha assaggiata,
la marmellata.
Tito non l'ha mangiata,
Tito non l'ha ingoiata
la marmellata.
Tito l'ha divorata,
l'ha sbafata, sbranata.
Tito l'ha trangugiata,
la marmellata

ROBERTO PIUMINI

mercoledì 6 ottobre 2010

PER SALVARE CAPRA E CAVOLI LA CAPRA VIAGGIA

A volte usiamo  "detti" che sembrano filastrocche per bambini. Sono entrati nella nostra vita facilmente ed usualmente, ma li usiamo avendone perso la loro origine. 
Ci piacciono, ma perché ci piacciono tanto? 
Dietro al detto "salvare capra e cavolo" ci sta tutto un mondo.
 Un mondo che parte dall'India ed arriva in Occidente tramite gli Arabi. 
È il mondo della matematica e della logica. 
Nasce da un problema posto in questi termini:  "Come fare a traghettare un lupo, una capra ed un cavolo da una sponda all'altra del fiume, senza che il lupo mangi la capra o la capra mangi il cavolo, tenuto conto che si può trasportare solo una cosa alla volta". 
Ebbene, prima si traghetta la capra e la si porta sull' altra sponda, si ritorna e si carica il cavolo, lo si deposita sulla nuova riva e si ricarica la capra ( se lasciata avrebbe mangiato il cavolo) e la si riporta indietro, la si lascia sulla sponda iniziale e si traghetta il lupo dall'altra parte e lo si lascia col cavolo ( il lupo non mangia il cavolo). A questo punto si ritorna a prendere la capra... ecco che si è salvato capra e cavolo.

domenica 3 ottobre 2010

PADDY ART O ARTE DEL RISO

Paddy Art significa letteralmente Arte del Riso.
Per attirare turisti un piccolo villaggio giapponese, crea gigantesche immagini utilizzando piantine di riso con modificazioni genetiche. I visitatori, che aumentano ogni anno, possono vedere le opere figurative da una terrazza, lasciando una donazione.
Per creare l' immagine di quest' anno, un samurai, gli abitanti del villaggio hanno utilizzato un modello realizzato al computer, sulla base del quale hanno piantato più di 8000 picchetti di riferimento per piantare le piantine di riso. Queste piantine di riso sono state modificate geneticamente per ottenere colori nuovi.
Evidente è l' ispirazione alla Land Art.
Unendo arte e scienza si può raggiungere la bellezza ed ottenere anche un beneficio economico a favore di acquirente , venditore ed ambiente.