Visualizzazione post con etichetta mutande. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mutande. Mostra tutti i post

lunedì 15 giugno 2020

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,LV parte


Dunque, nel Rinascimento l’uomo indossava una sottile calzamaglia con un vistoso pacco sopra al suo gioiello, spesso evidenziato dalla calza da un colore diverso, il pacco conteneva una tasca che era usata per metterci il fazzoletto o le monete, successivamente il pacco venne imbottito in modo da esaltare la potenza del gioiello, moda che alla fine del Cinquecento decadde verso costumi più morigerati, a Betty vennero in mente certi film degli Anni Settanta o certe barzellette in cui l’uomo si rinforzava il pacco con dell’ovatta o della bambagia, le donne invece si imbottivano il seno: tecnica usata anche oggi tramite i reggiseni imbottiti, beh in fondo chi non vuole essere bello/a?
Le mutande femminili, praticamente scomparse fino al XVI secolo, vengono rilanciate da Caterina de Medici e dalle altre dame famose, erano chiamate briglia da culo, avevano sul davanti un’apertura strategica e imbottite sul dietro per ottenere un sedere a mandolino. Le “briglie da culo”, divennero di moda negli ambienti nobiliari di Francia e d’ Europa diventando strumento di seduzione a volte anche in tessuto d’oro o d’argento, tanto da diventare peccaminose e lussuriose e infine simbolo delle prostitute: alle veneziane tanto brave in questo vecchio mestiere furono imposte dalle autorità, per ragioni di decoro delle braghettone lunghe sino al ginocchio.
La Chiesa da un lato le osteggiava, ritenendole lussuriose, dall’altro le invocava per coprire le parti intime… un po’ come oggi sono ritenute pudiche i semplici slip bianchi mentre sono libidinose se nere o rosse in pizzo trasparente.    
Nel XVIII secolo. le mutande spariscono e subentrano i mutandoni lunghi sino ai piedi, finché si arriva al boom degli slip più o meno nel 1950.
Oggi slip, tanga, perizomi o niente mutande tutto è lecito. 

immagine: donne in bikini - villa romana del Casale- piazza Armerina

lunedì 1 giugno 2020

VACANZE ROMANE romanzo a puntate,LIII parte



La storia delle mutande inizia nel 3.300 a. C., il faraone Tutankhamon pare avesse nel suo guardaroba un capo intimo di forma triangolare, molto simile allo slip moderno, d’altronde l’uomo egizio si cingeva una cordicella di tessuto intorno ai lombi e poi si infilava sul davanti il tessuto triangolare che avvolgeva intorno ai fianchi, quindi praticamente indossava solo delle mutande. Nonostante l’utilità, però, nel corso dei secoli le mutande hanno avuto alterna fortuna. I greci non le mettevano, addirittura nella giovinezza, ostentavano le loro nudità.
Gli antichi romani, indossavano qualcosa di simile alle mutande solo durante i giochi ginnici.
Nel Medioevo scomparvero del tutto per riapparire nel Rinascimento indossate in modo quasi osceno dagli uomini… calzamaglie aderenti con il pacco in evidenza.


immagine: costume egizio 

martedì 26 maggio 2009

CATERINA E "LE BRIGLIE DA CULO"

Caterina la superba regina francese, di famiglia Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico, fu amica di Nostradamus, sposa a 14 anni, madre di 10 figli. Caterina inventò le mutande e le impose alla moda delle corti europee. Prima le donne non ne avevano bisogno, ma la vita di corte imponeva l'uso del cavallo e vestiti più comodi, adatti a movimenti bruschi ed anche a cadute. Ecco allora la regina divenire stilista di moda. Tra scandali e derisioni dei tradizionalisti che le ritenevano maschili e disprezzavano l'invenzione di Caterina chiamandole "briglie da culo". Ma ci fu anche chi le difese perchè... utili. Riparano dal freddo, impediscono che si veda quella parte e proteggono contro la mano morta dei giovani dissoluti. Per carità non è certo la cosa più importante che abbia fatto Caterina ma neanche da dimenticare... diciamo che è stata la prima stilista del made in Italy. (da un articolo di Gianfranco Morra su la Voce di Romagna)