Visualizzazione post con etichetta parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parole. Mostra tutti i post
sabato 24 giugno 2023
OMAGGIO A FRIDA KAHLO
A volte mi spavento per quanto sono sciocca e infantile, il sentirmelo poi dire da mio figlio, mi fa vergognare ancora di più.A volte sono esageratamente gioiosa a volte sono tremendamente "saudade", non ho quasi mai la via di mezzo, la via aurea, quella mediana e del mediano.A volte sono profetica, come in questo acrilico su cartone, realizzato 15 anni fa, allora non avrei mai pensato che la mia quieta vita avesse mai potuta assomigliare a quella di Frida. L'opera è intitolata,"Omaggio a Frida Kahlo", la grande artista messicana che ha avuto una vita tormentata sia fisicamente con il corpo storpiato e incapace di dargli il tanto desiderato figlio, che con il marito che l'ha usata. Ha avuto altri amori eppure non è mai riuscita a staccarsi da quel mostro che era pure un grande artista cioè Diego Rivera. Frida era letteralmente spaccata in due, dipingeva quadri spaventosi dove il suo corpo veniva martoriato e incredibili fiori e frutti pieni di forza, vitalità e colore. Anche in fin di vita ebbe la forza di scrivere... viva la vita. Io come lei, ho il corpo e l'animo pieno di ferite, al collo non ho il teschio di mio figlio, ma ho la sua lontananza che ho provocato io, lui non sarebbe mai andato via da me. Io come lei sono sdoppiata, fra il dolore e la gioia, fra la saggezza e l'infantilità. Io come lei ho avuto amori finiti male, un matrimonio finito e come lei, nonostante tutto sono innamorata pazza della vita. Il volto che ha al collo il piccolo teschio è stato da me ripreso per la copertina del mio romanzo, "Sono bruna e sono bella", mi auguro che questo volto sia scomparso tre le pagine del romanzo e che di me rimanga solo il volto della verde speranza.
Etichette:
Frida Kahlo,
immagini,
parole,
pensieri
martedì 7 giugno 2022
domenica 1 marzo 2020
Diciottesimo giorno dell’Anno 2020
Diciottesimo
giorno dell’Anno 2020, oggi è sabato e se ieri mi lamentavo per la nebbia, oggi
va peggio perché piove, va bene così in quanto gli esperti dicono che l’acqua pulirà
l’aria dallo smog e dalle polveri che la nebbia aveva accumulato.
Cosa vi dico
oggi?
Non ho fatto
ancora nulla se non alzarmi, lavarmi e fare colazione e ora sto al computer per
l’ultimo giorno in cui nei post parlo di me, i prossimi post continueranno con:
Vacanze romane.
Cosa farò
oggi?
Fra poco, finito
il post, mi eserciterò al flauto per circa un’ora, poi preparerò il pranzo:
minestrina in brodo, il risone che a me piace tanto, ( in questi giorni faccio
quasi sempre pasta in brodo, mi va così: un brodino al giorno leva la
medicina di torno) poi scaloppine al limone con misto di verdure cotte e se
ne avrò tempo e voglia farò una torta di mele con uvetta ( mi piacerebbe farla
ma il dolce ingrassa assai è un dippiù che non si dovrebbe mangiare soprattutto
per me che devo calare i due chili presi durante i pranzi e le cene delle
festività)
Finito di
pranzare e di rigovernare andrò a trovare mia madre e poi ho in programma di andare
in centro a comprarmi qualcosa in saldo, ieri ho comprato un paio di scarpe da
ginnastica che ormai si portano anche col tubino nero, oggi ho il dilemma di
scegliere fra due cose che ho già visto ieri: un piumino corto grigio scuro o
un piumino nero che arriva a mezza coscia, quale sceglierò? E mi comprerò pure
un set di ben 5 orecchini in sconto a 3.99 euro se non sono già stati venduti.
Intanto ho
fatto una scappata su Facebook perché avevo una cosa da sputare: ieri c’era la
Meloni a Ravenna e in piazza c’erano quasi meno persone che solitamente e 4/5
gatti contestatori al grido di Meloni fascista ciò dimostra la pavidità
e la superiorità sciocca dei ravennati che si ritengono bizantini, dimenticando
che questo termine quando è aggettivo significa atteggiamento di sottigliezza
inutile e pedante, oscuro, incomprensibile, tortuoso e cavilloso, il post che
ho pubblicato: Meloni
ieri a Ravenna: 200 sparute persone e 4 gatti con meloni fascista = bizantina
Ravenna = cavillosa sottigliezza politica
Vi saluto
postando una mia foto di Agosto 2019 quando per la prima volta sono stata
qualche giorno alle Terme, un’esperienza veramente rilassante… ciao
domenica 23 febbraio 2020
Diciassettesimo giorno dell’Anno 2020
Diciassettesimo giorno dell’Anno 2020, che strano questo
anno con due volte 20 e in più anche bisestile che significa due volte 6 e il 6
sta 4 volte nel 20 e 2+0+2+0 = 4
“Anno bisesto, anno funesto”, ed è una credenza che ha
origine dalle tradizioni degli antichi romani. Per loro, il mese di febbraio
era quello in cui si celebravano le ricorrenze funerarie, ed inoltre
celebravano le feste dedicate ai confini e alla conclusione dei cicli cosmici, per
questo, aggiungere un giorno a febbraio il 29°, come accade in ogni anno bisestile,
portava sventura… nel mio caso il 4 è un numero a me caro e il 29 pure quindi
sarà per me un anno fortunato almeno lo spero e comunque mi basta quello che
ho.
Continuiamo con la serie dei numeri, oggi è venerdì 17 e non
sto ad elencarvi i perché della sfortuna, vi informo invece che quest’anno coincide
anche col giorno di Sant’Antonio eremita, personaggio legato ai druidi e al
mistero di Rennes le Chateau di cui ho tanto scritto nei miei romanzi e… due
giorni fa, sono stata invitata
ad un breve viaggio per andare a Rennes, ma ho declinato l’invito, mi sarebbe
piaciuto darmi all’avventura, ma meglio non rischiare, ci sono andata nel
gennaio del 2017 per il centenario della morte dell’abate Sauniere,( colui da
cui parte l’intreccio misterioso) e di avventure e di persone “strane” ne ho
incontrate abbastanza e meglio non scherzare vero o non vero non si sa mai,
meglio lasciare stare l’arcano… ah! Ho messo le pantofole non mi piace più
camminare sul filo tra il confine del reale e dell’irreale però… nel mio
penultimo romanzo: Io sono la divina svelo una profezia che si dovrebbe
realizzarsi nel 2021 settecento anni dalla morte di Dante, tramite il
provenzale Nostradamus, il segreto di Rennes, dei templari e di Asmodeo, una
profezia che si snoda fra tre città: Alet les Bains, Torino e Ravenna; ebbene dopo
anni di lavoro è stato riaperto a Ravenna il Mercato Coperto con dentro anche i
simboli che rappresento nel mio romanzo: al piano terreno una statua di un toro
( emblema di Torino) al piano superiore una statua che pare il diavolo Asmodeo,
con accanto 7 incappucciati/templari, vi ricordo che il 7 evoca appunto i 700
anni, e non è finita gli inquietanti lampadari sono a forma di cicala, emblema
e simbolo della Provenza la patria di Nostradamus!
Altre due parole sul viaggio di tre anni fa, dovete sapere
che da centinaia di anni si ripete, a Limoux una cittadina vicina a Rennes les
Chateau, un carnevale misterioso dove una banda di pierrots in zoccoli di legno
e con maschere in lattice, rappresenterebbero degli iniziati legati ad un
mistero, chiamati anche cagots, ( ne parlo nel mio romanzo) sfila
danzando, suonando e con le fruste non interagendo mai col pubblico e ballando
esclusivamente fra di loro, ebbene uno di loro mi ha catturato e ha
danzato con me… mi hanno detto che non accade mai… quindi per qualche minuto
sono stata la regina dei cagots.
Avrei voluto farvi vedere la foto, ma non trovo il
dischetto, vi posto una foto di fine maggio 2019, poche ore prima del concerto
ispirato a Crosby, Stills, Nash &
Young dove io cantavo col mitico Coro Gengengè della Maestra Bandoli e la Band
degli Aldi dallo spazio… gran bella serata
sabato 15 febbraio 2020
Sedicesimo giorno dell'Anno 2020
Sedicesimo
giorno dell’anno, oggi è giovedì sto aspettando di andare a pranzo, oggi si
mangiano maccheroni al ragù e i resti della gallina di ieri, che devo dire ha
fatto un ottimo brodo. Nel pomeriggio ho il volontariato nella Parrocchia di
San Biagio, cosa faccio? Ricamo col punto svizzero o col giornino tovaglie,
asciugamani e presine che poi vengono venduti in una bancarella e il ricavato
va per i ragazzi dell’oratorio e in parte per un sacerdote di questa Chiesa che
ora si trova in Sudamerica nelle favelas. Ricamare è molto rilassante e mi
piace, mi porto il lavoro a casa e
ricamo alla sera mentre guardo la televisione, l’unico rammarico è che per un
asciugamano oltre al tessuto che è molto buono occorrono circa 10 ore di lavoro
a cui si aggiungono altre 4 ore di lavoro più il cotone per il pizzo all’uncinetto,
dopo tutte queste operazioni il manufatto viene venduto a 20 euro, mi sembra un
prezzo troppo basso, mi fa sentire come una ricamatrice indiana pagata 1 euro
allora, naturalmente non per me ma perché in beneficenza va a finire molto poco,
ma come si dice meglio poco che niente.
Anche
stamani è nebbioso, ormai è già una settimana che il mondo sembra tutto grigio
e non mi ricordo quasi più il colore del sole.
Qualche
giorno fa sono andata dalla parrucchiera perché volevo tornare coi capelli
neri, ero determinata, ma la parrucchiera mi ha detto che lei non me li avrebbe
tinti di nero, che sarei dovuta andare da un’altra professionista, perché rossa
stavo benissimo e sembravo più giovane, con quest’ultima affermazione mi sono
arresa, sembrare più giovane è un mio punto debole, così sto ancora coi capelli
rossi.
La foto che
pubblico è stata scattata a maggio 2019 alla presentazione del mio ultimo
romanzo, Io sono la divina, omaggio che mi è stato offerto dalla Circoscrizione
dove sono nata e ho vissuto a lungo, una bella giornata, con tante persone,
fotografo ufficiale e Autorità, tenutosi in una villa/tenuta vinicola, dove
alla fine si è brindato con ottimi vini.
sabato 8 febbraio 2020
Quindicesimo giorno dell'Anno 2020
Quindicesimo
giorno dell’anno, oggi è mercoledì e alle 15:00 ho la lezione di flauto traverso,
dopo 4 anni di studio sto cominciando a comprendere qualcosa, non a suonare
meccanicamente, come facevo prima, ma a comprendere e interpretare le sfumature
matematiche del rigo musicale, che oltre alle note ha un sacco di aggeggi fra
diesis, doppiodiesis, bemolle, accenti, trilli e altri cavoli amari… è duro
studiare musica con solfeggio e affini e cercare di suonare uno strumento, è duro
alla mia non più verde età ma mi piace tanto, tantissimo.
Un sogno
realizzato questo della musica, da bambina non avevo neanche il sogno perché
era raro ascoltare qualcuno suonare, a volte la banda per i funerali o i
violini per i matrimoni e da piccola pensavo che coloro che suonavano fossero
degli angeli che a volte scendevano in terra, più avanti, circa a trent’anni il
sogno è apparso, ma ho preferito mandare a scuola di musica mio figlio e soldi per
i corsi di musica per tutti e due non c’erano.
Una grande
soddisfazione imparare una lingua nuova, perché per me la musica è un
linguaggio per di più poetico e non sono d’accordo con Nietzsche, che affermava
che la scultura era apollinea cioè ordine mentre la musica era dionisiaca cioè
disordine, per me la musica mette in ordine il disordine, in quanto è suono
ordinato dalla matematica, penso che della stessa mia opinione fosse anche
Umberto Eco: nel Pendolo di Focault uno dei protagonisti si salva dagli
ossessi della macumba perché media l’orgia dei suoni tramite uno strumento, una
specie di triangolo, che tiene in mano, mentre la ragazza che lo accompagna
senza il mezzo/medium dello strumento musicale è invasa dagli spiriti
maligni.
A questo
punto posto la foto della sera del 23 dicembre 2019 dove ho suonato Lo schiaccianoci,
col mio flautino, con gli allievi della Banda cittadina di Ravenna, al
Teatro Alighieri… arrivederci al prossimo giorno.
sabato 1 febbraio 2020
Undicesimo giorno dell'Anno 2020
Oggi è l’11
gennaio il cielo è grigio e nebbioso ma è sabato e si dovrà far qualcosa di
bello… penso che andrò a trovare mia madre, poi in centro per un bel caffè con
un fiocco di neve ( un bombolone di pasta veneziana farcito con panna o
pistacchio… mmm buonissimo se capitate a Ravenna lo trovate in Piazza del
Popolo al Bar Nazionale dove trovate pure la Torta della Mariola. Che ricorda
la leggendaria storia del ‘cercar Mariola’ o
‘Maria’ per Ravenna, che è un modo di dire popolare risalente al
Medioevo, il cui significato è relativo ai tempi. A volte ha il senso di
cercare cosa che si sa di non poter trovare altre volte significa una cosa
scontata… anche oggi cercar Maria è un po’ equivoco, per via della
maria/stupefacente eeeee ricordate che nello
scontato si trovano un mucchio di cose perché nell’ovvio non guardiamo con gli occhi
e la ragione ma con il cervello che dice: già visto, già conosciuto, già so e
non ho bisogno di guardare bene e intanto come al solito ho fatto un pistolotto).
Per andare
in centro mi farò carina, devo sfoggiare il taglio nuovo di capelli, mi metterò
i pantaloni in similpelle neri, appena comprati in svendita, col maglioncino
grigio perla, appena
comprato in svendita, e gli stivaletti neri… anche se la bilancia mi ha
segnalato 2 chili in più… se mi vedo troppo grassa cambio outfit.
Farò fatica
a calare questi due chili, perché lo stomaco si è dilatato e urla sempre dalla
fame e io per calmarlo gli invio dei cioccolatini… sono i dolci rimasti delle
feste, ma appena finiti non ne comprerò più, così al lupo invierò al massimo
dei biscotti integrali.
La foto che
ho messo è di un anno fa, me l’ha riproposta Facebook oggi, ero a Roma per qualche
giorno con un viaggio organizzato.
Roma è
sempre bella, sempre bello è rivederla, ricordo che era un gran freddo con un
vento che pareva vetro.
Questa foto
l’ho scattata dopo poche ore dell’arrivo in hotel, invece di disfare il
bagaglio, sono uscita per fare un giro al mercato rionale.
Era l’una e
i commercianti svendevano la merce, i prezzi della frutta, della carne e del
pesce sono molto più bassi che da noi in Romagna: le fiorentine a 9 euro, i
mandarini a 0.50 centesimi al chilo! Un vucumprà mi ha inseguito per tutto il
mercato per vendermi una borsa, avevo fatto lo sbaglio di guardarla, non mi ha
dato requie, alla fine l’ho comprata a 15 euro: una borsa shopping con dentro
un’altra borsa a tracolla e un borsellino agganciato il tutto taroccato Burberry…
si vede che il tutto era taroccato bene perché a Ravenna mi hanno detto… ma
come porti una Burberry quasi fosse una
bazzecola o una cosa di poco valore, che figata!
giovedì 23 gennaio 2020
Quinto giorno dell'Anno 2020
Vigilia
della Befana, stasera a Faenza c’è la Nott de Bisò, è una notte di
storia, mito e fuoco: protagonista è infatti il Niballo, un grande fantoccio
raffigurante un guerriero saraceno che a
mezzanotte viene dato alle fiamme…Niballo è la storpiatura di Annibale, l’Annibale
che attraversò le Alpi e che tanta paura fece al popolo italico/romano, e il Bisò
non è altro che il Vin Brulè ( vino zuccherato bollito con le spezie) che
chissà per quale motivo solo a Faenza è chiamato così, forse un antichissimo
rito pagano visto che bisò fa pensare a un biscione o magari a un drago,
in effetti se bevuto in quantità ci si sente dei draghi fino a che fa effetto l’ubriacatura.
Alcuni anni fa ci sono andata, perché seguivo la tradizione (Faenza è in
provincia di Ravenna) ma non mi sono mai divertita, troppo freddo e troppa
gente. Oggi la temperatura è stata mite circa 10° e me la sono passata
camminando per chilometri, ho perso tutte le coincidenze degli autobus, a
Ravenna nei giorni festivi gli autobus scarseggiano, ma va bene così, camminare
mi avrà fatto smaltire un po’ di calorie prese durante i pranzi e le cene
festive. Avrei voluto sbaraccare gli addobbi natalizi, ma mia nuora è ortodossa
quindi festeggia il Natale il 6/7 di gennaio e non mi sembra carino non tenere
le lucine fino a martedì 7 gennaio. Stamattina ho preparato un dolce per domani,
poi sono andata a trovare mia madre e ora mi sento un po’ sola, andrò a Messa
che mi varrà per oggi e per domani… mi sento anche un po’ triste, per questo
posto una foto dove invece ero molto felice… a Venezia in mostra con una mia
opera a Palazzo Zenobio durante la Biennale del 2019.
mercoledì 15 gennaio 2020
Quarto giorno dell'Anno 2020

Oggi è il 4
gennaio ed è andata abbastanza bene, l’altro ieri quando ho scritto il primo
post/diario/privato stavo benissimo, mi sono alzata dal computer e… colpo della
strega ahi, ahi che male.
Due giorni antipatici,
il dolore fisico è peggiore di quello psicologico perché automaticamente quando
si è ammalati si va giù anche moralmente e ci si sente male fuori e dentro.
Come dicevo
oggi va molto meglio anche se mi sento intontita dai medicinali.
Ieri sera
sono uscita lo stesso, avevo ricevuto un invito per mangiare una pizza, per
combattere il mio essere prostrata, per oppormi al fato, per iniziare i primi 12
giorni dell’anno se non bene, almeno benino, insomma per scaramanzia.
Ipoteticamente
se il primo giorno riflette ciò che sarà in tutto l’anno, i primi dodici giorni
riflettono ognuno un mese, oggi è il quarto giorno quindi dovrebbe essere
collegato con aprile… oppure no?
Mah, la
pizza era buona, ma forse avrei fatto meglio a stare a casa, comunque ora sto
bene e sto scrivendo questo post, mentre sto aspettando di andare a cena,
questa sera passatelli in brodo, insalata mista e macedonia.
Per stare in
tema scaramantico vi posto una foto di aprile 2019, sorridente sono all’ex MAF
di Forlì, galleria d’arte che finalmente ha riaperto col nome di Angolo
Mazzini, il titolare di prima collabora, ma a dirigere la galleria sono un
gruppo di giovani in gamba che sono stati aiutati dall’Amministrazione comunale
di Forlì che ha detto stop alle vetrine chiuse in centro città e le ha concesse
con un affitto simbolico a coloro che promuovono l’arte e la cultura.
All’inaugurazione
c’era anche il sindaco, un tipo in gamba e molto democratico anche se molto
criticato perché non è superlaureato e soprattutto per la nuova raccolta
diversificata dei rifiuti, ma tanto ormai ha finito il mandato.
La
differenziata ha causato una specie di guerra fra forlivesi e ravennati, in
quanto i primi per non perdere tempo nella cernita portavano i rifiuti nei
cassonetti ravennati, questi ultimi si sono arrabbiati perché i cassonetti
erano sempre pieni zeppi e sono fioccate molte multe coi vigili che aprivano i sacchetti
dell’immondizia per scoprirei i turisti forlivesi, in quanto la legge
dice che non si possono portare rifiuti fuori provincia… la guerra è durata per
un paio di mesi.
mercoledì 8 gennaio 2020
Secondo giorno dell'Anno 2020
Oggi è il 2 di gennaio ma il post sarà pubblicato più avanti, buongiorno a chi segue questo blog: un po' pochi i miei lettori, se un tempo avevo sino a 200/300 pagine visualizzate al giorno oggi sono 40/50 visualizzazioni a fronte di 1197 articoli pubblicati... sono una blogger e una scrittrice da due soldi, però impavida come un Don Chisciotte al femminile continuo a scrivere per passione o forse per dire che esisto, boh, mah, chissà perché scrivo. Questo intermezzo personale è dovuto alla fine dei post programmati (ne sono rimasti solo due) ma anche per scimmiottare le influencer, che non si chiamano più blogger perché hanno migliaia di utenti/fan su Internet diventando così i nuovi miti da seguire a fronte dei miei 78 follower che tra l'altro manco sono sicura che leggano i miei post ma forse questo intermezzo fra i post che continueranno con il titolo Vacanze romane è per me, una specie di sintesi della mia vita... come dire oggi sono qui e sono così, è anche un modo per fare confronti di vecchiaia con le foto che ho pubblicato l'anno passato: quest'anno grandi cambiamenti, mi sono fatta rossa, rinunciando al mio essere nero corvino e ancora non mi ci trovo con questo colore. Ho trascorso la fine e l'inizio dell'Anno in famiglia,dopo dieci anni in cui non era stato possibile dato la lontananza dei miei familiari, rispettando tutti i riti propiziatori: mancava solo il vischio perché il vischio ( dagli antichi chiamato ramo d'oro) va regalato e nessuno me lo ha donato...ma poi ieri sera in pizzeria da Scai ( per me più che un ristorante ormai una famiglia) la mitica Franca ( la cameriera che per l'occasione aveva la camicia rossa) saputo ciò mi ha portato al tavolo un rametto di vischio e così finale in bellezza con l'ultimo rito... e oggi ahi ahi ho una fame da lupo, secondo me con tutto ciò che ho mangiato per le feste mi si è dilatato lo stomaco...ahi ahi la bilancia mi guarda, ma io la ignoro...
lunedì 25 febbraio 2019
Buonanotte viandanti della rete IX
Questo è l'ultimo post chiacchiericcio, ho già parlato troppo di me, come vedete sono in tenuta da mare, una foto dell'anno scorso. Ho messo questa foto perché alla fine di marzo inizio di solito ad andare al mare e stacco dallo scrivere, ora qua a Ravenna è molto freddo ma io sento già il profumo del mare e della bicicletta, che ora è in garage. Ho messo questa foto anche perché la protagonista del mio ultimo romanzo inizia la storia proprio tornando dal mare in bici col cappello e i capelli legati con due codini. Il romanzo il cui titolo provvisorio è:"Il volo del gruccione" è già stato inviato a qualche Casa editrice ora occorre solo aspettare, non ho fretta anche perché questo romanzo sarà quello del cassetto, quello da inviare ai concorsi per vedere se otterrà qualche menzione o la pubblicazione. Stasera sono stanca morta, ieri sono stata alle prove del Purgatorio. Sapete in cosa consiste? E' uno spettacolo teatrale la cui ideazione, direzione artistica e regia è di Marco Martinelli e di Ermanna Montanari, persone note a livello internazionale. L'Inferno è stato realizzato con grande successo due anni fa, ora è la volta del Purgatorio, fra due anni ci sarà il Paradiso, in modo che nel 2021, settecento anni dalla morte di Dante ci sarà la grande commemorazione dantesca. L'Inferno si è svolto in 33 serate, una per ogni Canto, nelle sere di giugno e luglio, lo stesso accadrà per il Purgatorio e il Paradiso. I registi, i tecnici e qualche attore sono di alto livello, ma il grosso dei figuranti che formano i cosiddetti Cori sono dei cittadini ravennati e non solo: una chiamata pubblica di oltre 800 persone. Con l'Inferno è stata una grande esperienza. Col Purgatorio ho provato ieri il Coro di Pia de Tolomei, che tratta di violenza alle donne, ma non fa per me perché occorre stare in piedi a lungo fermi nello stesso posto e la mia schiena proprio non ce la fa, la prossima volta proverò il Coro dei vermi e delle farfalle che è incentrato sulla lettura di poesie famose. Cari viandanti vi saluto con un tighidighidi, scioglilingua che serve per suonare il flauto... Tighidighidi
martedì 12 febbraio 2019
Buonanotte viandanti della rete VII
Ullallà, sono ancora qua, avevo intenzione di mettere una mia foto dove sono in maschera, visto che siamo già a carnevale, poi chissà perché ho iniziato il post con la parola ullallà e alla mente mi è arrivato Venditti, sì Antonello Venditti nel 1976 ha inciso l'album Ullalà e così ho deciso di andare su You Tube per caricare una canzone dall'album Ullallà per voi viandanti della rete, ma ho ricambiato idea in quanto le canzoni di Ullallà sono tutte molto tristi e non mi piace più la tristezza, rifuggo dalla musica triste e dolce, parto dal presupposto che la musica ti attacchi il suo sound o mood quindi meglio ascoltare musica allegra del tipo quella Barocca o di Goran Bregovic, un po' stile Banda, tra l'altro mi sto impegnando al massimo con le lezioni di flauto traverso, in aprile la banda giovanile, sì faccio parte della banda giovanile anche se non ho l'età :) dunque la banda giovanile in aprile terrà un concerto e i pezzi da imparare sono una decina, uno dei quali da imparare a memoria perché lo faremo marciando. Mi sto impegnando al massimo se non ce la faccio mi dispiacerà un poco ma almeno ho tentato. Come vedete vi ho messo la foto, del carnevale passato, partecipavo al Carnevale dei Ragazzi di Ravenna col Carro della Maternità della parrocchia di San Biagio, dove faccio volontariato. Sono vestita da mamma russa e particolare non da poco mia nuora è ucraina. Mi sono divertita tantissimo, quest'anno non mi hanno ancora invitato, conosco le sarte che fanno i vestiti, sono bravissime, forse perché per mancanza di fondi la parrocchia si è unita a un'altra e così forse non hanno bisogno di figuranti, ma va bene così perché l'ho già fatto due volte e direi che mi sono bastate... non potevo non farmi una foto con Anonymous personaggio di cui ho parlato in un mio libro buonanotte viandanti della rete
martedì 29 gennaio 2019
Buonanotte viandanti della rete V
Ed eccomi ancora qua, questa è una foto dell'anno scorso, mentre sono al Magazzino del Sale di Cervia in una collettiva, dietro alle mie spalle i miei dipinti ispirati all'Inferno di Dante: Maometto, Paolo e Francesca e Vanni Fucci. Ancora per qualche volta farò qualche chiacchiera serale, poi inizierà la nuova serie di post, ne ho già preparati un bel po', che saranno raccontati come un romanzo ma con tanta arte, storia e un po' di mistero.Che vi racconto ora? Racconterò della mia mania dell'affare. L'affare riguarda gli sconti, i saldi che sono la mia gioia e il mio rammarico. Gioia perché li aspetto per comprarmi qualcosa di nuovo, rammarico perché entrando nel negozio mi lascio prendere la mano comprando cose particolari invece che abiti classici. Con la scusa che costano poco compro delle cose che metterò una volta oppure mai. Non devo entrare nei negozi, perché trovo sempre qualcosa che è un'affare, oggi per esempio ero tranquilla non dovevo comprare nulla, poi sono voluta entrare da Zara, così per sfizio, ho visto un paio di pantaloni palazzo con fantasia a foulard, avevano ribassato il prezzo a 5,99 euro e io non ho saputo resistere li ho presi, poi arrivata a casa ho compreso che non sono il mio genere, che non li avrei mai portati e ho constatato che invece di un affare avevo buttato via 6 euro, sì lo so sono pochi ma a me scoccia farmi prendere dalla gola, sì perché è la stessa cosa... se non assaggio la torta non la mangio, ma se ne assaggio un pezzetto e mi piace me la mangio quasi tutta, facendo come il topo, un rosicchio alla volta dicendo:"Un pezzettino e non ne mangio più" e la finisco e dopo sto male. Con i saldi, se non entro nel negozio, non ho voglia di niente, se entro trovo l'affare... di solito cose strane dicendomi:"Un colore così se non lo prendo in saldo non l'avrò mai" e dopo sono insoddisfatta di me... buonanotte
Iscriviti a:
Post (Atom)










