mercoledì 13 marzo 2013

ARTEFIERA BOLOGNA 2013 ( quinta parte)



                                            Nella foto un'opera di Hubert Scheibl

Sono stanca ma l’immagine di una grande tela gialla mi galvanizza.
E’ solo una tela informale con dei  secchi di giallo che paiono lanciati là per caso, ma il giallo è così luminoso, non crediate sia facile creare un colore “vivo”, con questo termine intendo luminoso e parlante all’io.
 E’ un’opera di Hubert Scheibl  nato nel 1952 a Gmunden (Austria) e attualmente vive a Vienna.    Ha studiato con Max Weiler e Arnulf Rainer alla Akademie der Bildenden Künste di Vienna e ha iniziato a esporre a livello internazionale a metà degli anni Ottanta, quando il suo lavoro è stato riconosciuto come una reazione significativa per l'allora popolare neo-espressionismo.
Scheibl è uno dei rappresentanti più importanti e significativi  dell’astratto-sensibile  tra i pittori austriaci.   
Sublime, insondabile, travolgente e sensuale, sono solo alcuni degli aggettivi usati per descrivere la  sua arte. Gli elementi lussureggianti, sensuali  e nervosi   delle opere di carta dell'artista rivelano la velocità e l'immediatezza del loro gesto grafico.
L'aspetto senza tempo dei dipinti Hubert Scheibl derivano da sua notevole abilità nel catturare la luce interiore dietro il piano quadro che crea un senso di spazio profondo.

                                               Nella foto un'installazione di Fabrizio Corneli

La visita è ormai finita, una luce soffusa mi incuriosisce, chissà perché sono stanchissima ma se vedo qualcosa che m’interessa mi riprendo, in questo caso è un  faretto che disegna sul muro un volto dagli occhi chiusi, il volto è disegnato sul muro bianco con delle  linee nere, il tutto crea un’atmosfera leggera ed evanescente, una bella idea per decorare casa con poca spesa.  E’ un’opera di Fabrizio Corneli  nato  a Firenze  nel 1958.  
Risale al 1979 la prima mostra, “Le alternative del nuovo”, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove Corneli espone lavori sulle ombre e la luce, materiali che ne contraddistingueranno il lavoro nel corso del tempo. Da allora seguono numerose mostre personali e collettive in molti paesi.

                                                                  Jacob Hashimoto

I grafismi, i segni, la leggerezza, la nudità, l’ornamento mai barocco, mai imitativo ma sempre similare, lunghe teorie di forme simili uguali e mai uguali, semplice ma difficile, tutto questo è l’arte giapponese  e mi ci imbatto  proprio nell’ultimo stand  con i lavori di Jacob Hashimoto.

                                                                     Jacob Hashimoto

Jacob Hashimoto è nato a Greeley, Stati Uniti d'America, nel 1973. Vive e lavora a Los Angeles. Jacob Hashimoto è tipicamente americano ma è anche  evidente la sua eredità giapponese  è un vero creativo. Il suo ultimo sviluppo in cui, al posto di cascate di  nuvole e di aquiloni, sorgono colline e onde, è delicato come prima. E, proprio come in precedenza c'era un senso di ariosità e non di oppressione, così ora c'è un senso di  sollievo. La delicatezza delle sue forme, siano che esse discendano o che avvolgono   creano uno spazio per lo spirito che per il corpo.

                                                                  Jacob Hashimoto

6 commenti:

cosimo ha detto...

Anche l'arte pittorica deve avere i suoi santi in paradiso, attraverso procuratori, procacciatori, intenditori veri, intenditori inventati, opinionisti, esperti veri, esperti a pagamento.
Credo che solo attraverso questa casistica di personaggi, si riesce ad esporre nelle gallerie e nei musei, dai meno famosi ai più famosi.
Io che non sono neppure una delle figure sopra menzionate, ma un grande ignorantone, dico che solo un 10%, di tutto quello che tu pubblichi di altri, è superiore a quello che tu hai dipinto con tutte le tecniche e/o creato col mosaico.
Grande Paola:-))
Un abbraccio fortissimo.

teoderica ha detto...

Il tuo apprezzamento è esagerato, ma io sorrido come una bimba a cui hanno detto...brava.
Sei troppo gentile Cosimo.

hector49 ha detto...

La gentilezza non è una virtù degli uomini. Perlomeno se adesso vuoi conquistare una donna, "movimento" di per sé impervio, "dovresti" (perché non ho la verità in tasca) essere indifferente e fregartene di ella. Sono troppe quelle che se la tirano (Paola non è tra queste, si badi bene) le lascio gocciolare nel loro brodo. Che secondo la "figura" di Teo è primordiale. Ma forse sanno fare "solo" quello? Il Giustiziere.

teoderica ha detto...

Hai ragione gli uomini non sono gentili.
Ciao Ettore

hector49 ha detto...

No, sono tutti gentili, purtroppo, come le pecore, ciao :-(

teoderica ha detto...

Forse...ma tu sei fra quelli gentili? Ciao Ettore.