mercoledì 20 marzo 2013

ARTEFIERA BOLOGNA 2013 ( sesta parte)



La foto che vedete qui sopra, l'ho scattata così, non so in quale galleria, nè chi sia l'autore, mi ha ricordato  la pop art, la retinatura dei pixel sgranati, ma anche il puntinismo e l'insieme di piccole tessere che è il mosaico. 
Questa foto è per ribadire il mio concetto d'arte, per me vanno bene tutti gli stili, oggi invece l'artista si riconosce dal suo simbolo, le opere sono quasi seriali.  Con ciò intendo che lo stesso artista anzichè rincorrere un proprio stile unico, dovrebbe contaminarsi, come è la società di oggi, usare differenti stili, attuali o antichi non importa, ma "parlare", "comunicare" al...popolo e non a pochi eletti, che si arraffano il capolavoro per aumentare lo status.
 Al popolo il poster, la riproduzione va bene ugualmente, perchè ricordatevi dopo Andy  Warhol , anche se i mercanti d'arte lo negano, non esiste più l'opera d'arte unica...finish!     


                                                  Nella foto cartolina di Giuseppe Stampone

Per terminare la visita ho fatto un  giro dagli “italiani”, niente di nuovo sotto il sole, tranne un’istallazione piena zeppa di cartoline con foto strane e particolari sulla città dell’Aquila, c’era scritto “Saluti da Giuseppe Stampone” io ne ho presa una, forse non si poteva o forse sì, ma volevo fare  vedere a voi   che la bellezza sta in ogni cosa.
Andando a fare ricerche su internet ho scoperto che Giuseppe è un fondatore di sogni.
Nato a Cluses (Francia) nel 1972, vive e lavora a Roma.
Stampone ha integrato l’uso delle tecnologie a progetti di didattica rivolti a problematiche sociali ed ambientali quali Acquerelli per non sprecare la vita, con la partecipazione di 10.000 bambini, e il Perché dell’H2O, estesi in 30 Paesi del mondo in collaborazione con Mlal – Progetto Mondo – e Amnesty International.
Questa nuova fase progettuale è accompagnata da Diomira network, di cui lo stesso è uno degli ideatori, che spazia dall’arte alla didattica al sociale e alle nuove tecnologie usate in modo neodimensionale con l’integrazione tra il reale, internet e l’ambiente virtuale di Second Life.
In uscita mi sono fermata in un piccolo stand ed ho chiesto alle ragazze se potevo avere una barchetta rossa per ricordo della Fiera, anche se ero una bambina un po’ stagionata, le ragazze avevano piegato i cartoncini rossi a forma di imbarcazione ed avevano fatto una specie di installazione, me l’hanno data sorridendo spiegandomi che stavano facendo pubblicità a “Tafter” il loro blog , premiato come uno dei migliori…ragazze voi sì che siete brave blogger!
Che dite ci riuniamo e creiamo anche noi un blog che possa permettersi uno spazio nelle grandi fiere?
Altrimenti prima o poi moriremo, succederà a noi quello che un tempo è successo alle radio e alle tv private, i pesci grandi si mangiano i piccoli. 

3 commenti:

cosimo ha detto...

Pesci grandi grandi che si mangiano i pesci piccoli é questa la continua vita del mondo umano, e non solo.

La tua idea riunirebbe un gran bel prezzo di artisticitá dando una unica e completa vitalitá.
Da dare forma e vita :-)
....un beso Paola.

cosimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
teoderica ha detto...

Allora uniamoci...ciao, scusa il ritardo per la risposta.