sabato 16 settembre 2017

STELLINA ventesima puntata

Stellina fu accolta amorevolmente dalla famiglia di Mario, si ritrovò così in una casetta vicino al mare, dove era dolce tenere la casa ordinata, lavare e stirare le camicie di Mario e preparargli saporiti pranzetti. Stellina era felice, Mario l'aveva lasciata libera di scegliere se andare a lavorare o meno, Stellina aveva scelto di fare la casalinga, di occuparsi di lui e del suo bambino. Un giorno, precisamente per il secondo compleanno del loro bambino, Mario le portò a casa un batuffolo di lana, era un cagnolino dal pelo tutto bianco, perciò la chiamarono Luna. Certo gli animali non sono importanti come le persone, ma Luna era speciale e nonostante fosse amichevole con tutta la famiglia, Luna scelse come suo amico principale proprio Mario, forse perché lui era quella persona che aveva tolto Luna dal canile portandola in una famiglia in cui si stava proprio bene. Mario aveva un lavoro molto duro, il medico è un lavoro di molte responsabilità, la mattina si alzava molto presto e Stellina che lo baciava avidamente prima che lui andasse in bagno, si divertiva a guardare con gli occhi semichiusi dal sonno, Luna che lo seguiva in bagno e che coi piedi sul lavandino, attendeva che Mario gli facesse annusare il rasoio per odorare i suoi peli, Luna amava il profumo della pelle di Mario, quasi quanto lo amava Stellina.  

lunedì 11 settembre 2017

STELLINA diciannovesima puntata

Nella sua solitudine, soffriva per essersi staccata da quel tutto in cui stava prima di nascere, aveva come sua compagna la fantasia. Viveva così coi piedi per terra, facendo tutte le cose che fa la gente normale, ma viveva anche di sogni che creava la sua fantasia. Siccome il vivere coi piedi in terra era brutto, ma proprio brutto, Stellina riusciva, impegnandosi, a vivere realmente i sogni, e questi si realizzavano sempre, a tal punto da credere veramente che lei poteva salvare il mondo come una Madonna. C'era una cosa da dire però, i sogni si realizzavano quando lei ormai non li desiderava più. Così era capitato, che essendo triste vedeva solo le cose tristi che le capitavano, e non vedeva, non vedeva proprio gli avvenimenti gioiosi che l'avevano accompagnata sino a che non aveva incontrato Mario. Quindi Stellina, nonostante fosse consapevole di essere una fanciulla come tutte le altre, forse anche un po' più tonta, un poco credeva che fosse vero che il mondo fosse cambiato, non capendo che ora essendo amata come lei voleva da Mario, ora vedeva solo le cose belle che le capitavano, quelle brutte non le vedeva più, eppure c'erano. Certo Mario era un uomo responsabile e protettivo, aveva parlato lui al marito e alla sua famiglia, a sua madre e a suo padre, ma loro non l'avevano presa tanto bene, anzi sua madre le diceva continuamente che si era comportata come una prostituta e il marito insinuava che il figlio non fosse neppure suo. Ma Stellina era talmente felice che pensava che certo lei era una gran puttana, ma era una puttana felice. Al contrario Mario non sopportava le ingiurie che colpivano Stellina e così quasi la rapì col suo bambino e con loro ritornò al sud. 

mercoledì 6 settembre 2017

STELLINA diciottesima puntata


Prima che io racconti, il finale della favola di Stellina, occorre che vi spieghi quella cosa che ho scritto all'inizio, cioè che Stellina fosse figlia di una stella, arrivata sulla terra per salvare il mondo, naturalmente non era vero. Stellina nella sua solitudine estrema, nel non sentirsi amata, nel sentirsi sbagliata, in un mondo che non capiva, un mondo che la disprezzava perché dava a piene mani il suo incondizionato amore, lei amava tutto, le persone, gli animali, i fiori, gli ortaggi, il vento il mare e persino le cose, dava amore e riceveva rifiuti, nessuno la voleva così com'era, lei era un fuoco che invece di scaldare bruciava. Così mortificata Stellina si era inventata che quando avesse trovato la parte maschile che le mancava, quella parte unica che combaciava unicamente con la sua anima, il mondo sarebbe cambiato e l'avrebbe abbracciata come meritava, questo si era inventata Stellina, che se lei avesse trovato l'amore vero, in cui rimanere sempre in quello stato idilliaco dell'innamoramento, il mondo sarebbe divenuto, da insensato a giardino bello e buono. 

venerdì 1 settembre 2017

STELLINA diciasettesima puntata

Diceva che era stato il destino, che sebbene di famiglia agiata, senza un bisogno vero di emigrare, e con la paura di allontanarsi dalla sua terra, aveva sentito una strana attrazione per la Romagna, come se una forza propulsiva lo spingesse per incontrare Stellina. Mario doveva aprire uno studio a Bisceglie, ma aveva avuto dei contatti, tramite un suo amico, per l'ospedale di Rimini e come ripeteva a Stellina, lui anche se non voleva, aveva abbandonato tutto, l'idea di aprire uno studio e una ragazza che non amava più. Ora sapeva il perché, la sua anima sapeva che qui avrebbe incontrato lei, Mario l'amava, Stellina non si doveva preoccupare, avrebbe parlato lui al marito, alla sua famiglia, ci avrebbe pensato lui, sapeva come fare. E Stellina gli credeva, sapeva che era vero, fra le braccia di Mario stava bene, si sentiva al sicuro, si sentiva protetta e voleva stare solo con lui, essere la sua gheisha. Tutta la vita voleva stare con lui, con lui non aveva più paura neanche della morte, ma Mario avrebbe amato il suo bambino? perchè nonostante amasse Mario alla follia, il suo bambino lo amava ancora di più. Mario le disse che amava già suo figlio, che lo sentiva suo, perché era lui che lo aveva fatto nascere, era lui che lo aveva salvato e perciò si sentiva un poco suo padre, anzi no si sentiva proprio il suo papà, e lo avrebbe amato anche se non fosse stato lui a farlo nascere, lo avrebbe amato perché era figlio di lei. Stellina diventava ogni giorno più radiosa e la sua felicità sembrava inondare di luce il mondo. Strano ma vero in quelle giornate chiare di un mese di settembre di inizio anni Ottanta, i giornali e i tg riportavano più notizie buone che quelle cattive.   

sabato 26 agosto 2017

STELLINA sedicesima puntata

Ormai quando Mario veniva da lei, non parlava neanche più, le bastava tenere la sua mano tra le sue per sentirsi felice e gli guardava le sue belle labbra carnose e sognava che lui la baciasse. Voleva tanto che lui la baciasse, anche se sentiva forti sensi di colpa per questo, il desiderio di un suo bacio era talmente tanto, che fu lei che avvicinò le sue labbra a quelle di Mario, e lì si incollarono senza riuscire più a staccarsi. Per quanto tempo si baciarono? Certamente a lungo, Stellina aveva la testa invasa da scariche elettriche, la colonna vertebrale che fremeva, lo stomaco invaso da piccoli deliziosi spilli, entrambi si trovano in una dimensione spazio/tempo altra, risucchiati da un buco nero che illuminavano con le loro scariche elettriche. Fulmini, saette, lampi, tuoni erano nulla in confronto all'energia scaturita da questo bacio, in una camera d'ospedale, dove un bimbo di pochi giorni, guardava con occhi ancora non accesi i due amanti. Stellina, dopo il bacio,disse a Mario che era arrivato troppo tardi, che ormai lei era sposata, con un bambino, che non poteva esserci fra loro che quell'unico bacio, lui era arrivato troppo tardi o forse Stellina aveva sbagliato a non aspettarlo, in tutti i casi era ormai troppo tardi. Mario aveva nove anni più di lei, era un bel ragazzo dai capelli neri e i basettoni da hippy, era del sud, del  Gargano e come quella terra baciata dal sole anche Mario era dolce e luminoso. Era molto educato, vestiva in modo accattivante, era un giovane ma bravo medico, che aveva lasciato con vero dolore la sua terra. 

lunedì 21 agosto 2017

STELLINA quindicesima puntata

Ora tutti erano felici, il bimbo era sano ed era un maschio, per una famiglia, quella dei genitori di Stellina, che contava quattro femmine era un bel risultato. Il marito poi era contento pure lui, perché Stellina stava riprendendo velocemente tutta la sua avvenenza e il marito ora la guardava con occhi desiderosi. Ma cosa era successo a Stellina? La fanciulla stava diventando ogni giorno più radiosa, la felicità per la nascita del suo bambino, il riposo, sì perché Stellina aveva sempre dovuto lavorare molto ed ora il riposo e il cibo leggero, per via delle coliche renali, le davano da mangiare té, senza biscotti e un pezzo di stracchino senza né pane, nè grissini, la rendevano radiosa e i chili in più erano scomparsi tutti, così velocemente che pareva impossibile. Ma c'era un altra cosa. C'era Mario il ginecologo, il medico che l'aveva salvata, lei e il suo bambino, che stava ore al suo capezzale, finito il turno di lavoro, arrivava da Stellina e lei parlava, parlava, parlava, con Mario e la sua solitudine era ormai solo un ricordo. Stellina si sentiva felice, attorno a lei percepiva amore, l'amore di Mario. Ora capiva cosa voleva dire sentirsi veramente amata. Certo era un peccato mortale, appena madre, da sei mesi sposata e già aveva voglia di tradire il marito.  

mercoledì 16 agosto 2017

STELLINA quattordicesima puntata

All'ospedale la visitarono, le dissero che il parto non era aperto, che erano coliche renali, che il bimbo per ora non sarebbero nato. Il marito e la mamma tornarono a casa e Stellina restò sola. Sola come lo era sempre stata. Dopo un paio di ore dal ricovero, Stellina peggiorò, ora i dolori erano inimmaginabili, atroci. La rivisitarono, il parto si era aperto, il bimbo era pronto per uscire. La portarono frettolosamente in sala parto, sola con l'ostetrica, ma poi arrivò il marito, che ora era molto premuroso, incapace di sostenere il dolore evidente di Stellina, se ne stava fuori dalla porta con le urla di lei che rimbombavano sino al reparto. Che urla strazianti faceva Stellina. Arrivò anche la madre, in sala parto, con le mani al viso... oh che dolore, oh che dolore a vedere la mia bambina ridotta così. E se ne stava da una parte  incapace di prendere la mano di Stellina per rincuorarla, al punto che Stellina fu costretta a scansarla. La madre con la faccia spaventata, la terrorizzava, la impauriva, le toglieva quel po' di coraggio per spingere. Spingi, spingi, le dicevano e lei lo faceva, ma come poteva avere forze con la febbre a 41°? Le ore passavano e Stellina ora non urlava più, gemeva sommessamente, non aveva più forze per lottare, neanche il pensiero per la salvezza del figlio la scuoteva. Semplicemente era finita, era finita, era finita. Fu allora che la porta si aprì, entrò un giovane, giovanissimo medico... che succede qui dentro? Lo disse in maniera imperiosa, mentre l'ostetrica lo guardava spaventata. In un ultimo sforzo, Stellina si aggrappò al braccio del ginecologo e disse supplicante... aiutami. E il giovane medico la guardò con amore, sì un amore istantaneo, nato in un attimo, e Stellina lo guardò pure lei con amore. Il ginecologo prese la situazione in mano, accarezzò Stellina, con buone e dolci parole, le disse... ora spingi ora. E uscì con dolore la testa e poi velocemente tutto il corpo. Era un maschio, coi capelli neri, neri, sporco di sangue ma già tanto bello. Stellina lo guardava e non si capacitava del miracolo... un miracolo bellissimo. Certo aveva ancora le coliche e la febbre certo non era scesa, ma la potenza della felicità la faceva sentire come se stesse bene, non sentiva più né i dolori né la febbre. Poi cercò con lo sguardo il medico, uno sguardo d'amore, che si rifletteva negli occhi di lui, era come se il bambino appena nato fosse suo e di lui, che il marito non ne facesse parte.