mercoledì 1 aprile 2015

TROVATO COTTO E MANGIATO la cicoria selvatica




La cicoria selvatica che in estate è in piena fioritura con fiori azzurri che assomigliano al fiordaliso cresce nei luoghi asciutti  sul ciglio delle strade, vicino ai muretti, nei terreni incolti, lungo gli argini dei fiumi, se ne trova in gran quantità. Per raccogliere le foglie frastagliate che assomigliano a quelle del tarassaco ma sono più carnose e più chiare di colore, bisogna farlo in primavera prima che la pianta si allunghi sino a un metro  e passa ed entri in fioritura. Con le radici di cicoria selvatica, che si raccolgono in autunno, si può preparare anche quel surrogato del caffè che i nostri nonni conoscono bene (un caffè dal colore molto scuro) perché si usava quando non c’era altro. Quando ero piccola in casa mia si beveva questo caffè che non aveva niente a che vedere con quello in grani, però forse era più salutare, considerate che la cicoria è stata utilizzata fin dall’antichità dagli Egizi, dai Greci e dai Romani per via delle sue proprietà benefiche. In cucina è buonissima  bollita (mi raccomando non gettate via l’acqua di cottura, mettetela in un contenitore in frigorifero e bevetene una tazza al giorno, pare abbia più proprietà di un brodo di carne) e poi ripassata in padella, volendo si può arricchirla con pancetta affumicata dadolata e rosolata. E’ buona anche cruda (tenete conto che la cicoria è anche chiamata radicchio) ed anche qui per ottenere l’insalata  da contadino, aggiungere pancetta sminuzzata rosolata e poi condite con sale, pepe, olio e una buona dose di aceto balsamico… una bontà. Buonissima è sbollentarla poi passarla in un sugo preparato con pomodori pachino, quindi sale, peperoncino, prezzemolo e pecorino grattato, mi viene fame solo a scriverlo, naturalmente va bene anche una frittata o frittelle magari insaporite questa volta con acciughe sott’olio. Gustosa è la ricetta di una minestra con patate e cicoria, tagliate un paio di patate a tocchetti e fatele rosolare dolcemente con olio e prezzemolo (se volete anche l’aglio, io non lo uso mai perché è buono ma poco digeribile)salate, pepate e quando sono morbide unite la cicoria tritata grossolanamente, bagnate con brodo o acqua e fate cuocere per una ventina di minuti, servite il piatto caldo con un’abbondante manciata di grana o pecorino grattato e buon appetito con un buon bicchiere di vino rosso un Nero d’Avola, va bene perché si sposa ottimamente col gusto intenso di questo piatto. In Puglia è tipico e rinomato consumare fave con cicoria, un piatto assai buono, un’ amica  pugliese mi ha promesso di farmelo assaggiare… io aspetto.   
 


6 commenti:

cosimo de bari ha detto...

La cicoria selvatica si trova pure dalle mie parti e la si abbina prevalentemente alle fave, sgusciate e non. E' una piatto che è musica ed armonia per il palato. Una cosa grande!

Auguri per una serena Pasqua, Paola.... :-)

Irene S. ha detto...

Carissima come al solito mi trovo a leggere cose che in assoluto mi piaccio e attirano il mio interesse! Proprio qualche giorno fa sono andata col mio compagno a fare una lunga passeggiata in Marina a Calenzano e abbiamo fatto davvero una bella "spesa"! Cicoria, Cime di rape, Erbi....e ovviamente l'immancabile Asparagina con la quale è venuto fuori un risotto da urlo!

Ti abbraccio

paola tassinari ha detto...

Auguri anche a te Cosimo

paola tassinari ha detto...

Irene prima il bello della passeggiata e della raccolta poi il buono del risotto...basta poco per divertirsi...AUGURI!

Gaetano ha detto...

Sorpresa pasquale! Ciao cara Paola e con tanti auguri,
Gaetano

paola tassinari ha detto...

Ciao Gaetano, ti ho pensato, cari auguri anche a te... smack!