sabato 5 dicembre 2015

L'IPOMEA E' UN FIORE CHE PARLA


Anni fa, tanti, dopo una dieta del fantino, andava molto di moda negli anni  settanta, si mangiavano per tre giorni solo carne, formaggio e bicchierini di marsala, si calavano tre chili in due giorni.
Dopo questa dieta,  per fortuna che oggi un po' più  matura ho eliminato ogni tipo di dieta per dimagrire, partimmo per le vacanze estive con meta la stupenda costiera amalfitana.
Andammo anche a Capri e in un tripudio di bellezza ciò che più mi colpì furono le ipomee, che vedevo per la prima volta.
Non riuscivo a staccare gli occhi dalle macchie di colore, ricordo che avevo la gola arrossata  con un eritema, per un'eccessiva esposizione solare, avevo un pizzicore  tremendo, ebbene trovavo sollievo nell'infilarmi le campanelle nell'incavo del seno, guardavo la loro bellezza e il dolore non lo sentivo più.
Le campanelle o Ipomee, rampicanti vigorose che producono, per tutta la bella stagione, splendide campanelle di vari colori. La più diffusa è quella a fiore blu-viola e, se adeguatamente rifornita d’acqua e del sole che ama, è capace da sola di invadere qualunque superficie che le offra sostegno.
Spesso le ipomee sono confuse con i convolvoli, e comunemente vengono chiamate "campanelle rampicanti"; sono note come "gloria del mattino" e "fiore della luna" per la caratteristica di alcune specie di fiorire durante la notte per appassire nelle prime ore del giorno.
Il loro avvinghiarsi dolcemente ai tralicci porta questo fiore a significare nel linguaggio  floreale, la carezza, l'accarezzare amorevole.
La carezza, così come il bacio sono simbolo di amore puro. 
Le ipomee si arrampicano sulle rocce di Capri...e la pitra fiorisce. 

CHIOMA DI CAPRI


Capri, regina di rocce,...

... Vi sbarcai in inverno.
La veste di zaffiro
custodiva ai suoi piedi:
e nuda sorgeva in vapori
di cattedrale marina.

... Sulla riva di uccelli immobili,
in mezzo al cielo,
un grido rauco, il vento
e la schiuma indicibile.

... E dal mare, girando intorno a te,
ho fatto un anello d’acqua
che è rimasto sulle onde
a cingere le torri orgogliose
di pietra fiorita…

Pablo Neruda

3 commenti:

istintuale.blogspot.com ha detto...

Molto bello il tuo narrare. Io invece sono Narciso, che soffre. Ciao Teo.

istintuale.blogspot.com ha detto...

S'offre.

paola tassinari ha detto...

S'offre e cosa offre?