martedì 30 dicembre 2008

NUVOLE DI TRISTEZZA

NUVOLE

Nella giornata triste il mio cuore più triste della giornata...
Obblighi morali e civili?
Complessità dei doveri, di conseguenze?
No. niente...
La giornata triste, la poca voglia di tutto...
Niente...
Altri viaggiano (ho viaggiato anch'io), altri stanno al sole
(sono stato al sole anch'io, o ho creduto di starci),
tutti hanno ragione, o vita, o ignoranza simmetrica,
vanità, allegria e sociabilità,
ed emigrano per tornare, o per non tornare,
in navi che li trsportano semplicemente.
Non sentono quanto c'è di morte in ogni partenza,
di mistero in ogni arrivo,
di orribilie in ogni cosa nuova...
Non lo sentono: perciò sono deputati e finanzieri,
ballano e sono impiegati di commercio,
vanno a tutti i teatri e conoscono gente...
Non lo sentono: perchè dovrebbero sentirlo?
Bestiame vestito delle stalle degli dei,
lasciatelo passare inghirlandato verso il sacrificio,
sotto il sole, alacre, vivo, contento di sentirsi...
Lasciatelo passare, ma ahimè, vado con lui senza ghirlanda
verso lo stesso destino!
Vado con lui senza il sole che sento, senza la vita che ho,
vado con lui in tutta consapevolezza...
Nella giornata triste il mio cuore più triste della giornata...
Nella giornata triste ogni giornata...
Nella giornata così triste...
13 maggio 1928
(da: PESSOA. Poesie di Alvaro de Campos - Adelphi)
http://multipessoa.net/


18 commenti:

Anonimo ha detto...

nice blog!

http://cryptoexperts.blogspot.com

teoderica ha detto...

Thank you Anonimo. By. Teoderica

pietro d. perrone ha detto...

Amicizia e nuvole di tristezza.
Pessoa è un oceano di umanità. E' malinconico e triste, ma anche disincantato e visionario. A volte è anche vivido e vitale.
E' sconcertante la sua multipersonalità. Conosci la sua storia, vero? Tutti gli autori che si nascondevano nel suo baùle. Erano i suoi molteplici replicanti, tutti diversi, tutti uguali. Tutti pezzi della sua umanità.
In lui le gocce formavano l'oceano.

teoderica ha detto...

Non conosco Pessoa, aspetto che me la racconti tu . Ciao

Pier Luigi Zanata ha detto...

Fernando Pessoa un altro dei miei autori preferiti.
Non tutti sanno che Pessoa e' un grande interprete dei simboli esoterici e dell' alchimia, tanto cari a me e all' amico Gaetano.
''In primo luogo sentire i simboli, sentire che i simboli hanno vita e anima - che i simboli sono come noi'', scrive Pessoa in uno dei suoi frammenti di filosofia ermetica.
''La creazione di Caeiro e dei discepoli Reis e Campos sembra, a prima vista, un elaborato gioco di immaginazione. Ma - scrive Pessoa - non lo e' . E' un grande atto di magia intellettuale, un' opera magna del potere creativo impersonale''.
''Ho bisogno - afferma - di tutta la concentrazione possibile per la preparazione di quello che si puo' chiamare, in nsenso figurato un atto di magia intellettuale - la preparazione cioe' di una creazione letteraria in una, per cosi' dire, quarta dimensione della mente''.
''Nuvole'' e' a mio giudizio la rappresaentazione di quanto afferma:
''Non sentono quanto c'è di morte in ogni partenza,

di mistero in ogni arrivo,

di orribilie in ogni cosa nuova...''

''Vado con lui senza il sole che sento, senza la vita che ho,

vado con lui in tutta consapevolezza...

Nella giornata triste il mio cuore più triste della giornata...
Nella giornata triste ogni giornata...
Nella giornata così triste...''

Ti regalo questi altri versi di Fernando Antonio Nogueira Pessoa dal titolo
''Amo tutto cio' che e' stato'', una delle piu' belle poesie d' amore:

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Vale

pietro d. perrone ha detto...

Pessoa era un impiegato di una ditta di commercio.
Ma è stato anche giornalista e pubblicitario. Ma soprattutto è stato un uomo di poesia e di letteratura.
Un immenso, profondo, oceaano di umanità. Lui, che aveva viaggiato fino in Sudafrica, che conosceva il mondo, conosceva a fondo gli abissi dell'uomo. Ma essendo un poeta, un artista vero, creava una realtà di veri sentimenti con le sue parole.

Quando morì aveva pubblicato pochissime opere col suo nome. Ed era quasi scomparso dalla memoria collettiva quando si scoprì, nella sua eredità, l'esistenza di migliaia e migliaia di pagine in un baùle. Opere che portavano il nome di autori diversi, completi di una finta biografia vera. Opere, mi pare, qualche volta anche pubblicate con gli pseudonimi scelti. Anzi, eteronimi, ovvero esistenze "alterne", altre, virtuali, diremmo oggi.

E' morto a causa di una grave malattia, provocata dall'abuso di alcool, probabilmente. Era cirrosi epatica, dice Wikipedia.
Ma i veri poeti vanno soggetti alle gravi malattie, come Kafka, che, per alcuni anni, fu contemporaneo di Pessoa. Kafka morì di tubercolosi.
Un altro grande poeta, loro contemporaneo, fu Rainer Maria Rilke. Di Praga, come Kafka, ma non come Pessoa, portoghese, di Lisbona. Ma Rilke era un uomo che volle appartenere al mondo e viaggiò moltissimo, lasciò per sempre il suo paese ancora giovanissimo, per non tornarvi più. Rilke finì i suoi giorni a causa di una leucemia che lo consumò per sempre.
Un altro grande fu Kalil Gibran, anche lui figlio di quegli anni, ed anche lui, emigrante e viaggiatore, morto per una grave malattia (cirrosi). Tutti nati fra il 1875 ed il 1888. Tutti morti fra il 1824 ed il 1935.

Di Kafka e Rilke conosco meglio le biografie. Hanno avuto donne eccezionali. Come Milena Jesenska, che tu hai citato in un tuo posto, per Kafka. O Lou Salomè, per Rilke. Lou, che era stata chiesta in sposa da Nietzsche e che, poi, lasciò Rilke per Sigmund Freud.

Che storie, che storie, le loro..........

Alla prossima volta.

teoderica ha detto...

caro Pier Luigi, grazie per la poesia di Pessoa.......è volato
e oggi è già un altro giorno...........a questo non ci credo più. E sai, stanca di aspettare un altro giorno prendo le parole di Clark Gable in via col vento.......francamente me ne infischio.
Ma Pessoa a quel poco che ho capito è irremediabilmente "puro" e nel mondo ci si sporca, occporre accettare questa sporcizia, altrimenti ti uccidi. Luigi BUON ANNO E ciao.

teoderica ha detto...

Caro Pietro, la storia del baule è un po' come la lampada di Aladino, meravigliosa e fantasica.Lo sai che i pittori che mi piacciono di più sono tutti un po' fiabeschi , un po' come Pessoa.Duchamp, Mondrian,Pollock,Rothko,Merz, Warhol , tutti un po' sciamanici.( anche di Rilke so molto poco, Kafka lo conosco meglio, ma sai io ho studiato sa sola, ho preso quello che mi capitava , un po' a caso ed anche Gibran, mi piace ma quasi niente di lui conosco )Non ti dico più buon Anno, ormai te l' ho detto tante volte . Ciao

Annarita ha detto...

Cara Paola, non ho voglia di tante parole oggi, ma sentire che qualcuno c'è veramente. Tu sei una di queste.

Ricambio sinceramente gli auguri per un 2009 più a misura di "umanità".

Anche se ti conosco da poco, occupi uno sapzio ben preciso nel mio cuore.

Un abbraccio
annarita

Pier Luigi Zanata ha detto...

Teo, pessoa mi piace perche' e' un po' come me. Anche io come lui scrivo appunti, rapide annotazioni prese su fogli sparsi, sul retro di scontrini, sulla parte bianca di un foglio contenente spunti di tutt' altra natura.
Pessoa scriveva ogni volta che ne aveva l' occasione, quasi i confini labili della scrittura costituissero gli improbabili argini di una dirompente espressivita'.
Nella biblioteca Nazionale di Lisbona ci sono piu' di venticinquemila documenti (18.816 manoscritti, 3948 dattilografati e 2662 misti). Per questo e' difficile tracciare una rotta nel grande arcipelago della sua opera. Anche perche' la caratteristica del materiale e' appena abbozzato e dunque lacunoso e stilisticamente non rielaborato.
In una nota autobiografica Pessoa scrive, usando la terza persona, di essere celibe, di essere un ''traduttore'' o piu' esattamente ''corrispondente in lingue estrere in aziende commerciali''. ''L' essere poeta e scrittore - afferma- non costitisce una professione, ma una vocazione''. Scrive di non avere mai ricoperto incarichi pubblici, o funzioni di rilievo.
Riguardo alle sue opere pubblicate, scrive: ''L' opera e' fondamentalmente dispersa, per ora in varie riviste e pubblicazioni occasionali. I libri o gli articoli che ritiene validi sono i seguenti: 35 Sonnets (in inglese), 1918; English Poems I-II e English Poems III (sempre in inglese, 1922, e il libro Mensagem, 1934. L' articolo O Interregno, pubblicato nel 1928, e consistente in una difesa della Dittatura Militare in Portogallo, deve essere considerato come non esistente. Tutto questo e' da rivedere e molto forse da ripudiare''.
Afferma che il sistema monarchico sarebbe l' ideale per il Portogallo ma inattuabile e se ci fosse stato un plebiscito sul tipo di regime, avrebbe votato, sebbene a malincuore per la Repubblica. Si definisce ''Conservatore di stile inglese, cioe' liberale all' interno del conservatorismo, e assolutamente antireazionario''. Afferma di essere ''cristiano gnostico e assolutamente contrario a tutte le chiese organizzate, e soprattutto alla Chiesa di Roma. E' fedele, scrive, alla tradizione segreta del Cristianesimo, che e' in stretto rapporto con la Tradizione Segreta in Israele (la Santa Cabbala) e con l' essenza occulta della Massoneria''.
Dopo essersi definito anticomunista e antisocialista, Pessoa conclude le sue note autobiografiche con queste parole:
''Tenere sempre a mente il martire Jacques de Molay, gran Maestro dei Templari, e combattere, sempre e dovunque, i suoi tre aqssasini: l' Ignoranza, il Fanatismo e la Tirannia''.
Vale

stella ha detto...

Pessoa piace anche a me.

Dolce Teo ti sussurro all'orecchio : Anno nuovo denso di amore e di amicizia!

teoderica ha detto...

Grazie Pier Luigi .

teoderica ha detto...

Cara Annarita io non sono sicura nemmeno di esistere , certe volte mi piace stare sul confine. Baci (..)

teoderica ha detto...

Speriamolo Stella . Baci [ ** ]

Gaetano ha detto...

Di questo passo finiremo tutti in un "baule", come fu per le cose di Pessoa. Coscienza in frantumi di altrettante personalità assunte. O Coscienza arrostita come fu per l'irriducibile Jaques Molay. O come avvenne ad Osiride i cui pezzi furono racimolati dalla sorella e sposa Iside... Consiglierei, stando alla leggenda di Osiride, di essere previdenti e fare come Pollicino della favola perché Iside non fu capace di ritrovare un pezzo mancante di Osiride, quello che valeva più di tutti.
A S. Silvestro ogni scherzo vale, ma per favore attenti alle "lame" in qualche "ventre". Nel senso che le abbuffate creano disordini mentali e la volontà (la lama) non funziona a dovere.
Ma nemmeno le abbuffate spirituali sono consigliabili. Sobrietà ci vuole.
Naturalmente mi riferisco a noi continuamente disposti a fare certi discorsi che devono trovare coerenza nella vita pratica.
Questo è il mio augurio di fine d'anno a tutti voi amici miei.
Gaetano

Annarita ha detto...

Cara Paola, esisti eccome! Ricordi? Cogito ergo sum.

Bacioni augurali:)

teoderica ha detto...

A Gaetano,il mito di Osiride/ Iside non mi piace molto, troppo complicato. In quanto ai piedi li ho ben saldi in terra O No? Un bacio d' augurio sotto al vischio pianta cara a Morgana.

teoderica ha detto...

Cara Annarita il cogito ergo sum direi che oggi potrebbe essere.....Occupo uno spazio e quindi sono. Un bacio sotto al vischio anche a te . Ciao.