mercoledì 17 dicembre 2008

PIU' FORTE DELLA MORTE E' L' AMORE


Tanto tempo fa, gli uomini stavano dentro ad una caverna, uscivano, andavano poco lontano, cacciavano. Poi tornavano a portare il cibo alle loro donne e ai loro piccoli. Le donne si occupavano dei piccoli e della raccolta di bacche e di erbe. Ma poi il cibo scarseggiava, la fame aumentava, il gruppo partiva, e non tornava più, non sapeva tornare. Le donne che avevano dei piccoli rimanevano.Ma uno degli uomini, sentì che non voleva abbandonare la sua compagna, sentì qualcosa, qualcosa. Andò con gli altri, ma osservava gli alberi e andava avanti, un sasso e andava avanti, un fiume e andava avanti, una montagna e andava avanti. Il gruppo trovò un luogo ricco di cibo, si fermò. Gli uomini uccisero una grande bestia, la tagliarono , l' uomo si prese la sua parte e partì, tornò indietro, voleva la sua compagna. Vide la montagna e andò avanti, un fiume e andò avanti, un sasso e andò avanti, gli alberi e andò avanti , e ci riuscì ,trovò la sua compagna.

17 commenti:

Gaetano ha detto...

Il segreto del vecchietto

Un giovane medico si trovava in un lebbrosario in un’isola del Pacifico.
Un incubo di orrore.
Solo cadaveri ambulanti, disperazione, rabbia, piaghe e mutilazioni orrende.
Eppure, in mezzo a tanta devastazione, un anziano malato conservava occhi sorprendentemente luminosi e sorridenti.
Soffriva nel corpo, come i suoi infelici compagni, ma dimostrava attaccamento alla vita, non disperazione, e dolcezza nel trattare gli altri.
Incuriosito da quel vero miracolo di vita, nell’inferno del lebbrosario, il giovane medico volle cercarne la spiegazione:
che cosa mai poteva dare tanta forza di vivere a quel vecchio così colpito dal male?
Lo pedinò, discretamente.
Scoprì che, immancabilmente, allo spuntar dell’alba, il vecchietto si trascinava al recinto che circondava il lebbrosario, e raggiungeva un posto ben preciso.
Si metteva a sedere e aspettava.
Non era il sorgere del sole che aspettava.
Né lo spettacolo dell’aurora del Pacifico.
Aspettava fino a quando, dall’altra parte del recinto, spuntava una donna, anziana anche lei,
con il volto coperto di rughe finissime, gli occhi pieni di dolcezza.
La donna non parlava.
Lanciava solo un messaggio silenzioso e discreto: un sorriso.
Ma l’uomo si illuminava a quel sorriso e rispondeva con un altro sorriso.
Il muto colloquio durava pochi istanti, poi il vecchietto si rialzava e trotterellava verso le baracche.
Tutte le mattine.
Una specie di comunione quotidiana.
Il lebbroso, alimentato e fortificato da quel sorriso, poteva sopportare una nuova giornata e resistere
fino al nuovo appuntamento con il sorriso di quel volto femminile.
Quando il giovane medico glielo chiese, il lebbroso gli disse:
"E’ mia moglie!".
E dopo un attimo di silenzio:
"Prima che venissi qui, mi ha curato in segreto, con tutto ciò che riusciva a trovare.
Uno stregone le aveva dato una pomata.
Lei tutti i giorni me ne spalmava la faccia, salvo una piccola parte, sufficiente per apporvi le sue labbra per un bacio...
Ma tutto è stato inutile.
Allora mi hanno preso, mi hanno portato qui.
Ma lei mi ha seguito.
E quando ogni giorno la rivedo, solo da lei so che sono ancora vivo, solo per lei mi piace ancora vivere".
Gaetano

Annarita ha detto...

Ciao, Paola. Ti leggo anche se ho poco tempo per i commenti in questi giorni. Ma dove sono finiti gli altri post?

Abbracci
annarita

stella ha detto...

Ciao!

pietro d. perrone ha detto...

Vedere la montagna e andare avanti, riconoscere un fiume e andare ancora avanti, un sasso e, così, avanti, gli alberi e, per mezzo loro, andare avanti.
Ci riuscì,trovò la sua compagna.

Capì che era la sua compagna.
C'era qualcosa che nei suoi istinti si era modificato.
Lui, che aveva vissuto immerso nel presente immediato della fame, della paura, della bestialità più incontrollata, sentiva un disagio crecere dentro di sè. Riconoscere le cose era dierso da prenderle senza stare a pensarci.

Quando sentì il tiepido calore della minuscola creatura che gli pose fra le braccia la sua donna, la donna di una notte, la vittima, o la compagna, di un desiderio incontrollato, sentì mancargli il respiro. Senza capire il perchè.
Ma lui non conosceva il senso del perchè

Il nome della bimba? Era quello della madre. Lo stesso della dea che aveva fecondato quella nascita. Che aveva permesso quell'amplesso. Che aveva daato fertilità a quel seme senza anima.

Era la dea stessa figlia di Zeus, la madre delle Muse.Era Mnemosyne.

La piccola bestiola entrata nel mondo attraverso quella via mai percorsa prima, che poteva narrare una storia mai raccontata prima, era la prima delle muse, Clio.

A lei, millenni dopo, si sarebbero raccomandati gli umani, nella città di Pallade.

Gaetano ha detto...

...Il nome della bimba? Era quello della madre. Lo stesso della dea che aveva fecondato quella nascita. Che aveva permesso quell'amplesso. Che aveva dato fertilità a quel seme senza anima.
Era la dea stessa figlia di Zeus, la madre delle Muse. Era Mnemosyne.
La piccola bestiola entrata nel mondo attraverso quella via mai percorsa prima, che poteva narrare una storia mai raccontata prima, era la prima delle muse, Clio.
A lei, millenni dopo, si sarebbero raccomandati gli umani, nella città di Pallade.


"...Dì: figlio io sono della Greve e di Urano stellato..."
Dice … IO SONO il raccordo (figlio) tra la materia e lo spirito (Greve e Urano) ...

Una madre
"...Suo marito e caduto sotto le macerie, sotto una nuvola di fumo o di polvere. Troppo tardi."
L’ alto ufficiale, dopo avere consegnato alcuni effetti personali di mio padre, riparte.
Mio zio Duke, invece, si ferma per altri due giorni per aiutare mia madre e i nipoti ad affrontare questo triste momento.
Mia madre da quel giorno veste in nero. Ai miei fratelli e a me viene cucito sugli abiti un nastrino di seta nero.
Quel giorno, i successivi e i seguenti anni sono vissuti da me senza coscienza.
Ho capito tutto, diventando grande, su quello che mi e’ stato raccontato da chi mi ha visto crescere.
Pier Luigi Zanata ..."ieri era qui alle prese con Teodora o chi". Tutto cancellato!...

Ancora oggi è così?
C'è chi dice che Le Muse ci infondono la conoscenza autentica ed autorevole. Qualcuno vorrebbe l'Undicesima Musa quale Dea ispiratrice… dell'Informatica, Un altro successivo regno dell'Ade astrale?
Un altro lago cui abbeverarsi?

"Questo è il regno di Mnemosine. Qualora tu venga a morire, andrai alle case ben fatte di Ade: a destra c'è una fonte; accanto ad essa sta un bianco cipresso. Venendo laggiù le anime dei morti trovano refrigerio. A questa fonte non ti avvicinare affatto! Ma più avanti troverai la fresca acqua che scorre nel lago di Mnemosine: di sopra vi sono i custodi. Essi ti domanderanno, nell'animo loro prudente, che cosa tu veramente chieda alla Tenebra di Ade funesto. Dì: figlio io sono della Greve e di Urano stellato. Sono arso da sete e muoio, ma datemi subito la fresca acqua che scorre dal lago di Mnemosine. E, invero, avranno misericordia di te con il consenso del re di sotterrra; e, invero, ti permetteranno di bere al lago di Mnemosine e, invero, anche tu, dopo aver bevuto verrai alla via sacra che anche altri iniziati e baccanti percorrono incliti".

Gaetano

Pier Luigi Zanata ha detto...

E' vero ieri ero in visita da Teoderica, nonche' Paolaa di Bigullo, poi ho desistito dal lasciare un commento.
Perche?
Mistero.
Forse ricordavo le parole di Omar Khayyam, filosofo illustre, scienziato e istruttore pratico di sufismo:
''NON ANDARE A MANI VUOTE
Porta qualcosa di sostanzioso da Qui' a Li'.
Non trarrai nessun profitto andando a mani vuote''.

Probabilmente ieri le mie mani erano vuote.

Grazie Gaetano per avere riportato un brano di un mio racconto dal titolo ''Ho capito tutto''.

Amore mi riporta al dialogo tra Socrate e Agatone nel Simposio di Platone.
Socrate per parlare dell' amore si rifa' a quanto senti' da una donna di Mantinea, Diotima, esperta in amore e altro...
''Coloro che amano sarebbero quelli che cercano la meta' di loro stessi; mentre io dico che l' amore non e' ne' della meta' ne' dell' intero, se non nel caso, caro amico, che essi siano un bene. [...] Penso, non e' il proprio quel ciascuno ama, a meno che non ci sia chi chiami suo e proprio il bene, e altrui il male; dato che non c' e' altro che il bene, di cui siano innamorati gli uomini''.
Socrate poi rivolgendosi a Fedro, Agatone e altri dice:
''Io affermo, percio', che ognuno deve onorare Amore, e io stesso ne onoro la scienza e singolarmente vi attendo e vi esorto gli altri, ed ora e sempre esalto la potenza e la virtu' d' Amore, con tutte le mie forze''.
Secondo Platone, Amore, di per se', e' quella forza che anima non solo certe azioni particolari dell' uomo, ma tutte quante le azioni con le quali si ricerca il Bene e cio' che consegue dal possesso del Bene, ossia la felicita'.
Amore in senso ellenico e' sempre e solo forza che porta all' acquisizione di cio' di cui si e' mancanti, a livello sempre piu' elevato, fino a quel poter-non-morire che porta l' uomo ad essere-presso-gli-dei.
Per concludere mi affido sempre alle parole di Socrate, sempre riportate da Platone, quando tratta del mito e delle metafore:
''E non mi meraviglierebbe se Euripide affermasse il vero la dove dice:
Chi non puo' sapere se il vivere non sia morire
e se il morire non sia un vivere?

p.s. amici la filosofia che illumina le gesta del SK che e' in me si rifa' abbondantemente a Euripide, all' agape per la quale la morte e' una forma di amore donativo, ma anche a Platone per il quale l' Amore e' ricevere, anche il bello... della morte.

teoderica ha detto...

Carissimi, nella mia terra di "Gibullo" avere fantasia è un grosso peccato, preoccupati per me, mi hanno mandato dal medico il quale mi ha proibito il Web, mi sono ribellata e per un pelo mi mandano al ......... ......
"Amore, di per se', e' quella forza che anima non solo certe azioni particolari dell' uomo, ma tutte quante le azioni con le quali si ricerca il Bene e cio' che consegue dal possesso del Bene, ossia la felicita'"
."Chi non puo' sapere se il vivere non sia morire
e se il morire non sia un vivere?"
Ecco io mi ritrovo in queste parole che Pier Luigi mi ha donato, volere bene a tutti o almeno cercare di capirli, e portare un sorriso con ironia e fantasia . E' chiedere troppo? BACI, ABBRACCI, AUGURI a Gaetano, Annarita, Stella, Pier Luigi a Pietro e a tutti quelli che passano da me.

Gaetano ha detto...

Pensa un po’, c’è chi invece è stato relegato nel web e vorrebbe uscire di tanto in tanto, se non di più, invece no! Capirai..., ma anche Pier Luigi ed Annarita.
Buon feste e abbracci,
Gaetano

Pier Luigi Zanata ha detto...

Felice e radioso Natale.
Auguri cari per il resto.

Che la strada si alzi per venirti incontro.
Che il vento sia sempre alle tue spalle.
Che il sole brilli caldo sul tuo viso.
E possa la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi.

Cammina in pace e sii contento
Ovunque tu sia sulla tua strada,
E finche’ non ci incontreremo di nuovo
Che Dio ti tenga gentilmente nel cavo della sua mano.
(augurio irlandese)

Vale

teoderica ha detto...

Caro Pier luigi questo augurio irlandese , non te l' ho detto, ma mi ha dato forza, le sue parole mi sostenevano in un brutto momento. Lo sai che la Romagna è chiamata anche la piccola Irlanda ?
Vale ( lo uso solo per oggi, ma oggi mi va di salutarti col tuo saluto)
Vale

teoderica ha detto...

Caro Gaetano ....est modus in rebus........la mezza misura è l' idelale, l' uomo forte è padrone di sè e non si lascia travolgere e tutta una sfilza di altri buoni propositi , ma alla fine fai solo quello che vuoi,.....almeno qualche volta.Buone feste, baci e abbracci.Teo

teoderica ha detto...

Per Annarita, non so come ( anzi lo so , sono una pasticciona) volevo cancellare qualche post.....ho cancellato tutto. Mi dispiace , ma chi rompe paga. [..] Un bacino ed un augurone.

Annarita ha detto...

Ciao, Paola, finalmente ti sento. Che piacere!!!

Ti auguro Buone Feste e uno splendido 2009 con le parole della "Preghiera della serenità"

O Dio,
dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare;
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare;
la saggezza per distinguer le une dalle altre.

Reinhold Niebuhr


Un abbraccio grande.
annarita

Gaetano ha detto...

Teo,
che bel disegno che hai fatto! È il giusto seguito dell’altro di Morgana che non c’è più.
Vedo lo “schieramento” delle forze in campo nella giusta “posizione”, meglio di così non si può. “est modus in rebus”.
Nulla perciò che possa contravvenire il tuo “medico”. “L’albero” dai frutti lucenti (il web) è appena sfiorato e così il “di sopra” e “sotto”. Quindi lo “schieramento” in questione è come se fosse in una zona neutra (immagina quelli del passaggio del Mar Rosso al comando di Mosè).
Lo si può capire in modo algebrico, enigma che viene sciolto, nientemeno che dall’Apocalisse di Giovanni. Ora lo spiego.
Cominciamo dal sigillo sulla fronte dei servi di Dio citati nell’Apocalisse (Ap 7,1-8) che riporto per ordine di seguito:

1. Dopo di ciò (il giorno dell’ira dell’Agnello: Ap 6,17), vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.
2. Vidi poi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare:
3. «Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi».
4. Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli di Israele:...(segue l'elenco relativo dal punto 5 all' 8).

Fin qui nulla che si riesca a capire ma se traduciamo ogni cosa sotto forma di elementi algebrici le cose cambiano e si capisce l’arcano. Eccone la prova, Annarita permettendo e arbitrando:

1. Per prima cosa sostituiamo con dei simboli i fattori «devastanti» in gioco, indicandoli con FDt, FDm ed FDp, rispettivamente Fattore dev. terra, Fattore dev. mare e Fattore dev. Piante;
1. Dunque, dapprima i 4 «angeli», al non «devastando» la terra, il mare e le piante, vi consegue che i tre FDt, FDm ed FDp sono inattivi e perciò si possono considerare tutti col segno algebrico –, quindi: – FDt, – FDm e – FDp.
2. Successivamente gli stessi 4 «angeli» sono autorizzati a «devastare» la terra e il mare, ma non le piante.
3. Quindi la nuova situazione è questa: + FDt, + FDm e – FDp;
4. Infine subentra il quinto «angelo» apocalittico, che impone ai 4 «angeli» della «devastazione» di controvertire la loro opera nefasta, però ignorando che questa non è attuata nei confronti delle piante.
5. Non resta che immaginare che la sua negazione, come già detto, debba costituire un segno – algebrico che vale per i tre fattori messi fra parentesi in questo modo:
6. – (+ FDt, + FDm – FDp), ossia togliendo la parentesi:
7. – FDt, – FDm + FDp.
Conclusione:
Come si vede solo la terra ed il mare sono al sicuro, mentre le piante no. Questa condizione permette di capire che si tratta degli effetti del «sigillo» posto sulla «fronte» di quei «servi di Dio» appartenenti alla terra e al mare. Quelli appartenenti alle piante, ovvero dei presunti “batteri” delle piante, sono soggetti alla «devastazione».
Resta purtroppo ancora l’arcano perché chi potrà capire di che “batteri” si tratta? Quelli che tutti sanno attraverso la scienza? O altri a monte, di natura che alcuni chiamano astrale, ma che, naturalmente, sfuggono alla coscienza umana e la scienza non può che ignorarli? ed ha ragione da vendere. Salvo a dar retta ai religiosi che, però, ci mettono in guardia da loro perché affermano che sono i servi di Satana, demoni da cui guadarsi.
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano "io non ci azzecco", passi dall' Apocalisse ( che almeno qualcosa ci azzecco) ma poi algebra, o quantistica o matematica mi sfugge, mio figlio ha tentato tante volte di spiegarmi qualcosa, al momento azzecco qualcosa ma poi passa un vento di bora che spazza via tutto.Che io sia una specie di azzeccagarbugli? Prima dipingevo solo con le mani e i colori, ora mi diverto a mescolare tutto, usando anche il web, mescolo, mescolo, finchè il risultato mi piace.Sono una grande pasticciona,( pensa che ho una casa ordinatissima)mi diverto un mondo a giocare e a pasticciare.Sono un' artista, perchè lo credo io, e non mi interessa proprio cosa ne pensano gli altri, nell' arte sono libera, per questo ti devo ringraziare, perchè sei stato tu che ricordandomi ( ma anche Pietro con Banksy)che a me non interessano fama nè denaro, anzi preferisco l' anonimato e mi mantengo con un altro lavoro, e sono un'ARTISTA. Di nuovo un augurio di fine giornata natalizia. Per l' e-mail mi ripeto .......senza parole.

Gaetano ha detto...

Ed io mi ripeto, il tuo disegno del “caos” è proprio di un’ARTISTA all’insegna di quella Morgana dell’altro disegno che sai. Qui le piante della “devastazione” apocalittica sono come un fascio strette da una mano ferrea, perciò sembra una sola pianta, quella che era al centro del giardino edenico, ma tu l’hai posta ad un certo “limite” (“mescolando” le carte e affidando al caso l’esito). Quel tanto che basta per mandare in “perdizione” i suoi “batteri” (che ho argomentati con l’algebra), ossia nel loro “insieme” (le legioni demoniache di cui si parla Gesù) il serpente della tentazione di Adamo ed Eva. Hai avuto ragione nel vaticinare che ora “siamo salvi”.
Gaetano

teoderica ha detto...

L' importante è che siamo salvi, un bacio Paola.