giovedì 25 aprile 2013

DIARIO DI NAVIGAZIONE 21

Queto è il ventunesimo post che riguarda il  diario di navigazione, le mie giornate che ho voluto condividere con voi, oggi è il 6 gennaio giorno della Befana, giorno che chiude le feste natalizie  e penso che saranno le mie ultime memorie, il gioco è bello quando è corto.
Sveglia alle otto e trenta, colazione e lettura dei quotidiani, pulizie di casa con  smantellamento dell'albero di Natale e varie decorazioni.
La giornata è stata calda 12 gradi, temperatura primaverile, soleggiata,  sono così riuscita a ritagliare una mezzora per passeggiare lungo il fiume.
Pranzo velocissimo e poi al lavoro.
Sono un po' grandicella ma ho trovato anche io una bella calza della Befana a casa di mia madre, mi ha regalato una tuta grigio fumo in ciniglia.
Al lavoro mi è venuto a trovare un cliente che è anche un amico, mi ha portato una bottiglietta di liquore alla liquerizia che ha fatto lui, una vera bontà da  leccarsi i baffi, inoltre  aveva con sè i suoi arnesi, è un factotum, è calzolaio ma aggiusta anche strumenti musicali e costruisce apparati mediovali, perchè era deciso  a mettere a nuovo il mio flauto dolce.
Mi ha fatto un lavoro d'artista,  rifilando col filo il boccaglio e decorandolo con spago per aggiustare le crepe, avrei potuto comprarlo nuovo ma, vuoi mettere il mio flauto che è stato anche quello di mio figlio?
Ho tolto le decorazioni natalizie anche al bar e fra un caffè e un altro ho fatto assaggiare ai clienti/amici il liquore alla liquerizia e uno di questi è poi ritornato indietro e mi ha portato in dono per ricambiare la mia cortesia una bottiglia di olio di frantoio, inviato dai genitori che hanno terre di olivi nelle Marche.
Golosa come sono, appena ho avuto un minuto di tempo, ho tagliato una fetta di pane toscano e vi ho sparso sopra l'olio marchigiano, era denso, saporito e profumato.
Il pomeriggio è volato veloce, era quasi  ora di chiusura, stavo lavando i pavimenti, quando è suonato il telefono, una brutta notizia, la morte di un vecchio, non di età, cliente, che era stato ricoverato poco prima di Natale per degli accertamenti.
E' entrato che stava bene, almeno in apparenza e in pochi giorni è peggiorato sino a morire, in questi casi mi sovviene in mente la spada di Damocle, ognuno di noi ce l'ha sospesa in testa, come una roulette russa, può toccare al tuo vicino o può toccare a te.
E allora improvvisamente la vita perde gusto perchè non siamo immortali.
Non ho ancora risposto al biglietto di auguri del parroco dei miei anni giovanili, lui ha sempre avuto molta stima di me, io credo di non avere più fede, è per questo che non rispondo a quel biglietto che mi occhieggia fra le bottiglie di liquore del bar, non voglio mandare stereotipati auguri, non voglio mentire, ma non voglio neanche che lui pensi che io non abbia più fede, penso che ora andrò a cercare in internet una frase della Divina Commedia o dei Salmi oppure del Vangelo e troverò  il pensiero adatto...sarà per me il viatico di quest'anno.


immagine di  Teoderica 

8 commenti:

cosimo de bari ha detto...

La vita. il piú grande contenitore di sorprese di ogni tipo e persino in ogni attimo.
Invece la meravigliosa ragazza della tua opera é lo stupore del fascino in toto.
....un beso.

paola tassinari ha detto...

Grazie Cosimo...sei sempre un cavaliere :)

Ettore Bonato ha detto...

La spada di Damocle non è una roulette russa, poichè non si sceglie, sta in bilico sulle nostre teste e amen. Già, non siamo immortali, e questo che nevrotizza l'uomo, o lo rende razionale. Ma delle due l'una: Se dici "tanto si muore" ti credono per pazza. L'altra soluzione è aspettare con nevrosi la spada. Come nel miglio verde, il film, che gusto ha vivere tanto se poi i tuoi cari se ne vanno? non sembra una punizione vivere tanto, ma lo è.

Ettore Bonato ha detto...

Per sta nuova tecnologia non ho finito il pensiero. L'immortale o colui che pensa di esserlo è un nevrotico. Non conosce il lato negativo della cosa. Ignora. Abbraccerei la religione di Concetta, se solo credessi. Ma anche la religione, dicono i saggi, è una nevrosi.

paola tassinari ha detto...

Gilgamesh, lo leggevo avidamente, come saprai, lui aveva raggiunto l'immortalità, leggendolo sono arrivata alla conclusione che vivere sempre possa essere un'altra spada di Damocle, l'optimus sarebbe vivere in buona salute, sconfiggendo tutte le malattie, per diciamo 500 anni? o 200 posson bastare?
I cari che se ne vanno prima o poi saranno raggiunti,è il prezzo che si paga per l'amore, ti affezioni hai qualcosa di bello, soffrirai quando lo perderai, l'antidoto è essere insensibili a tutto.
Ciao Ettore.

Ettore Bonato ha detto...

Paola, è il bello che uno si affeziona anche a qualcosa di...brutto. E' il ricordo che lo abbellisce. Questa non è una massima di Gilgamesh...ma la mia:-)

paola tassinari ha detto...

Questo è vero, è per questo che hanno inventato lo psicologo :)

Ettore Bonato ha detto...

Di mio nonno conservavo un ricordo un po' così. Forse mi sono accorto che ha sofferto e adesso rimpiango, anche se ero quasi un bambino, di non avere avuto un buon ricordo e , forse, di non compreso abbastanza per quanto ha sofferto. Ma di quanto ha anche gioito. Tu (generico) chiamale se vuoi...emozioni.