lunedì 17 febbraio 2014

RIMINI, RIMINI



Prima parte


Rimini nota in tutto il mondo per le sue spiagge bianche e lisce che la fanno sembrare un atollo e per le notti dolci e frizzanti ed un poco movimentate, ha un entroterra di soavi colline dai colori ammiccanti, meta di rilassanti gite. Fra le lunghe spiagge e le basse ed ubertose colline, c'è la città, la quale nasconde la sua perla più preziosa: il Tempio Malatestiano.
Il Tempio di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini dal 1432 al 1468, sorge ove era prima la Chiesa di S. Maria in Trivio e, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco. Quest'ultima era decorata da pitture oggi perdute ad eccezione del Crocifisso di Giotto, unica opera dell’artista a Rimini, risalente alle soglie del ‘300. Vicino alla chiesa crebbero il convento e l'area cimiteriale in cui furono sepolti alcuni Malatesta.
Sigismondo realizzò nel Tempio, rimasto incompiuto alla sua morte, un sogno di magnificenza, riunendovi, come in una grande arca, le memorie della Famiglia.
I lavori, avviati nel 1447, prevedevano l'apertura di due cappelle a sepolcro di Sigismondo e di Isotta degli Atti, sua terza moglie; Sigismondo decise poi di agire su tutta l’antica chiesa affidando il progetto a Leon Battista Alberti, cui si deve il recupero della tradizione romana, evidente nella facciata e nelle fiancate che rieccheggiano l’arco d’Augusto e il ponte di Tiberio.
All'eleganza dell'esterno, fa riscontro la ricchezza della decorazione interna, vicina ai modelli di corte, è un ricamo di marmi traforati e stucchi, l'iconografia è poi lontana dalla tradizione cattolica. Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio operarono con una sensibilità quasi pittorica al rivestimento marmoreo delle sei cappelle laterali. I soggetti trattati aprono a più letture, dall'esaltazione dell'amore di Sigismondo ed Isotta alle teorie filosofiche; ma ciò che emerge è la personalità del committente, celebrata da Piero della Francesca, con il principe inginocchiato davanti a San Sigismondo.
Sui pilastri di accesso della cappella dei Pianeti si stagliano, con un lieve e raffinatissimo aggetto, le personificazioni dei pianeti. Numerosi attributi iconografici ne svelano il nome. Raffigurati in forma di divinità dell’Olimpo, i pianeti sono affiancati dai segni zodiacali, ovvero dalle costellazioni in cui ogni pianeta ha il proprio domicilio, sia diurno sia notturno. Numerose stelle, un tempo dorate, si dispongono lungo il profilo delle figure dello zodiaco, non casualmente ma a seconda delle rispettive costellazioni. Nella cappella svetta il segno zodiacale del Cancro, che sovrasta la più antica veduta della città, era infatti il segno zodiacale di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

foto: panorama entroterra di Rimini
foto: tempio Malatestiano
foto: interno tempio Malatestiano

21 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Ho visto ed ammirato le bellezze culturali di cui egregiamente parli: sono uniche. Ho pure visto ed ammirato una superba mostra di opere d'arte internazionali, tra il Museo ed il Castelo di Sigismondo: unica pure essa. Poi dopo averle ammirate ho pranzato alla grande, proprio accanto al Castello.
Però è eccessivo scrivere delle sue "spiagge bianche e lisce che la fanno sembrare un atollo" Bianche forse lo sono con la luna piena.....Perchè poi non saprei che termini appropriati usare per le spiagge del Salento ed anche del Gargano, nonchè del Cilento e della Sicilia.
Intanto buon mare prossimo, visto i già 18 gradi all'ombra.
Ciaooo Paola

paola tassinari ha detto...

Ma che credi Rimini ha le spiagge più belle del Salento, la sua spiaggia è come l'oro.
Ciao Cosimo

Ettore Bonato ha detto...

Boom addirittura ti metti a narrare Rimini! Chissà che noia. Non t'invidio, però Rimini è mia, oserei dire solo mia. Anche se è internazionale. Oltre alle molteplici discrasie, entroterra è una parola maschile, quindi non va l'apostrofo. Che noia guardare su Internet la mia città. Rimini dobbiamo raccontarla noi, si vive e basta. Cmq apprezzo il tuo impegno.

Ettore Bonato ha detto...

Infatti Rimini è mia, per ora, perché anche io sono nato nel segno del Cancro. Come Pandolfo.

cosimo de bari ha detto...

Paola, entrare in mare con una spiaggia di sabbia equivale a piccole carezze e pure qualche fastidiuccio. Entrare in mare con una spiaggia di ciottoli bianchi equivale ad un abbraccio forte, di quelli che ti bloccano il fiato per poi diventare carezze mentre tra una bracciata e l'altra gli occhi si riempiono dei colori del fondale, anche di quello basso. E questo vale per questi due tipi di spiagge ovunque sono.
Vado a vedere il mare...ma pure la sabbia (che ho in bottiglia e su qualche mio dipinto) ciaooo

Ettore Bonato ha detto...

Cosimo, non sono d'accordo. Il mare di Vieste, per esempio, non è il massimo della vita, è anche molto sporco. I ciottoli mi piacciono, ma quelli di Lovran, in Croazia. Che dopo ritorno con le scarpe adatte correndo, come allenamento per il mio sport, il Triathlon.

paola tassinari ha detto...

Ettore Rimini é anche mia perché la amo... non sono campanilistica amo tutta la Romagna sinceramente.
Ciao e fai così pure tu :)

paola tassinari ha detto...

Cosimo il mare e la spiaggia del sud saranno pure più belli ma Rimini è Rimini è qualcosa di unico legato alla mia Romagna e solo qui puoi trovare quel certo non so che di amaro che chi vive in Romagna impara ad apprezzare i romagnoli ridono ma interiormente piangono.
Ciao

paola tassinari ha detto...

Conosco il segno del Cancro terribile assai per la persona e per chi ci sta attorno, consolati però perché é apprezzato dalle donne in quanto il segno é governato dalla luna... attento perché la luna é anche simbolo di castità e quindi di solitudine impara ad essere più dolce :)

paola tassinari ha detto...

Grazie per avermi segnalato l'errore
Smack!

cosimo de bari ha detto...

menomale che io sono Toro...come Toro nessuno mai :-)

cosimo de bari ha detto...

...anche nel non saper contare, a volte, sino a zero fino ad aver incrementato la popolazione della provincia FC (che non sta per forlì-cesena)

cosimo de bari ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cosimo de bari ha detto...

Treccani Dizionario, cita :"discraṡìa = «cattiva mescolanza»".
Per "Treccani" è un post scritto con cattiva mescolanza, non ultimo l'apostrofo che non ci voleva.

cosimo de bari ha detto...

Un mare di ciottoli, anche quello de Gargano e di ogni sud del mondo, non è mai sporco, prova ne sia che i ciottoli sono sempre bianchi con pochissimi velati o pigmentati di color nuvole. Tranne se non si vuole essere a tutti i costi stupidamente e spudoratamente dispregiativi, fino ad immischiare la gente.

cosimo de bari ha detto...

da aggiungere...o di color rosa corallo.

paola tassinari ha detto...

Scusa Cosimo, sei mica per caso un po' campanilistico?

cosimo de bari ha detto...

divento tale quando si vuole andare oltre...sicuramente non sono sporco. Più che altro sono del Toro e dell'ufficio passaporti per FC.. l'avevo scritto prima, ed aveva un riferimento ben preciso. Per concludere, Paola, evidentemente il bon ton non è tanto di casa nell'atollo riminese.

Ettore Bonato ha detto...

Un consiglio cioè un mio trucco: il mare di Rimini, tutto sommato domestico, non mi è sempre piaciuto. Ora vado sempre,spesso o a Rivabella (va be', è sempre Rimini) oppure quando finisco il lavoro mi fiondo a Bellaria-confine Torre Pedrera. E' questo unicum e diversum che fa del mare di Rimini un qualcosa di speciale. Addirittura,per chi ha voglia, si può camminare per chilometri. eh già più solitudine e castità di me. Pensa che vado a letto, come vedo fa qualcuno, con il dizionario: roba da chiodi. Discrasia non mi riferivo a un', ma non ho voglia di competere con il nulla. Come dice Tatangelo??' sigh: chi è nessuno non offende nessuno, o roba del genere. Un po' di pepe ci viole, soprattutto con chi non si fa i c...avoli suoi. Ciao Paola

Ettore Bonato ha detto...

vedi il cancro? Attacca sempre. Forse perchè è stato attaccato nella notte dei tempi. Amare tutta la Romagna? Anche quelli di Cesena? Mi chiedi troppo, dai.

cosimo de bari ha detto...

Vedi il toro?...mai vede rosso se non è rosso! E poi il bello della vita è che a volte anche i pescatori, i/le contadini/e, i minatori, gli/le spazzini/e, quelli/e del mare sporco sanno scrivere fino ad essere pubblicati e letti, apprezzati ed applauditi...altro che discrasia. Quella qualcuno l'ha nella materia grigia, anzi ex grigia, visto che da qualche falla è andata persa