lunedì 4 agosto 2014

RACCONTI DAL MARE 2



Caterina non andò al mare per parecchio tempo, fino a quando l'estate in cui lei  compì quattordici anni,  iniziò a  recarsi assieme alle amiche, in autobus, quasi tutte le domeniche alla spiaggia.
Alla spiaggia, ma non si bagnava neanche i piedi nell'acqua del mare, si crogiolava al sole sull'asciugamano, aspettando l'avvicinamento dei ragazzi per poter civettare.
La spiaggia era diventata la succursale estiva della discoteca, accanto a lei stuoli di giovanotti con cui si divertiva a celiare, motteggiare, e a guardali di sbieco con occhi ammiccanti.
Non le piaceva parlare con le amiche, con le solite invidie e meschinerie, sul sedere grosso, i capelli stopposi, il bikini di un brutto colore, i foruncoli e via dicendo, i maschietti invece pendevano dalle sue labbre.
Caterina aveva letto "Lolita"  il celebre romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov e le piaceva immedesimarsi nel ruolo di capricciosa per rendere reale la storia, non c'era niente di più bello che realizzare personalmente un film da un romanzo, essere lei autrice e attrice.
In discoteca, aveva conosciuto un ragazzo più grande di lei di circa dieci anni, era di Ferrara e quindi andava al mare a Lido degli Estensi, una spiaggia assai lontana da Marina di Ravenna, Caterina fu molto stupita quando se lo vide arrivare accanto tutto sorridente.
"Sono arrivato tardi, perchè c'era una coda di auto mai vista, tre ore in auto, ma sono qua, per vederti", e intanto stese l'asciugano accanto a lei.
Caterina era pronta con la sua sceneggiatura alla "Lolita", ma l'amica stesa al sole  vicino a lei le disse: " vestito sembrava carino, ma hai visto che brutte gambe ha, secche e storte come dei rami d'albero"
Caterina osservò attentamente le gambe del ragazzo, le parvero talmente brutte che si alzò col telo e stese l'asciugamano lontano da lui.
Invano il ragazzo tentava di parlare con Caterina, lei non rispondeva.
Si alzò, e ristese il telo accanto a Caterina, lei col muso schifato si fece più in là.
"Ti ho fatto qualcosa, sei arrabbiata perchè sono in ritardo, non ti piaccio più?"
Neanche rispose Caterina...ma lui non si vedeva come era  ridicolo in costume?
Il ragazzo prese il telo, si mise jeans e maglietta e andò verso la sua auto.
Caterina si sentiva cattiva, ma le sue gambe erano veramente troppo brutte.
 La sua amica aveva più gusto di lei, se aveva detto che le gambe erano brutte, lo erano davvero.
Un solo dubbio...ma erano importanti le gambe?

immagine di Teoderica

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Il mare racconta eternità, sempre!

Ciaooo Paola!

paola tassinari ha detto...

Ciao Cosimo