domenica 17 agosto 2014

RACCONTI DAL MARE 4



Ora Caterina, andava al mare col marito e il figlio.
Siccome lei lavorava tutti i giorni, mentre il marito faceva i turni e quindi poteva andare  al mare anche fra settimana, era tacito accordo che al bambino stesse attento lui, così Caterina si metteva al sole e si addormentava, spossata dalla stanchezza della settimana lavorativa.
Caterina, poi voleva togliere al figlio ogni fobia dell'acqua, non voleva assolutamente che diventasse come lei, Gianni, questo il nome del figlio, le aveva detto: "mamma, ma perchè non vieni mai a fare il bagno con me e papà, ci divertiamo tanto, vieni, vieni."
E la tirava con le sue piccole braccine, esili come giunchi: "stai sempre al sole!"
Cosa poteva rispondere Caterina, a volte diceva che era stanca, a volte che aveva sonno, a volte che aveva mangiato un  panino, e rimandava ad una prossima volta.
Non poteva raccontare che il suo timore  per l'acqua le derivava da una violenza sessuale subita e da un inizio di annegamento, non voleva assolutamente che il figlio subisse indirettamente il suo trauma e che ciò gli precludesse il piacere di nuotare e di vivere in simbiosi con l'elemento acqua,  fonte primigenia della vita.
Così si limitava ad alzarsi dal telo, e dal bagnasciuga, osservava  le  evoluzioni del figlio, le sue capriole, poi immancabilmente c'era il litigio, perchè Gianni con le mani diventate come delle  vesciche, per il lungo stare in acqua, non voleva mai uscire dal mare e la sfidava:" vienimi a prendere!"
Il marito se ne infischiava, non capiva che non si può stare un'ora in acqua, il beneficio diviene danno. Caterina si sentiva impotente, schiumava rabbia, avrebbe preso a sberle il marito, non lo faceva perchè poi le avrebbe prese lei e quel cazzo di uomini hanno la mano pesante a differenza di noi donne che siamo deboli e la nostra sberla per loro è una carezza, un po' come per i cavalli ai quali per fargli un gesto carino gli devi dare uno schiaffo.
Ah, ma Gianni, le avrebbe prese, quando sarebbe risalito, lei gli avrebbe tirato giù gli slip e avrebbe sculacciato la carne bella e nuda, lì davanti a tutta la spiaggia, oh lo avrebbe fatto! Sì l'avrebbe fatto!
Tutte le volte così, poi quando Gianni veniva finalmente fuori dall'acqua, rimandava le sculacciate al ritorno a casa. non poteva umiliarlo davanti a tutti.
Arrivati a casa, la rabbia di Caterina era sbollita e Gianni così la faceva sempre franca.


immagine di Teoderica

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Rimandare a dopo e' un gesto non comune ai piu'...e' arte del pensiero.
Buon mare di meta' agosto!

paola tassinari ha detto...

Ciao Cosimo... sempre presente