martedì 26 agosto 2014

RACCONTI DAL MARE 6


 E venne il mare della Campania, il Tirreno dei miti.
Caterina aveva risparmiato su tutto per permettersi  una lunga vacanza in quella terra favolososa, in quel mare avevano vissuto Scilla e Carridi, la Maga Circe, vi era sepolto Palinuro, il nocchiero di Ulisse  e nel golfo  di Napoli  vivevano un tempo le Sirene, uccelli con artigli, testa di donna e seni.  A Napoli  il culto ebbe particolare diffusione, alla Punta della Campanella, sorgeva il santuario delle Sirene ed i  tre isolotti dei Galli, di fronte a Positano, erano detti le  "Syrenusse ", perche’ in essi si vedevano i corpi delle tre Sirene.
Se lei fosse stata una  Sirena si sarebbe presa Ulisse, lo avrebbe voluto e se lo sarebbe preso. 
Caterina come si inoltrò con  l'auto lungo la costiera amalfitana non riusciva a credere in ciò che vedeva, per una volta nella vita, la realtà era più bella del romanzo o del sogno.
Fu una vacanza stupenda la più bella della sua vita, il marito il figlio tutti e due stupiti dai paradisiaci angoli panoramici, credevi di aver visto la cosa più bella e ce n'era subito un'altra ancora più bella.
Tutto era inondato da fiori e profumi, in basso il mare era un turchese incastonato fra le rocce dorate.
Il cibo era buono, ma talmente buono che in un mese di vacanza, Caterina non entrava più nei calzoncini a   righe bianche e gialle che usava per le escursioni.
Ci avrebbe pensato poi a togliersi il paio di chili accumulati, il cibo e in particolare i dolci erano da dio.
Caterina nonostante il marito e il figlio fu corteggiata e vezzeggiata dagli uomini del sud, in effetti dolcemente abbronzata, slanciata, coi capelli vaporosi, lunghi e neri, gli occhi brillanti di felicità e sempre  sorridente era il ritratto della salute e della spensieratezza, e così si sentiva, in mezzo al mito, al sole, al cibo, al canto e al mare.
Eppure Caterina aveva punte di  tristezza, quando Gianni e Marco, cioè il figlio e il marito, si tuffavano nel blu più blu, lei rimaneva lì sulla roccia, avrebbe tanto voluto buttarsi nell'acqua, ma aveva paura, una fifa maledetta.
Dei ragazzini le chiesero perchè stava sulla roccia senza tuffarsi, Caterina si mise a piangere, le lacrime le  scendevano sulle guance lente e silenziose.
Uno dei  giovani le offrì delle stelle marine che aveva pescato appena, appena nel mare, le mise sulla mano   di Caterina con un sorriso aperto.
Caterina si asciugò con vergogna le lacrime, facendo finta che fossero spruzzi di acqua, in effetti le lacrime sono salate come l'acqua del mare, e giurò che avrebbe imparato a nuotare.


immagine di Teoderica

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

A Caterina gli è mancato il mare Adriatico, quello del basso barese che continua col mare salentino. Polignano a Mare, secondo me, è Capri ed Ischia messi assieme?
E poi tante altre belelzze marinare/paesaggistiche.
Ciaooo Paola!

paola tassinari ha detto...

Non esagerare con le bellezze pugliesi :)
Ciao Cosimo