domenica 7 marzo 2010

DEDICATO ALLE DONNE

A MIA MOGLIE

Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l'occhio, se il giudizio mio
non m'inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun'altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.

Tu sei come una gravida
giovenca;
libera ancora e senza
gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci, il collo
volge, ove tinge un rosa
tenero la tua carne.
Se l'incontri e muggire
l'odi, tanto è quel suono
lamentoso, che l'erba
strappi, per farle un dono.
È così che il mio dono
t'offro quando sei triste.

Tu sei come una lunga
cagna, che sempre tanta
dolcezza ha negli occhi,
e ferocia nel cuore.
Ai tuoi piedi una santa
sembra, che d'un fervore
indomabile arda,
e così ti riguarda
come il suo Dio e Signore.
Quando in casa o per via
segue, a chi solo tenti
avvicinarsi, i denti
candidissimi scopre.
Ed il suo amore soffre
di gelosia.

Tu sei come la pavida
coniglia. Entro l'angusta
gabbia ritta al vederti
s'alza,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi;
che la crusca e i radicchi
tu le porti, di cui
priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui.
Chi potrebbe quel cibo
ritoglierle? Chi il pelo
che si strappa di dosso,
per aggiungerlo al nido
dove poi partorire?
Chi mai farti soffrire?

Tu sei come la rondine
che torna in primavera.
Ma in autunno riparte;
e tu non hai quest'arte.

Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere:
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un'altra primavera.

Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna
che l'accompagna.

E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna.

UMBERTO SABA

7 commenti:

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola ad una donna siffatta, "una giovane bianca pollastra" ed altri epiteti che vanno bene per gli animali, contrappongo la giusta donna. Ma so che tu, Paola parti dai contrari per poi giungere alla giusta misura.

Ecco, traggo fra articoli di giornali messi da parte, un mio scritto pubblicato nel 2005 sul Giornale di Brescia, appunto. Riporto la parte saliente:

Alcuni giorni fa mi passò innanzi una donna incinta che mi parve come non mai, quasi scuotendomi. Il suo procedere mi sembrò quello di una regina, ripiena, come pareva, di dignità e grazia nel contempo.
Traspariva dal suo volto soave e rassicurante un sorriso e un soffuso splendore. Ma la mia sorpresa non si limitò a tanto, perché anche le altre donne che vedevo al momento, pur senza bimbi nel grembo, mi colpivano, aggredendomi piacevolmente e per quello stesso potere e bellezza ravvisata nella donna incinta.
Cos’era che mi disponeva a riverirle in cuor mio e sì tanto? Quel potere vitale così manifesto e benevolmente proteso, devo convenire. Una forza dirompente, eppur inconcepibilmente sottomessa, che in me e negli uomini non ravvisavo affatto. Non potei che esclamare in me, a quel punto, grande è la donna, grazie al Creatore che pensò di porla accanto all’uomo vedendolo triste per la solitudine. Si accorse che non aveva portato a compiutezza la sua eccelsa edificazione con l’uomo ed il resto del creato. E la donna fu ed è, sorella, sposa e madre, pur non sempre con la piena consapevolezza di esserlo, ma che importa.
Or la mia mente ed anima scorre mestamente a quel mondo, quello fedele alla legge islamica, oggi in subbuglio, forse, disposto ad una grande svolta rinnovatrice. Mi domando perplesso: sul tema della donna, agli islamici era così grave ed insanabile la causa che li obbligava a ritenersi, superbamente al loro confronto, di «un grado di superiorità», come attesta il Corano al capitolo II, 288? attraverso il recentissimo Corriere Magazine, quello del 7 aprile, ho letto con interesse storie di musulmane e libertà di una nuova e dirompente generazione di «rottura». Donne eccezionali che sfidano apertamente tradizioni e imposizioni che le hanno relegate atavicamente all’ingiusto rango di persone sotto «tutela», poco più che schiave, così come dispone la legge islamica.
Scorrendo l’articolo in questione, appena all’inizio, mi ha colpito «Laleh e le altre» seguito da «Com’è bella la musulmana quando è libera».
E qui un’altra folgorazione, simile a quella per la suddetta donna incinta. Il mio pensiero mi ha portato ad un passato del popolo ebraico, al tempo di re Salomone. Attraverso la Bibbia mi compare innanzi il cantico dei cantici di Salomone.
«Volgiti, volgiti, Sulammita, / volgiti, volgiti: vogliamo ammirarti? / - mi dicono forte e luminoso - Che ammirate nella Sulammita / durante la danza a sette schiere?» / «Come son belli i tuoi piedi / ...». E qui ancora riflessioni sulla donna...

Una mimosa per te, e con un bacio
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, accetto tanto, tanto ma tanto volentieri da te la mimosa perchè sento che tu ami le donne, proprio questa mattina mi hanno regalato un foglio su cui diceva che il vero significato della donna è nel togliere una "enne" cioè da donna in dona......mi piace ed amo ciò, dell' essere donna, il donare, anticamente.... simbolicamente siamo state raffiguratate con un cerchio( e poi una donna incinta non pare che abbia la sfera della terra al centro del suo corpo?)....che è come abbracciare e comprendere ed accogliere.....non mi piacciono certi atteggiamenti( ma non giudico) maschili della donna occidentale perchè credo che così perda la sua femminilità e tu col tuo animo così rispettoso hai fatto bene a ricordarmi che dobbiamo aiutare e ricordare le belle e dolci donne orientali così modeste nel loro cammino di libertà.....ieri ne ho incontrato una, dal sorriso meraviglioso, ci siamo guardate e salutate più volte...io così ammirata dai suoi occhi e lei pure... ho solo pensato...come è bella ( non pensare che quando io dico ..bello...sia una cosa così scontata ..nel bello io ci metto ..l' armonia..cioè quell' attimo di empatia globale) ed il suo ragazzo marocchino o tunisino non so....con quale sguardo rispettoso ed estasiato la guardava...e come ha guardato con rispetto anche me, aveva capito l' ammirazione mia per la sua ragazza e ne era tanto orgoglioso.
Sai ho capito il perchè mi era piaciuta tanto la poesia( ma forse tu l' hai fatto apposta)di Umberto Saba.....ricorda il Cantico dei Cantici che è la poesia più splendida che mai sia stata creata.....la colomba che si nasconde, il cerbiatto che corre......le gambe come colonne......occorre che lo vada a rileggere.
Ciao Gaetano......grazie di tutto.
Una mimosa per tua moglie....gialla come il sole a mezzogiorno.

paopasc ha detto...

Ma anche tu sei pettoruta e superba e incedi nell'erba?
Intanto beccati sti auguri!
uah uah

teoderica ha detto...

No Paolo .....io sono una rondine.....grazie degli auguri.......e bentornato.

teoderica ha detto...

.......mi sono sbagliata.....non una rondine ma un rondone......ih..ih..ihih

giardigno65 ha detto...

grande poesia !!!

teoderica ha detto...

Più che grande è animalesca.....poi verrò a vedere i tuoi pesci..^_ì