giovedì 11 marzo 2010

IL TACCHINO INDUTTIVO E IL PUZZLE


Si sostiene che lo studio della storia sia importante per capire cosa riservi il futuro. Ma se ci comportiamo come il tacchino induttivo non servirà a nulla.

Il tacchino induttivo nota che ogni giorno un uomo si reca a nutrirlo. Ogni giorno l’ evento si ripete ed il tacchino è sempre più fiducioso di vivere così sino alla sua vecchiaia. Il tacchino non sa che ogni giorno che passa si avvicina di più il giorno del Ringraziamento , e che per tale motivo il pennuto è ingrassato. Prima Bertrand Russel poi Karl Popper portarono proprio questo esempio per criticare ciò che si vuole vedere ma non si vede.

Cosa possiamo fare noi per differenziarci dal tacchino?

Possiamo usare” la teoria del puzzle” , invece di bearci perché mangiamo bene, dobbiamo osservare, informarci, studiare e provare ad incastrare i pezzi del puzzle, tenendo da parte quelli che non si incastrano e via via cercando quelli giusti per l’ incastro. Proviamo questo pezzo, non va, bene, ne proviamo un altro, poi un altro, sino a che non troviamo l’ incastro più giusto….sempre che lo troviamo.

La preparazione all’ improbabile ci permette di tenerci pronti…..ma saremo in grado di salvarci?

Forse sì, forse no

C’ è chi ci prova e chi non ci prova e fa il tacchino.

13 commenti:

Raffaele ha detto...

Ciao Carissima Teoderica,
in un semplice ermetico pensiero Solo quanto ogni saggio pelleg: rino diventa lo stesso suo sentiero si connette con l’indefinibile pensiero del suo osservatore/creatore, solo in questa visione il saggio pellegrino dall'alto della sua proiettata coscienza più elevata può influire sui piani di coscienza inferiori alterando come per magia il loro stato naturale

paopasc ha detto...

Il tacchino induttivo però è più saporito! se ne vive tranquillo per la sua corta o lunga vita, senza nulla conoscere, pascendosi senza curarsi del futuro e quando è l'ora: zac!
Farei volentieri a cambio...

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola,
già in anticipo rilevi che Raffaello non è stato sufficientemente intravisto come cultore esoterico-matematico. Dunque quel pomello e la sottostante presunta ampolla poste in primo piano, appena di quel tanto senza infastidire, potrebbero stare a indicare l'ATANOR alchemico con sopra il frutto proibito visibilmente "addentato" (farò capire verso la fine che si tratta del TACCHINO INDUTTIVO). Di qui il passo è breve per ravvisare nei due bambini i DUE RE del mercurio filosofale, il REBIS e la Madonna, la NATURA sulla quale si incentra l'ARTE REGIA.

Di questo passo si viene a sapere (senza capirne un'acca di esoterismo, anche con tutte le congetture di Dan Brown) che in seno alla Natura si trova il mercurio ricercato dai filosofi, chiamato in tanti nome fra cui l'Alkaest, che da volgare e grossolano diventa poi raffinato per assumere lo stato di elisir o altrimenti chiamato pietra filosofale o altro. In altra configurazione si tratta del volgare piombo, il metallo che è quello da cui alla fine si estrae l'oro per trasmutazione, facendo apparire il sole nella sua fulgida trascendenza.

Può spaventare ma parlare dell'Alkaest è parlare del demonio, rappresentazione della grossolanità materiale opposta alla spiritualità, è il geroglifico della prima sostanza minerale. Un tempo la si poteva vedere rappresentata, sotto l'aspetto di Satana, a Notre-Dame de Paris; ed i fedeli in testimonianza di disprezzo e d’avversione, andavano ai spegnere i loro ceri immergendoli nella bocca che questa statua teneva spalancata. Il popolo la chiamava mastro Pietro del Cantone, la pietra maestra d'angolo, cioè la nostra pietra angolare e il blocco primitivo sul quale e costruita tutta l'Opera.

Chiedo scusa per aver fatto la parte di Dan Brown, ma ci voleva perché è l'ora di aprire un insondato spiraglio esoterico sul tema recitato da questo post (gli "opinionisti" in generale non si curano di considerare le cose esoteriche e, al massimo, tollerano l'exoterismo, quello curato dai religiosi del cattolicesimo o altra religione).

A dirla tutta, su questo spiraglio, cara Paola, ho introdotto una spiegazione sul tema "Vince sempre Barabba" (in relazione alla lettera della Morante) posto nel blog "Traguardi" dell'amica Floriana, a tutt'oggi né tu e né Floriana ha espresso opinione. Vedi qui

Ma cosa c'entra questo con la questione dei "tacchini induttivi"? C'entra perché si trascura il lato della pratica delle religioni della quale viene detto che "è l'oppio dei poveri"... e perché non dire "dei tacchini".

«E se invece - citando per intero il mio intervento senza risposta suddetto - di "Vince sempre Barabba" vale una interpretazione diversa - mettiamo -, come quella sostenuta dal noto filosofo bresciano Emanuele Severino, attraverso il suo discusso libro "A Cesare e a Dio"? (ultima ediz. Rizzoli: 2007)

Il libro così viene presentato:

Guerra e violenza in controluce...

Segue al prossimo commento.

Gaetano

Gaetano Barbella ha detto...

Seguito.

L'anima dell'Occidente, il seme del deserto che dà vita sia alla guerra, sia a dio, è una delle due anime che abitano il nostro petto (...) l'altra anima, ancor più sconosciuta (...): la gioia del tutto.
Emanuele Severino

A Cesare e a Dio è un libro che ha suscitato e continua a suscitare polemiche e discussioni in un tempo di rapidi mutamenti. Un libro che non racconta al lettore ciò che gli è familiare, ma tenta di diradare la nebbia, affinché gli baleni dinanzi ciò che è più sconvolgente per la nostra vita. Dall'anima della civiltà occidentale si sprigiona inevitabilmente la guerra (1), ma per ragioni che vengono alla luce solo se si scende nel sottosuolo della nostra civiltà: la nostra anima greca. La guerra, quindi anche la nascita e la morte, sono divenute qualcosa di essenzialmente diverso. Lo Stato, cioè "Cesare", non è quindi un'istituzione cui possa capitare accidentalmente di trovarsi in guerra. "Dio" è il tentativo fallito di sottrarsi alla logica della violenza. Anche Dio, come lo Stato, è padre della guerra. "A Cesare e a Dio" significa dunque dare a ciascuno dei due ciò che gli è proprio; ma ciò che è proprio di entrambi è lo stesso: il loro aprire lo spazio della distruttività estrema. Vedi qui.

Per entrare nel vivo del pensiero dell'autore del libro in questione consiglio di visionare un intervista in cui vengono toccati i cardini su cui si fondano i concetti qui sostenuti. Vedi qui.

(1) Per "guerra" intendo tutto ciò che è abominevole, malvagio, corruttore, per stare nel tema dello scritto a commento.

Riepilogando, vedendo le cose secondo il pensiero di Emanuele Severino, la visione di Dio e Cesare trovano aderenza alla concezione esoterica che vede nell'Alkaest, dapprima il caos, ovvero il demonio, meglio il V.I.T.R.I.O.L., "Visita Inferiora Terrae Rectificando que Invenies Occultum Lapidem"
Che vuol dire: "Penetra nelle viscere della Terra e, percorrendo il retto sentiero, scoprirai la pietra che si cela ai tuoi occhi".

Ecco anche l'arcano racchiuso nella presunta ampolla della "Madonna della seggiola" di Raffaello.

A questo punto io mi ritraggo, come "ciarlatano" di cose che non si vedono e nemmeno si toccano, e tutti possono almeno discutere su ciò che ha concepito il filosofo Emanuele Severino parlando con LINGUA EXOTERICA, cosa che allarga l'orizzonte sulla questione del TACCHINO INDUTTIVO.

Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Raffaele......sono ben lontana dal capirti,spinta da un' inguaribile curiosità ed incapace di un pensiero fermo,mi piace intrufolarmi e tentare di capire, al momento sono al nero.....cioè coscientemente al buio, in mezzo alla nebbia, per il momento mi piace stare nella nebbia.....poi vedremo quando verrà il sole...... in fin dei conti è nel cammino il piacere.
Buona giornata Raffaele.

teoderica ha detto...

Sono perfettamente d' accordo con te, Paolo.
Ma ognuno ha la sua indole....io devo curiosare, è più forte di me.....la mia mente deve essere libera di volare, altrimenti soffocherei....l' isola che non c'è è nella mente, lì può accadere di tutto......io poi volo " artista della domenica" e lì non c'è bisogno di scienza.
^_^

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, non ho risposto in " Traguardi" perchè ero d' accordo con te, non avevo niente da aggiungere.
Il tacchino possiamo dire che è alla moda, politicamente corretto, ma non ha il mistero, Nietzshe ha distrutto il mistero ed ora dopo ciò non si torna più indietro, ma senza mistero non si può stare altrimenti siamo tacchini belli e grassi ma infelici, mortalmente infelici.
C' è chi dice che Severino è il futuro....vedremo.....^_^

Raffaele ha detto...

Ciao Carissima Preziosa Teoderica,
sinceramente mi scuso PER QUEI GIUSTI MATURALI TUOI DUBI, perché avevo omesso di dare una piccola chiave di lettura.

Nel linguaggio, per un principio d’indeterminazione, ogni parola contiene molti significati (babele) che sono in relazione, sia al contesto, sia alla conoscenza che alla memoria percettiva di chi ascolta, producendo soggettivamente un’interpretazione, una realtà, una visione, un pensiero una riflessione o un’azione appropriata o consequenziale. Ma vi sono che da sole o nell’insieme devono essere capite contemplate in modo diverso, per trovare risposte e vibrazioni nel nostro essere, nel nostro percepire intuitivo focalizzandole nel nostro cuore. Parole che se colte come una bellissima rosa nel proprio cuore diventano chiave di volta chiarificatrici di tante verità prima non capite.

Quello che ho detto prima è capibile se anziché usare la mente così come siamo abituare a fare, utilizziamo i nostri sensi percettivi. L'esempio più semplice è quello di cogliere per ogni parola IL SUONO e la VIBRAZIONE CHE ESSA PRODUCE NEL NOSTRO ESSERE, dopo con l'intuitivo cuore tutto può essere compreso, anche la cosa più difficile di questo mondo, perché quel bagaglio esiste celato nel ricordi della nostra atavica infinita immortale memoria acquisita vita dopo vita in questo mondo come in tanti altri mondi dell'infinito multiverso. I

infiniti universi correlati, paralleli, compenetranti in un unico insieme ma diversificati da piani di coscienza vibrazionale diversi.
E' come un palazzo con molti piani e con molte stanze divise da mura, corridoi e accessibili con scale o ascensori, ma con la consapevolezza che essendo tutti fatti di energia a livello subatomico, capendo quella bella teoria degli ISPERSPAZI, capendo come è fatto REALMENTE L'ESSERE PENSANTE questo ci potrebbe permettere di spostarci da un luogo ad un altro anche con il pensiero consapevole.

Di sicuro queste mie parole ti sembreranno assai assurde (come inizialmente lo sono stati anche per il mio capire), ma credimi questo vuole solo dire che l'essere umano è qualcosa ancora di più elevato di quello che ci hanno indotto a credere. Ecco perché spesso dico che IN OGNI CUORE C'E' DIO. Certo è un Dio da riscoprire, e queste congetture le lascio alla riflessione attraverso il dire del Venerando Maestro Gesù. (ovvero prima GIOVANNI IL GALILEO e dopo YUZU ASAF)

Raffaele ha detto...

I Cor. 3:16) Non sapete che siete tempio di Dio e che LO SPIRITO DI DIO DIMORA IN VOI? Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui; poiché il tempio di Dio è santo, e questo tempio siete voi”.


(I Cor. 3:16) Non sapete che siete tempio di Dio e che LO SPIRITO DI DIO DIMORA IN VOI? Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui; poiché il tempio di Dio è santo, e questo Tempio siete voi”.

(Giov. 15:26) “Ma quando sarà venuto il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di Verità che procede dal Padre, renderà testimonianza a mio riguardo, ANCHE VOI RENDERETE TESTIMONIANZA PERCHE’ SIETE COM ME FIN DAL PRINCIPIO.

= nel mio cuore c'è DIO?
= quale testimonianza?
= quale principio?
= c'ero anch'io quando fu generato tutto?
= strano non ricordo niente, anche perché mi hanno detto che questa vita materia è unica ed una sola?
= perché mi hanno sempre detto e mi hanno indotto a credere che nasciamo già peccatori per una atavica eredità?

Un giorno Gesù disse e dice ancora: “in ogni Cosa, in ogni Uomo, In ogni Essere c’è un DIO da riscoprire, c’è
DIO e Voi farete cose più grandi di me e se avete fede (Consapevolezza, Intelligenza Conoscenza, Amore Compassione Tolleranza, Umiltà e Saggezza ) anche se è
piccola quanto un granello di senape potrete dire a
questo monte: “Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile”


Quello che volevo dire sopra si riferisce a quel risveglio interiore in cui l'essere comincia a prendere consapevolezza della sua natura DIVINA ed AMOREVOLE FIGLIOLANZA, allora quella parte che stiamo recitando in questa vita ci sarà NOTA come ogni buon attore che studia prima su copione tutte le sue scene, dopo anche con poca consapevolezza si riesce ad interlacciare quel dialogo con l'OSSERVATORE, lo SPETTATORE ATTENTO che guarda dal palcoscenico tutta la trama del nostro pensare, e del nostro agire come attore.

In questa riscoperta COMUNIONE CON IL SE' INTERIORE e come connettersi con l'ANIMA (di cui abbiamo dimenticato di essere). Quando questo avviene si aprono altre PORTE DI COMPRENSIONE che fanno affluire maggiore RADIOSA LUCE ANIMICA dai mondi dell'anima permettendo a questo punto sia all'attore che allo spettatore/osservatore di poter interagire con IL VERO REGISTRA CHE E' CELATO IN OGNI CUORE con il proprio IO E IL PADRE MIO SIAMO UNO l'IO SONO che Gesù predicava, cioè l'attore, lo spettatore/osservatore ed il registra sono UNO uno nel tutto UNO. (il padre/il figlio e lo spirito santo) p (corpo/anima e spirito immortale ecc.)

Quando questa visione ci è ormai più chiara; allora come il passato si mostra (concretamente come un film che ci parla della nostro passato) per essere effetto di questo nostro cammino di vita così questo nostro cammino ci parla già delle cause che stiamo producendo affinché quel futuro (probabilità/possibilità della quantica dove ogni pensiero cristallizza per diventare realtà) che ci siamo imposti di costruire/perseguire (cause) prima di ridiscendere in questo mondo delle prove e delle continue riscoperte dell'essere superiore che ci hanno indotto a credere di essere solo UN POVERO PECCATORE CHE AL MASSIMO PUO' DIVENTARE UN SANTO DOPO ESSERE STATO ANCHE MARTIRE. Ecc...

Scusalndomi per la lungaggine, mi fermo qui Carissima, nella speranza che queste mie strane sgrammaticate inarticolate parole abbiano lasciato una CHIAVE DI LETTURA più chiara che può aprire tante GIUSTE / BUONE PORTE DI ogni AMOREVOLE CUORE.

Raffaele ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Raffaele ha detto...

Carissima Teoderica,
dimenticavo di salutare anche il comune erudito amicone Paolone. Sono Felice che anche lui è approdato in questa tua bella isola virtuale, ma assai reale nei giusti sinceri sentimenti. E' anche vero quello che lui dice RESTARE ALL'OSCURO DI TANTE COSE CI FA VIVERE PIU' FELICI, ma non dobbiamo pensare che ci siamo sono noi in questo mondo, PERCHE' OLTRE A TANTI CARI AMICI (FRATELLI) CI SONO ANCHE I NOSTRI FIGLI, CHE SONO IL FUTURO IL PROSSIMO.

Raffaele ha detto...

Tieni conto che nella mia passata giovinezza ho fatto anche il MACELLAIO, E NON TI DICO QUANTO CORAGGIO CI VUOLE PER UN AMOREVOLE CUORE nell'ammazzare tanti cari fratelli minori. Ma ora so anche il motivo per quella mia passata giovevole esperienza, perchè doveva risvegliare oltre al mio AMOREVOLE CUORE anche il mio ATAVICO IMMORTALE GUERRIERO. Quel guerriero che come il buon ormai vecchio pazzo Don Chisciotte della Mancia nell'alto della sua montagna in un esalto di genio/pazzia si batte anche per un umile fiore.
(spero che questa almeno ti faccia ridere)
Ciao Carissima Teoderica, alla prossima , un Buon Fine Settimana al Tuo sPrezioso Cuore ed al Cuore dei Tuoi Cari Immensi Amori

teoderica ha detto...

Caro Raffaele.....io sono una "romagnola zucona"(più o meno vuol dire una testona vuota che rimbomba) quindi credo di non meritare la tua attenzione, inoltre mi butto con grande coraggio per poi nascondermi come la paurosa più paurosa di questo mondo....però non so resistere a chi mi fa ridere, perciò ti racconto il mio primo incontro con la morte, quella di mio nonno,.....avrò avuto una decina di anni, ero triste ed agitata, ma mi scappava da ridere, mia cugina era scandalizzata mi disse:" mi dici che è morto tuo nonno e..ridi...ma sei pazza"....ma io ridevo per sconfiggere il dolore.
E poi sono contenta che conosci Paolo che è erudito ma è semplice ed umile come una pratolina.
Ciao Raffaele.