martedì 22 giugno 2010

IL CALABRONE NON LO SA

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aereonautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare.
Ma il calabrone non lo sa e continua a volare.

Igor Sikorsky

13 commenti:

paopasc ha detto...

effetti dell'ignoranza sulle cose che sappiamo.

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Teo, siamo intema di "scimmioni" che io ho traslato alla bestia dell'Apocalisse e te l'ho pur detto. Come dire che la lingua batte dove il dente duole, tant'è che mi tiri fuori il volo impossibile del calabrone.
Se vai a leggere la seconda parte del mio lavoro "Sul terzo giorno" (fra gli studi di archeomitologia del mio sito) parlo di una certa bestia del papiro di Ani, un coccodrillo che all'epoca in cui l'ho redatto, erroneamente l'ho associato al dio del male Seth, ma fa lo stesso. Fatto è che mi è venuto di tirare in ballo il calabrone in questione con una relazione presa dal web e redatta da Andrea Albini, funzionario tecnico del Dip. di Ingegneria Elettrica dell'Università di Pavia - vedi qui.
Presento l'argomento che poi rimando al link appena detto.

L'ENIGMA DEL CALABRONE CHE NON POTEVA VOLARE

Anche se la scienza e i suoi impieghi tecnologici sono ripetutamente promossi dai media e ricevono un certo interesse di pubblico - soprattutto per i loro usi in campo medico e biologico - mai come negli ultimi decenni questo settore ha avuto così seri problemi di immagine. Dimenticando che anche in questo caso si tratta di attività umane, e come tali soggette alle regole morali e sociali che la comunità decide di applicare attraverso l’impegno individuale e collettivo, molti tra coloro che si sentono a disagio con la scienza preferiscono rifugiarsi nella contrapposizione ideologica; oppure nella fuga in un passato mai esistito in cui tutto era in armonia con la natura. Si ripropone, in pratica, l’antica "reazione" romantica ottocentesca che vedeva nella natura qualcosa di buono a priori, la cui imitazione non era solamente sacrilega ma anche un grave errore di presunzione. Quest’atteggiamento a volte traspare nelle
conversazioni di tutti i giorni. Quante volte ci siamo sentiti rivolgere un'osservazione di questo tipo: "Perché, se la scienza è veramente quello che vuol far credere di essere non è in grado di dare una spiegazione al fatto che un insetto così pesante e con ali così piccole come il calabrone riesce, nonostante tutto, a volare?"
Nessuno scienziato con un minimo di esperienza pratica si sognerebbe di predicare l’onnipotenza della sua disciplina, né di mettere in discussione l’ingegnosità dei risultati di una lunghissima evoluzione biologica negli organismi; anche perché, ovviamente, la contestazione è intesa principalmente come un elemento di riflessione morale. Personalmente, sono convinto che accuse di questo tipo siano fondamentalmente sbagliate; come ho detto sopra, la riflessione non dovrebbe rivolgersi verso la scienza "in sé" ma piuttosto verso chi la pratica, analizzando il suo grado di libertà, i condizionamenti che riceve e le sue possibilità di reagire e avere voce in capitolo. Per quanto riguarda il calabrone, non resta che affrontare la questione specifica: siamo proprio sicuri che gli scienziati non siano in grado di spiegare perché questo insetto è in grado di volare?

Gaetano

Gaetano Barbella ha detto...

Mi accorgo che il link suggerito sul calabrone non va, allora è questo, in più ti do anche il link del mio lavoro (presente anche su un altro sito) ed è: quest'altro.
Ciao e buona lettura,
Gaetano

Gaetano Barbella ha detto...

Sono imperdonabile, questo è l'indirizzo buono del calabrone.
Scusami tanto, ma capita. Ma se dovesse ripetersi l'errore vai al mio sito e trovi lo scritto come indicato.
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Paolo,
hai scritto effetti dell' ignoranza sulle cose che sappiamo ma, ma, ma ...questa specializzazione di oggi, questo catalogare, ordinare ( un po' impossibile )crea angoscia ed ansia...il voler spiegare tutto,non so più se devo osannare Platone ed Aristotele perchè hanno creato il nulla, sono loro che hanno detto che proveniamo dal nulla e ritorneremo al nulla, sono loro i padri della filosofia di oggi che ci spiattela le stesse cose adornate un poco...il calabrone non lo sa e vola...se l' occidente prendesse un poco della mentalità orientale non guasterebbe... solo un poco, perchè anche la filosofia orientale ha le sue grandi pecche (esistono ancora le caste ad esempio).
Ciao.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano,
Nessuno scienziato con un minimo di esperienza pratica si sognerebbe di predicare l’onnipotenza della sua disciplina.
Ho preso questa tua frase, perchè la mia scelta di campo a fianco della scienza è dovuta proprio perchè lo scienziato è animato da fede ( perchè altrimenti se non crede in quello che fa non andrebbe avanti)ma è una fede flessibile, pronta al nuovo, non è dogmatica ed assolutistica.
La scelta per questo post è dettata però dall' eccessivo indagare di oggi, la scienza oggi è presente nella creazione della vita, fra poco ci sarà l' uomo asessuato( non ci sarà bisogno della coppia per procreare),uomini clonati, il tuo animo scandagliato e scoperto, non c'è tempo per fermarsi, il nuovo incalza ogni giorno, ogni giorno c'è un cambiamento fisico e morale, e ci sentiamo sempre più un nulla...il calabrone non lo sa...non è meglio non sapere e vivere la vita come fa il calabrone?
In Avatar la scelta dell' albero delle anime ricade sul soldato semplice ed ignorante, ma coraggioso e motivato da fede patriottica ( che è una fede dogmatica, assoluta)...volevo solo dire che più sappiamo e più siamo in gabbia.
Ciao Gaetano, ora vado a vedere i link.

hector49 ha detto...

Cara Paola, un giudizio dal Nessuno su Nora: non sembra opera tua, è un po' scontata. Poi parli di Don Chisciotte, questa lotta infinita che io non conosco bene (non la lotta, bensì Ronzinante). Perchè il Don ti colpisce tanto? Io non mi batto contro i mulini a vento, chino il capo. Il racconto cmq narra di un malessere di fondo, grave, stolido. Esser mamma è dunque cotanto difficile? Spero che tu non faccia come la mia di mamma o come le mamme della tua beat generation, chiocce di bamboccioni e di esteti, di malati e criminali. La cronaca condanna le cinquantenni, ahimè non splendide, ma inseminatrici del male più profondo. Questa generazione, da tutti definita la più maledetta, spero che lasci posto a nuova saggezza. A nuova bontà. E che compia il salto di lasciare i figli padroni del niente. E del tutto. Ti ho rubato lo spazio, scusa, ma sono nu poco n'cazzato, non so se si nota. Un caro saluto

teoderica ha detto...

Caro Ettore,
se sei arrabbiato è una buona cosa, vuol dire che sei vivo, la cosa peggiore è quando ci si sente come un sasso.
Perchè mi colpisce il Don...perchè lui combatte anche se sa che può non contare niente, è stato il mio pensiero che mi ha sostenuto:la grandezza dell' uomo sta nel vivere sapendo di dover morire, cercare di vivere retto seguendo i valori più antichi...del tipo i 10 comandamenti...ridicolo nevvero?
Ridicolo oggi come il Don nel 1600.
Nora per allevare figli si è affidata all' amore altruistico, per scoprire che l' amore è anomalo, perchè ti protegge troppo e non va bene, perchè ti lascia disarmato in una società odierna in cui è il disvalore che conta...ti rendi conto che se sei retto sei noioso, antiquato, fuorimoda, palloso...ecc.ecc.
Nora potrei essere io, scoprire a 50 anni che l' amore non conta un c.zz.
Ciao Ettore, un abbraccio affettuoso ad uno scrittore troppo sensibile e per questo a volte melanconico ( forse hai avuto troppo amore dai tuoi genitori).
:)))

Raffaele ha detto...

Ciao Carissima Teoderica,
mi viene facile rapportare questo istintivo psicobiofisico comportamento con la nostra stessa natura .

Se solo si immaginasse che siamo immersi in un grandioso illusorio virtuale ologramma, vi lascio solo immaginare quante montagne consapevolmente si potrebbero spostare… ma è solo una questione di tempo, certo a volte non bastano millenni per riscoprire che nell’essenza si è qualcosa di più grande rispetto a quello che le induttanze ci hanno imposto con tantissime malevoli false moralistiche apparenze…..

E’ solo una questione di TRASMUTAZIONE, DI MORTE INTERIORE DEGLI EGO E DEI FALSI IO, PER RINASCERE CON COSCIENZA COME LA FENICE DALLE SUE CENERI… Ma è anche vero che molti preferisco questa bella prigione e soprattutto questa celata schiavitù per opera di un sistema che celatamente governa con tantissime false apparenti belle induttanze per quell’aspetto meccanico delle cose… Facendoci scordare la VERA DINAMICA su cui è basato tutto l’universo e soprattutto facendoci scordare che anche se inconsapevoli ANCHE NOI SIAMO DIO in manifestazione. È solo un problema di risveglio, di auto osservazione, di auto cosciente introspezione che alla fine ci fa capire QUANTO SIAMO ADDORMENTATI INCOSAPEVOLMENTE ANCHE DI GIORNO. Per svegliarsi ci vuole anche molto coraggio, CORAGGIO PER AFFRONTARE LA VERA REALTA’ quella stessa realtà che ci TIENE SCHIAVI…… E' come dice il caro Paolo, con lo stesso pensiero si Socrate che affermava "IO SO DI NON SAPERE", ma è proprio questo lo stimolo che deve condurci oltre le inimmaginabili APPARENZE.... SIAMO DENTRO UN GIOCO VIRTUALE, IN UNA PARTE ESPERENZIALE, IN UNA PARTE CHE SE SI VUOLE SI PUO' INTERAGGIRE CON L'OSSERVATORE, CON IL COSTRUTTORE/PROIETTORE DELLA REALTA' E SE SI E' ANCOR PIU' ATTENTI SI PUò ANCHE INTERAGINE CON IL VERO NOSTRO REGISTA.... CHE RIDE E RIDE DA UN PIANO DI COSCEINZA INIMMAGINABILE....

hector49 ha detto...

Paola, prestigiosa compagna d'Arte, pensa che Giusy ti ha chiesto scusa per quel che ho scritto io anche se (puf) non lo ha letto!! Evidentemente mi conosce bene. Anghe io sono quasi 50 e sono stato molto (troppo?) amato dai miei genitori, proprio come te o come hai fatto tu. Ho postato nel mio blog "L'estate del '70" quella di Italia Germania 4 a 3, quando i sogni volavano alti. Te la dedico, mia dolce compagna d'Arte e di sfi....de. Ciao e buona Notte Rosa

hector49 ha detto...

Cara Teo, mi hai tacciato di troppa sensibiità come fosse un guaio, so che non volevi farlo. Sono contento così. Malinconico forse, anche io ti vedo così. Forse sono solo più scostante, ma siamo pari, 3 a 2 (purtroppo) e palla al centro

teoderica ha detto...

Caro Raffaele,
io non ho coraggio, e uno se non ce l' ha mica se lo puo dare.
Per me va bene il calabrone che non sa, se è vero quello che tu scrivi, anche non sapendo e non avendo coraggio avrò lo stesso l' incontro.
Io so amare, questo lo so,quello che non posso fare per me, posso farlo per un altro che amo.
Io sono confusa e nel caos, ma c' è una legge anche in questo,spiritualmente sarò così perchè devo essere così o razionalmente dal caos e dalla confusione nascerà una sintesi che mi darà una base.
Ciao Raffaele.

teoderica ha detto...

Caro Ettore,
tienti stretto la tua Giusy, che è in gamba...una compagna è importante per l' uomo ( almeno io credo così, sa togliere tanta malinconia).
La sensibilità è un guaio, ti fa vedere più cose, ti coinvolge...vuoi mettere chi pesta l' altro e neanche se ne accorge ed invece chi è sensibile si fa un mucchio di problemi...questo non è un mondo per sensibili...lo vedi che sei un Don Chisciotte anche tu??????????????'
Ciao.