venerdì 25 giugno 2010

UN ALGORITMO OLOGRAMMA

L’ Università di Harvard si è appena aggiudicata un finanziamento per il progetto “RoboBeep”, per la creazione di una vera e propria colonia di api.

I ricercatori cercheranno di creare insetti artificiali in grado di volare autonomamente e di coordinare le proprie attività con quelle dell’ alveare, proprio come fanno le api.

La ricerca ispirata alla natura potrebbe farci capire come imitare l’ intelligenza collettiva di una colonia, suggerirci nuovi metodi per costruire surrogati di un sistema nervoso capace di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Il primo passo per gli scienziati sarà ricostruire il corpo delle api. Successivamente bisognerà mettere insieme il software e l’ hardware che costituiranno il cervello del robot. Un minicompute, comprensivo di batterie, antenne e sensori ultravioletti, abbastanza evoluto da gestire e controllare il volo, individuare oggetti vicini o altri componenti della colonia e risolvere problemi decisionali. Infine sarà necessario mettere insieme le api così realizzate e, attraverso un algoritmo di coordinazione e comunicazione, fare in modo che imitino il complesso comportamento di un alveare.



7 commenti:

Gaetano Barbella ha detto...

«... Ecco "Grande ferro R", la scultura di Alberto Burri ravennate, simile a due mani di "zombi" che cercano la vita sbucando dalla terra. Ricordi Paola? Convenisti che questa mia visione era illuminante. Ora è una di quelle mani che tenta di ghermire un'ape per succhiarne l'essenza delle vita e vivere così di vita propria. Questo vuol significare il tuo disegno, Paola. Così lo vedo.
IA, due lettere che segnano la nostra epoca. Intelligenza artificiale: i robot, ecco i nuovi abitatori di questo pianeta.

Nel corso dei decenni sono emersi molti approcci possibili all'intelligenza artificiale. Così negli ultimi cinquant'anni si sono opposte (ma certo tenderanno sempre più a integrarsi) due concezioni in particolare: una top-down, l'altra bottom-up. La prima - spiegano i due autori -, ovvero l'Intelligenza Artificiale propriamente detta, tenta di simulare il comportamento umano o animale a partire dalle sue manifestazioni più elevate, come i ragionamenti logici e matematici, i concetti astratti e i simboli. La seconda (la cibernetica) si basa sull'analogia con la neurologia, il sistema nervoso e le reazioni fra stimolo e risposta, così arrivando a sostituire i complessi programmi per computer.
L'accento viene posto sulla capacità di apprendimento attraverso l'esperienza e il condizionamento. Un esempio recente è costituito dai robotini sociali e cooperativi di Maja Mataric, la quale (allieva di Rodney Brooks, fautore di un'intelligenza reattiva, gradualmente emergente) alleva schiere di robot a rotelle, realizzati con materiali a basso costo, che sanno comunicare tra loro e imparano a eseguire semplici compiti (come passarsi un disco: per esempio in una partita a calcetto della RoboCup). Su questi approcci dominanti, si innestano filoni di ricerca sull'artificial life, i computer emotivi, evoluzioni recenti dell'IA come i sistemi di intelligenza distribuita e così via. O ancora le ambizioni totalizzanti di un Douglas Lenat, frutto del desiderio di spezzare l'isolamento della macchina dalla realtà del mondo, dal senso comune: Cyc è un'enorme enciclopedia in cui dal 1984 vengono collezionati dati sulle conoscenze inconsapevoli della vita di tutti i giorni. Il tentativo di abbracciare tutte le competenze umane solleva problemi di linguistica, di semantica, di motivazione a scegliere, di sensibilità, che via via vengono affrontati con ingegnosa passione, combinando i saperi di discipline diverse (come per le reti neurali). É una storia incalzante, e tanto più umana quanto più s'addentra nelle potenzialità dell'artificio...». (1)

(1) "Macchine come noi", di Yurij Castelfranchi e Oliviero Stock - Edizione Laterza

Ciao, Paola

Gaetano

pulvigiu ha detto...

Buon fine settimana Teoderica.

Ho iniziato da subito con il mio post
la campagna contro l'abbandono degli animali.

Spero che la gente quest'anno abbia buon senso.

Ciao da Giuseppe.

teoderica ha detto...

Carissimo Gaetano,
come sempre mi capisci profondamente.
Qest' articolo mi ha colpito perchè nonostante ci siano pensieri che vanno contro e demonizzano la scienza, sono convinto che sarà essa con le sue regole che riuscirà a costruire la vita dal nulla. E' da tanto che si cerca di fare dei robot/uomini, ora si pensa di dare un "corpo" al computer che interagisca con altri "corpi" in modo di dare al computer l' esperienza.
Sono convinta che l' uomo ce la farà, forse in futuro ci saranno meno uomini ( si procreerà molto poco)più robot per tutti i lavori e poi i robot si ribelleranno....chissà.
Il futuro, quello fantascientifico è alla porta.
Ciao gaetano e buona domenica.
:)))))

teoderica ha detto...

Ciao Giuseppe,
sperare nel buon senso oggi, mi sembra aspettarsi troppo, ma la tua campagna è più che giusta.
Un abbraccio.
:)))

stella ha detto...

A dire il vero, a me i robot non piacciono.
Mi impressiona la loro freddezza.
Buona domenica Teo.

teoderica ha detto...

Cara Stella,
i robot a me piacciono, mi spaventano però come tutte le cose nuove e misteriose.
Un bacio.

Raffaele ha detto...

Se solo l'essere umano capisse che è schiavo dentro una gabbia biologica con tanti ego tiranni meccanici....