sabato 12 novembre 2011

IL FERREO SIGNORE DI SHANG

Da un articolo di Davide Brullo su la Voce di Romagna.


" Tra tutti, amo IL LIBRO DEL SIGNORE DI SHANG, redatto intorno al IV secolo a. C. , il quale mette le cose in chiaro:" Se si mettono i virtuosi nei posti di rilievo, le trasgressioni rimarranno nascoste; invece impiegando i malvagi, i reati verranno puniti. Nel primo caso il popolo sarà più forte della legge, nel secondo la legge sarà più forte del popolo"; "Se, nell' applicare le punizioni, si considerano gravi le trasgressioni gravi e lievi quelle lievi, le trasgressionin lievi non verranno meno e, di conseguenza, non vi sarà modo di por fine a quelle gravi"; "La punizione genera forza, la forza genera potenza, la potenza genera soggezione , la soggezione genera virtù".
In questo trattato ferreo, la logica vuole che il mondo sia dominato dal caso, e l' uomo sia un animale violento, da ingabbiare. Per questo la legge è impressa con la forza: non si attende che l' acqua si conformi nell' alveo de buonsenso e del buogusto, ma la costringe in una diga."




immagine di Teoderica

12 commenti:

cosimo ha detto...

Cara Paola,
il mondo è dominato dal caso ed a volte pure dal caos. E il caso non può essere dominato ne da poteri forti ne da poteri deboli. Il caso va e viene da sè e non ha nulla della logica. Invece il caos ha tutto della logica. Poi nessuna punizione genera, a priori, virtù, mentre alcune punizioni generano solo violenza.
E mentre qui adesso piove, affido alla pioggia un beso for you.
Buon fine settimana :-))

pietro d. perrone ha detto...

Paolì, mi fai venire in mente, fra una citazione e l'altra, questa bellissima poesiola di Brecht, che già ho messo qualche volta in giro.
Mi piace come prende in giro ciò che, invece, in qualche modo, nell'articolo che hai pubblicato, viene preso sul serio.
Io amo l'ironia, la trovo dissacrante. In una battuta c'è più acido che in una bomba.
Alla nascita di un figlio
(dal cinese di Su Tung-p’O, 1036 – 1101)

Quando nasce un bambino le famiglie
lo vorrebbero intelligente,
io che per intelligenza
mi sono rovinato l’esistenza
posso solo sperare che mio figlio
riesca a dimostrarsi
ignorante e un pò pigro di cervello.
Perchè allora, al Consiglio dei Ministri,
se ne vivrà tranquillo.
BERTOLT BRECHT – Poesie

(Buonissima domenica, Pà!
Piero

teoderica ha detto...

Caro Cosimo, capisco bene quello che intendi, io stessa sono caos/caso...però sono vittima dei forti, rimango a bocca aperta per le loro sicurezze, e mi pongo molti interrogativi sulla Legge, per questo ho scelto questo brano che termina così...Per questo la legge è impressa con la forza: non si attende che l' acqua si conformi nell' alveo de buonsenso e del buogusto, ma la costringe in una diga."
Ciao e la prox volta ricordati l' ombrello.

teoderica ha detto...

Grazie Piero per la poesia che non conoscevo, in realtà ciò che ho postato è un interrogativo sulla Legge, lo so che occorre ma risulta anche ingiusta, perchè come termina il post la legge...Per questo la legge è impressa con la forza: non si attende che l' acqua si conformi nell' alveo de buonsenso e del buogusto, ma la costringe in una diga."
Ciao e buonissima domenica anche a te.

cosimo ha detto...

Cara Paola.....
mi piace essere ottimista pure con la minaccia della pioggia.
Beso ottimista.

teoderica ha detto...

Cosimo ben venga il tuo ottimismo che non è mai finzione...un besotto per Cosimotto.

Soffio ha detto...

questa volta solo un bacione

teoderica ha detto...

Perchè le altre volte che fai?
Un bacione anche a Soffio di Modena.

hector49 ha detto...

Ma Pa', solo le cose dei "normali" inserisci nel tuo blog? Guarda un po' nella oscura Parte della Luna e chi cammina nel Lato Oscuro, ogni tanto, che poi tra l'altro è più (credo) simile a te. Baci Ettore

teoderica ha detto...

Caro Ettore, sono post scelti un anno fa di riserva, fra poco usciranno quelli nuovi di quest' anno e troverai una Paola più serena, perchè ha accettato il suo lato oscuro...h cambiato tante idee, le ho buttate a mare per amare.
Baci al riminese più affascinante.

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola, che dire? Fare la guerra come promettono di fare quelli del "Carroccio", e lasciar perdere un'Italia che essi rinnegano sull'orlo dell'abisso che sarà anche il loro? Oggi è così in tutta la Terra soggetta appunto AL FERREO SIGNORE DI SHANG. Quale la medicina a questo "sole" a picco che ottenebra, che non lascia ombra di sé? Dove rincantucciarsi per ripararsi da un simile flagello?
Suggerirei di fermarsi per quanto basta, per esempio davanti al dipinto Monet, "Donna in giardino" http://www.copia-di-arte.com/a/claude-monet/donna-in-giardino.html

Ho rilasciato poco fa questo commento in proposito che riporto volentieri qui da te:

Forse quest'opera è la visione che più rispecchia l'anima di Monet rivolta esclusivamente alla natura. In quella donna vedo lui che dialoga con l'albero che le è di fronte. L'artista è come se fosse Alice della favola, nel "paese del meraviglie". La regale pianta si eleva nella sua fulgida maestà, attorniata dalla sua corte e le parla. Prorompe il biancore della donna con l'ombrellino, quasi a sposarsi con il colori della lussureggiante vegetazione che ella ammira. Mentre di lato, senza farsi vedere, il sole, quasi a benedire con i suoi raggi ogni cosa, lascia di sé la sua creatura da far accettare a tanto splendore, l'ombra.

Monet non amava e non s'interessava ai classici esempi della pittura, tanto da non entrare quasi mai al Louvre: la sua cultura artistica era e rimase limitata, ma egli compensava quell'apparente difetto nel vantaggio di poter guardare alla natura - l'unica fonte della sua ispirazione - senza precostituite impalcature mentali, abbandonandosi all'istinto della visione che, quando è immediata, ignora il rilievo e il chiaroscuro degli oggetti, che sono invece il risultato dell'applicazione al disegno di scuola. Pur ammirando i realisti come Corot e Courbet, non li imitava; eliminando la plasticità delle cose, Monet si sforzava di rappresentarle nell'immediatezza del fissarsi della loro immagine nella rétina dell'occhio, nel loro primo apparire alla coscienza: e l'apparenza della cosa non è la realtà della cosa.

Ringrazio per avermi dato l'occasione di esprimere la mia impressione su questo dipinto, allo stesso modo di Monet per farmi riflettere sul suo "primo apparire alla coscienza". Occorre essere come Alice nella favola e svincolarsi dal mondo reale e solo l'ombra di questo deve poter sostare quasi in disparte e così suo padre il sole.

Il titolo che molto più si presta a dare risalto all'opera di Monet è "Due nature in amore". Ma come poteva essere che l'autore riuscisse a concepirlo questo titolo? Occorreva che nascesse almeno in qualche suo peculiare estimatore che, per altro "sentiero della solitudine", si sarebbe trovato in singolare sintonia con il suo.
In verità è solo un modo fantasioso di sperimentare una sorta di teorema dalle parvenze pittoriche per sfiorare il “principio della sincronicità” e della “connessioni significative” formulate da Carl Gustav Jung, per descrivere una connessione fra eventi che avvengono in modo sincrono e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato.

"L'ombra che ripara",
Tanino

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, mi era sfuggito il tuo commento, ma siccome ciò non è possibile per le "connessioni" che sono fra me e te, ti ho ritrovato.
Certo che il famoso quadro di Monet mai io sarei riuscita ad interpretarlo così come fai tu, io di Monet colgo solo la sua passione per la natura ed apprezzo le sue ombre colorate e le sue luci sfavillanti... allora per ripararci dal Ferreo Signore di Shang occorrerà un' ombra che ripara e l' ombra deve essere colorata cioè deve avere creatività ed ascoltare non solo gli esperti ma anche gli autodidatti che avranno magari meno certificati ma tanta passione in più ed è quella che dà la marcia in più...quindi Gaetano ingrana che tu la marcia in più ce l' hai.
Ciao Tanino.