sabato 22 dicembre 2012

INVERNO


Albero secco
Un albero secco
fuori dalla mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni:
Il vento sabbioso la neve e il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell'albero
mi dà pensieri di gioia,
da quei rami secchi
indovino il verde a venire.
(W. Ya-p'ing)

Da sempre non mi piace l'inverno, sono nata d'agosto ed il freddo mi da molto fastidio e poi da sempre ho paragonato l'inverno alla morte, ma ora che sono nell'autunno e quindi mi avvicino alla gelida signora ( perchè poi la morte deve essere femminile?) che ci porta via la vita, mi sovviene di pensare a noi come alberi secchi che poi metteranno il verde, le gemme, in fondo noi siamo natura e quindi ritengo possibile che si possa ritornare da quel bucanaccio che si chiama infernaccio.

immagine di Teoderica

21 commenti:

cosimo ha detto...

Gli alberi come noi, noi come gli alberi, entrambi vivono d'ossigeno in tutte le stagioni.
Io sono nato a maggio, é primavera, ma pure anticamera dell'estate. Un'anticamera senza porta, come é anticamera dell'autunno agosto.
Per fortuna che l'amore non ha anticamere, c'é sempre il fuoco.
Auguri per un sereno Natale ed un ricco anno 2013, cara Paola:-)

teoderica ha detto...

Io credo che anche l'amore abbia l'anticamera...l'attrazione. Auguri anche a te Cosimo.

cosimo ha detto...

...davo per scontato, l'attrazione, é indispensabilmente primaria:-)

pietro d. perrone ha detto...

Cara Paoletta...
se sentissi i discorsi che si fanno i semini di grano sotto la terra, d'inverno, scopriresti che sono gli stessi che noi facciamo sotto la cappa di gelo invernale.
Anche loro dimenticano che quando arriverà il tiepido zefiro saranno divorati dalla terra e da quel pasto nascerà il verde virgulto che il sole irrorerà d'oro.
La pioggia, che sta a guardare, nascosta dietro una coltre di soffici nuvole, si gode la scena finchè, spazientita, scende ad offrire le sue mammelle a quei poveri virgulti affamati.

Tutti si lamentano e temono la morte, in quel buio, sotto la coltre di nera terra invernale.
Tutti parlano del triste destino che li vede sepolti là sotto.

Nessuno di noi ascolta, invece, il riso argentino dei verdi virgulti nel mese di marzo.


Un abbraccio, Paolè.
Piero

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
l'attrazione non è mai scontata, senza quella non nasce niente :)
Buona domenica

teoderica ha detto...

Caro Piero,
chissà poi perchè dobbiamo vedere la morte, nera, brutta, con la falce, come dici tu anche l'inverno ha i suoi pregi, vuoi mettere come è bello dormire sotto il piumino, poi svegliarsi riposati e con la senzazione di benessere, io sto cambiando...ho meno paura della morte.
:) ciao Piero, buona domenica

Gaetano Barbella ha detto...

« ... la gelida signora ( perché poi la morte deve essere femminile?)... »

É Saturno che ti dà la giusta risposta su questa "signora".

SATURNO, in alchimia, è il pianeta che governa la fase della Nigredo, l'inizio della Grande Opera, in cui avviene la dissoluzione della prima materia (o piombo). Nel vangelo di Giovanni leggiamo che Gesù ha detto "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto". Come il piombo alchemico deve purificarsi per mostrare l'oro contenuto in esso così il seme deve morire nella terra nera e fredda, durante l'inverno, per poi rinascere a primavera, crescere e dare frutto. Saturno, coi suoi strumenti tradizionali - la falce e la clessidra - è il dio della morte e della putrefazione, dalle quali sorgerà nuova vita. Penetrare profondamente dentro di noi permette l'auto-conoscenza e la “putrefazione e decomposizione” di tutto ciò che circonda la consapevolezza del nostro io.

Il confronto con la realtà interna può essere doloroso e portare allo sconforto, ad una profonda tristezza. Ma una volta entrati nella profondità del buio, con la scoperta di ciò che possiamo e siamo realmente, nasce la luce bianca (l'Albedo, la II fase della Grande Opera: diventiamo consapevoli delle nostre qualità). Saturno è quindi anche il dio della fertilità: l’espressione alchemica: “la nostra terra nera è terra fertile”, esprime la trasformazione della morte a nuova vita.

Dunque si è capito che è solo la TERRA RESA FERTILE, ossia la DONNA in essa, che nasce il REBIS la luce dell'ALBEDO.

http://www.ildelfinoblu.org/testo.asp?k=11&id=72

Gaetano Barbella ha detto...

Correggo l'ultima frase:
Dunque si è capito che è solo la TERRA RESA FERTILE, ossia dalla DONNA in essa, che nasce il REBIS la luce dell'ALBEDO.

Ciao, Gaetano

pietro d. perrone ha detto...

Buona domenica e soprattutto...
BUONISSIMO NATALE!!!

Piero

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, allora mi sta bene che la morte sia femmina, ma allora basta di vederla come una strega.
Finiamola di avere questo atteggiamento sulla morte, questo pensiero ci è pervenuto dall'età dell'oro ( V sec. a. C. in Grecia)e finiamola di vedere Saturno melanconico e pieno di paturnie, la morte metaforica porta via il secco per il germoglio nuovo, la morte vera potrebbe essere così, tutto sta capire il come...
Ciao Gaetano e tanti cari Auguri

teoderica ha detto...

Grazie Piero, anche a te :)

Gianna Ferri ha detto...

Buon Natale Teo e felice 2013!

Soffio ha detto...

augurissimi Teo

civettacanterina ha detto...

Eccomi qua Teoderica, voglio ringraziarti avermi scritto ieri e farti tantissimi auguri.
Non siamo alberi secchi, anche da un albero secco si può trarre qualcosa, in natura niente si distrugge e scompare.
Tanti cari auguri

Amos Gitai ha detto...

Ti auguro un buon Natale e invito te e i tuoi lettori a partecipare alla scelta dei migliori film del 2012 sul mio blog.

giorgio giorgi ha detto...

Tanti cari auguri di buone feste, di cuore.
Giorgio

teoderica ha detto...

Buon Natale anche a te Gianna :)

teoderica ha detto...

Un saluto e un augurio speciale per te Soffio.

teoderica ha detto...

Per te Civetta , per le tue parole sagge, gli auguri e una poesia:

Non aspettare che ci sia il sereno
o cada una tiepida pioggia
o l’orchestra dei fiori
incominci a suonare
o i già muti pesci
tacciano ancora di più.

Fa’ che ti basti che cominci il giorno
e che sia fatto chiaro
come pagina bianca
voltata dopo
la nera.

Allora tieni la faccia
più alta che si può
e tenta

poiché tentar non nuoce.

Roberto Piumini

teoderica ha detto...

Caro Amos ricambio gli auguri con piacere...ho già votato

teoderica ha detto...

Caro Giorgio, ricambio gli auguri con affetto.
Paola