giovedì 3 gennaio 2013

LEGGERE E RICORDARE



Lentamente muore 

 
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."
"Pablo Neruda" 


Trattasi di una poesia erroneamente attribuita a Pablo Neruda in realtà sarebbe una poesia di Martha Medeiros... una poesia molto bella piena di buoni propositi per l'anno appena iniziato.

 acquerello di Teoderica

10 commenti:

cosimo ha detto...

Cara Paola, cos'altro aggiungere, se non che è proprio così. La vita è IL REGALO, ed a questo regalo unico dobbiamo dare il meglio.
Che sia un anno così per te.-))
Un beso.

teoderica ha detto...

Per l'inizio dell'anno ho preparato un po' di post con le mie poesie preferite perchè il 2013 sia un anno di poesia, poesia etimologicamente significa inventare, accostare le parole in modo unico e nuovo.
Lo auguro a te e a tutti i miei amici blogger, che passano di qua.
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Anche io ti lascio un regalo.

da: Il Profeta di Gibran Khalil Gibran

La Libertà

E un oratore domandò: Parlaci della Libertà.
Ed egli rispose:

Alle porte della città e accanto al focolare, io vi ho veduto prosternarvi e adorare la vostra libertà.
Anche gli schiavi si umiliano davanti al tiranno e lo lodano anche quando li ammazza.
Ahimè, nel boschetto del tempio e all'ombra della cittadella ho visto i più liberi tra voi indossare la loro libertà come un giogo ed un ceppo.
E il mio cuore sanguinava: perché non potrete essere liberi finché perfino il desiderio di cercare la libertà non vi sembri una briglia, e non avrete cessato di parlarne come di una meta e un compimento.
Sarete liberi, infatti, non quando i vostri giorni saranno privi di ansie e le notti senza un bisogno o una pena,
Ma quando queste cose vi stringeranno come una cintura e saprete innalzarvi al di sopra di esse nudi e sciolti.

Ma come potrete innalzarvi oltre i giorni e le notti se non rompendo le catene che all'alba della vostra comprensione avete stretto intorno allo zenit di essa?
In verità, ciò che chiamate libertà è la più resistente di tali catene, benché i suoi anelli brillino al sole e abbaglino i vostri occhi.
E che cosa volete eliminare per essere liberi se non brandelli di voi stessi?
Se è una legge ingiusta che volete abolire, l'avete scritta sulla fronte con le vostre mani.
Non la potete cancellare, né bruciando i vostri libri di diritto, né lavando le fronti dei giudici, anche versandovi su il mare.
E se è un despota che volete deporre, badate prima a distruggerne il trono eretto in voi.
Perché un tiranno come può governare uomini liberi e orgogliosi se non tiranneggiando la loro libertà e calpestando il loro orgoglio?
E se è una noia che volete scacciare, essa fu scelta da voi più che imposta dagli altri.
E se è un timore che volete fugare, la sua sede è nell'animo vostro, non nella mano di chi temete.
In verità, tutte le cose muovono dentro il vostro essere costantemente allacciate, quelle desiderate e le temute, le ripugnanti e le amate, le perseguite e quelle che vorreste evitare.
Esse muovono in voi come ombre e luci in stretto accoppiamento.
E quando l'ombra svanisce e non è più, la luce che indugia diventa un'ombra per un'altra luce.
Così la vostra libertà, appena perde le catene, diventa essa stessa la catena per una maggiore libertà.

Un abbraccio.
Piero

Gaetano Barbella ha detto...

Dove la gemma della poesia se non negli infanti?

QUANN’ERO GUAGLIUNCIELLO (Una mia poesia)

Ddoce è ‘a nuttata quanno
a fora, ‘o vient’ soscie forte.
Me stregn' sott’ ‘e cuperte
e m’addormo penzanno.
Penzo a comm’era bello
quann’ero guagliunciello.

Traduzione:

QUAND’ERO RAGAZZINO

Dolce è la notte quando
fuori, il vento fischia forte.
Mi stringo sotto le coperte
e mi addormento pensando.
Penso a com’era bello
quanndo ero ragazzino.

Ciao Gaetano

giardigno65 ha detto...

servono davvero buoni propositi

teoderica ha detto...

Carissimo Pietro, non sono d'accordo col Profeta, che tocca un tasto a me molto sensibile, quello della libertà.
Libertà per me è essere liberi di esistere essendo se stessi e questo non te lo permette la società e neppure te stesso, infatti ti mandano a scuola, tu impari, ma introietti anche il conformismo,la regola, la legge, ...bellissime cose ma sono proprie dell'uomo, di qualcun altro che decide per te...ora è tempo di Marcuse che voleva per l'uomo un po' meno regole, a volte le regole del buon vivere mi fanno sentire un coniglio in gabbia.
Gli scienziati ci dicono, attenzione in una società sovraffollata nessuno avrà il suo spazio vitale, le regole aumenteranno, l'uomo troppo sottomesso esploderà...hanno ucciso l'uomo ragno, hanno ucciso la libertà,a me questo ha causato un'esplosione, mi concedo un pizzico di libertà e sto meglio...nata libera :)
Ciao Piero.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, una poesia dolcissima, si dice che l'uomo cantò prima di parlare e che scrisse prima in versi che in prosa.
Mi sento affine alla tua aurea,chissà di che colore sarà, secondo me cambia spesso,la mia sta diventando rosa :)
Ciao.

teoderica ha detto...

Buoni proposoiti
quelli cattivi partiti
Ciao Giardigno...Auguri

pietro d. perrone ha detto...

Viva la libertà, sai che la penso così anch'io.
E mi fa piacere, molto, più di quanto immagini, sentirmi dire da te che si sono spazi così liberi e così aperti.
Lì ci sei tu.
Lì ci sono anche io.
Lì sogniamo in molti che abbiamo scelto i blog per trovare mondi nuovi...

Ma resta da definire cos'è che chiamiamo libertà.
Per ognuno di noi è certo qualcosa di diverso.
Chi ... vuole più spazio, chi meno, chi si contenta di quello infinito che ha dentro l'anima, chi vuole spaziare andandosene in giro libero per il mondo...

Ma siamo inevitabilmente costretti fare i conti con noi stessi: a quello che non si può sfuggire.
Con quello che siamo, ci dobbiamo convivere, facendo compromessi continui con la nostra libertà interiore.

Io penso, lo sai, che siamo abitati da spazi infiniti.
Ognuno di noi non è una cosa soltanto, una sola identità.
Siamo, al tempo stesso, tante cose diverse, come se fossimo tanti esseri diversi uniti in un corpo solo ... (e certo lo dico nel senso buono dell'idea, senza ipocrisie o mala fede).

Eppure, per quanto vasto sia il nostro essere - che coincide con l'universo intero, anzi, va ben oltre! - eppure, anche in spazi così vasti, a volte ci sentiamo limitati...
Senza dire di quelli che, invece, in spazi così immensi, si sentono sperduti, impauriti, terrorizzati...

Qui, un pò, la libertà s'inceppa.

Forse, è questo che vuole dire il Profeta.
O, almeno, è così che l'ho inteso io.

Un abbraccio e buona domenica!
Piero

teoderica ha detto...

Caro Piero, condivido il tuo ragionamento, ma lasciami sognare, lasciami credere che sia possibile essere liberi, per questo al saggio preferisco il bambino.
Buona domenica e Buona Befana da una...befana :)