lunedì 12 maggio 2014

SEGNO EVENTO O CASO?



Nel mio ultimo romanzo mi sono posta in una “cloud” in modo di risalire dall’archetipo della Dea Madre ai giorni nostri. L’inconscio collettivo, secondo Jung, è una realtà psichica oggettiva che accomuna tutti gli esseri nell’Universo. Essa si situa in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo, che costituisce una sorta di “memoria dell’umanità”. Qui hanno luogo gli archetipi, che sono dei veri e propri centri di energia psichica. Il fenomeno della sincronicità fornisce un accesso diretto agli archetipi. Gli eventi di sincronicità che improvvisamente accadono a un individuo avvengono per affinità tra quello che la sua psiche ha percepito, pescando tra gli archetipi, e il mondo esterno; le sincronicità, secondo Jung, sono testimonianze di uno “Spirito universale” che opera e comunica con tutte le sue creature, ovunque, in ogni tempo e simultaneamente. Quando nasce un elemento di una determinata specie, ha circa un miliardo di anni di ricordi da cui attingere, ed è così che noi ereditiamo i nostri istinti… forse facciamo parte di una grande rete che ingloba passato e presente per fare in modo che costruiamo un futuro migliore per i nostri figli, noi siamo nani sulle spalle dei nostri avi. Questo preambolo per raccontarvi il mio momento sincronico. Dunque dato alle stampe il romanzo, dopo essere stata immersa per mesi negli archetipi, sentivo il bisogno di un  “segno”. Improvvisamente è nato in me l’impulso di recarmi alla Festa della Madonna del Fuoco, era il 4 febbraio. La Madonna del Fuoco di Forlì, patrona della città, è ricca di simbologie che passano dalle Dee celtiche e risalgono al periodo matriarcale. Nello stesso giorno si festeggia la Madonna del Lago a Bertinoro, che è sempre diocesi di Forlì. Presso i Celti i primi di febbraio si festeggiava Imbolc  e si onorava Brigid, dea del triplice fuoco, dei poeti, dei fabbri  e dei guaritori. Brigid è anche dea delle sorgenti e Signora del Lago, colei  che forgia e dona Excalibur ad Artù. Suoi simboli sono la coppa, cioè il grembo da cui nasce la vita, lo specchio che simboleggia il mondo parallelo e la ruota dell’anno e della vita. Siamo di fronte ad archetipi molto forti. Sono entrata al Santuario, ho fatto la fila col cero in mano, c’erano tante persone, un bel clima di devozione, sono giunta davanti all’icona, tutto bello pieno di lumini e di fiori, la gente silenziosa e devota, ma nessun “segno” o momento sincronico. Eppure mentre pensavo che ero sciocca e pazzerella, un drago è apparso svolazzante, era un enorme palloncino a forma di drago tenuto al  filo dalla mano di un bambino che si dirigeva a fianco della mamma  verso la Madonna del Fuoco… era il mio  “segno”! Dovete sapere che i simboli  più antichi della Dea Madre erano il labirinto e il …drago! Il mio romanzo aveva l’ok.  

 immagine di Teoderica

6 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Anche senza simbologia, il tuo romanzo, cara Paola, aveva già l'ok.
Credo di sapere ciò, dopo aver letto i tuoi primi due romanzi da libreia fisica, più I Viaggi di Gilles, da libreria web.
Complimentiiiii

Gaetano ha detto...

Cara Paola, dici bene, sei proprio “sciocca e pazzerella” come la bambina Eva di questa favola:
“Il volo del palloncino rosso” di Monica Joris
(il rosso si addice al drago e alla Madonna del Fuoco)
Questa è la prima parte della recensione di Maria Teresa:
http://ilmiolibro.kataweb.it/reader_dettaglio_recensione.asp?id_recensione=4642
...In questo racconto, troveremo due protagonisti, Eva e Pollicino, un palloncino di colore rosso. Eva è una bambina che come ogni bambino, ha qualcosa che la turba, qualcosa che la fa in qualche modo soffrire e non è in grado di confidarsi, di chiedere chiarimenti (ogni età ha i suoi problemi), ma trova un modo per liberarsi delle cose che non la fanno stare bene con sé stessa. Da un cestino di palloncini, ne sceglie uno, di colore rosso. A casa, soffiando dentro, convinta che il suo fiato sia più leggero dell’aria, immette tutte le cose che vuole buttare via, lega stretto l’estremità con il nastro che aveva tra i capelli e lo libera nell’aria. Sembra quasi una magia, il palloncino, effettivamente vola su, nel cielo. Eva non capisce i rimproveri dei grandi, dopo questo gesto, proprio perché i "grandi", hanno perso la loro fantasia di quando erano bambini. Pollicino, invece, si sente un palloncino speciale, è consapevole che i suoi "fratelli", volano nel cielo dopo essere stati gonfiati da una bombola contenente elio, mentre lui vola grazie al fiato che una bambina, gli ha soffiato nella pancia ed è oltremodo consapevole di essere un palloncino "speciale", perché Eva gli ha affidato una missione speciale, deve portare via tutto, ma proprio tutto ciò che a lei non va. Glielo ha inserito nella pancia, attraverso il suo fiato e, prima di liberarlo in cielo, glielo ha proprio detto: "Via, vai via"...
Ciao, Gaetano

paola tassinari ha detto...

Grazie Cosimo ma non avere il caso contro aiuta :)

paola tassinari ha detto...

Caro Gaetano cercherò di trovare un palloncino rosso, lo gonfiero` e lo seppelliro`.
Un abbraccio

Gaetano ha detto...

Cara Paola, ma non occorre. Si tratta di cose della "terra mentale".
Ciao, Gaetano

paola tassinari ha detto...

Invece occorre così il pensiero diventa realtà.
Ciao Maestro attento che la romagnola ti raggiunge :) ma si é visto mai un napoletano senza creatività. ..quindi forse non ce la farò