giovedì 3 settembre 2009

LA ROSA CHE SI DONDOLA

Dopo la soppressione degli ordini religiosi, con la venuta dei francesi, e più tardi nel 1866 con l' Italia unita, nella biblioteca dei frati camaldolesi di Classe confluirono libri e documenti provenienti da altre chiese e conventi. Il convento fu sistemato, per arrivare ai giorni nostri, fiore all' occhiello di Ravenna, la biblioteca Classense in via Baccarini . Qui al centro del chiostro grande del 1600, fra alberi secolari, vi è una cisterna a quattro colonne, i cui secchi di bronzo artisticamente lavorati hanno ispirato Diego Valeri ( Fu qualche anno docente di lettere a Ravenna) questa poesia scritta nel 1918 , dedicata a Santino Muratori.

C'è una piccola rosa che si dondola
sul pozzo antico, in mezzo al gran cortile:
una fiammella di carminio intenso.

Freddo grigiore intorno, ma la piccola
rosa si volge al ciel primaverile,
e il ciel le piove il suo sorriso immenso.

8 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Dal cielo piove il sorriso immenso che dona la vita alla rosa e la felicità a Diego Valeri.
Si, la poesia è davvero un miracolo.
Come il cielo che sorride.
Se lo guardi solo con occhi, il cielo non mostra il suo sorriso. Se invece lo guardi anche col cuore, ti accorgi del miracolo che sta avvenendo.

E' questo che io credo.

Gaetano ha detto...

Brava Paola, hai saputo cogliere il senso della frase di Sefer ha-Zohar, "La luce dorata della fiamma di una candela siede sul trono della sua luce scura che aderisce allo stoppino". Sì giusto ciò che hai pensato: il CORPO SÀ prima della ragione e della comprensione. Questo CORPO è come il pozzo del post che hai allestito, che "sa" (la sua "acqua") in modo traslato attraverso i libri e documenti che confluirono provenienti da altre chiese e conventi (vedi anche il pozzo di Giacobbe, la samaritana e Gesù con l'acqua di vita). E il poeta ha saputo vedere questo prezioso CORPO in quella "piccola rosa che si dondola/ sul pozzo antico, in mezzo al gran cortile:/ una fiammella di carminio intenso." Il resto è "freddo grigiore". La luce dorata della fiamma" è il cielo che il poeta ha dipinto in modo stupendo.
Ma occorre veramente chiudere gli occhi come argomenta quel Mario D'Avino? Come a dover morire per cogliere nell'aldilà il premio eccelso dell'immortalità dell'anima che si congiunge con la luce divina. In genere è così, ma non può essere che l'uomo nuovo deve generare in sé un nuovo CORPO, un CORPO che sà allo stesso modo di quello eterico fatto di materia sottile che è il suo "doppio", ossia è perfettamente uguale a quello fisico? La cultura yoga e il chiaroveggente sa di questo "corpo eterico" ed altri compenetrati chiamati, "emotivo", "mentale", "astrale" ed altri superiori. I cristiani accettano per fede che i nostri corpi risorgeranno come è stato per Gesù (si tratta del "corpo eterico" e non di quello fisico come erroneamente si crede), ma con un CORPO di nuova generazione si apriranno gli occhi (il "terzo...") e così il poeta sarà anche l'artista, entrambi amanti della "luce dorata" argomentata da Sefer ha-Zohar.
Queste mie argomentazioni erano note agli antichi egizi e l'Occhio di Horus cela il mistero che vi riguarda, poichè in modo matematico essendo stato suddiviso in frazioni ogni sua parte, ne mancherebbe una, 1/64. Ma per un matematico che si rispetti potrà risultare buona la spiegazione lasciataci dagli antichi egizi, "l’1/64 mancante sarebbe comparso grazie a una magia di Thot".
Naturalmente nessun matematico se n'è mai occupato eccetto il sottoscritto, meno che dilettante con i numeri. Il mistero dell'occhio di Horus non è veramente un mistero se si affronta con le frazioni come si sa e lasciando allo scoperto 1/64. Ne parlo in uno breve saggio che è stato pubblicato dall'amica Annarita su Matematic@Mente, ma anche sul mio sito dove è molto facile rintracciarlo. "Cerca trova".
Gaetano

teoderica ha detto...

Sì Pietro, per me ma vedo anche per te, la natura è balsamo per le ferite,lo splendore della natura, di cui noi siamo parte,è amore o "abbrivio"(termine rubato a Gaetano che mi perdonerà il furto)
Ciao........come va il ritorno al lavoro? Duro o leggero?
Ciao.

teoderica ha detto...

Stranamente molti non credono che nella scienza ci sia posto per la fantasia. E’ una fantasia di un tipo speciale, diversa da quella dell’artista. Il difficile è cercare di immaginare qualcosa che a nessuno è mai venuto in mente, che sia in accordo in ogni dettaglio con quanto già si conosce, ma sia diverso; e sia inoltre ben definito, e non una vaga affermazione.
Caro Gaetano, mi merito il tuo brava, perchè ho dovuto soffermarmi profondamente sulla frase di Sefer.Ma alla fine ero certa di aver capito.......ti ricordi ti avevo detto che non avevo le tue conoscenze, ma che avrei cercato di seguirti con il mio "tutto".
Forse ora non ho più paura di volare.....forse.
Il tuo saggio su Horus, mi trova in sintonia con te, forse verrà una nuova religione in cui la scienza non verrà più vista come nemica, io ci credo al poeta, all' artista, allo scienziato ,3 figure che guarda caso ti assomigliano.
Con piccoli passi, vado avanti nel mio cammino, contenta di scoprire cose nuove.
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Il rientro dalle vacanze è stato abbastanza positivo.
Avevo tanto bisogno di andare in ferie, di spezzare e partire (ho fatto un bel giro, se vuoi ti racconterò)che mi ero programmato un "cuscinetto" di relax prima del viaggio (i giorni al mare, noia, ma di essenziale riposo) ed un altro "cuscinetto" al rientro.
Quindi, in ufficio sono tornato con il rodaggio giusto.
Poi lì ci sono i soliti problemi, ma le mie pile stanno a posto. Almeno per ora.

E questa sensazione di sentirmi "a posto" è quasi strana, se penso a quella di "inadeguatezza" di qualche settimana fa.
Ma è molto... bello, non so come dire. Mi sento abbastanza sereno, carico, disteso, paziente...
Strano.
Strano.

Ma no n farò nulla per turbare questo equilibrio, vero o fasullo che si possa rivelare...

Anche tu, leggo, ti senti forte, pronta a spiccare il tuo volo.
Non sono in grado di dire molto sull'idea di una nuova religione Mi fanno sempre paura quelle verità tanto assolute, quei sacerdoti che vogliono decidere per te quello che è giusto e quello che no, quel rimandare ad un'altra realtà, indimostrabile, il fio, il frutto o l'espiazione della vita di questa realtà.
Mi fanno paura, ma sono certo che nello spirito dell'Uomo ci sia una forza sovrannaturale: non sono in grado di decidere se la potenza divina sia quella dell'Uomo che crea i propri dei o quella che alberga in divinità così lontane dal nostro mondo da farci sentire così soli ed inadeguati...
Ma l'importante è andare avanti... contenti di scoprire cose nuove. Proprio come dici tu.

Adesso ti abbraccio, Paola.

teoderica ha detto...

Caro Pietro, sono contenta del tuo equilibrio, fai bene a non interrogarti sul tuo essere strano, il corpo sa, se tu ti senti bene vuol dire che hai accettato i tuoi e gli altrui cambiamenti, e non hai più timore.
Ti senti...... semplicemente a posto.
Per quanto riguarda la religione ti consiglio di leggere il piccolo saggio di Gaetano http://www.webalice.it/gbarbella/occhi_di_horus.html
la mia non era una apoteosi per la religione, ma una constatazione : nessuna religione nasce dal nulla, hanno un substrato, in questo caso Gaetano ipotizza un "filo rosso" fra la religione degli Egiziani e quella cristiana.
Io credo che dopo "il dio è morto " ci sia qualcosa di nuovo, ma sempre con un substrato antico.
Io credo all' uomo tecnologico ma con un substrato antico.
Ti svelo un segreto ......Gaetano è un genio, lo sai che nel suo e-book " I DUE LEONI CIBERNETICI" rende "spiegabile" il P greco 3.14 ?
Dovresti leggerlo, tu che sicuramente dio matematica ne comprendi più di me.
Ora ti abbraccio io,passa un buon fine settimana.
Ciao.

Annarita ha detto...

La piccola rosa che si dondola con la sua fiammella di carminio intenso e che guarda verso il cielo mi fa pensare ad un afflato di vita, alla speranza pur nel grigiore che è intorno.

Cara Paola, lo scienziato, l'artista e il poeta sono più vicini tra loro di quanto si possa immaginare. Essi vedono "cose" nella realtà che sono su una lunghezza d'onda speciale, in genere preclusa ad altri. Il loro merito è quello di farci avvicinare a questa lunghezza d'onda che va oltre ciò che appare...

Un bacione
annarita

teoderica ha detto...

Ciao Annarita, un bacione anche a te.
:-):-):-)