venerdì 13 agosto 2010

ANDAR PER STELLE


Lo Zodiaco ha 12 raggruppamenti : Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario , Capricorno, Acquario, Pesci , tutti attraversati dal Sole nel corso del suo moto apparente tra le stelle.

Tutti i piani orbitali dei pianeti attorno al sole e quello della Luna attorno alla terra si discostano poco dall’ eclittica, tranne nel caso di Plutone ( classificato come “pianeta nano), tutti i “corpi vaganti” del sistema solare sono da cercare sempre in prossimità dello Zodiaco.

Il Sole attraversa nel mese di dicembre anche una tredicesima costellazione, quella di Ofuoco, tuttavia questa non viene considerata.

COME RICONOSCERE LE STELLE

1) Trovare sempre la costellazione dell’ Orsa Maggiore per chi sta nell’ emisfero Nord.

2) Trovata l’ Orsa Maggiore si può prolungare idealmente il timone del carro ( le 3 stelle allineate a semicerchio) verso sinistra e trovare la stella Arturo della costellazione Boote, dalla stella Arturo prolungando verso dritta si incontra la stella Polare della costellazione Orsa minore ( carro minore)

3) Dalla stella Polare ad Arturo a Spica (Vergine) con questo arco di cerchio hai trovato 3 costellazioni ; il problema è che non sono tutte visibili.

Le stelle a noi visibili , considerando la nostra latitudine di 45° Nord, sono: Orsa Maggioe, Orsa Minore, Cassiopea, Bootes, Corona Boreale, Orione, Toro( Iadi e Pleiadi), Auriga, Perseo, Pegaso, Cigno, Aquila, Lyra.


2 commenti:

teoderica ha detto...

Intanto che osservate il cielo, aspettando una stella cadente, provate a riconoscerne qualcuna.
Buona fortuna.

Gaetano Barbella ha detto...

Non c’è un vero buon carro nella storia del genere umano, che in qualche modo non sia stato legato a difficili prove da superare. E qui l'aggancio alla mitologia con il carro dell’Orsa Maggiore, la costellazione in prossimità del Polo Nord galattico, accostata all’infelice Callisto. Un’indicazione assai significativa, considerato che i navigatori da questa risalgono alla stella polare, indispensabile per ben procedere.
Sembrerebbe che la mitologia abbia dato inizio alla storia dell'uomo, l'anno zero, e, dunque la stella polare il punto celeste in cui il creatore ha puntato il compasso per generare il campo d'azione delle gerarchie spirituali e poi fin giù all'uomo e tutto il creato sul pianeta Terra.
L'idea cosmologica così concepita, attraverso la stella polare, il polo nord galattico, sembrerebbe coerente salvo a capire che non fu veramente così, perché ci furono nel passato remoto altri poli galattici riferiti ad altre stelle. Ecco allora diversi altri generi di carri del genere umano che possono spiegare l'esistenza di civiltà scomparse delle quali se ne ipotizzano appena le traccie ma senza prove archeologiche concrete.
L'esistenza nel tempo di altri poli galattici è dovuta alla precessione degli equinozi.
La precessione degli equinozi è un lento movimento di deriva della posizione degli astri in cielo, che retrogradano di 50,3'' l'anno (lungo l'equatore celeste) rispetto al reticolato delle coordinate equatoriali fisse. Questa perturbazione è dovuta all'attrazione gravitazionale del Sole e della Luna sul rigonfiamento equatoriale della Terra. La conseguenza più spettacolare della precessione degli equinozi è un movimento ''a trottola'' dell'asse di rotazione terrestre, che non resta sempre diretto verso lo stesso punto della sfera celeste. Il polo celeste osservato descrive un cerchio di 23,44'' (ε) di raggio intorno al polo vero dell'eclittica. Il ciclo totale si compie in 25.788 anni. Fra qualche secolo l'attuale stella polare non indicherà più la posizione del polo; fino all'anno 2050 essa continuerà ad avvicinarvisi (senza coincidere esattamente con il polo), ma poi prenderà ad allontanarsi. Fra 11.600 anni, la stella Vega nella costellazione della Lira diventerà la stella polare mentre 4300 anni fa era la stella Thuban del Dragone a segnare approssimativamente la posizione del polo. Bisognerà attendere l'anno 27.840 prima che la nostra stella polare ritorni a occupare la posizione attuale.
Ecco una grande riflessione sulla concezione di cose spirituali in cui crediamo simili a stelle fisse nel firmamento celeste. Ed è la relatività che governa anche queste cose e, se pur lentamente, ci portano a distaccarcene e predisporci a nuovi stadi esistenziali.
Gaetano