martedì 17 agosto 2010

ANDAR PER STELLE

L' Orsa maggiore è la più facile da osservare, alle nostre latitudini è sempre presente sopra l' orizzonte, per identificarla basta guardare al Nord, il termine "Settentrione" deriva dal latino " Septem Triones" che significa i sette buoi, ed infatti la costellazione è formata da sette stelle. E' chiamata anche il Grande Carro, l' Aratro, il Ramaiolo, la Bara, essendo una costellazione molto evidente serve per trovare l' altra costellazione simile , ma più piccola, l' Orsa Minore in cui troviamo la Stella Polare indicatrice del Nord.
Secondo la leggenda, l' Orsa Maggiore rappresenterebbe Callisto, ed Arcade , suo figlio rappresenterebbe l ' Orsa minore.
Giunone, moglie di Giove gelosa della bellezza di Callisto e dell' attenzione che Giove aveva per lei, trasformò madre e figlio in due orsi, Giove allora li trasformò in costellazioni per salvarli dai cacciatori.
Per i Pellerossa la costellazione rappresenta l' orso e le tre stelle che si allungano sono i cacciatori che inseguono l' orso ma non riescono mai a prenderlo.

4 commenti:

Gaetano Barbella ha detto...

Non c’è un vero buon carro nella storia del genere umano, che in qualche modo non sia stato legato a difficili prove da superare. E qui l'aggancio alla mitologia con il carro dell’Orsa Maggiore, la costellazione in prossimità del Polo Nord galattico, accostata all’infelice Callisto. Un’indicazione assai significativa, considerato che i navigatori da questa risalgono alla stella polare, indispensabile per ben procedere.
Sembrerebbe che la mitologia abbia dato inizio alla storia dell'uomo, l'anno zero, e, dunque la stella polare il punto celeste in cui il creatore ha puntato il compasso per generare il campo d'azione delle gerarchie spirituali e poi fin giù all'uomo e tutto il creato sul pianeta Terra.
L'idea cosmologica così concepita, attraverso la stella polare, il polo nord galattico, sembrerebbe coerente salvo a capire che non fu veramente così, perché ci furono nel passato remoto altri poli galattici riferiti ad altre stelle. Ecco allora diversi altri generi di carri del genere umano che possono spiegare l'esistenza di civiltà scomparse delle quali se ne ipotizzano appena le traccie ma senza prove archeologiche concrete.
L'esistenza nel tempo di altri poli galattici è dovuta alla precessione degli equinozi.
La precessione degli equinozi è un lento movimento di deriva della posizione degli astri in cielo, che retrogradano di 50,3'' l'anno (lungo l'equatore celeste) rispetto al reticolato delle coordinate equatoriali fisse. Questa perturbazione è dovuta all'attrazione gravitazionale del Sole e della Luna sul rigonfiamento equatoriale della Terra. La conseguenza più spettacolare della precessione degli equinozi è un movimento ''a trottola'' dell'asse di rotazione terrestre, che non resta sempre diretto verso lo stesso punto della sfera celeste. Il polo celeste osservato descrive un cerchio di 23,44'' (ε) di raggio intorno al polo vero dell'eclittica. Il ciclo totale si compie in 25.788 anni. Fra qualche secolo l'attuale stella polare non indicherà più la posizione del polo; fino all'anno 2050 essa continuerà ad avvicinarvisi (senza coincidere esattamente con il polo), ma poi prenderà ad allontanarsi. Fra 11.600 anni, la stella Vega nella costellazione della Lira diventerà la stella polare mentre 4300 anni fa era la stella Thuban del Dragone a segnare approssimativamente la posizione del polo. Bisognerà attendere l'anno 27.840 prima che la nostra stella polare ritorni a occupare la posizione attuale.
Ecco una grande riflessione sulla concezione di cose spirituali in cui crediamo simili a stelle fisse nel firmamento celeste. Ed è la relatività che governa anche queste cose e, se pur lentamente, ci portano a distaccarcene e predisporci a nuovi stadi esistenziali. Ma, ad un certo punto in poi, è come un ricominciar daccapo.
Gaetano

teoderica ha detto...

Carissimo Gaetano,
non ho mai amato il cielo, perchè ho sempre preferito guardare in basso. Più controllabile e meno caotico il basso, infinitamente sconosciuto l' alto.Ma da qualche anno mi sono incuriosita alle stelle ed ho alzato un piccolo velo alla mia sconfinata ignoranza andando a qualche lezione al planetario. Così per queste sere d' agosto dal cielo nero puntuto di luci ho voluto mettere questi post dedicati alle stelle.Ti ringrazio per avermi detto cose che non sapevo, interessanti perchè testimoniano un "giro" legato da leggi, quindi va bene la relatività ma non il relativismo.Perchè se c' è un inizio e una fine ci sarà relatività durante, ma non che il relativismo sia il fine.
Gaetano mi sembra di aver scritto un mucchio di sciocchezze...rifletterò meglio su ciò che mi hai inviato.
E' un po' che non te lo dico, ma ti ringrazio tanto per i commenti che mi lasci,la mia conoscenza non li merita, ma arrivano e quindi io me li tengo gelosamente.
Ciao.

sara ha detto...

Gaetano e Paola,
siete due punti di riferimento alla mia debole conoscenza in materia!
Per me il cielo è un enigma punteggiato di luci..le stelle coccinelle d'oro nel giardino della luna...ah sti poeti!

teoderica ha detto...

Cara Sara,
Gaetano è un vero pozzo di conoscenza, io senza merito ospito i suoi commenti.
Ma e tu lo sai io accetto con gioia tutto ciò che regalano le...stelle, commenti, libri o saggi...io non so dire no a ciò.
Baci.