venerdì 15 ottobre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

PREFAZIONE

Il nostro personaggio Provenzano Salvani,è un ricco e potente signore senese.
Dante lo pone nel girone dei superbi, in lui il poeta vede la superbia e l’orgoglio di Siena
ghibellina.
Dante sa benissimo che Provenzano oltre ad aver sconfitto i Fiorentini a Montaperti, chiede in modo perentorio la distruzione di Firenze .

Ma la carriera di Provenzano si fermerà con la disfatta di Manfredi ed il tracollo di Corradino. I ghibellini perderanno tutte le loro mire e l' amico fraterno: Nino Puglisi sarà imprigionato. A quei tempi i signori non si uccidevano mai, perchè si potevano richiedere lauti riscatti.
Il riscatto come abbiamo visto fu pagato con l' umiliazione volontaria del superbo Provenzano e Nino Pagliaresi, l' amico condannato a morte tornò a Siena . Ma i venti contrari quando iniziano a spirare durano a lungo, ed i ghibellini senesi furono sconfitti dai guelfi senesi e persero il controllo anche di Siena.
Provenzano morì nella battaglia a metà strada fra Colle Val d' Elsa e Monteriggioni. Di lui non si conserva una tomba : fu decapitato, la sua testa esposta su una lancia e gettata
oltre le mura di Siena, il corpo smembrato e senza sepoltura perchè di lui non rimanesse memoria. Ma la storia racconta che sul luogo dove per amore aveva chiesto l' elemosina, tremando di vergogna, lui così superbo,per raccogliere il denaro per salvare l' amico, mani pietose scolpirono una pietra, chiamata poi Pietra dell' Amore, la leggenda racconta che chiunque si fermi sopra la pietra a baciarsi , l' amore non lo lascerà mai più.
Su questa pietra oggi vi è la lastra dell' albero della Libertà e si trova non lontano dalla Torre del Mangia in Piazza del Campo a Siena.


http://www.scuoladantesca.it/documenti/pietra_amore.pdf ( rif. per la Pietra dell' Amore)

immagine : Piazza del Campo a Siena

10 commenti:

sara ha detto...

Ciao Paola,
ti lascio un pensiero affettuoso e un fiore profumato.
buon fine settimana.

teoderica ha detto...

Ciao Sara,
grazie della visita, verrò presto a trovarti.
^_^

Gaetano Barbella ha detto...

Può nascere un fiore dalle mostruosità? La mostruosità, nel corso della storia umana, ha assunto varie facce e Provenzano fu preso da quella della superbia, quanto basta per andare incontro al suo destino mortale. Ma l'amore fraterno per l'amico Puglisi, che si dimostrò elevato, valse alla sua anima il riscatto dal male.
Non fu da meno un'altra mostruosità, quella dei nemici di Provenzano che, sopraggiunto il suo destino avverso, fecero scempio del suo cadavere.
Nacque il fiore dell'amore, simbolicamente posto in seno ad una pietra posta in una piazza di Siena.
Il fiore dell'amore somiglia all'edelweis.

È un fiore che torti non fa.
Il gambo li separa ma,
li riunisce al centro un sole.
È l’amor che anela la libertà,
e dimorar suol sempre in alto,
fra rupi scoscese per capanna.
Ed il vento vi si agita intorno
a carezzar le sue esili penne.
(da un mio saggio, L'edelweiss - vedi qui.

Anche oggi si aggirano mostruosità dalle varie facce, e una di queste è quel Michele Misseri reo di aver fatto violenza alla nipote Sarah e poi uccisa barbaramente.
Interroghiamoci al cospetto di un certo piccolo "Provenzano" del nostro tempo e scopriamo in noi il mostro che vorrebbe fare scempio di Messori, come fu per i Senesi inferociti della tua storia di questo post.

Riflettendo, la storia dell'uomo, in seguito alle mostruosità buone e cattive (perché esistono anche i mostri del bene incommensurabile), si rivela davvero "incasinata", come vuol essere il perno su cui ruotano questo primo tuo racconto e i successivi in gestazione.

Gaetano

pulvigiu ha detto...

Buon fine settimana Teoderica che qui sarà nuvoloso e forse arriverà la pioggia.

Carino il racconto incasinato

^___^

Ciao da Giuseppe.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano,
grazie per il fiore alpino, io per ringraziarti ti offro in cambio il fiore dell' acacia, che ha sui rami spine dolorose, ma ha i fiori bianchi e profumati e in maggio timide appaiono le sue fronde.
^_^

teoderica ha detto...

Caro Giuseppe, anche qua a Ravenna il tempo è piovoso.
Un sorriso per illuminarti tutta la settimana.
^_^

pietro d. perrone ha detto...

Buon finesettimana, Tea.
Si oggi è pioviccicoso anche a qui, a Roma.
Si sta bene sul divano, surfando sul web, pigramente...
Da te c'è gente al locale? Come si prospetta il ... saturday night fever?

teoderica ha detto...

Ciao Piero,
arrivano le giornate uggiose,ma io non voglio pensarci,voglio sorridere.
Io abito in un paese di vecchi,la gente arriva col passaggio... ma è un posto ideale come rifugio,e Ravenna è a 5 minuti di viaggio. Il mio sabato di lavoro è terminato ora e prima di andare a letto ho dato un' occhiata al web, poi terminerò il romanzo "La solitudine dei numeri primi"
Buonanotte.

pietro d. perrone ha detto...

Lo hai terminato, poi, il romanzo?
Io sto leggendo una biografia, la vita di Gaudì, l'architetto catalano che ha lasciato a Barcellone ( non solo lì) case e opere che sanno di meraviglia. E così mi incuriosiva capire un pò come era arrivato a tanto.
Poi ho un altro libro da leggere: "la storia del nulla", un libricino di filosofia sulla lotta fra la "necessità" dell'essere e la libertà di non essere. Un tema complicato, ma intrigante.
Perchè, certo, se ogni cosa deve obbedire al suo scopo primario, al suo "destino" - penso ad una cosa inanimata, un tavolo, per esempio, ma anche ad una cosa animata, un uomo, tanto per dire - così lo spazio per la livbertà si restringe ad un profilo sottile come una lama, che può diventare tagliente ed anche fare tanto male.
Se invece ci fosse anche la posssibilità di "non essere", di sottrarsi ad una volontà assoluta che ha già scritto il destino ddi ogni cosa, allora vorrebbe dire che lo spazio per la libertà si allarga, si apre, doventa ampio, si fa orizzonte... ma lì, in tutto quello spazio ... "per poco il cor non si spaura"...
Lo disse Leopradi, che seppe trovarlo lo spazio per questa libertà, anche se era uno spazio nascosto ditro una siepe...

Il libro di filosofia non è una poesia; e potrebbe non essere altrettanto ben riuscito che quella meraviglia che seppe creare il buon Leopardi.
Ma il tema è intrigante, no?

Buona domenica fatta, ormai.

teoderica ha detto...

Ciao Piero,
il libro l' ho finito, carino, ma non era una gran cosa.
Il tuo piccolo libretto di filosofia mi sembra moooolto intrigante, magari poi ci fai un post.
Stasera inizio un nuovo libro, sono indecisa fra la storia dei Celti in Romagna e un altro sula storia di Stenone ...lo scienziato dei fossili.
Buonanotte.