sabato 18 febbraio 2012

A FERRARA ANDAI ( racconto in 17 puntate)

9 puntata


Alla mostra è presente una sala coi lavori di Mondrian e uno stabiles di Calder, perchè come vi ho detto Calder fu influenzato, per sua stessa ammissione, da Mondrian. Questi lavori di Mondrian mi piacciono da matti, ma non li acquisterei mai perchè copiarli e rifarli è ficilissimo e quindi me li faccio da me. A casa di mio figlio ho realizzato un Mondrian che occupa tutta una parete e con le sue righe nere gioca con le linee nere della scala creando l' effetto di un allestimento.
Piet Mondrian ( 1872/1944) è stato un pittore olandese e uno dei principali esponenti del Neoplasticismo, corrente non-figurativa costituitasi nei Paesi Bassi intorno al 1917. Nonostante siano molto famosi, anche spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non rappresentativi, per cui è conosciuto e che consistono in forme rettangolari di rosso, giallo, blu o nero, sono in effetti il risultato di un'evoluzione stilistica che avvenne nel corso di quasi 30 anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita. Nel '12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando anche il suo nome da Mondriaan in quello che conosciamo per enfatizzare la sua partenza dalla vita chiusa dello stagno artistico olandese. Da questo momento in poi, firmerà le sue opere come "Mondrian". In questo periodo parigino, l'influenza del cubismo di Picasso e Braque si fanno notare quasi immediatamente nei suoi quadri. Nel settembre '38, Mondrian lasciò Parigi a causa dell'avanzante fascismo per trasferirsi a Londra. Dopo l'invasione dell'Olanda e la caduta di Parigi nel '40, lasciò anche Londra per New York, dove rimase fino alla morte.
Nelle sue rigorose tele, formate solo da linee nere e quadrati e rettangoli di colori primari( rosso, giallo e blù) su fondo bianco c'è la ricerca del bello ideale, dell' ordine, della pace , dell' apollineo, ma quando Mondrian va a New York questo ordine si alleggerisce, il ritmo diviene più veloce come se l' autore avesse capito che troppo ordine non va bene, un po' di Dionisio occorre alla vita, una vita apollinea del tutto non è auspicabile, un po' se volete come la pubblicità di qualche tempo fa della Mercedes che riconosceva la bellezza in un piccolo difetto, perchè è il piccolo difetto che evidenzia l' armonia.


immagine di Teoderica.

2 commenti:

cosimo ha detto...

Sono i piccoli gesti che fanno grande un uomo, così le piccole opere che fanno un capolavoro. Credo che nessun pittore o scrittore possa essere considerato banale sia a tratti che a vita. Essere artisti, in ogni forma d'arte, anche la più personale, non può essere mai banale. Altrimenti l'art brut come avrebbe potuto avere una collocazione?
Intanto, cara Paola, apprendo che sei pure un'abile arredatrice. Complimenti!!!
E buona settimana in TUTTO.
Un beso.

teoderica ha detto...

Ciao Cosimo,
l' arte non è mai banale perchè è vivere in modo creativo e creare è vita.
Ciao e un baciolino.