sabato 7 dicembre 2013

ACQUACHETA

2 PUNTATA




Incontriamo un ragazzo con tanto di zaino e scarponi.
 "Quanto dista la cascata?"
 "Non siete neanche a metà strada" ci risponde.
Io e mio marito ci guardiamo negli occhi: avevamo dimenticato che i montanari hanno le gambe da stambecco e che se dicono mezz'ora di cammino, come minimo è un'ora di viaggio a passo veloce, così capimmo che noi in espadrille, senza zaino con i rifornimenti e senza acqua, saremmo dovuti tornare indietro senza vedere la cascata di Dante.
Il sommo poeta, che soggiornò presso San Benedetto in Alpe, vide sicuramente la cascata nell'Inferno, paragonò la rumorosa cascata del fiume infernale del Flegetonte che separa il settimo dall'ottavo cerchio alla splendida cascata dell'Acquacheta. Egli la immortalò con questi versi:

Come quel fiume c'ha proprio cammino
prima del Monte Viso 'nver levante,
da la sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così giù d'una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell'acqua tinta,
si che 'n poc'ora avría l'orecchia offesa.
(Inferno, Canto XVI, 94/105)
 

"Dante e Dante, noi abbiamo fame, tu fai quello che vuoi, noi torniamo indietro"
mio marito si stava arrabbiando, naturalmente li segui, perchè avevo una fame da lupo anch' io.
Ci consolammo con un piatto di tagliatelle ai funghi porcini e numerosi crostini ai fegatini innaffiati con Sangiovese e rimandammo l'escursione al giorno dopo.


Foto: inizio della passeggiata che costeggia il fiume.
Foto : targa che rammenta il passo dell' Inferno in cui Dante nomina la cascata.

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Tagliatelle e Sangiovese fanno buon sangue, ovvero buon umore ed amore... o no?

paola tassinari ha detto...

Certoooo :)