mercoledì 4 dicembre 2013

ACQUA CHETA

1 puntata


In vacanza ci si alza tardi, si poltrisce a letto, poi si vuole preparare una sontuosa colazione, cucinando magari una buona torta casalinga da offrire al marito ed al figlio, che per questioni di lavoro a volte si trascurano un po'. Non si vuole lasciare la cucina in disordine e così si parte un po’ tardi per fare l'escursione programmata: un percorso a piedi, per raggiungere la cascata dell’ Acquacheta
Il programma prevedeva la camminata fra i monti ed al ritorno il pranzo in uno dei pittoreschi ristoranti di S. Benedetto in Alpe, ameno paese sulle colline di Forlì.
“Quanto tempo occorre per arrivare alla cascata?". Chiedo ad una signora affacciata alla finestra di una casa prospiciente all’inizio del sentiero.
“Mezz’ ora circa". Mi risponde la donna.
“Avete visto, non siamo in ritardo, sono le undici, alle tredici saremo già a tavola". Mi rivolgo al marito e al figlio, che brontolavano per il mio ritardo.
Ci avviamo baldanzosi su un sentiero che costeggia il fiume, fra pascoli, mulini e numerose soste per mangiare le ciliegie, più esattamente le amarene asprigne, ed altre soste per rinfrescarci al fiume.
Dopo circa un’ora i miei uomini, cominciano a sbuffare: “Dov’è questa cascata, ho capito che oggi non si mangia,“ brontola mio marito.


Foto: S. Benedetto in Alpe

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Brontolare fa rima con respirare, ossia cambiare aria nei polmoni :-)

paola tassinari ha detto...

E allora cambiamo aria :)