venerdì 19 settembre 2014

LA PRIMA VOLTA 3

Un giorno di fine estate, la festa del paese, della Nascita della Madonna e quindi attorno all' otto di settembre, io quattordicenne con l' abitino della festa, la coda di cavallo che mi penzolava dietro le spalle ed infiocchettata con un nastro in tinta , se ben ricordo sia l' abito che il fiocco erano azzurri ed a me sembrava di essere un po' un uovo di Pasqua.
Passai il pomeriggio sul calcinculo, cercando di afferrare la coda di "tigre" che dava come premio un giro gratuito; nonostante i maschietti miei amici mi lanciassero col seggiolino in alto, io non riuscivo a prenderla perchè non lasciavo la presa delle mani dal sedile, ed anche se la coda mi sbatteva sul naso io non allungavo neanche un dito per afferrarla, tanta era la paura e pensare che proprio quel giorno affrontai ben tre prime volte; infatti la sera ebbi il permesso di andare alla mia prima festa danzante.
Con lo stesso vestitino e la stessa coda capii presto che era disonorevole rimanere seduta senza avere un cavaliere per ballare e il primo che mi invitò io salii a ballare sulla pista, stropicciando i piedi e non sapendo cosa farmene delle mani, ero come un burattino, paralizzata da tutte quelle nuove senzazioni, ma poi mi lasciai andare alla musica, vi entrai dentro e cominciai a muovermi a tempo e a seguire il cavaliere, ballare era bellissimo,
Ma poi...ci fu un poi, il cavaliere mi invitò ad uscire, io ignara lo feci e lui mi abbracciò, mi si incollò alla bocca voracemente spingendo la sua lingua nella mia bocca, io ero attonita, vidi solo un mio vicino di casa molto pettegolo che mi guardava negli occhi, anche il mio cavaliere si accorse di questa persona e tutti e due rientrammo alla festa ed io mi misi a sedere e non mi alzai più, era il mio primo bacio e sapevo che sarebbe successo un terremoto.
Arrivai a casa la sera verso le ventitrè c'era ad aspettarmi, già informata dei fatti, mia mamma che me le suonò di santa ragione...il vicino non aveva perso tempo.




immagine di Teoderica

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Eppure non era il tempo dei telefonini, forse neppure delle cabine telefoniche. Però le biciclette erano super veloci!

paola tassinari ha detto...

Mah... siamo solo noi
Ciao Cosimo