martedì 20 gennaio 2009

LA GALAVERNA

.Tre volte alla settimana vado acorrere a piedi nel parco. Questa mattina è così freddo ci vado o non ci vado? Ci vado, tutta intabarrata ma ci vado. I campi , il parco , tutto è pieno di galaverna e di brina, cioè la nebbia si è solidificata sui rami degli alberi e sull' erba, tutto è bianco diamantato. E' il galà dell' inverno. E allora sono felice di correre, col freddo che punge, con le scarpe che scivolano, perdo l' equilibrio, scivolo, cado e corro più forte felice.
UNA VOCE
Sei entrato nella mia vita
come un colpo di vento,
hai spalancato la finestra e sconvolto
i fiori che morivano calmi nel vaso
Morivo anch'io coi miei fiori
un poco alla volta, in silenzio.
Sei entrato col bagliore di un lampo
che ha spento ogni lume.
Io non so più se sono viva o morta,
se sono cieca, o se sono piena di luce.
BRUNO NARDINI

10 commenti:

stella ha detto...

Foto spettacolare!

Versi e musica emozionanti.

Ti aspetto per il concorso di poesie.

Un abbraccio

teoderica ha detto...

Verrò a trovarti presto , un bacio alla stella di nome e di fatto.

Annarita ha detto...

Conosco questo spettacolo stupendo:)

Solo che non posso correre di mattina perché sono a scuola. Che peccato!

Straordinari i versi.

Un abbraccio.
annarita:)

pietro d. perrone ha detto...

E' bellissima l'immagine, come i versi.

Ciao.

teoderica ha detto...

Cara Annarita ci sono momenti magici, la galaverna e la poesia lo sono. :) un baciotto.

teoderica ha detto...

Caro pietro , ma a Roma la galaverna riesce a formarsi? Non credo perchè non avete nè la nebbia, nè il freddo pungente o invece sì?

pietro d. perrone ha detto...

No, a Roma la galaverna non si forma. Qualche volta la brina. Più spesso la rugiada. Nei prati fuori Roma, o nei parchi, le ville. Che sono abbastanza grandi. E verdi. E belli.
Ma la galaverna no. Ho dovuto cercare sul vocabolario il significato della parola.

A Roma sono bellissimi i colori del cielo, della luce, delle case, dei palazzi, dei resti di Roma antica. Dalle terrazze panoramiche famose e meno famose (il Pincio, il Gianicolo, la Terrazza del campidoglio, l'Aventino, quello del buco nel portone della Casa dei Cavalieri di Malta da cui si mira giusto il Cupolone di S. Pietro) si può vedere la città al tramonto che dà un'emozione che vira al rosso porpora.
Ma il bianco candido della galaverna non si può godere. Questa fortuna, quando capita, è una fortuna che è un dono per te. La fortuna, il dono, che tu hai, è di saperla vedere, cogliere, ammirare, godere. Tanti altri, forse, non se ne accorgono neanche, per fretta, noncuranza, superficialità, insensibilità.

Pier Luigi Zanata ha detto...

La brina che magnfico fenomeno della natura, da quando vivo quasi in campagna ora la vedo. Uno spettacolo meraviglios che u hai descritto magnificamente. Da noi purtroppo la galaverna non si forma. Quando stavo nelle Marche, anche allora vivevo in campagna il fenomeno si presentava spesso. Magnificenza della natura. Era bellissimo svegliarmi etrovarmi avvolto nella nebbia.
L' ideale per un SK
Vale

teoderica ha detto...

Caro Piero impossibile non accorgersi della galaverna è troppo , troppo bella , ti sembra di essre in una reggia di ghiaccio, di essere la regina delle nevi, ma non si forma spesso, a volte possono passare anni senza vederla. Ciao.

teoderica ha detto...

Giorgio Scerbanenco ,se non sbaglio, ha ambientato dei noir affascinanti nel nostro delta, perennemente avvolto nella nebbia. Il tuo SK così intrigante, lo vedrei benissimo farsi un giretto nelle nostre nebbie diventerebbe ancora più caratterialmente inafferrabile. Un abbraccio.