sabato 28 febbraio 2009

OMAGGIO A PRATELLA FUTURISTA ROMAGNOLO

L' associazione culturale Polvere di Stelle oggi 28/02/2009 rende omaggio a Francesco Balilla Pratella con una conferenza, la presentazione di un libro e un concerto al teatro Alighieri. L' associazione ha nei suoi progetti un omaggio a Pratella che duri nel tempo e abbia cadenza biennale. Nel panorama di Ravenna spicca la figura di Francesco Balilla Pratella ideatore del Manifesto Futurista della Musica. Pratella fu direttore dell' istituto musicale Verdi dal 1927 al 1945 ( per questo fu messo nel dimenticatoio , perchè lavorò anche nel periodo fascista e musicò una canzone per il duce) e fu grande il lavoro da lui compiuto nel campo dell' etnofonia e dello studio delle tradizioni popolari . Di Francesco Balilla Pratella rimangono molti inediti: partiture musicali, studi sulla cultura romagnola, saggi su diversi argomenti , appunti e curiosità varie.

14 commenti:

stella ha detto...

Omaggio anche da parte mia...

Tu sei stata immortalata da me!

pietro d. perrone ha detto...

Non conosco Pratella.
Sarà stato un grande artista. E forse oggi, se fossimo in un'talia meno ideologizzata portemmo conoscerlo meglio ed apprezzarlo di più.
Mi lasci, però, il dubbio che la canzone musicata per il duce lo avvicina un pò all'Apicella di berlusconiana specie?
Non ne faccio colpa a Pratella o ad Apicella, che, allora come oggi, dovevano raccomandarsi al padrone di turno per emergere. Ma quanti non riescono ad emergere perchè il padrone non lo conoscono o non possono raggiungerlo. O, peggio, non vogliono svendergli l'anima a poco prezzo?

Ovviamente non posso trascurare che anche il divino Michelangelo, anche il Genio di Leonardo, e così via, avevano dovuto fare altrettanto nei confronti di padroni e committenti... Non intendo confrontare il valore di Pratella (nè Apicella, che forse non è nessuno) con quegli artisti lì. Voglio solo dire che sotto il profilo dell'autonomia dell'artista mette un pò paura la necessità di sottomissione al padrone.

Non ci saranno forse stati artisti che hanno sacrificato il loro ardente fuoco solo perchè non hanno voluto, o saputo, baciare la "sacra pantofola" per diventare famosi?

Annarita ha detto...

Non ho poturo essere presente questa volta. Speriamo sia possibile tra due anni, abitando in provincia di Ravenna.

Avevo già sentito parlare di Pratella, ma non ho mai avuto occasione di approfondirne la conoscenza.

Con questo post mi dai l'input per farlo;)

Grazie.

Bacioni.
annarita

teoderica ha detto...

Stella grazie , sono andata nel tuo sito e mi sono vista. Grazie. Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Caro Piero, Pratella non è famoso è stato un grande studioso di musica , personaggio mite musicò una romanza intitolata "Guerra" su insistenza di Marinetti , ma poi si pentì la cambiò e cambiò anche il titolo. Pratella giovanissimo e con enormi sacrifici andò a Parigi dove conobbe i futuristi , la sua vita era piena solo di musica, non voleva la fama , nè baciava la pantofola, lui voleva solo studiare , quando sei troppo preso da qualcosa sei come svanito, ti interessa solo quella, la musica era la sua vita e non gli interessava altro, la canzone per il duce la musicò perchè non gli interessava la politica , voleva solo essere libero di studiare la sua musica, era mite , talmente mite da soccombere, infatti alla fine della guerra lo misero da parte, ma lui non se ne ebbe a male e continuò a studiare e a scrivere musica . Oggi dopo tanti anni si rivaluta questa figura che messa da parte per una canzoncina ha donato il suo archivio immenso ( con tanti inediti) alla biblioteca di Lugo la cittadina dove era nato.Ciao

teoderica ha detto...

Cara Annarita il concerto era formato da pianoforte, violoncello ed una soprano. i musicisti avevano i corpetti coloratissimi di Balla e Depero ed hanno suonato vari pezzi tra cui un inedito. Il libro , pure inedito, parlava di .....andare a funghi, Pratella considerava un vero paradiso andare nei boschi a funghi, filosovafa coi funghi.Un abbraccio.:-)

teoderica ha detto...

Per Piero
PS mi sono dimenticata di dirti che la canzone per il duce Pratella la musicò solo dopo insistenze su insistenze.

pietro d. perrone ha detto...

Ma sai che la parola che hai usato di più per descrivere Pratella è stata "mite"?
E' molto bello che una persona emerga per la sua mitezza.
Vuol dire che si può essere miti ed essere importanti. Desiderare e fare, senza eccessivo scalpore, clamore, violenza, egoismo, cinismo, vittimismo, spettacolarità, chiasso, clamore, scandalo...
Pensa. Essere mite e centrare il risultato di essere nella memoria dopo anni ed anni...

Non è un miracolo (un miracolo è sempre mirabolante, un evento, una messa in scena per un pubblico di miscredenti da convertire. Ma ti ricordi il miracolo di Lazzaro descritto da Rilke? Gesù triste ed arrabbiato per il sovvertimento della natura cui veniva costretto dai popolani chiassosi...)

A presto.

teoderica ha detto...

Caro Piero , è solo ora che Pratella è stato rispolverato perchè tutto il suo archivio sarebbe andato alla Fondazione Futurista come sai quest' anno è il centenario , però pensa uno studioso come lui messo da parte ,insegnava musica e all' improvviso licenziato . Pensa che i "canterini romagnoli" che tramandano le tradizioni popolari li ha istituiti lui ed esistono ancora oggi, anzi sono come la piadina e il sangiovese, sai perchè si sono salvati? Gli allievi di Pratella, quelli che lo hanno conosciuto hanno portato avanti con umiltà e volontariamente il lavoro del Maestro perchè lo amavano, perchè le persone miti non raggiungono la fama ma sono amate.Le persone miti sono quelle che lasciano l' impronta dell' amore . Infatti sabato la sala non era molto gremita e non c' era nessun personaggio istituzionale anche se il comune ha dato un contributo.Ciao .

Pier Luigi Zanata ha detto...

Pratella grande musicista e eccelso musicologo.
Eccezionale la sua Etnofonia di Romagna.
Vale

teoderica ha detto...

Caro Pier Luigi .......tu lo conosci Pratella ....incredibile .....perchè non lo conoscono quasi neanche i romagnoli. Ciao!

Pier Luigi Zanata ha detto...

Teo nel mio blog ho risposto alla tua curiosita', ma lo faccio anche qui. Sono stato diverse volte in Romagna, quando ero giovane Repubblicano. A Argenta vive una mia cara amica. Da studentello liceale ci sono stato anche con la mia ragazuola bulugnaisa. Da uomo maturo (?) ho visitato piu' volte Lugo, dove se non ricordo male nel museo Conti c' e' il suo archivio, musicale e no. Inoltre Pratella si e' occupato di musica etnica e io sono un appassionato della musica popolare.
Mi sembra di ricordare che alla fine degli anni novanta, nel teatro di Lugo, il maestro Gavazzeni ed il regista Bussotti, abbiano messo in scena una sua opera, ma non mi sovviene il titolo.
Vale

teoderica ha detto...

La Romagna è terra di Repubblicani, oggi litigano fra di loro ed i migliori stanno nascosti per la vergogna.......ma anche in Sardegna ci sono tanti repubblicani? Io credevo che esistessero quasi solo da noi , lo sai che il 9 febbraio ( non sono sicura della data è comunque l' anniversario della Repubblica Romana)si festeggia ancora coi lumini sulle finestre e coi fuochi artificiali. Quest' anno erano un po' arrabbiati perchè il PD si è appropriato della loro festa e vendeva i lumini tricolori in piazza.Allora hai parecchio in comune con Pratrella, perchè oltre all' etnofonia ha scritto anche libri di ricette , specialmente sui funghi di cui era esperto raccoglitore. Ciao.

Rosetta Berardi ha detto...

Ho letto con molto interesse questa "conversazione" su Pratella.
Sono una delle organizzatrici dell'Omaggio a Francesco Balilla Pratella.
Devo precisare che durante le conferenze del mattino era presente in sala l'assessore Alberto Cassani.
Certo al pomeriggio sarebbe stato significativo avere la presenza del Sindaco al concerto (ripreso da RAI tre e trasmesso nel TG Regionale), tanto più che il Sindaco è presente spesso ad eventi molto ma molto meno importanti di quello del 28 febbraio 2009. Giornata storica per il musicista Pratella con la Sala Corelli di Ravenna gremita di gente. Grazie a tutti quelli che hanno apprezzato l'omaggio.