lunedì 24 maggio 2010

ANCH' IO SONO CRETINA E CREATURALE

DA UNO SCRITTO DI DAVIDE BRULLO PUBBLICATO SU LA " VOCE DI ROMAGNA"

" ...La vera via è diventare cretini come un albero, ignoranti come una mosca, semplici come un fiume... Ma cosa vuol dire diventare cretino?Che non scriverò più l' albero immaginando l' albero, gli innumerevoli uccelli che lo hanno attraversato, il nido del merlo, la scalata del gatto e l' ululato del cane, duro come la corteccia di un acero. Scriverò l' albero essendo io stesso l' albero. Sono cretino, quindi aderisco alle cose. A tutte le cose. Sono albero, mosca e fiume. Sono l' orecchio aguzzo del lupo, il sorriso eterno della tigre, le gambe arcuate del dromedario. Sono cretino, per cui potete dileggiarmi, tanto io mi dileguo davanti a voi, uomo e non più uomo, meno che un uomo e più di ogni uomo.
Sono il cretino, cioè il passante, il vagabondo che ondeggia tra le ere riassumendole, tra tutte le storie e tutti i volti e tutte le creature, conosce il segreto della creature e lo svelerà con una scrittura unica, odorosa.Non ambisce alla gloria ambigua degli uomini questo scrittore cretino e creaturale. Sa già che tanto tutti lo prenderanno per cretino"

5 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Cara Paola, bello questo post.
Non voglio sembrare un fissato, ma torno a Pessoa, che si ritroverebbe certamente a suo agio nella figura ddel tuo post.
Non come cretino, ma nel senso in cui l'albero è albero senza doversi preoccupare di saperlo, o un uomo vive, senza dover passare il suo tempo a pensarsi mentre vive, sospendendo, durante lo svolgimento di quell'attività del pensarsi vivendo, la propria esistenza vera e propria, fatta di vivere e basta, e quindi non vivendo pur sempre smentre ta vivendo senza poter smettere...

Ecco, si il buon Fernando, o uno dei suoi molteplici io esistenziali e poetici avrebbero senz'altro potuto tirare un respiro di sollievo, avendo al fianco qualcuno che vive e non desidera altro!

teoderica ha detto...

Vedi Piero se qualcuno volesse essere cicala o sentirsi erba o sentirsi qualsiasi cosa del creato, ma lo volesse veramente se non cretino sarà considerato matto oggi comr ieri.
Pessoa ( che conosco tramite te) se non fosse stato considerato sarebbe rimasto nell' anonimato ( per tanto tempo fino a che qualcuno con del potere lo avesse scoperto)e sarebbe stato considerato come minimo uno "strano"...hai presente le pazzie di Salvador Dalì o di Marcel Duchamp o altri, se non fossero stati famosi come sarebbero stati considerati?
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Beh, prima di essere famosi (almenno Pessoa, di cui conosco un pò la biografia, gli altri non li conosco bene, ma penso che quanto sto per dire valga per tutti) però erano degli sconosciuti qualsiasi.
Non so dire se l'arte è in grado di far fare il ... gran salto, e dare l'opportunità che dici tu.
Non sono neanche sicuro che "la scoperta" di un artista, o se vuoi di un genio, dipenda per forza dal potere di qualcuno, di qualcun altro.
Non so.
Penso che molti artisti, molti che hanno avuto il "dono" di essere scoperti e anche quello di essere diventati "eterni", quei doni se li sono conquistati ... con una vita quasi da sconosciuti. Alcuni altri hanno avuto riconoscimenti soltanto in vecchiaia.
Qualcuno ha avuto la gloria da giovane, e di questi moltissimi, sicuramente troppi, non sono sopravvissuti a lungo alla loro arte e alla loro fama. Molti, tropi, si sono femati prima di varcare la soglia dei "quaranta".

Infine, cara Paola, non lo so se, oggi, "essere riconosciuti" corrisponda a qualcosa di positivo. La fama televisiva, giornalistica, il famigerato "momento di gloria" sia anche un momento importante, per un artista, per un genio, per uno normale, o per il cretino del tuo articolo.
Il cretino, certo, non se lo porrebbe neanche il dubbio, essendo albero non potrebbe che essere albero. Non famoso. Solo albero. E, si sa, l'albero non sbava per andare in tivvù a riscuotere la sua dose di fama.
Il genio, l'artista ... spesso sfuggono quella fattoria di queruli animali.

Il cretino, quello che vuole essere cielo, nuvola, terra, fiore, foglia, quel cretino, almeno ha l'intelligenza suprema di non lasciarsi abbagliare come la falena, che resta bruciata dalla fiammella insignificante del faro inutile che la brucia per sempre, togliendole anche quel poco di tempo che le rimarrebbe da vivere della sua breve vita di un giorno.

paopasc ha detto...

C'è una storia da sapere a proposito di cretini e cretinismo. Il cretinismo è una patologia neurale legata al mancato apporto di iodio o al malfunzionamento delle ghiandole tiroidee.
Chi ne è affetto non sviluppa pienamente il sistema nervoso e può presentare difetti sensoriali come sordità, mutismo e problemi di crescita staturale.
Odifreddi, in un suo libro, ricorda che la parola cretino deriva dal francese cretin (cristiano) che identificava degli abitanti del sud della Francia colpiti da questa patologia e che quindi si ritenevano poco propensi a peccare e dunque simili ai cristiani, cioè virtuosi anche se indirettamente.
E' però anche vero quello che affermate tu e Gaetano, e che cioè tutte quelle idee rivoluzionarie e anzitempo, scatenano, massimamente nel popolino, una diffidenza che poi trabocca nel franco sarcasmo. Salvo poi per i posteri verificare che effettivamente colui non era poi tanto cretino.

teoderica ha detto...

Caro Paolo,
in quanto al cretino,non sono politicamente corretta quindi ti dico che il cretino inteso come chi ha dei ritardi non era il cretino creaturale che intendevo io...il mio cretino è puro perciò non si lascia condizionare dagli usi e costumi e comportamenti che gli hanno l' educazione ...cerca il contatto con l' Unità....non so se mi hai capita,mi spiego con le scarpe invece che col cervello.
Ciao.