venerdì 21 maggio 2010

A VOLTE L' UOMO E' UNA COSA MERAVIGLIOSA

Vanno in giro per il mondo a suonare vestiti di giallo, rosso e blù, i colori della bandiera nazionale del Venezuela, sono bambini di strada, incapaci di parlare, spesso non vedenti o autistici, ma suonano lo stesso.
Non hanno voce, ma suonano e cantano con le mani, danzano e suonano e cantano con il linguaggio dei gesti, con le mani e con le braccia.
Così chi è sordo e muto accompagna coi gesti chi canta ma non vede.
E' la forza dei bambini che aiutati dagli adulti hanno creato il Coro delle MANOS BLANCAS.
Essi realizzano il miracolo con una frase: " Non ci sono limiti e
barriere per ciascuno di noi, le barriere le mettiamo noi"





18 commenti:

paopasc ha detto...

a volte...

sara ha detto...

Pensa Paola,
se lo fossero sempre!
Buon fine settimana.

Gaetano Barbella ha detto...

Ditemi ora, non può essere visto in questa ottica il "Coro delle MANOS BLANCAS"?

"Cantano con le mani. Con i loro guanti candidi, sembrano uno stormo di gabbiani sul mare. Oscillano, svolazzano allegramente, rallentano, poi accelerano di nuovo. Sono sordomuti, ma 'sentono' la musica in un altro modo. Cantano senza muovere la bocca, solo con le loro dieci dita. Al loro fianco c'è un altro coro: bambini e ragazzi non vedenti, disabili, ma anche tanti altri senza nessun problema, più fortunati. Mescolati gli uni con gli altri sullo stesso palcoscenico, formano il coro Manos Blancas, 'Mani bianche'".

Le notizie corrono veloci, come questa, e nel cosmo c'è gara a raccogliere quella preziosa "bottiglia", non certo per tutti quelli di miriade di sistemi del cosmo, colmi di vigore e splendore vitale in inimmaginabili modi d'essere, bensì per realtà viventi a mala pena, bisognosi di soccorso. Ma fra di loro è diverso e la morte non sembra ghermirle: "Cantano con le mani. Con i loro guanti candidi, sembrano uno stormo di gabbiani sul mare. Oscillano, svolazzano allegramente, rallentano, poi accelerano di nuovo...".

Le notizie corrono veloci, come un'altra del momento, quella dell'impresa di ricerca scientifica giunta a compimento e racchiusa in questo titolo "La prima cellula sintetica in laboratorio: vita artificiale è realtà". É un annuncio strepitoso che ieri ci è pervenuta da Craig Venter e Hamilton Smith, in un articolo sulla rivista Science, cui si accoda l'autorevole settimanale britannico Economist. "Si tratta letteralmente di un punto di svolta nel rapporto tra l'uomo e la natura", ha detto il biologo molecolare Richard Ebright della Rutgers University. Insomma per farla breve è che una volta servivano anni e milioni di dollari per decodificare una sequenza Dna, oggi bastano pochi giorni e qualche centianio di milioni. In tutto il mondo crescono a dismisura i database conteneti genomi di ogni forma di vita, da piccoli virus agli alberi più alti. E il fatto che sintetizzare il Dna è diventato più rapido e veloce significa che presto chiunque potrà acquistare un Dna sintetizzato.

Di questo fatto se ne sta discutendo sul blog di Annarita, Scientificando, tra esultanza ma anche non senza serie riflessioni da non trascurare mai. E come tutte le cose di questo mondo che sono simili a medaglie con due facce, una buona e l'altra no, come legare l'evento scientifico in questione con quelle "Mani bianche"? Non lo sappiamo ma la vita è così intrecciata per un ecologia che si dimostra sempre meravigliosa e, chissà, la sintesi di quei ricercatori della Rutgers University ci dice qualcosa che è qui, lì, nell'aria e qualcuno si affanna a rilevare dicendo "si muove, si muove, vedete anche voi", ma nessuno gli bada... eccetto, ma è ancora vago, un giovane studente preso a fare delle saggie riflessioni, Angelo Amadori, del quale se ne è parlato nel post precedente a quello suddetto di Annarita.
Non, che questo assenato giovane sia il predestinato a raccogliere il messaggio di quelle "bianche mani", ma per prudenza riteniamo che egli sia messaggero di una meravigliosa catena di una sorta di Dna della vita in continua riproposizione cosmica.
Di qui, nel nostro seminario di casa Teoderica, ci accorgiamo che stanno ricorrendo continuamente parola con singolari e incoraggianti denominatori comuni: veste d'organza, latte di mandorle ed ora mani bianche... per una immaginaria primavera/speranza.

Gaetano

teoderica ha detto...

A volte...però dimostra che è in grado... e questo è una carezza all' animo stanco e sfiduciato.

teoderica ha detto...

Potenzialmente potremmo esselo sempre, sono convinta che saremmo più felici.
Buon fine settimana anche a te.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, non ho tanta fiducia sulla scienza,questa notizia non mi pare così straordinaria, le premesse c'erano già...scoperto il DNA è logico approfondire (clonazione e sù di lì, se ci pensi anche l' innesto delle piante è una grande modificazione e grande è stata la modificazione dell' uomo che non più nomade ha raccolto e poi piantato i semi del grano dove voleva lui).
Interessante l' articolo di Angelo Amadori.
La scienza va avanti ma il pensiero dell' uomo no, il nuovo ci fa paura e sconvolge i nostri valori.
La scelta galileana osannata dal positivismo è stata appunto una scelta, e quindi si saranno abbandonate strade...chi ci dice che sia la giusta strada questa fredda scienza tecnica che ci strabilia ma lascia morire nel dolore tante persone, sembra che le malattie aumentino ed abbiamo il flagello del cancro come un tempo c' era quello della peste.
La scienza senza etica mi fa paura,mi fa paura perchè non siamo pronti "spiritualmente", mentre mi strabilia quello che con solo la forza emozionale,si riesce a fare come il coro delle Manos Blancas.
Ciao e buon fine settimana.

pietro d. perrone ha detto...

Le storie belle e le storie brutte a volte sono strettamente intrecciate.
E' come se l'ingrediente peggiore fosse necessario a dare intensità e gusto a quello migliore.
E' come se la catarsi riuscisse a risollevare in bene tutto quello che di male c'è nella vita.
Sono storie come queste che danno il coraggio di guardare avanti, di avere speranza, di conservare fiducia nel futuro.
Storie come queste riescono a sconfiggere il Destino.
Nessuno lo aveva avvisato, il Fato, il Destino, che un giorno le sue prede preferite, bambini indifesi e teneri, ingenui ed innocenti, lo avrebbero sconfitto insieme ad un maestro di musica.
Grazie al sorriso, all'arte, alla voglia di vivere, al coraggio di sfidare l'ineluttabile.
A volte si vince.
A volte i perdenti riescono a girare la Storia in proprio favore, ad addomesticare il destino, a sconfiggere la sconfitta.

pulvigiu ha detto...

Buona domenica cara Teodorica, finalmente una
giornata di riposo e di sole.

Un abbraccio grande.

Giuseppe.

teoderica ha detto...

A volte i perdenti riescono ad aggirare la storia, ma occorre l' aiuto di chi sa ed ha la possibilità, forse un giorno si parlerà di più di queste storie e meno di gossip, potere e ricchezza ed allora sarà una corsa verso gli ultimi... le belle storie ci sono, ma sembra che non vadano di moda.
Ciao Piero, grazie del commento e buona domenica.

teoderica ha detto...

Buona domenica a te Giuseppe, anche qua a Ravenna è arrivato il sole ( finalmente)...andrò a fare un giro al mare in bicicletta.
Ciao e grazie della visita.

kicca ha detto...

A volte ci si sente un po' come imprigionati in ruoli che non sono propriamente a noi congeniali ,non è riferito a me in particolare ,per dire la verita' è stata la foto a
ispirarmi il post ,la musica in genere la scelgo dopo .
Io comunque ammetto di essere un tipetto insofferente alle regole,mi resta un po' difficile uniformarmi ,ma la volonta' e l'impegno ce lo metto . :)
Hai ragione ,mi piace il crescendo di inquietudine che c'è in questo pezzo ,l'ho trovato adatto a rendere l'idea e a quanto leggo dai vostri commenti ho scelto bene .

buona domenica
baci
kicca

p.s. concordo con pascucci ....a volte ... :))

paopasc ha detto...

ciao Paolè: anche la tua posizione è lecita.

Miriam ha detto...

Molto emozionante il video e la storia di questo gruppo! La musica opera dove neanche noi immaginiamo, segue vie che esulano dalla razionalità ma non per questo meno efficaci di altre strategie. Dicasi altrettanto per la Musico-terapia e le Arti terapie in genere. Personalmente sto facendo un percorso personale che dura da più di un anno con la Danza terapia e nessuno può immaginare la potenza del linguaggio corporeo, nessuno può immaginare quante porte può aprire e quante risposte offre!!!
Ben vengano iniziative come quella che hai proposto nel tuo post, è adorabile, meriti un abbraccio anche se è solo virtuale!

stella ha detto...

Iniziativa lodevole, Teo!

teoderica ha detto...

Ciao Kikka, il tuo post era ben fatto e soprattutto era riflessivo, credo che tutti noi siamo un po' stanchi di essere considerati solo dei numeri...ma ci tocca ballare anche se a volte non ne abbiamo voglia.
:))))

teoderica ha detto...

E meno male che anche la mia posizione è lecita...è già qualcosa.
Ciao Paolo.

teoderica ha detto...

Ciao Miriam, io auspico che la scienza si appoggi anche ad altre cose meno verificabili,che venga fatto chiarezza e che venga riconosciuto la forza di terapie non invasive e naturali...la danza, il canto, l' arte ci aiutano in questo mondo in cui domina la fredda tecnica.
Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Ciao Stella...un beso.