venerdì 9 luglio 2010

PEOPLE

CATERINA


A quindici anni si era innamorata di Carlo, dai capelli biondi e gli occhi neri.
Lo guardava passare coi suoi amici, una fila di ragazzi sui motorini ruggenti.
Lo guardava e sognava.
La sua amica del cuore le aveva confidato che esistevano profumi inebrianti che facevano perdere la testa.
Caterina non credeva a queste sciocchezze ma, forse in questo caso, forse lei aveva odorato quel profumo senza accorgersene ed ora era come se non fosse più padrona di sè stessa.
Quando vedeva Carlo, il cuore le batteva forte, la testa le pulsava, stava male.
Carlo non le aveva mai rivolto uno sguardo.
Un giorno all' ingresso del cinema, incrociò lo sguardo di Carlo.
Si sentì ardere tutta, le pareva che le fiamme la bruciassero dalla testa ai piedi e dai piedi alla testa.
Come in trance, si sedette accanto alle amiche, su una poltrona.
Avvertì, poco dopo, una scossa dietro la nuca. Non si girò, sapeva chi c' era dietro di lei.
Stava tinca come un pezzo di ferro.
Quando Carlo le girò la testa e la baciò.
Caterina inspiegabilmente diede una sberla sonante in faccia a Carlo.
Gli amici di Carlo risero a crepapelle, deridendolo.
Caterina piombò nello sconforto. Perchè gli aveva stampato in faccia quelle cinque dita che ancora erano impresse sul volto di Carlo, anche dopo la fine del film?
Perchè?
Perchè?
Perchè?
Passarano gli anni, diciamo così, nel mezzo del cammin di sua vita, Caterina si sentì sola e respinta. Aveva tanta voglia di amore e non sapeva a chi darlo.
Le mancava l' amore cantato dai poeti.
Fu così, per caso, che navigando nel Web, incontrò un nuovo Carlo.
Cosa accadde?
Fu forse il nuovo profumo inebriante di Internet?
Furono i suoi ormoni impazziti?
O voleva solo fuggire da una vita reale che non le piaceva più e rifugiarsi nei sogni?
Comunque siano le ragioni, Caterina si ritrovò in fiamme, la testa folle, il corpo scosso da brividi, stava male.
Caterina si sentiva ammalata e non le piaceva proprio per niente stare così.
Non aveva più voglia di fare niente, neanche di mangiare e fumava come un turco.
Aspettava con pazienza che passasse.
Capì che l' innamoramento che non ti rasserena e ti fa star male, non è amore è solo follia.
Capì quante panzane sono state raccontate su questo tipo d' amore.
Adesso lo sai Caterina perchè quel giorno a Carlo mollasti un ceffone.


Il racconto è frutto di fantasia. Eventuali somiglianze a fatti realmente accaduti sono puramente casuali.


6 commenti:

pulvigiu ha detto...

Bello questo raccontino.

Buon fine settimana Teoderica.

Partirò venerdì sera 16 per la Sicilia
non prima di pubblicare i miei saluti a tutti.

Ciao da Giuseppe.

teoderica ha detto...

Ahhhhhhhhhh,
parti per la Sicilia, quindi ti lasci alle spalle il caldo umido ed afoso .
BUONE VACANZE.

kicca ha detto...

L'ho letto tutto d'un fiato ...a tratti mi ci rivedo persino .....
magari fosse potrei sorvolare su cio' che non mi piace .
vedo che questa musica piace un po' a tutti quelli che passano da me ...sono contenta vuol dire che cio' che comunica a me arriva anche a voi .

buona domenica teo
baci
kicca

teoderica ha detto...

Ciao Kikka,
........quando parti per le vacanze?
Io lavoro tutta l' estate è per questo che le vacanze degli altri diventano un po' mie.
Bacioli.

sara ha detto...

Ciao Paola,
carino il raconto e carina la Caterina.
Qui fa un caldo che sembra di essere nel deserto, con la piccola differenza che qui abbiamo il tasso di umidità al 70 x cento...piccola differenza.
un abbraccio mai cara.

teoderica ha detto...

Cara Sara,
anche qui il tasso d' umidità è molto alto, praticamente più che cotti, siamo bolliti dal caldo.
Ciao :))))))))