mercoledì 21 settembre 2011

DAMMI MILLE BACI


Dammi mille baci

Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri d'amore;
a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
non diamo il valore di una lira.
Il sole sì che tramonta e risorge;
noi, quando è tramontata la luce breve della vita,
dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
altereremo i conti o per non tirare il bilancio
o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia l'ammontare dei baci.

Gaio Valerio Catullo



immagine di Teoderica

10 commenti:

cosimo ha detto...

Cara Paola,
.....ed io che bacerei in ogni posto la mia innamorata, e che ho emesso, incassato e pagato un numero imprecisato di fatture, e fatto quadrare conti per una vita, come potrei far quadrare i conti dei baci per la donna che amo?
Per il conteggio di tali baci, io sono negato. Così pure lei. E se dovessi proprio contarli, andrei avanti giorno dopo giorno, oltre l'ultimo giorno della mia o sua vita terrea, perchè tale conteggio continuerebbe, insieme ai baci, pure, nell'altra vita.
E i moralisti, veri e falsi, li lascerei a tessere le loro ragnatele alla Penelope.
Mi sto chiedendo, ma questi hanno mai assaporato la dolcezza delle labbra e del volo che fanno nascere, mentre baciano?
E tu, Paola, cosa faresti?

Un beso molto dolce.

teoderica ha detto...

Caro Cosimo, lo sai perchè ho messo questo post? E' stata fatta una ricerca che ha evidenziato che le donne amano più i baci che fare l' amore e fra tutti gli uomini del mondo gli italiani sono risultati i miglior baciatori... mi sembra che questo dica tutto: BACIATEVI.

PS A 15 anni io cercavo il bacio con le stelline...tu cosa pensi l' ho trovato?

pietro d. perrone ha detto...

... oh come sospiravamo al tempo del liceo davanti a questi versi ardenti e proibiti!
Che bello ritrovarli qui, Paola mia.
Sono un ragalo davvero graditissimo!
Un bacio, allora, anche a te.
Piero

teoderica ha detto...

Grazie Piero, un bacio soffiato dal palmo della mano a te...e per rincuorarti ti dico che gli italiani sono i miglior baciatori del mondo, mica poco,saremo fra gli ultimi in economia ma primi nei baci.
Ciao.

cosimo ha detto...

Paola cara,
.....penso che tu l'abbia trovato il bacio con le stelline. Forse non a 15 anni. A quella età le stelline si sognano soltanto. Da grandi le vediamo proprio. E con loro, forse, hai trovato insieme pure la scossa.
Dell'inchiesta non sapevo nulla, ma da radio strada, avevo ascoltato qualcosa sul risultato, e che fosse proprio così come tu dici. Forse perché la mia strada è meridionale, dove il sole scalda di più le vene della passionalità. Amo i baci in amore. perché fondono allo stato puro, quattro labbra e due corpi .

Un beso.

PS- Se anch'io ho trovato le stelline?
Ebbene dico di si. Non nella adolescenza, bensì da grande, insieme alla scossa.

Ciao ciao ciao.

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola, i baci sono come le ciliege, una ne richiama un'altra, ma... ciecamente capita quella col bruco...

Così fu per gli struggenti baci di Catullo per Lesbia.

La storia di Lesbia o Clodia e Catullo è molto travagliata ma possiamo dire che tra i due quello a fraintendere la loro relazione è stato Catullo. I due hanno iniziato ad amarsi quando Lesbia era già sposata ed è molto probabile che Catullo non fosse neanche il solo con cui Lesbia tradiva il marito. Quindi mentre Catullo credeva che il loro amore fosse eterno e persistente per Lesbia probabilmente Catullo non era altro che un altro uomo con cui tradire il marito. Il fatto che l'amore di Catullo non fosse ricambiato è provato anche dal fatto che quando lui andò in Troade per la morte del fratello dei suoi amici gli fecero avere notizia che Lesbia non si struggeva d'amore ma che aveva prontamente sostituito Catullo con altre compagnie.

Ma a Catullo poeta e grande amatore non poteva mancare la giusta ciliegina, ovvero il puro bacio capace di redimerlo...

Si narra che una giovane di Sirmione, di nome Quinzia, si fosse innamorata del poeta Catullo, a sua volta follemente, innamorato di Lesbia. Ma il poeta ben presto si stabilì a Roma, capitale e centro culturale dell'Impero. Malgrado la lontananza, il cuore della giovane Quinzia rimaneva indissolubilmente legato al ricordo dell'amato Catullo. Quando, tempo dopo la partenza di Catullo dal Garda, giunse voce della sua morte, la povera Quinzia, affranta dal dolore, si recò sulle rive del lago e qui pianse tutte le sue lacrime. Quelle lacrime, cadendo in acqua, formarono sul fondo un mosaico raffigurante il volto del poeta. Per il dolore Quinzia morì. Ancora nell'Ottocento i giovani innamorati e i villeggianti del luogo uscivano in barca, nelle notti di luna piena, alla ricerca di quel mosaico fatato.

Oggi questa storia d'amore così dipinto dalla vena poetica attraverso questo racconto, non può che impietosire coloro che si accostano a quel lago. Essi cercando invano il mosaico misterioso che mai è stato veramente visto, se non forse con l'immagine interiore di fantasiosi innamorati, con la collaborazione del chiaror di luna e di tante stelle fulgenti del cielo.

Quel volto che Quinzia aveva - secondo la fantasia di chi l'ha scritta - formato sul fondo della riva del Garda, non poteva essere che il ricordo di Catullo, impresso nel profondo della sua anima, che nei momenti in cui il lago non era turbato in superficie, ne rifletteva l'immagine un po' disunita, al punto da sembrare un mosaico.

Solo una grande forza d'anima le sarebbe bastato per evitare la commozione nell'impatto con quelle sembianze mostruosamente alterate, ma è impossibile resistere a tanto e il pianto sopraggiunse imperiosamente e stravolse le sue immagini mentali tenute insieme spasmodicamente.

Ma le lacrime se non sono tanto buone per i malvagi aridi nel cuore, per i giusti sono molto salutari, perché costituiscono l'estremo messaggio per chi può raccoglierlo e così mettere in salvo le Quinzie innocenti.

E' questo il finale del racconto di Quinzia.

Ecco una cosa nobile da poter fare senza tanto ferire o sacrificare, salvare Quinzia e tutto ciò che lei rappresenta!

Perciò, come suggerisce il racconto, se ti trovi da quelle parti insieme a chi veramente ti ama, e in lei intravedi Quinzia, non pensare ad altro, non pensare anche a Lesbia che ti turba la mente, perché in quello stesso momento, lo spirito legato ad essa viene liberato a causa di quel fatto antico e non potrà che accompagnarti nella tua vita per aiutarti in qualche modo e preservarti da amori impuri.

Ecco, cara Paola son ritornato e mi sono rifatto dell'assenza. Sei contenta?

Baci, Gaetano

Soffio ha detto...

Un bacione, semplice semplice con schiocco

teoderica ha detto...

Caro Cosimo...certe cose non si dicono, non si dicono proprio.
Un bacio all' uomo del sud, che dicono sia più passionale di quello del nord...dicono.

teoderica ha detto...

Sì sono contenta Gaetano, anche se ti ho scovato su fb, altrimenti non saresti venuto. Ho pianto come Quinzia e tu diversamente da Catullo sei venuto ancora a commentare.
Mi hai regalato un bel racconto mitico che non conoscevo.
Mille e ancora mille baci per te.

teoderica ha detto...

Caro amico Soffio
per un poco tu sei mio
anche solo per un bacio
con lo schiocco
ma non sciocco.