martedì 23 ottobre 2012

OVUNQUE SARAI LA MORTE SARA' CON TE


LA CITTA'

Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina".

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c'è nave non c'è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.
Costantino Kavafis




immagine di Teoderica

8 commenti:

cosimo ha detto...

Ovunque saremo, quindi pure sempre nello stesso posto, la vita sarà con noi, sempre. Proprio sempre, sempre. Anche l'alba è sempre lì, così pure il tramonto, così pure la notte, ma non sciupano la loro vita e vitalità perché non sono ripetutamente con le stesse tonalità e sullo stesso esatto posto di prima.
Poi ci sono posti che si raggiungono solamente con la mente, ma che per il modo in cui li raggiungiamo, ci fanno essere proprio a vivere li.
Buona giornata, Paola cara:-)

pietro d. perrone ha detto...

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

ITACA, di Kostantin Kavafis

teoderica ha detto...

Che dirti Cosimo, questi sono giorni per me, in sintonia con questa triste poesia.
Ciao.

teoderica ha detto...

Una delle poesie più belle, grazie Piero.
Ciao.

cosimo ha detto...

Non é una triste poesia é lugubre al pari di chi l'ha scritta. Infatti ha vossuto quasi tutta la sua vita al buio con finestre chiuse, serrate e pochissimi giorni con la luce di candela quasi a zero. Per me aveva gravi proplemi di esistenza sin da giovane, acuiti forse dalla sua omosessualità scoperta da giovanissimo. La vita é altro, é reattività a tutto. E LEGGENDOTI DA QUASI DUE ANNI, TROVO REATTIVITÀ IN TE. Scusa il maiscolo, colpa della tastiera.

teoderica ha detto...

Si vede che anch'io sono lugubre, comunque dopo tanto tempo che mi segui, tengo a dirti che io sono bipolare, oscillo tra momenti di buio profondo a momenti di luce e creatività...ma questi durano poco, mentre i giorni tristi durano tanto...ci tengo a dirti che i bipolari sono di solito ...geniali.
Ciao Cosimo :)

cosimo ha detto...

Benvenuta genialità.....é la tavolozza dei colori per il Tutto :-)

teoderica ha detto...

Grazie Cosimo :)