sabato 14 aprile 2012

Da Vermeer a Kandinsky ( prima parte)


Settanta opere in otto grandi periodi, in cui le nazioni che hanno contribuito maggiormente alla storia dell’arte sono rappresentate con i pittori più celebri , è questa la mostra che si svolge a Rimini, dal 21 gennaio al 3 giugno.
La carrellata dei pittori è impressionante, ancora dippiù perchè molti sono rappresentati dai loro capolavori. Una mostra per la gioia e lo stupore, una mostra per la sola bellezza, qui lasciamo stare la storia dell' arte e lustriamoci gli occhi con la meraviglia.
Spiccano nomi come Paolo Veronese, Tintoretto accanto a dipinti di Tiziano, Lorenzo Lotto e Gerolamo Savoldo. La Serenissima è protagonista anche con il Settecento e i suoi Giovan Battista Tiepolo , i vedutisti Bellotto, Canaletto e Francesco Guardi. Poi troviamo Annibale Carracci, Guercino, Mattia Preti, Guido Reni, Luca Giordano; il “siglo de oro” iberico con Velázquez, Murillo, El Greco, Ribera, Zurbarán; e la pittura olandese dei pittori fiamminghi Antoon Van Dyck, e infine il famoso «Cristo in casa di Maria e Marta» di Vermeer. E non basta perchè poi ci sono gli inglesi con William Hogarth , William Turner, John Constable, il ritrattista Josha Reynolds e Thomas Gainsborough. Ampia e quasi d’onore, l’ala riservata a «L’età dell’Impressionismo», da Van Gogh a Manet, da Millet a Courbet, da Monet a Degas (c’è la sua «Piccola danzatrice di quattordici anni» in bronzo), da Renoir a Sisley e Pissarro. ..e per chiudere
Kandinsky e poi Matisse, ancora Picasso, Mondrian, Bacon, De Staël e il bolognese Morandi.
Credo che dopo le infinite mostre tematiche , un' esposizione unicamente di bellezza sia ciò di più idoneo per risollevarci il morale.
La città di Rimini vi attende anche con la sua eccellente arte culinaria...a proposito sapevate che arte culinaria deriva da ...culi? Le cucine negli accampamenti dei romani erano proprio di fronte alle latrine ed i cuochi avevano in bella vista tutta una serie di culi.


Da lunedì a venerdì: 9 - 19; sabato e domenica: 9 - 20.
Ingresso: intero euro 10

8 commenti:

cosimo ha detto...

Per tutto quello che hai elencato, c'é solo da usare il termine più appropriato, universale. E sarà non solo leggere il tuo racconto, sarà come se, noi lettori, fossimo proprio per le sale e i corridoi della mostra. Poi dopo tutto questo ben di Dio, un bel piatto di pasta con le cannocchie o cicale, come le chiamiamo qui in Puglia, accompagnato da un vivace vino romagnolo, completerebbe l'opera che serve a tenere desto il nostro palato e la nostra mente. A questo punto c'è solo da aggiungere che questa escursione tra super arte e pregevole arte culinaria, ha bisogno di essere vissuta in degna compagnia.
Buon fine settimana, Paola :-)))

teoderica ha detto...

...caro Cosimo, non ti resta che schiodarti da Bari e venire in Romagna fra bellezza visiva e arte culinaria :)))

pietro d. perrone ha detto...

Pensa, Paolè, che stavo per venirci, dalle parti di Pesaro - Rimini, proprio questo finesettimana. Poi abbiamo cambiato idea, visto il cattivo tempo.
Ma abbiamo solo rimandato.
E così, questi saranno giorni da... relax totale.
Vanno bene anche così, sono un pò strassato in ufficio, in questo periodo, e allora va bene anche weekend ... sotto le pezze, come si dice da queste parti.
Tu come stai?

Ti abbraccio e ti auguro buona domenica.
Piero

teoderica ha detto...

Caro Pietro,
sto bene...moltissimo, almeno in questi giorni, in cui il romanzo sta andando alla grande.
Se tu vieni da queste parti non dimenticare di visitare la mostra che è veramente piena di capolavori, anche se tu sei abituato a Roma e non come me abituauata alle solite mostre che arrivano in queste città di provincia.
Buona domenica.

Gaetano ha detto...

Superfluo dire che l'arte pittorica e quella culinaria sono andati tante volte a braccetto, in tema di oggetto delle loro opere. Incerto decidere chi di queste abbia prevalso nel tempo, come di una occulta disfida, giusto quindi il vecchio fatto dei cuochi romani degli accampamenti militari che hai raccontato. Dunque, si potrebbe immaginare che la vittoria dell'una o dell'altra schiera degli artisti, di pennello e pentola, sia dovuta ad una certa questione di fortuna, ovvero di 'culo'. Insomma la testa di questa schiera di artisti potrebbe essere scolpita nel legno come ha fatto Luigi Paone di Catanzaro, in arte scultore, vedi qui/.
Ciao, Paola,
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, la tua riflessione mi ispira: non per liente l'arte culinaria passa alla fine del suo percorso dal...culo e se tale parte del corpo fosse un'opera d'arte sarebbe inglobata o nell'arte Pop oppure all'Art Brut che ne dici?
Ciao e buona domenica.

Gaetano ha detto...

Ma c'è molto, molto di più sul 'culo' ... dell'arte, cara Paola. Di qui la 'conoscenza' del secretum secretorum del grande potere che deriva proprio dal 'culo': meglio dall'osso sacro che vi riguarda e che negli animali diventa una cospicua coda.

Da wikipedia vedi qui
L'osso sacro è un osso impari e asimmetrico, appartenente alla colonna vertebrale. L'osso sacro, nonostante non manchino erronee e svariate interpretazioni sul significato di questo termine, viene così definito già dagli antichi greci per la presunta presenza al suo interno di una energia spirituale, conoscenza questa tramandata da antiche autorità spirituali orientali . In particolare, nella tradizione indù, questa energia viene identificata con il termine " kundalini".
L'origine del nome deriva da una errata traduzione dal greco al latino. In greco antico l'osso sacro si chiamava "ieros osteon". Ieros può significare sia grande che sacro. I greci probabilmente intendevano "osso grosso", ma una errata traduzione in latino portò a chiamarlo "osso sacro".

Più in particolare si tratta del cosiddetto 'osso di luz'

Luz è il secretum secretorum. Parola di origine aramaica invariata nella lingua ebraica e in quella araba. Dal significato materiale di nocciolo duro che permette alla pianta di crescere va al significato esoterico di provenienza Biblica (Genesi 28:19; 35:6; 48:3 e in Esodo). Il 'Luz' si trova nella parte estrema della spina dorsale dell’essere umano (osso sacro: formazione triangolare posto tra la terza vertebra lombare e il coccige). L’osso sacro viene chiamato Luz perché nel Talmud viene associato con l’antica e indistruttibile Città di Luz, alla quale l’Angelo della Morte non ha accesso. È l’Osso indistruttibile entro cui l’Anima è protetta. Molte sono le storie intorno all’Osso Luz. Vedi qui


I Templari, in Terra Santa o nei loro possedimenti di Provenza o Linguadoca, precisamente nella regione di Montpellier, hanno potuto entrare in relazione con i movimenti di speculazione mistica d’origine giudaica che vengono designati col nome di 'Cabala'. Secondo certi cabalisti, l’osso situato alla base della spina dorsale, chiamato luz (la mandorla), è l’unica parte del nostro corpo che non marcisce nella terra. E dunque da tale parte che si opererà in un mondo a venire la risurrezione dei corpi. Quest’osso, ed esso solo per coloro che ammettono la dottrina del ciclo delle reincarnazioni (il Gui1gal), è quello che ci può far ricordare delle nostre vite anteriori e future, poiché passa immutato attraverso i secoli. Questa mandorla non è anche per i simbolisti cristiani 'la mandorla' perfettamente chiusa in cui, sul portale delle cattedrali, troneggia Gesù?

Secondo la Bibbia e il Talmud, Bethel si chiamava un tempo Luz. Era una città cinta da alte mura dove non si moriva mai. Vi si penetrava attraverso una mandorla o attraverso il tronco di un mandorlo. Gli abitanti che erano stanchi di vivere chiedevano di essere gettati al di sopra dei bastíoni, e allora morivano all’istante. Agli gnostici e agli esoterici è sempre piaciuto sviluppare il simbolismo della dottrina segreta sotto la figura della mandorla, di cui bisogna rompere il guscio per giungere al frutto. Infine, quando alcuni Padri della Chiesa cercano esempi per spiegare il concepimento miracoloso di Gesù, è al verme che nasce dalla mandorla, vale a dire per generazione spontanea, che ricorrono con grande frequenza. Non è possibile sapere se i Templari conoscessero tutte queste tradizioni. Ma è indubbio che l’osso terminale della colonna vertebrale sia stato considerato da loro come sacro. Vedi qui

Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, come non ringraziarti per tutto ciò che scrivi, inoltre hai sciolto la mia ignoranza sulla mandorla, mi sono sempre chiesta la profusione dell'iscrizione di Gesù in una mandorla, soprattutto in epoca mediovale,da dove provenisse.
Grazie.
Buona serata.