lunedì 23 aprile 2012

Da Vermeer a Kandinsky ( quarta parte)




Nella terza sala , ciò che più mi attrae è la " Maddalena" di Jusepe Ribera, detto lo Spagnoletto nacque a Játiva nel 1591.
Probabilmente soggiornò in Lombardia ed in Emilia verso il 161 1 e poi a Roma, stabilendosi poi a Napoli.
Il suo modo di dipingere è caratterizzato da una completa adesione al luminismo caravaggesco; la sua è una pittura drammatica e tenebrosa, ricca di vistosi effetti chiaroscurali , ma qui nella Maddalena colpisce per i colori luminosi, il manto è serico, sfumato e cangiante, la dolcezza del volto e la chiarezza delle carni e lo squarcio di cielo sullo sfondo mi colpiscono per la eterea bellezza.
Si passa poi alla quarta sala con le conturbanti femmine.
Vi è la lussuriosa e incestuosa regina Semiramide del Guercino dagli abiti suntuosi e i capelli sfavillanti. Giovan Francesco Barbieri nasce a Cento, nel Ducato di Ferrara, il 2 febbraio 1591 ed il soprannome di Guercino gli deriva dal notevole difetto agli occhi e forse il suo difetto può avere influenzato la sua resa pittorica delle forme e nello spazio.
Lo stile pittorico del Guercino, già all'inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall'alto ed espletando la sua sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscurali, la sua fama in vita fu enorme.
E poi in fondo ad una specie di corridoio, ecco là la Giuditta di Francesco Cairo. L' eroina della bibbia che si insinuò nel campo nemico, sedusse Oloferne, lo fece ubriacare e poi gli tagliò la testa.Una sola testa e la guerra finì a favore degli ebrei. Cairo la raffigura altera, con un gran turbante in testa sembra ti dica: " ti ho ammazzato".
Francesco Cairo( Milano 1607/1665) è anche conociuto come Cavalier Cairo per merito alla sua arte. Si trasferì presto a Torino dove eseguì una serie di dipinti da cavalletto dal tema cupo. Poi ebbe la possibilità di conoscere i lavori di Guido Reni e del Guercino e l'artista passò ad una pittura più raffinata e ricca, dalla matericità quasi fiamminga, forse non immemore della conoscenza della contemporanea pittura genovese.

2 commenti:

cosimo ha detto...

Esposizione raffinata di questi capolavori, come solo sa fare chi di arte si nutre. E tu ti nutri di arte pittorica e letteraria. Insomma mi fai vedere tra le sale del castello di Sigismondo.
Complimenti, cara Paola!
Buona settimana, un beso.

teoderica ha detto...

Buongiorno Cosimo,
puntuale coi tuoi commenti lusinghieri, mi addolcisci le giornate.
Ciao.