giovedì 7 giugno 2012

A TREDOZIO SI STA UN PO' IN OZIO




Tredozio è un ameno paese sulle colline di Forlì. Fa parte della zona denominata "Romagna-Toscana"; e infatti delle due regioni Tredozio conserva molte delle principali caratteristiche sociali, storiche e culturali. E' certo che la valle del Tramazzo ha costituito sempre una zona di passaggio fra la pianura ravennate e la Toscana; importanti sono gli insediamenti terramaricoli del Bronzo Medio (sec. XV a.C.). Alcuni studiosi affermano che anche Annibale, nel 218 a.C., iniziò l'attraversata dell' Appennino (per scendere verso Roma), proprio partendo dal valico del Monte Busca. Questo monte è in realtà un vulcano che ancora oggi fuma . La valle comunque doveva essere molto selvaggia e quasi inesplorata, popolata esclusivamente da alcune tribù di Galli Boi, a fatica sopraffatte, nel corso di sanguinose battaglie, dalla potenza espansionistica di Roma. Ma ai romani non interessava questo territorio e forse qui rimasero i Galli superstiti assieme alla gente locale. Le prime notizie storiche riguardanti Tredozio, o perlomeno il suo territorio, risalgono al periodo Bizantino-Ravennate. Dopo il 1000, il territorio tredoziese vide fiorire, con la ruralizzazione della società e con lo spirito di rinnovamento e di riforma contro i mali della Chiesa e del mondo religioso in generale, un numero notevole di chiese e di conventi: per primo, ad opera di S.Pier Damiani, sorse il Monastero di Gamogna. Per cinque secoli Tredozio fu terra di frontiera fra la Toscana e lo Stato Pontificio; sicuramente anche terra di contrabbando e di residenza provvisoria per famiglie e personaggi provenienti da Firenze o da Faenza; nacquero in questo periodo alcune fra le costruzioni rurali ed i palazzi più belli ancor oggi esistenti nel centro e nella campagna. L'Umanesimo e il Rinascimento lasciano le loro tracce anche in un piccolo centro come Tredozio: Nasce a Tredozio l' Erasmo da Rotterdam romagnolo: Faustino Perisauli (Pietro Paolo Fantini) scrive il "De Triumpho Stultitiae" (forse ispiratore della "Laus Stultitiae" erasmiana) e frequenta i circolo culturali riminesi e romani.


Foto: il fiume che attraversa il paese e l' opera momumentale dedicata alla Madonna delle Grazie.

4 commenti:

cosimo ha detto...

E' improprio chiamare paesini i piccoli borghi rurali, sono dei veri e propri tesori. Ancora di più se nati sulle vie di comunicazione, conservano tracce dei vari e tanti spostamenti eserciti e di gruppi intenti a combattere o a cercare terre più fertili, oppure territori di mare per inbarcarsi verso la penisola ellenica, ponte di transito dei commerci con l'oriente.
Carissima Paola, questa presentazione di Tredozio e della storia che ruota attorno, è veramente entusiasmante, fino a farmi vedere in quei luoghi. Complimenti!!!
Buona giornata di ogni tipo di mare:-)))

pietro d. perrone ha detto...

beh, si sente il sussurro della storia in queto stormire di fronde appenninesi.
Bello, bello.
Piero

teoderica ha detto...

Cosimo, credo che anche da te, in Puglia ci saranno questi paesi , magari un po' sperduti nelle Murge...hanno il fascino del tempo che fu, che non ritorna mai più.
Ciao...più allegro è il mare.

teoderica ha detto...

A te Piero piacciono i paesini sperduti in montagna? O ami solo le città?
Ciao.