martedì 19 giugno 2012

CONTRO LA RABBIA USA SAN DONNINO


L' Abbazia di S.Donnino in Soglio è a quattro chilometri dall'abitato di Rocca S.Casciano in provincia di Forlì.
Si tratta di una bella costruzione a fortilizio, eretta intorno al Mille su un colle . Fu una delle potenti abbazie Benedettine della Romagna Toscana. La chiesa primitiva aveva forma basilicale a tre navate, documentata sin dal 1214. Soppressa dopo il Concilio di Trento durante una visita dell'archivesco di Milano S.Carlo Borromeo in viaggio fra Ravenna e Roma, alcune delle opere esitenti all'interno furono trasportate in altro luogo. All'interno dell'Abbazia è visibile l' affresco "Episodi della vita di San Donnino", della fine del XIV secolo, opera tardo gotica, che stilisticamente si richiama alla scuola riminese e a quella coeva bolognese. Ripetutamente restaurato ma tuttora in stato precario.
Mio padre abitava qui , accanto all' Abbazia.
Nel mio immaginario forte è rimasta la figura di san Donnino, perchè sentivo il rispetto che era nelle parole di mio padre, quando parlava, quasi evocandolo di San Donnino. La leggenda di San Donnino , il santo raffigurato con la palma del martirio, in abiti da soldato e con la sua testa in mano, nasce a Fidenza ( Parma).Qui è vissuto ed è morto San Donnino, dopo essere stato martirizzato per il suo credo cristiano. Egli era un “cubiculario” dell’Imperatore Massimiano Erculeo, che altri non era che il suo personalissimo “maggiordomo”. Questo lavoro, che veniva conferito solo ai nobili, perché si accompagnava la personalità massima, era di grandissima importanza e responsabilità, perchè era compito arduo occuparsi di abiti, mobili e carrozze per la corona, che non ammetteva errori.

Ma il destino condusse Donnino a convertirsi al Cristianesimo contro il volere dell’Imperatore che non solo lo cacciò dalla sua funzione, ma lo inseguì fino al fiume Stirane per decapitarlo.Questo è il poco che si sa di Donnino, ma il suo culto era molto importane un tempo nelle campagne, perchè si ricorreva a lui come protettore dell' idrofobia.

Pare che il santo guarisse un idrofobo dandogli da bere acqua e vino benedetto. Agli inizi del 1900 era ancora in uso , il giorno di San Donnino, benedire il pane in chiesa e poi darlo da mangiare agli animali, in particolare ai cani...a quei tempi non esisteva ancora il vaccino antirabbico.


immagine: dintorni S Donnino di Teoderica

4 commenti:

Pino Palumbo ha detto...

Un granello della nostra storia...ricca di monumenti ecc...ecc... Ciao.

cosimo ha detto...

Un'opera stupenda a cornice di altretanto raccontare del tempo e degli uomini passati, ma ancora vivi nella mente del popolo. Ed è proprio di questi giorni, l'ennesimo fatto di sangue religioso in Nigeria, che ci fa dire che i San Donnino non finiranno mai di dare la loro vita per qualsiasi religione.

Un abbraccio forte e grande, cara Paola!

teoderica ha detto...

Ciao Pino...giorni ricchi di caldo questi, per andare al mare e non per visitare monumenti.
Ciao.

teoderica ha detto...

Chissà se San Donnino oltre che per la rabbia aiuta contro il caldo...ciao Cosimo.