martedì 31 luglio 2012

A WHITER SHADE OF PALE


Nella mia home page vi è un video con "A Whiter Shade of Pale" , dei Procol Harum. Questa canzone dal testo ermetico di Keith Reid, sul quale critici e fans continuano a scervellarsi, ha come fondo una melodia struggente ispirata all’Aria sulla quarta corda dalla Suite n. 3 in sol maggiore di Johann Sebastian Bach, l' organo Hammond fa accapponare la pelle dell'ascoltatore, e la voce sibilante, calda e profonda di Gary Brooker sembra duettare con l'organo ricreando un'atmosfera di qualcosa che c'è, ma non c'è, qualcosa di bello che poteva essere ma non è più, qualcosa di dolcissimo che si sta perdendo, qualcosa che ti esorta a cogliere l'attimo... mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già fuggito: cogli l’attimo il meno possibile fiduciosa nel domani.Uscita, anzi, esplosa nel 1966,"A Whiter Shade of Pale", si becca nel 1968 il premio come migliore canzone dell'anno, e possiamo dire che da quel momento la sua notorietà non è mai scesa.

Il testo tradotto in italiano:

Ignorammo le luci del Fandango
Come i carrelli che giravano sul pavimento
Sentivo una specie di mal di mare
Ma la folla chiedeva il bis
Nella stanza il mormorio era così forte
Da far volar via il soffitto
Quando chiedemmo ancora da bere
Il cameriere arrivò con un vassoio

E fu così che poi
Mentre il mugnaio raccontava la sua storia
Il volto di lei, dapprima solo spettrale,
Schiarì in un'ombra pallida

Lei disse: "Non c'è motivo
Lo vedi da solo come stanno le cose"
Ma io vagavo fra le mie carte da gioco
E non avrei permesso che lei fosse
Una delle sedici vergini vestali
In partenza per la costa
E anche se i miei occhi erano aperti
Sarebbe stato lo stesso se fossero stati chiusi

E fu così…

P.S. Fandango è anche un ballo sensuale spagnolo accompagnato dal suono ardente e cocente della chitarra.

6 commenti:

cosimo ha detto...

Da giovane, da adulto, tutt'oggi una delle mie canzoni preferite. A quei tempi avevo i 45 giri con tutte le varie versioni. Oggi la canticchio ancora, provando sempre una emozione nuova.
Cara Paola, anch'io ho nel blog questa doce canzone.
Un abbraccio radioso!

teoderica ha detto...

...una canzone d'altri tempi, si era giovanissimi e si credeva di cambiare il mondo, non sapevamo che il mondo avrebbe cambiato noi.
Un abbraccio.

ivana ha detto...

Sono sempre stata affascinata da questa canzone sin dagli anni 70 ,
mi piace molto anche la versione di Zucchero Fornaciari,quando però ho cercato la traduzione del testo sono rimasta un po' delusa.
Un abbraccio ,

teoderica ha detto...

Cara Ivana, anche io come te rimasi delusa dalla traduzione, ma poi con gli anni vedo in quelle parole un non senso, un non finito , un non inizio, infine niente altro che il ...desiderio.
Ciao Ivana.

Renzo Pisu ha detto...

Visitate songfats.com, c'è una bellissima sezione dedicata ai Procol Harum che da modo di capire il testo.... Loro la descrivono come piccoli camei in un puzzle, nel quale c'è il posto, l'ora, la situazione, i presenti..... Molto bello. Utilissimo per capire anche il periodo! Ciao!

Renzo Pisu ha detto...

http://www.songfacts.com/detail.php?id=1131